
Le galline hanno le ali, eppure quasi non volano. Perche? E a cosa servono allora quelle ali, se non a spiccare il volo come fanno anatre, oche o piccioni? In questa guida completa vediamo cosa sono le ali, come si sono evolute, come sono fatte e come funzionano per il volo, perche la gallina vola cosi male, quali usi alternativi ne fanno galline, galli e pulcini, come si sviluppano con la crescita e quali problematiche e malattie possono colpirle. In fondo trovi una tabella comparativa con galline e altri venti tra avicoli e uccelli (apertura alare, attitudine al volo, distanza, velocita e altitudine), oltre a curiosita e FAQ.
Indice dei contenuti:
- Cosa sono le ali e come sono fatte
- L’evoluzione delle ali
- Come funzionano per il volo
- Perche le galline volano male
- Gli altri usi delle ali
- Le ali dei pulcini e lo sviluppo
- Problematiche e malattie delle ali
- Tabella comparativa: il volo negli avicoli
- 10 curiosità sulle ali
- Domande frequenti (FAQ)
Cosa sono le ali e come sono fatte
L’ala degli uccelli è un arto anteriore modificato: l’equivalente del nostro braccio e della nostra mano, trasformato dall’evoluzione in una superficie portante. Al suo interno riconosciamo le stesse ossa del braccio umano, ma adattate al volo: l’omero (il “braccio”), poi radio e ulna (l'”avambraccio”) e infine le ossa di carpo e metacarpo con poche dita fuse (la “mano”), che sorreggono le penne più importanti.
A rivestire questa struttura ci sono le penne, divise per funzione:
- Remiganti primarie: le penne più grandi e robuste, inserite sulla “mano” (circa 10 per ala). Forniscono la spinta in avanti e sono decisive per il decollo.
- Remiganti secondarie: inserite sull'”avambraccio” (circa 14 per ala), generano soprattutto la portanza, cioè il sostegno in aria.
- Copritrici: penne più piccole che ricoprono la base delle remiganti rendendo l’ala liscia e aerodinamica.
- Alula: un piccolo ciuffo di penne sul “pollice”, che funziona come un ipersostentatore (una sorta di flap) per non perdere portanza alle basse velocità, come in atterraggio.
A muovere le ali sono due grandi muscoli ancorati alla carena (o chiglia) dello sterno: il gran pettorale, che abbassa l’ala (il colpo che dà potenza), e il sovracoracoideo, più profondo, che la risolleva. È questa muscolatura, nel petto, la vera “centralina” del volo – e, nel caso della gallina, anche la causa dei suoi problemi, come vedremo.
L’evoluzione delle ali
Le ali degli uccelli discendono dagli arti anteriori dei dinosauri teropodi: gli uccelli sono, a tutti gli effetti, dinosauri sopravvissuti. Molti teropodi erano già ricoperti di penne prima ancora di saper volare (come ad esempio l’archeotterige, l’anello di congiunzione tra dinosauri e galline), usate per isolamento termico, parata e cova. Solo in seguito le penne degli arti anteriori si allungarono e si specializzarono fino a formare una superficie capace di generare portanza.
Su come sia nato il volo esistono diverse ipotesi. Una delle più studiate è quella della corsa inclinata assistita dalle ali (in inglese WAIR, wing-assisted incline running): molti galliformi, battendo le ali mentre corrono, riescono a risalire pendii ripidi o verticali. È stato osservato che i piccoli di pernice affrontano già pendenze di 50–60° a pochi giorni di vita, fino a scalare pareti verticali crescendo. Secondo questa ipotesi, un battito d’ali nato per “spingere a terra” e aiutare la salita, si sarebbe poi evoluto nel volo vero e proprio. Resta un tema dibattuto, ma spiega bene perché tanti avicoli usano le ali soprattutto per sfuggire verso l’alto più che per volare a lungo.
Come funzionano per il volo
Un’ala vola perché genera portanza: il suo profilo curvo fa sì che l’aria scorra più velocemente sopra che sotto, creando una differenza di pressione che “risucchia” l’ala verso l’alto. Il battito, grazie alle remiganti primarie, aggiunge la spinta in avanti. Perché tutto funzioni serve però il giusto rapporto tra peso del corpo e superficie alare, il cosiddetto carico alare (wing loading): più un animale è pesante rispetto alle sue ali, più gli è difficile staccarsi da terra e restare in volo.
Gli uccelli volatori hanno ossa leggere (spesso pneumatizzate), muscoli pettorali efficienti e ali ampie rispetto al peso. Quando questo equilibrio è ottimale – come in piccioni, anatre e rondini – il volo diventa potente, veloce e prolungato.
Perché le galline volano male
La gallina domestica è capace di volare, ma solo per brevi tratti e a bassa quota: un balzo svolazzante per raggiungere il posatoio, scavalcare una recinzione o sfuggire a un pericolo. Raramente supera qualche decina di metri e pochi metri d’altezza. Le ragioni sono soprattutto due:
- Ali piccole e corpo pesante. Rispetto alla sua massa, la gallina ha ali relativamente ridotte: il suo carico alare è alto, quindi fatica a sollevarsi.
- Muscoli pettorali pesanti (ma “bianchi”). La selezione dell’uomo ha accentuato lo sviluppo del petto, rendendo i muscoli del volo grossi ma adatti solo a sforzi brevi e intensi (fibre bianche, poco resistenti). Danno uno scatto esplosivo per decollare, ma si affaticano in pochi secondi.
Il risultato è il tipico “volo di emergenza” della gallina: un decollo rumoroso e sbilenco, qualche battito potente e un rapido ritorno a terra. I suoi antenati selvatici (il gallo bankiva della giungla asiatica) volano un po’ meglio, ma anche in natura i galliformi sono fatti per correre e appollaiarsi, non per migrare. Nelle razze pesanti come i broiler, la capacità di volo è praticamente nulla.
Gli altri usi delle ali
Proprio perché volano poco, galline e galli usano le ali in moltissimi modi alternativi, spesso sorprendenti:
- Equilibrio e “freno”. Le ali aiutano a bilanciarsi in corsa, nei salti, nelle planate dal posatoio e negli atterraggi, come un bilanciere o un paracadute.
- Salire correndo (WAIR). Battendo le ali mentre corrono, riescono a risalire rampe, muretti e pendii ripidi che non supererebbero con le sole zampe.
- Corteggiamento del gallo. Nella “danza” nuziale il gallo abbassa un’ala verso terra e gira intorno alla gallina (il cosiddetto wing-drop), spesso insieme al tidbitting (richiama la gallina con versi e beccando il cibo per offrirlo).
- Minaccia e difesa. Un gallo (o una chioccia) può aprire e battere le ali per sembrare più grande, intimidire un rivale o un predatore; le ali possono diventare anche armi, sferrando colpi.
- Protezione dei pulcini. La chioccia raccoglie i piccoli sotto le ali, tenendoli al caldo e al riparo da pioggia e predatori: un gesto diventato simbolo universale di accudimento.
- Termoregolazione. Con il caldo la gallina scosta le ali dal corpo per disperdere calore; con il freddo le tiene aderenti e gonfia il piumaggio per trattenere l’aria calda.
- Igiene e bagno di sabbia. Durante il bagno di terra la gallina sbatte e apre le ali per far penetrare la terra tra le penne, soffocando acari e parassiti; completa con lo “scuotimento” e con lo stiracchiamento di ala e zampa dello stesso lato.
Spesso i galli aprono e sbattono le ali anche prima di lanciare un forte chicchirichì, come a gonfiare il petto e a prendere forza e slancio prima di cantare:
Le ali dei pulcini e lo sviluppo
Alla nascita i pulcini sono ricoperti di piumino, ma le ali sono la prima parte a “mettere le penne vere”: già nei primi giorni spuntano le remiganti, che crescono molto più in fretta del resto del piumaggio. Questo precoce sviluppo alare non serve subito a volare, ma a correre meglio in salita (la WAIR), a bilanciarsi e a compiere i primi saltelli.
Con la crescita il piumino viene sostituito dalle penne definitive attraverso una serie di mute, e le ali raggiungono la piena funzionalità. Curiosità pratica: nei primi giorni la diversa lunghezza delle remiganti permette in molte linee ibride il sessaggio alla nascita (“feather sexing”), distinguendo maschi e femmine dallo sviluppo delle penne dell’ala. Nei pulcini allevati dalla chioccia, le ali servono anche a infilarsi sotto la madre per scaldarsi.
Problematiche e malattie delle ali
Le ali possono andare incontro a difetti di sviluppo, traumi e malattie. Ecco i casi più comuni e come affrontarli.
- Ala d’angelo (angel wing). L’ultima articolazione dell’ala si torce verso l’esterno e le remiganti sporgono di lato invece di aderire al corpo. Colpisce i soggetti in crescita, spesso per una dieta troppo ricca di proteine/energia e povera di vitamine e manganese. Soluzione: nei giovani si può fasciare l’ala contro il fianco per alcuni giorni e correggere l’alimentazione; da adulti il difetto diventa permanente (estetico, non doloroso).
- Ala storta/cadente (slipped o splayed wing). L’ala pende o resta scostata; può avere base genetica o nutrizionale. Soluzione: dieta equilibrata e, nei casi presi in tempo, bendaggio.
- Fratture e lussazioni. Da cadute, urti, prese maldestre o attacchi di predatori. Soluzione: immobilizzare l’ala (bendaggio a “8” contro il corpo) e rivolgersi al veterinario; molte fratture guariscono con riposo.
- Ferite da predatori. Le ali sono spesso la parte afferrata per prima. Soluzione: pulizia, disinfezione, isolamento del soggetto e veterinario in caso di lesioni profonde.
- Acari e pidocchi delle penne. Parassiti che rovinano il piumaggio e indeboliscono l’animale. Soluzione: prodotti antiparassitari specifici, bagni di sabbia e igiene del pollaio.
- Malattia di Marek. Virus che può causare paralisi di zampe e ali (ala cadente), per danno ai nervi. Non esiste cura: la difesa è la vaccinazione dei pulcini e la biosicurezza.
- Muta. Non è una malattia: ogni anno la gallina perde e rinnova le penne, comprese le remiganti, riducendo temporaneamente la capacità di volo. Serve solo una buona alimentazione proteica nel periodo.
Tabella comparativa: il volo negli avicoli
Ecco galline e altri avicoli e uccelli a confronto. Attenzione: per molte specie domestiche e da gabbia non esistono misurazioni standard di distanza, velocità e altitudine; i valori sono quindi indicativi e, dove utile, riferiti ai parenti selvatici (per esempio germano reale per l’anatra, oche e cigni selvatici, quaglia comune). “n.d.” indica un dato non disponibile in modo affidabile.
| Specie | Apertura alare | Attitudine al volo | Distanza in volo | Velocità massima | Altitudine massima |
|---|---|---|---|---|---|
| Galline | 45–80 cm | Bassa | Pochi metri (fino a ~50 m) | ~15 km/h | ~3–4 m |
| Tacchino | 125–145 cm | Bassa (selvatico: media, solo scatti) | Fino a ~400 m (selvatico) | ~55–90 km/h (brevi scatti) | Alberi, ~10–15 m |
| Anatra (germano reale) | 80–100 cm | Alta | Migratoria: centinaia–migliaia di km | ~90–100 km/h | Fino a ~6.400 m |
| Oca (oche selvatiche) | 150–180 cm | Alta | Migratoria: migliaia di km | ~70–90 km/h | Fino a ~8.000 m (specie himalayane) |
| Faraona | ~100–150 cm | Bassa–media | Brevi tratti (decine–centinaia di m) | ~30–40 km/h | Alberi, ~10 m |
| Quaglia (comune) | 32–35 cm | Alta (migratrice) | Migratoria: fino a migliaia di km | ~50–70 km/h | Centinaia–alcune migliaia di m |
| Pavone (indiano) | ~150 cm | Bassa | Brevi tratti (fino a ~100 m) | ~16 km/h | Alberi, ~8–10 m |
| Cigno (reale/selvatico) | 200–240 cm | Alta | Spostamenti di centinaia di km | ~80–90 km/h | Fino a ~8.000 m (cigno selvatico) |
| Fagiano (comune) | 70–90 cm | Media (scatti brevi e potenti) | Brevi tratti (di norma < 1 km) | ~60–90 km/h (all’involo) | Bassa (alberi) |
| Tortora | 47–55 cm | Alta (tortora selvatica migratrice) | Migratoria: migliaia di km | ~60 km/h | Centinaia–migliaia di m |
| Colombo/piccione | 62–68 cm | Alta | Viaggiatori: centinaia–oltre 1.000 km | ~80 km/h (punte >120 col vento) | Comunemente fino a ~1.800 m |
| Pernice | 45–55 cm | Media (scatti brevi) | Brevi tratti (< 1 km) | ~60–70 km/h | Bassa |
| Canarino (dom.; serin selvatico) | 20–23 cm | Media (in gabbia limitata) | Voli brevi | n.d. | Bassa |
| Calopsite | 45–50 cm | Alta (in natura nomade) | In natura: decine di km | Veloce (n.d. precisa) | Media |
| Cocorita (ondulato) | 30–35 cm | Alta (stormi nomadi in natura) | In natura: lunghe distanze | Veloce (n.d. precisa) | Media |
| Bengalino | ~15 cm | Media | Voli brevi | n.d. | Bassa |
| Diamante mandarino | ~15 cm | Media (voli brevi e rapidi) | In natura: spostamenti nomadi | n.d. | Bassa |
| Cardellino | 21–25 cm | Alta (parz. migratore, volo ondulato) | Migrazioni parziali: centinaia di km | n.d. | Medie quote |
| Merlo indiano (hill myna) | ~45 cm (stima) | Media–alta (volo potente nella canopia) | Spostamenti locali | n.d. | Media |
| Pappagallo cenerino | 65–75 cm | Alta (in natura voli quotidiani lunghi) | In natura: decine di km al giorno | Veloce (n.d. precisa) | Media |
| Verdone | 25–28 cm | Alta (volo ondulato, parz. migratore) | Spostamenti stagionali | n.d. | Medie quote |
10 curiosità sulle ali
- Un braccio travestito. L’ala contiene le stesse ossa del braccio umano (omero, radio, ulna, mano), solo modificate: l’uccello “vola con le braccia”.
- Gli uccelli sono dinosauri. Le ali derivano dagli arti piumati dei teropodi: la gallina è una lontana parente del Tyrannosaurus.
- Correre su per i muri. Molti pulcini di galliformi usano le ali per risalire pendii ripidi (WAIR) già a pochi giorni di vita, molto prima di saper volare.
- Il petto che non fa volare. I grossi muscoli pettorali della gallina sono fatti di fibre “bianche”: danno scatti esplosivi ma si stancano in pochi secondi.
- Carico alare. La gallina vola male soprattutto perché è troppo pesante rispetto alla superficie delle ali: un problema di rapporto, non di “pigrizia”.
- L’alula, il flap naturale. Il piccolo ciuffo sul “pollice” dell’ala evita lo stallo alle basse velocità, proprio come gli ipersostentatori di un aereo.
- L’ala che corteggia. Il gallo abbassa un’ala e le gira intorno nella danza nuziale: un uso tutto “sociale” dell’ala.
- Sotto l’ala della chioccia. La gallina raccoglie i pulcini sotto le ali per scaldarli: un gesto diventato simbolo di protezione in molte culture.
- Ali per rinfrescarsi. Col caldo le galline scostano le ali dal corpo per disperdere calore: un piccolo “condizionatore” naturale.
- Record aneddotici. Il volo più lungo mai registrato per una gallina domestica è di appena una manciata di secondi e circa un centinaio di metri: nulla a che vedere con i migratori.
But, chicken can fly…
Domande frequenti (FAQ)
Se non volano, a cosa servono le ali alle galline?
A moltissime cose: equilibrio in corsa e nei salti, planate dal posatoio, risalita di pendii e recinti (battendo le ali mentre corrono), corteggiamento (il gallo abbassa un’ala), minaccia e difesa, protezione dei pulcini sotto le ali e termoregolazione. Il volo è solo uno degli usi, e nemmeno il principale.
Le galline possono volare davvero?
Sì, ma male: compiono voli brevi e a bassa quota, giusto per salire sul posatoio, scavalcare un ostacolo o sfuggire a un pericolo. Difficilmente superano qualche decina di metri e pochi metri d’altezza; le razze pesanti praticamente non volano.
Perché il gallo abbassa l’ala e gira intorno alla gallina?
È la danza di corteggiamento (wing-drop): il gallo abbassa un’ala verso terra e gira attorno alla femmina, spesso insieme al tidbitting, cioè offrendo cibo con versi insistenti per mostrarsi un buon “fornitore”.
Perché le galline sbattono le ali stando ferme?
Di solito dopo essersi stiracchiate o dopo il bagno di sabbia: lo sbattere le ali serve a risistemare le penne, liberarsi di polvere e parassiti e “scaricare” tensione. È un comportamento normale e sano.
Come fa la chioccia a proteggere i pulcini con le ali?
Li raccoglie sotto le ali e il petto, dove trovano calore (la madre cede il proprio) e riparo da pioggia, freddo e sguardi dei predatori. I pulcini entrano ed escono infilandosi tra le piume.
Che cos’è la spuntatura delle ali (wing clipping)?
È il taglio delle remiganti di una sola ala per sbilanciare il volo e impedire alla gallina di scavalcare i recinti. È indolore se si taglia solo la parte morta della penna, va ripetuto a ogni muta e non va fatto sulle penne ancora in crescita (vascolarizzate), che sanguinerebbero.
La mia gallina tiene un’ala abbassata: è grave?
Un’ala costantemente cadente o scostata può indicare un trauma (frattura/lussazione), un difetto di crescita (ala storta) o, in alcuni casi, una malattia come quella di Marek (paralisi). Conviene osservare l’animale, cercare ferite e, se il problema persiste o si accompagna ad apatia, consultare un veterinario.
Tutti gli avicoli da cortile volano poco come le galline?
No. Anatre, oche e piccioni sono ottimi volatori (alcuni migrano per migliaia di chilometri), mentre galline, tacchini, pavoni e faraone volano poco e male. Quaglia, tortora e fagiano stanno nel mezzo: la quaglia comune è perfino migratrice, mentre il fagiano dà potenti scatti ma su brevi distanze.
In conclusione
Le ali della gallina sono un piccolo capolavoro di evoluzione – braccia di dinosauro trasformate in superfici portanti – che però nella gallina domestica servono a tutto tranne che a volare bene: equilibrio, salti, risalite, corteggiamento, difesa, protezione dei pulcini e termoregolazione. Il volo è ridotto a brevi scatti per colpa del corpo pesante e dei muscoli pettorali “bianchi”. Altri avicoli, al contrario, sfruttano le ali al massimo: dai cieli d’alta quota di oche e cigni alle rotte migratorie di anatre, quaglie e tortore. Conoscere come sono fatte le ali aiuta anche a prendersene cura, riconoscendo in tempo difetti come l’ala d’angelo o problemi come le fratture e la muta.
































![Scherza coi fanti, ma lascia stare i galli! [video divertente] Gallo attacca mucca (video divertente) | Tuttosullegalline.it](https://www.tuttosullegalline.it/newsite/wp-content/uploads/2017/03/hqdefault-150x150.jpg)
































