Consanguineità nelle galline: cos'è e perché è utile in un allevamento di selezione | Tuttosullegalline.it
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La consanguineità nelle galline di razza è vista dalla maggior parte degli allevatori come un qualcosa cui guardare con un certo timore. La paura più comune è quella di ritrovarsi con animali troppo strettamente consanguinei che possano avere grossi problemi di produttività e salute. Questo porta gli appassionati a cercare di rinsanguare spesso il proprio gruppo di animali con soggetti esterni, non sempre con risultati eccellenti. Come affrontare dunque questa problematica? E che cos’è in pratica la consanguineità?

La consanguineità nelle galline in verità non è sinonimo di problema. In generale, per tutti gli animali domestici, la consanguineità è stato uno strumento utile a selezionare le varie razze che ci accompagnano. Anzi, è stato spesso LO strumento, quello che ha permesso di fissare le caratteristiche volute in un gruppo di animali. Ma come è possibile procedere senza rischiare di commettere eccessivi errori? Come possiamo usare la consanguineità a nostro favore, senza che essa diventi un problema?

Diciamo subito che, in generale, se vogliamo solo un pollaio colorato e variopinto, con animali forti e produttivi, dobbiamo solo tenere come riproduttori gli animali più vigorosi e che ci piacciono di più. In questo modo la variabilità genetica sarà sempre moltissima e il nostro gruppo di animali potrà crescere senza problemi per molte generazioni; al minimo diminuire della produttività basterà recuperare un gallo vivace e colorato, magari nato presso un contadino della nostra zona, per dare nuova linfa vitale al nostro pollaio.

Ma se teniamo polli di razza le cose cambiano, e oltre a selezionare vigore e produttività, dovremo tener conto anche di determinati parametri estetici tipici della razza che ci interessa. Ci troveremo quindi dopo poche generazioni a fare i conti con le conseguenze della consanguineità nelle galline che alleviamo.
Andiamo quindi a capire meglio come la consanguineità funziona e come usarla a nostro vantaggio.

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Consanguineità nelle galline: cos’è e perché è utile in un allevamento di selezione

Coppia di gallo e gallina di razza Lakenfelder
Coppia di gallo e galline di razza Lakenfelder

Ogni pollo che alleviamo ha un proprio patrimonio genetico che lo rende unico, e questo patrimonio viene ereditato per metà dal padre e per metà dalla madre. Per la maggior parte dei geni quindi, ogni individuo erediterà una copia dal gallo e una dalla gallina che lo hanno generato. Queste coppie di geni potrebbero essere uguali, oppure essere formate da sequenze diverse.
È normale che in un pollo non selezionato siano presenti geni dominanti, che cioè danno vita alla caratteristica da essi codificati, sia che siano presenti sotto forma di due copie uguali, sia che siano presenti in una sola copia; saranno presenti però anche geni recessivi, che codificano cioè caratteristiche che compaiono SOLO se sono presenti in due copie, ma che se sono presenti una con una sola copia sembrano “scomparire”, lasciando che ad esprimersi sia solo le “versioni” dovute ai geni dominanti.

Per fare un esempio, prendiamo la livrea bianca. Essa può essere dovuta a due geni distinti: il bianco dominante (I) e il bianco recessivo (c). Entrambi portano a un risultato visivamente simile (un pollo tutto bianco) ma agiscono in maniera totalmente opposta.
Il bianco dominante (presente ad esempio nella razza Livorno) resta e si afferma generazione dopo generazione: se incrociate un pollo con livrea bianco dominante con un pollo di qualunque altra generazione, vedrete in generale nascere in prima generazione (se non sono presenti particolari geni di restrizione di livrea del piumaggio) tutti polli bianchi, al massimo con qualche penna di altro colore.
Al contrario, se accoppiate un pollo in cui la livrea candida è dovuta al bianco recessivo (come la Moroseta) con un pollo di altro colore, nessuno dei suoi figli mostrerà quella livrea: il bianco sembrerà svanito nel nulla, ma in realtà resterà nel patrimonio genetico dei piccoli, pronto a ripresentarsi nelle generazioni successive.

Allevamento di selezione razza Livorno bianca
Allevamento di selezione razza Livorno bianca (gene bianco dominante)

Quando un pollo eredita due copie uguali di un determinato gene, una da ciascun genitore, il carattere dovuto a quel gene si dice presente in omozigosi; quando invece riceve due copie diverse di quel gene dai genitori, il carattere viene detto in eterozigosi.

Quello che l’allevamento di selezione fa, è cercare di fissare le varie caratteristiche dei polli, e questo è possibile portando in una condizione di omozigosi la maggior parte dei geni che codificano le caratteristiche che desideriamo. Per portare in omozigosi questi caratteri viene quindi usata proprio la consanguineità stretta, che permette di fissare velocemente la maggior parte delle doti desiderate.

Ma la consanguineità ha un risvolto negativo: tende a portare in omozigosi anche caratteri recessivi indesiderati o potenzialmente dannosi, che prima venivano nascosti dalla loro condizione di eterozigosi. L’allevatore sarà quindi attento a studiare l’aspetto delle nuove generazioni per capire quali caratteristiche recessive siano nascoste nel patrimonio genetico dei genitori, ed eventualmente non far riprodurre i soggetti che ne sono portatori.

La consanguineità stretta ha poi un altro svantaggio: generazione dopo generazione, se non si pone attenzione a ciò che si fa, i polli andranno via via perdendo in forza, vigoria e produttività.
Per questo occorre capire come sfruttare al meglio la consanguineità nelle galline per avere animali belli e sani.

Possiamo dire che esistono due principali vie per ottenere i risultati che ci prefissiamo: la selezione massale, una forma di outbreeding, e la consanguineità stretta, a sua volta divisibile in closebreeding o linebreeding. Va detto infatti che non tutti gli accoppiamenti tra parenti sono uguali, e che vanno quindi fatte delle distinzioni.

Selezione massale e consanguineità stretta nell’allevamento di selezione

Allevamento avicolo di selezione di razza Orloff
Allevamento avicolo di selezione di razza Orloff.

Nella selezione massale ci limitiamo ad allevare molti animali di una razza, non consanguinei, senza mai seguire gli accoppiamenti e i riproduttori. Il grosso degli animali manterrà una qualità media delle caratteristiche, una parte le mostrerà di qualità inferiore mentre solo una piccola parte dei nuovi nati sarà qualitativamente superiore.
La selezione massale prevede di togliere dal numero dei riproduttori gli animali che mostrano le caratteristiche peggiori, e di lasciare quindi sempre solo i migliori, assieme a buona parte dei soggetti “mezzani”. In questo modo il grado di parentela tra i riproduttori rimane sempre piuttosto basso, ma la qualità media degli animali cresce molto lentamente. Molte razze domestiche sono state selezionate proprio in questo modo.

Al contrario, la riproduzione in consanguineità stretta prevede di conoscere molto bene le caratteristiche genetiche dei singoli soggetti e di tracciare costantemente una sorta di pedigree degli animali. Questi vengono accoppiati tenendo conto del grado di parentela in maniera tale da ottimizzare e velocizzare al massimo l’ottenimento delle caratteristiche desiderate.

Come abbiamo detto, questo tipo di selezione può dividersi a sua volta in due tipologie:

  • il closebreeding è l’accoppiamento tra parenti stretti; si accoppiano fratelli e sorelle, o genitori e figli. Se praticato a partire da animali sani e vigorosi può dare buoni risultati per alcune generazioni, ma finirà sul lungo periodo per portare anche a una diminuzione di fertilità e di salute. Anche nel closebreeding non tutti gli accoppiamenti sono uguali: ad esempio se si parte da gruppi di riproduttori formati da soggetti non consanguinei, accoppiare padre e figlie o madre e figlio avrà un impatto differente sulle generazioni successive rispetto all’accoppiamento tra fratelli pieni. Nel secondo caso infatti i soggetti condivideranno di fatto il 100% del patrimonio genetico e a lungo andare questo tipo di accoppiamento si rivelerà molto deleterio. Al contrario, partendo da un soggetto di qualità eccezionali, lo si potrà usare come riproduttore senza grossi problemi con i figli e coi nipoti, per cercare di fissare il maggior numero delle caratteristiche da lui possedute in un gran numero di soggetti.
  • il linebreeding invece prevede una serie di accoppiamenti tra soggetti con un minor grado di parentela; ad esempio zii e nipoti, mezzi fratelli, cugini; in questo caso (partendo sempre ovviamente da gruppi iniziali di riproduttori non consanguinei) la selezione potrà andare avanti a lungo senza dover introdurre nuovi soggetti.

Esistono ovviamente vari schemi, più o meno difficili da seguire, per applicare correttamente gli accoppiamenti in consanguineità nelle galline e per riuscire a gestirla ottenendone i migliori risultati e riducendo i rischi per gli animali. A questi link troverete due schemi particolari che vi aiuteranno ad applicare i concetti di closebreeding e inbreeding:

Accoppiamento a rotazione: http://novital.it/it/2018/05/18/gestire-la-consanguineita-rolling-mating/

Accoppiamento a spirale: http://novital.it/it/2018/06/06/consanguineita-negli-avicoli-lo-spiral-mating/

Qualunque sia la strada che deciderete di seguire, non dimenticate mai che, prima che esser belli, i vostri polli dovranno esser forti e sani. Non fatevi spaventare dalla consanguineità nelle galline ma vedetela solo come uno strumento utile a raggiungere i risultati desiderati.

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