Uova strapazzate: ricetta e varianti | TuttoSulleGalline.it
Alimentazione per Galline ovaiole e animali da cortile | Raggio di Sole

Le uova strapazzate. Come altre ricette con le uova che apparentemente possono sembrare molto semplici da eseguire da chiunque (vedi ad esempio l’uovo in camicia o l’uovo sodo), anche le uova strapazzate, per una perfetta riuscita, nascondono diverse insidie.
Un alimento e una ricetta che non possono comunque prescindere dalla qualità dell’ingrediente base che, se non ingrediente unico, è sicuramente l’ingrediente protagonista: l’uovo fresco di giornata deposto dalla galline ovaiole del nostro pollaio domestico, con tutta la carica di bontà e di valori nutrizionali a cui le uova di provenienza industriale, che si acquistano nei supermercati, neanche si avvicinano minimamente.

Periodo dell’anno consigliato:

Questa ricetta è “senza tempo”… possiamo godere delle nostre uova strapazzate in qualsiasi periodo dell’anno (tranne che nei periodi di pausa di deposizione delle nostre galline).

Difficoltà:

Facile (ma insidiosa).

Ingredienti e preparazione

Iniziamo quindi così come di consueto la preparazione, controllando in primo luogo di avere nel paniere il numero sufficiente di uova e procediamo poi a scorrere tutta la lista degli ingredienti (in tal caso molto pochi davvero).

Ingredienti per 2 persone:

– 4 uova “del nostro paniere”

– qd olio extra-vergine di oliva

– qb  sale

– qb pepe

Pollai Domestici da Giardino e Accessori per Galline | Omlet

Uova strapazzate con cottura “a bagnomaria”

Procediamo a cuocere le nostre uova strapazzate con la tecnica “a bagnomaria”. Questa tecnica “dolce” di cottura richiede qualche minuto in più, ma applicata alle nostre uova strapazzate vuol dire rispettarne al massimo il loro sapore e ottenerne la giusta consistenza, limitando l’utilizzo di grassi.

Molto spesso la cottura prevista per questa ricetta non prevede il bagnomaria, ma la consigliamo anche per evitare l’uso di acqua, latte, panna, formaggi o burro, quali ingredienti funzionali a garantire la sofficità finale; la cottura a bagnomaria ci evita l’utilizzo di questi ulteriori ingredienti e assicura che non si formi alcuna pellicola dura e marrone sul fondo del recipiente di cottura.

Per eseguire la cottura prendiamo due recipienti: una bastardella in acciaio inox (con fondo curvo) in cui andremo a cuocere le uova e che dovrà avere ampiezza tale da poter lavorarle bene, e un qualsiasi tegame dalle giuste dimensioni in cui mettere l’acqua per il bagnomaria (non troppo grande altrimenti il recipiente di cottura non risulterebbe stabile e non troppo piccolo altrimenti non si riuscirebbe ad avere sufficiente calore).

Il fondo del recipiente di cottura non deve essere immerso del tutto nell’acqua del contenitore per il bagnomaria, ma deve solo sfiorarla. L’acqua deve essere quasi a bollore (non si deve rischiare che entri acqua dentro al recipiente di cottura) e se ci accorgiamo che inizia a bollire, è necessario aggiungere un poco d’acqua fredda per abbassare la temperatura.

Le uova vanno aperte in una ciotola e dopo aver aggiunto il sale (e se possibile e gradito anche del pepe, meglio se appena macinato), vanno lavorate con una frusta fino ad amalgamare del tutto tuorlo e albume. E’ molto importante arrivare ad una consistenza uniforme perché a fine cottura non devono risultare presenti parti bianche o più scure.

Poniamo la bastardella nel contenitore per il bagnomaria con un filo d’olio e non appena l’olio è caldo versiamo il composto (continuando a lavorarlo con la frusta).

Man mano che le uova cuociono, il composto si solidifica; in questa fase è importante spostare con continuità il composto con una spatola di legno per esporre al calore le parti più umide in superficie (ed è esattamente questa azione che prende il nome di “strapazzatura”).

Quando si raggiunge la consistenza desiderata possono essere tolte dal calore (attenzione a non lasciarle nel bagnomaria perché continuerebbero a cuocere). Per ottenere un composto più asciutto vanno lasciate sul fuoco per più tempo; indicativamente il tempo di cottura va dai 5 ai 10 minuti in funzione del gusto individuale. L’importante è che nel momento in cui vengono servite in tavola (calde) risultino morbide e cremose e non sode e compatte.

Uova strapazzate: alcuni consigli finali

Sicuramente servire le uova strapazzate con del pane tostato sarà un’ottima idea, ma potrebbero anche essere servite su una “croustade” edibile di pasta sfoglia.

Partendo dalla ricetta base possono essere preparate innumerevoli varianti. Sicuramente consigliabile l’aggiunta di erbe aromatiche fresche che verranno valorizzate dalla cottura a bagnomaria (erba cipollina, origano, aneto, prezzemolo, dragoncello, basilico, finocchietto selvatico…e tante altre, possibilmente tutte del nostro orto!).

Altri possibili ingredienti da aggiungere circa un paio di minuti prima della fine della cottura sono formaggi (a dadini: parmigiano, pecorino fresco, ricotta salata, emmenthal, gouda), affettati (a dadini: prosciutto cotto, pancetta, speck, mortadella), verdure (cipolle caramellate e tritate, piselli al prezzemolo, asparagi, zucchine, peperoni, broccoli, cicoria), pesce (salmone affumicato, polpa di crostacei cotti al vapore).

Ogni ingrediente in più di fatto consiste in una diversa ricetta e quindi non mettendo limiti alla fantasia, le ricette con le uova strapazzate sono infinite… Anche solo l’utilizzo di un diverso tipo di pepe (nero, selvatico, verde, rosa) può produrre un risultato finale dal sapore assai differente.

Uova strapazzate di Fabio Picchi

Vi lasciamo con un video del grande Fabio Picchi e in compagnia delle sue uova strapazzate con il groviera (bio) alle 4:00 di notte, quando la fame ti obbliga ad alzarti nottetempo per andare alla ricerca di qualcosa di edibile nel frigo… Una ricetta con uova squisita che, come dice lui stesso, “vale la pena concedersi almeno 1 volta al mese!”

E a voi come piacciono le uova strapazzate? Fatecelo sapere nei commenti qui sotto.

2 Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome