Pulcino: consigli utili su come allevarlo appena nato (da 0 a 3 mesi) | Tuttosullegalline.it
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Il pulcino, che per definizione è il piccolo di gallina appena nato, ovvero uscito dall’uovo, è forse l’esserino più tenero e morbido che si possa immaginare, con quel piumino soffice e il delicato pigolio; tenerlo tra le mani è una vera emozione!

Il pulcino viene al mondo da uova fecondate (nel pollaio, dunque, deve essere presente almeno un gallo per ogni 6/8 galline circa) che siano state o covate da una chioccia (una gallina che per istinto naturale comincia a rimanere dentro al nido accovacciata sopra le uova per tutto il giorno), oppure inserite all’interno di un’incubatrice artificiale; in entrambi i casi occorrono 21 giorni affinché dall’embrione si sviluppi completamente l’animale ed esca dal guscio (grazie all’egg tooth) il bel pulcino.
(Se i pulcini nascono al 19° o al 20° giorno è indice di temperatura d’incubazione elevata. Se i pulcini nascono al 22° o 23° giorno è indice di temperatura d’incubazione bassa.)

Nell’incredibile video sottostante vediamo proprio riprodotto questo miracolo della vita, ovvero quello che accade all’interno dell’uovo nei 21 giorni, dall’embrione fino alla nascita del pulcino completamente sviluppato.

Il guscio dell’uovo è un sottile strato mineralizzato di calcite, che protegge adeguatamente l’embrione in sviluppo; ma non solo. Oltre alla sua funzione protettiva, la sua parziale dissoluzione dall’interno durante l’incubazione delle uova fecondate, serve come fonte di calcio necessaria per la mineralizzazione dello scheletro del pulcino che va formandosi.
Questa parziale dissoluzione interna del guscio, facilita anche la rottura dello stesso da parte del pulcino e, dunque la schiusa.

Una piccola curiosità etimologica sul significato della parola pulcino.
La parola pulcino deriva dal termine latino pullicenus diminutivo di pullus (piccolo di animale), che originariamente non era per forza riferito esclusivamente al pollo; infatti il pulcino era pullus gallinaceus mentre, ad esempio, pullus equi designava il puledro.

Il pulcino rappresenta, nell’immaginario collettivo, il simbolo della purezza e dell’ingenuità, cosa questa che lo ha reso celebre anche come personaggio amato dai bambini in cartoni animati e fiabe (ad esempio Chicken Little). Inoltre, è bene precisare, che non tutti i pulcini appena nati sono di colore giallo, anzi, solitamente presentano un piumaggio screziato e variopinto, come vediamo nella bellissima foto del pulcino qui sotto.

Pulcino, il piccolo della gallina

Ed eccoli, altri pulcini con la loro mamma chioccia.

Vediamo adesso tutti i consigli utili (e pratici) per allevare al meglio un pulcino (con i suoi eventuali fratelli e sorelle) dal momento della nascita fino ai 3 mesi di vita circa, momento in cui potrà fare il suo ingresso nel pollaio.

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Pulcino appena nato: le prime 48 ore di vita

Se i pulcini sono venuti alla luce all’interno di una incubatrice, per le prime 48 ore di vita non devono essere tolti della macchina, e questa non deve essere aperta e nessun pulcino deve essere preso in mano (anche se il desiderio di farlo è sicuramente molto forte!).

Durante queste prime ore di vita i pulcini devono essere lasciati nel loro ambiente dentro all’incubatrice (aumentando un pochino l’areazione e diminuendo appena la temperatura), per asciugare bene il piumino, riprendersi dal grande sforzo della nascita e assestare il proprio metabolismo; il cibo non gli manca, in quanto, ogni pulcino trae ancora energie e sostentamento grazie al nutrimento (lipidi) presente nel tuorlo dell’uovo.

Se invece i pulcini sono venuti al mondo grazie all’estenuante e paziente dedizione di una chioccia (che avrete preventivamente spostato dal pollaio per metterla in un luogo più tranquillo, riparato e sicuro, distaccato dagli altri animali), vale comunque quanto detto sopra. Più che altro assicuratevi che sia la “mamma gallina” a mangiare e a bere.

Ecco nel video qui sotto un pulcino che segue pedissequamente la mamma chioccia e imita quello che fa lei per mangiare.

Pulcino: le cure da 2 giorni al primo mese di vita circa (primo periodo)

Passate le prime 48 ore di vita, il pulcino è pronto per cominciare a nutrirsi autonomamente e dunque, nel caso sia nato all’interno dell’incubatrice, va tolto da questa e messo all’interno di una gabbia (in questo caso le maglie metalliche dovranno essere di 1×1 cm, in modo da facilitare la loro precaria deambulazione) o scatola più grande (con lettiera in truciolo depolverato per assorbire le feci), con una ciotola d’acqua anti-annegamento (solitamente, per evitare questo pericolo, si usa inserire all’interno della ciotola dei piccoli sassi o delle biglie di vetro) e un altro recipiente con del mangime idoneo per pulcini (mangime primo periodo, proteico almeno al 21% – 23%).

La scatola dovrà essere posta al riparo dal freddo e dall’eventuale pericolosissimo attacco dei topi. Se pensate che la temperatura esterna non sia abbastanza calda va collocata all’interno della pulcinaia anche una lampada scaldante, che provvederete a collocare inizialmente a circa 40 centimetri dal piano di calpestio dei pulcini (e possibilmente discosta dall’acqua e dal cibo), e man mano a spostarla sempre più in alto; saranno comunque i pulcini stessi a “dirvi” quando non ne avranno più bisogno, disponendosi tutti il più lontano possibile dalla fonte di calore (nella maggior parte dei casi va bene una lampada intermedia da 150 watt; se avete più di 50 pulcini potete piazzarne due; assicuratevi di averne sempre una di scorta).

Esistono in commercio anche dei kit per lo svezzamento dei pulcini già pronti, per allestire la “cameretta dei piccoli” e prendervi cura di loro più facilmente, con tutto il necessario per allevarli e farli crescere al meglio durante il primo mese di vita, come ad esempio quello presentato qui sotto da Nicola de Il Verde Mondo.

Ma ci si potrebbe anche trovare nell’impossibilità di prendere un kit, o comunque di dover realizzare una pulcinaia di emergenza “fai da te” per avere giusto il tempo di qualche giorno per organizzarsi al meglio. Ecco allora in tal caso come fare.
Importantissimo: in qualunque dei casi citati vi troviate, assicuratevi che i pulcini non siano in alcun modo sottoposti, anche per poco tempo, a correnti d’aria.

Piccolo suggerimento. Ogni pulcino nato all’interno di un’incubatrice cresce senza l’esempio della madre che si prenda cura di lui, anche per cose che apparentemente ci potrebbero sembrare banali, come beccare il cibo o bere. Dunque, osserviamo sempre bene il comportamento di ogni pulcino, e se ad esempio ci accorgiamo che qualcuno non mangia, un trucco può essere quello di far cadere dei grani di mangime su un cartone, in modo che il pulcino possa sentirne il rumore e ne sia attratto.

Altro stratagemma può essere quello di somministrare al pulcino un uovo sodo schiacciato (altamente proteico) mischiato a erba cipollina sminuzzata, un composto che il piccolo troverà sicuramente molto gustoso, e che dunque potrebbe essere più invogliato ad assaggiare e mangiare.

Nei primi giorni di vita vi consigliamo di tenere sotto osservazione la cloaca del pulcino, perché non è infrequente che si formi un tappo di feci secche che ostruisca il passaggio, problema questo che può causare anche la morte dell’animale.
Se notate la presenza di questo conglomerato, con delicata fermezza tiratelo via e da lì in avanti non dovrebbe più riformarsi.

Infine, sempre nei primi giorni, potreste notare che i pulcini hanno molto sonno e che si addormentano un po’ ovunque per brevi riposini. Nulla di cui preoccuparsi; il loro fisico, provato dall’uscita dall’uovo, ha bisogno di riprendersi dalla fatica. 🙂

Il periodo di 1 mese circa è l’arco di tempo (definito anche primo periodo) durante il quale il pulcino, venuto al mondo grazie all’assistenza della mamma-chioccia naturale, continuerà a stare assieme a lei, all’interno dello spazio di loro esclusività, spazio che lo zoologo ed esperto avicolo Andrea Mangoni, nel paragrafo seguente, ci racconta in linea di massima come dovrebbe essere realizzato.

“Per una chioccia con dodici pulcini può andar bene una superficie di circa un metro quadrato; dopo un mese, quando inizieremo ad allontanare la gallina, la stessa gabbia potrà servire per un altro mese – mese e mezzo, per ospitare la dozzina di pollastrelli.
La gabbia sarà fatta di rete di maglie di circa 1 cm di lato, in maniera da impedire l’accesso ai topi, e sollevata dal terreno di 30-50 cm; io consiglio di ricoprirne il fondo con dei cartoni, che formino anche una sorta di bassa barriera sui lati, e di metterci quindi dentro uno strato di circa 3-5 cm di trucioli depolverati da lettiera.
Nella gabbia metteremo due mattoni con sopra l’abbeveratoio, avendo cura che i pulcini possano arrivarvi, ed una buona mangiatoia, a sifone o a tramoggia. Una cassettina con della paglia pulita farà felice la nostra chioccia. Per assicurare un’adeguata pulizia, la lettiera in truciolo andrà cambiata settimanalmente, o anche più spesso se necessario. Molti tengono gli animali in gabbie senza substrato, solo con la rete, mettendo magari il truciolo SOTTO la gabbia. E’ la stessa cosa, certo, ma se si ha il problema dei topi o peggio dei ratti il fondo in rete non impedirà che i roditori vi facciano fuori i pulcini attraverso le maglie della gabbia!”

Dopo circa 1 mese o poco più, sarà la chioccia stessa a farvi capire che si è stufata di fare la mamma… Infatti comincerà a tenere lontani e cacciare via i propri pulcini (che nel frattempo saranno cresciuti e diventati pulcinotti).
E’ giunto il momento di separare la gallina dai pulcini e rimetterla nel pollaio; con molta probabilità riprenderà anche molto presto a deporre le uova.

Pulcino: allevamento da 1 a 3 mesi di vita circa (secondo periodo)

pollastre che dopo 3 mesi devono entrare nel pollaio

Dunque, con l’allontanamento della chioccia dopo circa un mese di vita, il pulcino si appresta da solo ad affrontare il secondo periodo, e a trasformarsi in pollastro o pollastra (scopri tutto sulla giusta nomenclatura della gallina in base all’età e al sesso nel nostro articolo: Che differenza c’è tra gallo, pollo e gallina?).

Durante il secondo periodo il pulcino ha bisogno di un mangime al 19% proteico (mangime secondo periodo) e comunque in commercio esistono ottimi preparati già pronti e calibrati per ogni stadio di vita (possibilmente cercate di acquistare i mangimi bio o, in alternativa, almeno quelli “no ogm”).
Inoltre i mangimi in commercio oggi sono già arricchiti di coccidiostatici che aiutano a ridurre l’insorgenza di patologie gastrointestinali (dovute appunto alla proliferazione di coccidi nell’intestino) che possono compromettere la salute e la crescita del pulcino.
Questo è particolarmente importante durante il periodo in cui il pulcino passa dalla gabbia/scatola alla terra, dove i coccidi proliferano in abbondanza e l’organismo del piccolo non è ancora sufficientemente forte da controbatterli.

Da 1 a 3 mesi di vita, con la bella stagione, possiamo spostare i pulcini anche all’aperto, ma in un recinto distaccato da quello degli altri animali, perché ancora troppo piccoli per affrontare schermaglie e lotte con gli animali adulti più grandi.

Una buona idea può essere quella di permettere ai due gruppi di animali (pulcini e adulti), seppure non in contatto, di potersi vedere attraverso le recinzioni, in modo da abituarsi almeno un pochino alla reciproca presenza.

Superati i tre mesi di vita, i pulcini sono pronti per il loro vero e proprio “ingresso in società” nel pollaio comune. Ovviamente ci saranno degli scontri, in quanto i nuovi arrivati devono essere assorbiti nella scala gerarchica del gruppo già costituito (ovvero trovare la propria posizione all’interno di quella “piramide sociale” che prende il nome di ordine di beccata); è una cosa normale, e passato un breve periodo di assestamento, le cose si sistemeranno da sole.

Nel video qui sotto un esempio di quello che può accadere quando si aggiungono nel pollaio nuove galline (in questo caso non giovani pulcini ma galline già adulte) e viene turbata la gerarchia sociale già esistente.

Ecco quindi come allevare a casa e in massima salute i vostri pulcini, dalla loro nascita (sia con la chioccia che in incubatrice) fino ai 3 mesi circa di età, momento in cui arriva anche per loro il giorno di entrare a far parte a tutti gli effetti della “società avicola”, come natura vuole.

E voi, avete una storia da raccontare su come avete allevato pulcini o su un vostro speciale pulcino in particolare a cui siete rimasti più legati anche una volta cresciuto? E quale è stata la vostra prima esperienza nell’assistere ad una cova e alla schiusa delle uova con conseguente nascita e allevamento dei pulcini? Che emozioni avete provato?

3 Commenti

  1. Ciao, bellissimo questo articolo dedicato alla nascita del pulcino! Grazie! Anche quando nascono i pulcini nel nostro pollaio è sempre una festa vederli poi zampettare accanto alla mamma chioccia! E vi farò anche una rivelazione: ogni volta che sento dire “pulcino” la prima cosa che mi viene subito in mente è quella canzoncina del Pulcino Pio… ahah! Lo so, forse non sarebbe da raccontare, me ne vergogno anche un po’, ma quel ritornello da quando uscì e diventò famoso mi entrato in testa e non me ne libero più!!! Ciao!

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