Gallo: caratteristiche morfologiche e comportamentali del re del pollaio | Tuttosullegalline.it
Alimentazione per Galline ovaiole e animali da cortile | Raggio di Sole

In questo lungo articolo parleremo in modo approfondito del gallo, il maschio-alpha (quando presente) al vertice di quella “società gerarchica” che si struttura tra i membri di un gruppo di avicoli che vive assieme, e che dunque, un po’ ironicamente, possiamo indicare come il “re del pollaio”.

E per parlare del gallo ci piace iniziare da una descrizione estratta dal volume intitolato “Allevamento moderno degli animali da cortile – GALLINE E POLLAI” (Élevage moderne des animaux de basse-court, 1884) di Louis Bréchemin, così come straordinariamente tradotta e revisionata dal Dott. Elio Corti e dal Dott. Fernando Civardi; tale descrizione allegra andante di Bréchemin è contenuta nella prefazione dell’opera:

Quanto la gallina è familiare e dolce, timida, affettuosa e docile, altrettanto il gallo, questo sultano e padrone, è bellicoso, autoritario e valoroso. Vegliare, combattere, amare, tale è il suo motto. La penna sull’anca e il becco al vento, avvolto nel suo mantello dai riflessi splendidi, inclinando la sua larga cresta come un cappello da moschettiere, ha l’aria di nascondere una spada sotto l’ala e di aspettare un rivale per battersi come un grande prode quale è dei cortili e dei boschi. C’è, nel gallo, di Fra’ Diavolo e di d’Artagnan.

Sul suo trono di letame che nobilita la sua prestanza, monta la guardia attorno alle sue galline, facendo tintinnare il suo sperone uccisore e squillare le sue trombe, sfidando il bandito dei cieli mentre rassicura con inflessioni più dolci la sua famiglia terrorizzata.

Il gallo è originario dell’Asia. Dalla Persia passa in Egitto, dall’Egitto in Grecia, da Atene a Roma. Saeven lo chiama «il Leone degli uccelli» e i Caldei venerano come un Dio «questo figlio del Sole» la cui squillante voce saluta l’aurora, il ritorno alla vita e al lavoro. A Roma, essendo l’emblema della forza e della salute, lo si sacrifica a Esculapio. Presso le popolazioni del Sudan il gallo è un feticcio e la sua cresta un talismano. I Fenici l’adorano, e, vogando verso le assolate rive dove un giorno sorgerà Marsiglia, gli audaci abitanti di Focea hanno un gallo dalla testa superba dipinto sulla poppa delle loro navi.

In GALLINE E POLLAI si profilano in avvincenti disegni, una sfilata magnifica di meravigliosi galli, e sembra di sentirli mentre suonano la loro fanfara da combattimento e d’amore. Qui i galli stranieri con la loro iattanza esotica e la loro singolare bellezza; là i galli francesi di cui il più grande, il più bello, il più forte è il gallo la Flèche, dalla cresta scarlatta che non impallidisce mai, dal becco intrepido che sfida la faina e lo sparviero.

Non dimentichiamo che il gallo, emblema guerriero della nostra antica Gallia, è la bandiera di Brenno. Entra a Roma, si mette trionfalmente sul tempio di Delfi e detta le sue condizioni: Guai ai vinti! Più tardi, quando i Romani hanno invaso la Gallia, si slancia dal suo ramo d’oro, e, con l’ala spiegata, il becco minaccioso, ferma per 10 anni le aquile di Cesare. Infine, dopo il Campidoglio, il travaglio: quando Pietro ha rinnegato Gesù, il gallo della Passione agita le sue ali e intona subito la sua fanfara ai piedi della croce.

Il gallo, ovunque il gallo. Riempie la storia e il mondo del rumore delle sue trombe.

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Gallo: caratteristiche morfologiche

Splendido esemplare di gallo (gallus gallus domesticus)
Splendido esemplare di gallus gallus domesticus Red Junglefowl ritratto in libertà in Tailandia.

In primo luogo precisiamo che il gallo è il maschio riproduttore adulto della specie gallus gallus domesticus, quindi in età superiore ai 10 mesi, e che nei vari stadi di crescita, da pulcino in poi, può prendere diverse denominazioni, tra cui, ad esempio:

  • galletto: maschio giovane fino a circa 6 mesi;
  • gallo ruspante: maschio giovane da 6 a 10 mesi.

Le caratteristiche più accentuate del gallo sono:

  • cresta ampia, carnosa e vivamente colorata (solitamente di un bel rosso vermiglio);
  • bargigli ampi, carnosi e vivamente colorati;
  • orecchioni ampi, carnosi e vivamente colorati (quando non bianchi);
  • coda ampia e colorata, con vistose piume falciformi;
  • penne del collare e copritrici superiori della coda lunghe, sottili, lanceolate e vivamente colorate;
  • piumaggio “minore” vivamente colorato;
  • tarsi provvisti di sperone.

Tutte queste caratteristiche morfologiche determinano quella appariscente bellezza dei galli che, nella maggior parte delle razze avicole, li differenzia dal piumaggio meno vistoso delle femmine (dimorfismo sessuale).

Ugo Cavagnini con "Arnaldo" (il gallo livornese campione d'europa).
Ugo Cavagnini con “Arnaldo” (il gallo livornese campione d’europa).

Nei colori del manto del gallo prevalgono, generalmente, lucenti tonalità rosse, arancioni e gialle, con striature e sfumature brune, viola-bluastre e verdi.

In generale le galline sono invece più piccole e leggere, e hanno colori meno vivaci, con un piumaggio “regolare” privo delle vistose piume lanceolate del collo e del dorso e delle piume falciformi della coda.

Dimorfismo sessuale del piumaggio di gallo e gallina di razza Marans nera
Dimorfismo sessuale del piumaggio di gallo e gallina di razza Marans nera.

Questo aspetto “regale” del gallo esalta la sua vigorosità e forza, caratteristiche che si traducono poi nella volontà di primeggiare sugli altri galli (gerarchia) e nella capacità di “sedurre” le galline ai fini della riproduzione; a scanso di equivoci è bene precisare che questa attitudine bellicosa e virile del gallo è naturalmente presente nella sua indole naturale, anche laddove esso viva in totale libertà, ovvero non “addomesticato” dall’uomo e allevato all’interno di un pollaio (condizione, quella della totale libertà, oggi molto rara, ma ancora riscontrabile su alcune isole, ad esempio presso la nota Chicken’s beach alle Hawaii, o anche in alcune aree delle Azzorre; ovvero in quei luoghi ove siano del tutto assenti i predatori).

Un imponente gallo di razza Cocincina
Un imponente gallo di razza Cocincina.
Uno splendido esemplare di gallo Ancona dal piumaggio bianco e nero e picchiettato
Uno splendido esemplare di gallo di razza Ancona dal piumaggio bianco e nero e picchiettato.

Gallo e l’alimentazione

Il gallo (come la gallina) è onnivoro ed è essenziale che disponga sempre di un abbeveratoio con acqua fresca e pulita (specie in estate).

In natura, la loro dieta sana ed equilibrata consisterebbe in semi, cereali, erbette, frutti, bacche e insetti. Affinché la loro alimentazione sia completa di tutti questi nutrienti è necessario mettergli a disposizione mangimi idonei (meglio se biologici) e un bel pascolo verde, in modo da garantire una dieta bilanciata in termini di carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali.

L'alimentazione di galli e galline ovaiole nel pollaio
L’alimentazione di galli e galline ovaiole nel pollaio.

La quantità di ciascun nutriente varia con l’età del gallo e indicativamente, per quanto riguarda le proteine, l’apporto deve oscillare tra il 14% e il 18%; un gallo di taglia media mangia circa 150 gr di cibo al giorno (le porzioni cambiano in funzione del peso del gallo e al mutare delle stagioni; durante l’inverno i galli possono richiedere più mangime di quanto non facciano durante l’estate poiché usano più energia per scaldarsi).

Indicativamente, galli e galline necessitano degli stessi nutrienti, almeno fintantoché quest’ultime non iniziano a deporre le uova; dal momento dell’inizio della produzione in poi, le galline necessitano di una dieta più ricca di calcio, per poter continuare ad avere ossa sane e uova dal guscio duro (infatti, in mancanza di calcio, è facile il verificarsi del fenomeno delle uova molli).

La corretta alimentazione delle galline ovaiole risulterà quindi un po’ troppo ricca di calcio per i galli, e sarà quindi importante che la varietà di alimenti a disposizione nel pollaio sia tale da poter consentire ai maschi di diversificare un po’ la loro dieta.

Di fatto, non esistono mangimi specifici per l’alimentazione dei galli; nella gestione pratica di un piccolo pollaio domestico possiamo solo avere l’accortezza di tener conto che un eccesso di calcio potrebbe essere dannoso per i reni dei nostri galli.
Va quindi benissimo mettere a disposizione il mangime per galline ovaiole, ma dovrà essere accompagnato da un pascolo abbondante (soluzione ottimale) e da altri alimenti integrativi privi o poveri di calcio (come cereali e fonti proteiche).

Studi e ricerche sull’alimentazione specifica dei galli sono molto poco approfonditi (in quanto l’interesse commerciale mondiale è tutto spostato sulle ovaiole e la loro maggiore produttività) e le raccomandazioni variano; è stato di fatto osservato che le galline ovaiole, in natura, ricercano fonti di calcio aggiuntive, mentre i galli non esprimono questo interesse.

Gallo: caratteristiche comportamentali

Galli in combattimento
Galli in combattimento.

Gran parte della giornata di un gallo è finalizzata ad affermare il proprio ruolo gerarchico (nel caso di convivenza con altri galli) e a totalizzare il maggior numero di accoppiamenti con le galline del pollaio (ogni maschio può arrivare a compiere anche 30 accoppiamenti al giorno).

La potenza stessa dei continui “chicchirichì” emessi durante tutto il giorno (insuperabile il canto dei maschi della razza Denizli) è anch’essa una reiterata esibizione e dimostrazione delle sue doti e del suo valore.

L’indole aggressiva, che lo spinge a rivaleggiare e primeggiare sugli altri galli, si traduce in continue “sfide tra pretendenti” (da cui, purtroppo, la degenerazione del fenomeno dei combattimenti tra galli) e questa tendenza “bellicosa” è più accentuata in alcune razze (tra tutte quella denominata Combattente indiano, a cui è attribuito un carattere detestabile, litigioso al più alto grado e scorbutico, con tendenze da predatore) e lo è meno in altre (ad esempio molto tranquilli sono i galli di razza Cocincina nana).

Mentre è possibile riuscire a far convivere nello stesso pollaio alcuni galli cresciuti insieme, è altamente sconsigliato introdurre un nuovo gallo adulto in un pollaio ove sia già presente un maschio alpha dominate (molto spesso il nuovo gallo non sarà accettato e potrebbero esserci scontri così violenti da causare la morte del più debole).

Durante il giorno, tra le principali attività del gallo, c’è il corteggiamento delle femmine. I galli, come molti altri maschi di galliformi, non sono monogami (possono avere la/e preferita/e, ma fondamentalmente mirano ad accoppiarsi con tutte le femmine disponibili, anche quelle appartenenti al gruppi/famiglie di altri galli).

Una delle tattiche di corteggiamento più utilizzata (e studiata) è quella che prende il nome di tidbitting, un rituale amoroso complesso che coinvolge la struttura sociale del gruppo avicolo a più livelli.

Proporzione tra numero di galli e galline nel pollaio

La responsabilità principale di cui dobbiamo farci carico, nell’allevare un certo numero di galli e galline, è quella di saper calcolare il giusto equilibrio, in termini di proporzione, tra il numero di femmine e di maschi, in modo tale che la condizione di vita sia di benessere per entrambi.

Il numero di galli e di galline dovrà quindi essere tale da determinare un giusto livello di competizione e un equilibrio in termini di accoppiamento e riproduzione, per cui da un lato non ci dovranno essere lotte troppo violente e continue, e dall’altro le galline non dovranno essere “troppo stressate” (e rovinate) dai continui tentativi di accoppiamento.
In condizioni estreme, quando viene superata la soglia di “normale litigiosità”, i galli possono arrivare a combattere in modo così violento da uccidersi.

Tale equilibrio non è semplice da trovare perché dipende in primis dalle razze allevate, e poi anche dall’indole specifica dei singoli esemplari, e non è quindi possibile fornire “a priori” una regola che poi possa essere applicata indistintamente ad ogni caso specifico.

E’ però possibile dare delle “linee guida generali”, da intrecciare poi con l’esperienza diretta e il buon senso: indicativamente, un pollaio con un solo gallo e circa 3/4 galline (razze pesanti) o 8/10 galline (razze leggere) può essere considerato un buon riferimento a cui attenersi.
Nel caso di più galli, tra cui primeggerà sempre un maschio-alpha, potrebbero essere previsti spazi separati per diverse “famiglie/gruppi”, accompagnati da spazi di razzolamento e pascolo a comune.
Sconsigliabile allevare in spazi comuni galli di razze molto diverse tra loro, per dimensioni e carattere, in quanto “i più deboli” ne subirebbero certamente le conseguenze.
Galletti giovani possono convivere meglio con il gallo dominante in quanto quest’ultimo ha gioco abbastanza facile a sottometterli e quindi, non percependoli come una reale minaccia, non dovrebbero dar luogo a combattimenti troppo cruenti.

Immagine estratta dal Paragrafo 1 dell'opera del 1894 di Louis Bréchemin: Allevamento moderno degli animali da cortile - GALLINE E POLLAI
Immagine estratta dal Paragrafo 1 dell’opera del 1894: “Allevamento moderno degli animali da cortile – GALLINE E POLLAI”, di Louis Bréchemin.

Il gallo e l’aggressività verso le persone

Purtroppo non è raro che l’indole particolarmente aggressiva di un gallo e la sua volontà di affermarsi come “capobranco” si traduca in aggressività anche nei confronti degli esseri umani (tra cui anche il proprio allevatore o la propria allevatrice), in particolar modo al conseguimento della piena maturità sessuale e nelle stagioni di primavera e estate.

L’eccessiva aggressività di un gallo si può scatenare contro chiunque capiti all’interno di quello spazio che l’animale ritiene di propria competenza (ovvero quando, a suo modo di vedere, diventiamo una minaccia per lui o le sue galline), e questi attacchi possono rappresentare un problema anche assai significativo, soprattutto nel caso di pollai domestici frequentati anche da bambini (più o meno piccoli).

I bambini infatti, oltre ad essere più indifesi degli adulti, hanno anche la tendenza naturale a ricercare un contatto ravvicinato con gli animali, e qualora si imbattessero in un gallo aggressivo, non solo potrebbero essere feriti gravemente (specie se aggrediti alla testa o agli occhi), ma potrebbero anche subire un trauma psicologico che poi, probabilmente, potrebbe condizionarli anche da adulti con un senso di paura verso questi animali (la cui espressione massima è l’alectorofobia).

Nella maggior parte dei casi (anche se, come talvolta accade, può sembrare un gioco divertente), non è mai consigliabile istigare un gallo a reagire ad un qualsiasi genere di attacco, ma è sempre opportuno mantenere il giusto rispetto e la giusta distanza (laddove non vi sia una collaudata confidenza).

Questo alto tasso di aggressività è comunque anche ritenuto, dagli allevatori, un’apprezzabile caratteristica in quanto, l’esperienza insegna, un ottimo gallo riproduttore è anche solitamente molto aggressivo al conseguimento della sua piena maturità sessuale (quindi un indicatore di un’ottima fertilità).

Alcuni consigli per cercare di attenuare l’aggressività di un gallo

Un primo consiglio è quello, se possibile, di entrare in contatto fin da piccoli con il proprio gallo, cercando di abituarlo il più possibile alla nostra presenza e dunque ad una nostra certa vicinanza e “promiscuità” (oltretutto, riuscire ad avvicinarlo e a tenerlo in braccio, è anche un’importante strumento di prevenzione e cura).

Con questo approccio non è raro il caso di galli che si avvicinano a noi con tranquillità e, nei casi più particolari, anche vederli venire incontro, così come di solito fanno cani e gatti, nonché avvisarci dei pericoli e considerarci parte del suo gruppo da proteggere; questo tipo di imprinting fin da pulcini consente di arrivare anche ad avere galli come veri e propri pets domestici (in tal senso, due incredibili esempi sono le storie di Frog e Apollo).

Ma se, nonostante un allevamento attento fin da piccolo, il gallo si dimostra molto aggressivo verso di noi, l’unica cosa che rimane da fare è affrontarlo con convinzione nel combattimento (ad esempio con l’aiuto di una frasca o una piccola verga) e respingere così i suoi attacchi e “sconfiggerlo” sul campo, in modo tale che ci riconosca come a lui superiori, e quindi rinunci agli agguati. Occorre dunque affrontarlo direttamente, senza girarsi e senza scappare, e colpirlo con decisione con la frasca rimandandolo indietro; si può anche cercare di dissuaderlo e disorientarlo tirandogli una secchiata d’acqua.

Riuscire a farsi percepire come “esseri” a lui superiori e più forti è l’unico modo, nel caso di galli adulti aggressivi, di riuscire a modificare il loro comportamento, e di salvarli da una fine ben peggiore.
Infatti, purtroppo, nei casi più estremi e irrimediabili, galli molto aggressivi che risultano impossibili da rieducare, rischiano anche la soppressione.

Invece, se si ha la possibilità di allevarli fin da piccoli, è possibile mettere in atto un “addestramento specifico” mirato ad educare i loro comportamenti; ne parleremo approfonditamente in un articolo che sarà pubblicato a breve.

Il gallo nella simbologia

Infine, per tutto quello che vi abbiamo raccontato fin qui del gallo, e per le sue peculiarità morfologiche e comportamentali, questo animale, come formulato effettivamente da Louis Bréchemin nella sua opera “Allevamento moderno degli animali da cortile – GALLINE E POLLAI”riempie della sua presenza la storia e il mondo.

Le sue specificità morfologiche e le sue attitudini comportamentali lo hanno reso un potente simbolo di virilità, di annunciazione temporale, nonché di potere di divinazione, che, dall’antichità, è arrivato quasi intatto fino ad oggi. E’ anche per questo suo fortissimo e intrinseco potere simbolico che il gallo è scelto da moltissime persone in tutto il mondo come elemento grafico da tatuarsi sul corpo (vedi articolo dedicato ai tatuaggi di galli e galline).

Tradizionale alettriomanzia russa-ortodossa (divinazione con ausilio di gallo)
Christmastide Divination (Konstantin Makovsky): rappresentazione di una tradizionale alettriomanzia russa-ortodossa (divinazione con ausilio di gallo) effettuata per predire il matrimonio delle giovani donne.

Per secoli il canto del gallo ha accompagnato il risveglio mattutino dell’uomo e scandito i suoi ritmi naturali sonno-veglia (riposo-lavoro), ora perduti; quindi, sia simbolo solare che scaccia le tenebre, ma anche odiata incarnazione di colui che ci strappa ai piaceri notturni per farci tornare al duro lavoro; molto interessante, in tal senso, l’approfondimento di questo aspetto affrontato nell’articolo “Maledire il gallo” da parte della ricercatrice universitaria Rosa Ronzitti.

Ritrovamento dell'antica Grecia: due linee delle piume falciformi del gallo scandiscono il tempo sul calendario del ciclo lunare
Ritrovamento dell’antica Grecia: due linee delle piume falciformi del gallo scandiscono il tempo sul calendario del ciclo lunare rappresentato dai 28 grani scuri (ciclo della fertilità).

Per la cristianità il gallo è simbolo del Cristo che porta una “nuova alba di fede” sul mondo, e la Chiesa, sotto forma di banderuola segnavento, lo fece posizionare sulla sommità di chiese e campanili, proprio a simboleggiare “colui che indica la via anche contro le avversità”.

Ecco dunque che, anche nella simbologia, traspare questa duplice polarità del gallo, animale stupendo, fiero e combattente da ammirare, ma anche da tenere lontano, da “silenziare”, in quanto la sua esuberanza può rivelarsi un pericolo per la nostra vita, distogliendoci da ciò che più ci piace fare.

I galli… dei nostri followers! 🙂

Ringraziamo di cuore i nostri followers sulla pagina facebook per aver partecipato ad un post condividendo le foto dei loro splendidi e amati galli.
Un contributo preziosissimo, che rende bene l’idea di quanto anche il gallo (oltre alle galline) sia amato e coccolato, e reso unico dal rapporto speciale che lo lega a colui/colei che se ne prende cura. Grazie! 🙂

1) Gallo di tre mesi con fratello e sorelline (foto di @Elena Tosi)

gallo

2) Gallo “Giorgio”, gran parlatore, e quando richiama le sue galline il suo verso ricorda il gracidare di un rospo (foto di @Maria Rita Albanese)

gallo Giorgio

3) Gallo “Rodrigo” detto “Rod” (foto di @Silvia Rocchi)

gallo Rodrigo

4) Gallo “Gino” al Bar (foto del “babbo” @Cristiano Curreli)

gallo Gino

5) Gallo “Apollo” (foto di @Alessandra Animaanimale)

gallo Apollo

6) Gallo “PlaPlarotti”, noto PlàPlà …o anche Mostriciattolo, a seconda delle circostanze! 🙂 (foto di @Federica Pantaleo)

gallo PlaPlarotti

7) Gallo “Ruggero”, il Re Siciliano (foto di @Mariella Lipari)

gallo Ruggero

8) Gallo “Elia” il direttore d’orchestra (foto di @Gianni Del Ben)

gallo Elia

9) Gallo siciliano (foto di Salvatore Gambino)

gallo siciliano

10) Gallo “Piero”, il ciuffato (foto di @Eli Peroni)

gallo Piero

11) Gallo “Mao”, il più cattivo di casa! È realmente pericoloso per gli sconosciuti e per gli altri galli, anche se pesa 700 ranni; un altro gallo di 4 kg appena lo vedeva scappava terrorizzato! (Gallo di cocincina nana millefiori, foto di @Vincenzo Tortorici)

gallo Mao

12) Gallo “Ceppicone”, razza Australorp, tranquillo e socievole (foto di @Elva Paolini)

gallo Ceppicone

13) Gallo “Nerberto”, di razza cocincina nana, con il suo amico Pattù (foto di @Cristina Galligani)

gallo Nerberto

14) Gallo… capo clan! (foto di @Antonio Gaetano Ecclesia)

gallo

15) “Il mio gallo più bello!” (foto di @Cesare Monzardo)

gallo

16) Gallo “Benito” di razza moroseta in primo piano; poi alla sinistra c’è Cloe, e a destra Flo. (foto di @Valentina Zuin)

gallo Benito

17) Gallo “Lucifero” (foto di @Lorenzo Cherubini)

gallo Lucifero

18) Galli… e fratelli! Vivono in simbiosi e fanno tutto insieme! (foto di @Tiziana Corbani)

gallo con fratello

19) Galletto giovane (foto di @Roberto Spiriti)

gallo giovane

20) Gallo (foto di @Luca Pensa)

gallo

 

Tutto questo dunque è il gallo, e anche molto di più, che in questo articolo (già molto lungo) non abbiamo potuto trattare. Raccontateci nei commenti qui sotto anche quello che per voi è il gallo, nella vostra personale esperienza; se li avete mai allevati e se avete avuto problemi di aggressività e come li avete risolti…

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