Frittata: una ricetta appetitosa dalle mille varianti | Tuttosullegalline.it
Alimentazione per Galline ovaiole e animali da cortile | Raggio di Sole

La frittata è probabilmente una delle ricette di cucina tra le più diffuse e antiche, nonché tra le più personalizzabili, versatili e appetitose (e in un certo senso si potrebbe dire che è come la pizza: in entrambi i casi è infatti possibile prepararle con tantissimi ingredienti diversi, in base al gusto personale di ciascuno).

E’ certamente un ottimo piatto unico, abbinabile ad un contorno vegetariano.

Le varianti di cui terremo conto nella preparazione di una frittata sono:

  • lo spessore;
  • l’utilizzo di formaggio grattugiato;
  • i tantissimi ingredienti da aggiungere;
  • la cottura.

Come per tutte le ricette con le uova (da quelle più semplici e conosciute come l’uovo sodo, l’uovo in camicia o le uova strapazzate, a quelle più complesse dei grandi Chef come l’uovo fritto di Carlo Cracco), anche in questo caso il risultato non può prescindere dalla qualità dell’ingrediente base, che è ingrediente protagonista, ovvero l’uovo appena deposto dalle galline del nostro pollaio domestico.

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L’uovo nella ricetta

Anche in questo caso dovremo in primis ringraziare le nostre galline per contribuire all’eccellente riuscita della nostra frittata. L’origine e la provenienza dell’uovo, che rispecchia la “qualità della vita” e la “qualità dell’alimentazione” delle galline produttrici, si traduce in sapore e proprietà nutritive di ineguagliabile eccellenza.

Periodo dell’anno consigliato:

Questa ricetta è “senza tempo”; possiamo godere di un’ottima frittata in qualsiasi periodo dell’anno (tranne che nei periodi di pausa di deposizione delle nostre galline); nel caso in cui si aggiungano altri ingredienti sarà sempre ottimale utilizzarne di stagione (ad esempio: asparagi di bosco in primavera, zucchini in estate, carciofi in primavera o in autunno, porri in inverno).

Frittata sottile di zucchini e cipollotto bianco con basilico (frittata estiva)
Frittata sottile di zucchini e cipollotto bianco con basilico (frittata estiva).
Frittata soffice di zucchini e cipolla rossa di Tropea (frittata estiva)
Frittata soffice di zucchini e cipolla rossa di Tropea (frittata estiva).

Difficoltà:

Molto facile

Ingredienti per 1 persona:

– 2 uova “del nostro paniere” (a temperatura ambiente);

– qb sale fine;

– qb pepe;

eventuale parmigiano grattugiato;

eventuali erbette aromatiche (origano, timo, erba cipollina, dragoncello, maggiorana, basilico, ecc.) e/o spezie (noce moscata, pepe, curcuma, paprika dolce, curry, ecc.);

eventuali ulteriori ingredienti aggiuntivi (senza limiti alla fantasia…);

– qb olio extra-vergine di oliva.

Come preparare la frittata

Prendiamo una ciotola in cui rompere le uova e alle quali uniremo il sale, il pepe e l’eventuale parmigiano grattugiato, insieme con le eventuali erbette dell’orto aromatiche.

Sbattere velocemente le uova e gli altri ingredienti con la forchetta o con una frusta. Lo spessore della frittata sarà determinato sia dalla larghezza della padella di cottura (più grande sarà la padella, più sottile sarà la frittata), sia da quanto tempo ed energia abbiamo dedicato a sbattere le uova (più le uova saranno sbattute energicamente e a lungo, e più alta e soffice sarà la frittata).

A parte, nel caso in cui si voglia realizzare una frittata arricchita ad esempio con delle verdure, queste si dovranno pulire, tagliare e saltare a fuoco vivace nella stessa padella che andremo poi ad utilizzare per cuocere la frittata.

Versare dunque il composto ben sbattuto all’interno di una padella antiaderente ben calda e, qualora non si sia prevista l’aggiunta di altri ingredienti già saltati, leggermente oleata (anche soltanto strofinandola con un tovagliolino di carta imbevuto d’olio); cuocere prima lentamente e poi a fiamma alta per ottenere una crosticina dorata sul lato a contatto con il metallo. E’ importante tener presente che l’aggiunta di parmigiano grattugiato (o di altri formaggi) aumenterà la necessità di anti-aderenza, e quindi potrebbe essere utile aggiungere un poco d’olio in più.

Frittata con feta e pancetta, paprica dolce e basilico
Frittata con feta e pancetta, paprica dolce e basilico.

Metodi di cottura della frittata:

  • a fuoco lento e con coperchio senza girare la frittata (risulterà una frittata ben cotta, ma molto umida e morbida);
  • a fuoco lento, poi, una volta ben rappresa da un lato, proseguire con la cottura dell’altro lato “girando la frittata” (con un’abile mossa da Chef oppure aiutandovi con un coperchio, un piatto, una paletta antigraffio, un mestolo in legno o un apposito gira-frittata). Proseguire la cottura a fiamma molto dolce per pochi minuti, in base al proprio gusto (risulterà una frittata ben cotta, molto elastica e con un colore ben dorato);
  • in forno a circa 200° per circa 10 minuti (tempo di cottura da regolare in base ai propri gusti).

La frittata può comunque essere servita sia calda che fredda (a seconda, ad esempio, se debba essere consumata come antipasto sfizioso o come piatto unico del pasto). Si può conservare in frigorifero per 1 giorno.

Frittata, consigli e varianti

Frittata di asparagi di bosco (frittata primaverile)
Frittata di asparagi di bosco (frittata primaverile).

La frittata classica, come del resto la frittata di soli albumi, può essere arricchita con molti ingredienti aggiuntivi. Sicuramente le verdure in genere sono alla base di ricette molto gustose, fresche e appetitose. Si tratterà in tutti questi casi di saltare in padella le verdure tagliate a pezzettini (più o meno grandi a seconda dei gusti), con un cucchiaio d’olio e un poco di sale, per poi procedere con l’aggiunta delle uova sbattute.

Sicuramente, tra le frittate più gustose (e in base alla disponibilità stagionale), potranno trovare spazio le frittate con:

  • cipolle e patate/porri (inverno);
  • asparagi selvatici e carciofi (primavera);
  • zucchini, fiori di zucchini, pomodori ciliegini (estate);
  • funghi e carciofi (autunno).

Tantissime sono poi le varianti più fantasiose e azzardate, come la frittata di pasta, la frittata di affettati vari, la frittata di acciughe, ecc.

Conserva sempre il suo intramontabile fascino il classico della “frittata di quel che c’è in frigo” (che può sempre riservare piacevolissime sorprese e scoperte).

Infine, per i palati più raffinati, potrebbe rivelarsi molto interessante la sperimentazione di frittate con ingredienti della tradizione culinaria più antica, come petali di rose, fiori di acacia, formaggio e cipolle. E proprio della storia culinaria della frittata parleremo nel paragrafo successivo.

Frittata patate e pomodori con prezzemolo (frittata estiva)
Frittata patate e pomodori con prezzemolo (frittata estiva).
Frittata di carciofi (frittata autunnale e primaverile)
Frittata di carciofi (frittata autunnale e primaverile).

La ricetta della frittata nella storia culinaria

Della frittata si trovano testimonianze già dai tempi dei Romani.

Apicio, nel capitolo “Per cocer ova in ogni modo” del testo “De re coquinaria (L’arte culinaria)” descrive come si preparavano le frittate ai tempi dei Romani. Tra le numerose ricette elencate, ricordiamo: la frittata con la lattuga, con i petali di rose, con i fiori di sambuco, con gli asparagi di bosco e con il latte.

Nel XV° secolo, il cuoco e gastronomo Mastro Martino de’ Rossi  nel suo “Libro de arte coquinaria”, nel capitolo “Per cocer ova in ogni modo”, descrive l’arte di preparare la frittata nel seguente modo:

Frictata: Battirai l’ova molto bene, et inseme un poca de acqua, et un poco di lacte per farla un poco più morbida, item un poco di bon caso grattato, et cocirala in bon botiro perché sia più grassa. Et nota che per farla bona non vole esser voltata né molto cotta. Et volendola fare verde, prendirai slmilmente le cose sopra ditte giognendoli del suco de queste herbe, cioè vieta, petrosillo in bona quantità, borragine, menta, maiorana, salvia in minore quantità, passando il ditto suco; poi cavarai piste le herbe molto bene per la stamegna. Et per fare in un altro modo frittata con herbe, prendirai le sopra ditte herbe
et tagliate menute le frigerai un poco in un bon botiro o oglio, mescolandole con l’ova et l’altre cose sopra ditte farai la frittata et cocirala diligentemente che sia bene staionata et non troppo cotta.”

Nel 1535, presso la Certosa di Padula (SA), fu preparata una frittata da record utilizzando ben mille uova,  in onore del Re Carlo V di Spagna che, dopo essere sbarcato in Sicilia, giunse in Calabria Citra e sostò presso la Certosa di San Lorenzo con il suo esercito vittorioso nella battaglia di Tunisi contro i Barbareschi. I certosini prepararono per l’illustre ospite una “continua pantagruelica imbandigione” oltre che una leggendaria frittata delle mille uova.
I testi fanno riferimento al popolo in festa e alla disponibilità a offrire olio e vino che servirono a rifocillare tutti gli ospiti: “… Vi cenò con gusto l’Imperador Carlo V e fan vedere nel pavimento, sendo il corpo assai luminoso, in un cerchio, i vestigi di una frittata, che presentarono à S. Augusta Maestà di mille Uovi: con haber partito però in trè, ancor grandi, la Botte, che solo in quel tempo conservava più centinaia di Barili del loro buon Vino.” [dal Del Regno in Prospettiva di G. Battista Pacichelli, sec. XVII]

Padula in Festa per Carlo V e la Frittata delle Mille Uova – XXII edizione (Agosto 2017)
“Padula in Festa per Carlo V e la Frittata delle Mille Uova” – XXII edizione (Agosto 2017)

Il Vasari, nel suo testo “Vite”, narra l’aneddoto che portò all’invenzione della Frittata del Crocefisso (che sembra fosse la preferita di Donatello).
Questa frittata nasce dal gesto di meraviglia di Donatello di fronte al crocefisso in legno realizzato dal Brunelleschi; infatti la sorpresa davanti all’opera fu così grande che Donatello fece cadere dal proprio grembiule uova, formaggio e cipolle… che divennero così gli ingredienti di questa frittata assolutamente… artistica!

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