Riproduzione delle galline: accoppiamento tra gallo e gallina | Tuttosullegalline.it
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In articoli pubblicati in passato su questo sito abbiamo già parlato di come nascono i pulcini (sia con la cova naturale che con schiusa delle uova in incubatrice), di come i piccoli vengono allevati e accuditi dalla chioccia e di come avvenga l’intero processo della deposizione.

Ma a monte di tutto ciò sta l’accoppiamento tra gallo e gallina e dunque, in questo articolo, cercheremo di indagare più attentamente come funziona la riproduzione (e per quali motivi può anche non funzionare), e quali sono le aspettative di vita che ogni pulcino ha davanti a sé una volta venuto alla luce.

Precisiamo, prima di proseguire, che questo testo non vuole configurarsi come un trattato scientifico o un approfondimento di zoologia sul tema della “riproduzione delle galline”, ma semplicemente come una panoramica sull’argomento il più possibile comprensibile a tutti, che fornisca ai più appassionati gli strumenti e le informazioni di base per poter poi approfondire autonomamente la tematica trattata.

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Riproduzione delle galline

La riproduzione avviene tramite l’atto di accoppiamento tra gallina e gallo adulti (ovvero che abbiano superato circa i 6 mesi di età, indicativamente quando la femmina comincia a deporre con continuità e il maschio a cantare), e per ogni gallo occorre un “harem” di circa 8/10 galline (se si tratta di razze rustiche leggere) oppure della metà (se abbiamo un pollaio in cui alleviamo razze avicole pesanti).

Piccola ma importante nota in proposito che ci segnala Andrea Mangoni in questo articolo: le galline di sei mesi, al primo ciclo produttivo depongono uova più piccole, e i galli di pari età sono spesso inesperti; il consiglio, dunque, è quello di far accoppiare galli di almeno 1 anno con galline di 2/3 anni, per ottenere i migliori risultati (dopo i 3 anni la fertilità cala molto).

L’apparato riproduttivo della gallina e del gallo

La gallina, una volta raggiunta la maturità sessuale, comincia a deporre uova che saranno fertili solo e soltanto nel caso in cui nel pollaio vi sia un gallo sano e robusto che “copra” le femmine fecondandole (un gallo può arrivare a compiere anche fino a 30 accoppiamenti al giorno).

L’ovario di una gallina contiene circa 4000 cellule uovo disposte a formare una sorta di grappolo e che, una dopo l’altra, giungono a maturazione tramutandosi in tuorli. L’ovulazione avviene quando un ovulo maturo si stacca dall’ovario e passa nell’ovidotto, che è diviso in cinque parti: infundibolo, magnum, istmo, utero e vagina.

Apparato riproduttivo della gallina

E’ nell’infundibolo che lo sperma del gallo (se c’è stato accoppiamento e il maschio non è sterile), risalendo dalla cloaca della gallina, arriva a fecondare l’ovulo; in caso contrario il tuorlo prosegue comunque il suo percorso di “formazione” per diventare un uovo a tutti gli effetti, con albume, guscio e pigmentazione finale (processo che abbiamo ben illustrato nell’articolo dedicato a come avviene la deposizione delle uova e in quello dedicato alla colorazione del guscio).
Gli spermatozoi riescono comunque a sopravvivere per almeno 15 giorni all’interno dell’infundibolo e quindi, anche dopo un singolo accoppiamento, la femmina può continuare a deporre uova feconde per circa 2 settimane.

Per quanto riguarda il gallo, esso non è dotato di un pene come accade nei mammiferi (e dunque non vi è nell’atto una vera e propria penetrazione), ma all’interno della cloaca vi sono 2 piccole protuberanze (ovvero i due sbocchi dei canali provenienti dai due testicoli) che durante il “bacio cloacale” (l’atto sessuale mediante il quale la cloaca del maschio e della femmina entrano in contatto) rilasciano nel corpo della gallina lo sperma contenente gli spermatozoi che, come abbiamo visto, risaliranno l’ovidotto fino all’infundibolo per fecondare l’ovulo, dando così origine allo zigote (dal greco antico ζυγωτός (zygōtós): “unito” o “aggiogato”, è una cellula che si ottiene con la fecondazione, ovvero la fusione di due cellule specializzate – i gameti – maschile e femminile).

Rituale di corteggiamento e accoppiamento tra gallo e gallina

Gallo e gallina

Come accade in tantissime altre specie animali, il gallo più forte, una volta che si è assicurato la leadership del pollaio (o del suo gruppo di femmine), corteggia la gallina con una sorta di “danza”, ovvero girandole attorno con un’ala aperta; questo indica che è stata scelta per l’accoppiamento.
La gallina spesso tenta di fuggire ma il gallo non demorderà e la inseguirà. Fa tutto parte del rito di corteggiamento.
Ad un certo punto il gallo salterà sopra la femmina, in posizione un po’ precaria e, tenendole la cresta o il collo con il becco, cercherà di far combaciare le due cloache affinché vi sia il passaggio dello sperma nell’ovidotto della gallina.
(Le femmine che hanno “subito” ripetuti accoppiamenti presentano molto spesso un piumaggio molto sciupato sul dorso e anche ferite alla testa o sul collo, provocate dall’irruenza del maschio che appunto fa uso di becco e zampe per raggiungere il suo scopo.)

Ecco nel video di seguito alcuni esempi di come gallo e gallina effettuano l’accoppiamento.

Se dopo l’accoppiamento la gallina si alza e arruffa il piumaggio per scuotersi dalla polvere probabilmente l’atto è andato a buon fine; se invece la femmina rimane accucciata come in attesa di qualcosa allora, al contrario, il contatto tra le cloache non è avvenuto.

La qualità dei riproduttori e alcune problematiche relative alla fecondazione

Non è detto che se un gallo ha “coperto” una gallina la fecondazione sia sicuramente andata a buon fine.
Possono essere vari e diversi i problemi che inficiano l’atto sessuale, in primis l’età e la vigoria del gallo. La qualità di vita è fondamentale, e riproduttori che vivono liberi al pascolo sono certamente più favoriti a trasmettere una discendenza (anch’essa sana e robusta).
Ma anche altri fattori incidono negativamente sulla probabilità di avere uova fertili: la presenza di troppi galli all’interno del pollaio (le continue liti distolgono forze e attenzioni per le femmine), esemplari malati o sterili, la presenza in alcune razze di un folto piumino vicino alla cloaca che rende difficile l’inseminazione.

Le uova fecondate

Una volta che è avvenuto l’accoppiamento e che tutto è andato per il meglio, per i successivi 10/15 giorni la gallina deporrà uova feconde, ovvero uova che se covate o inserite all’interno di un’incubatrice, potrebbero con buona probabilità portare alla nascita dei pulcini (anche la percentuale di schiusa dipende da molti fattori).

Le uova feconde, inoltre, come conferma uno studio riportato dall’esperto Maurizio Arduin, hanno anche un più alto valore nutritivo:
“[…] Pertanto, come il seme che germina ha un maggiore valore biologico rispetto al seme non germinato, anche l’uovo fecondato (gallato) ha un valore alimentare superiore all’uovo deposto da galline che non sono state fecondate da un gallo.”

Ma quanto vive una gallina?

(In questo video l’incredibile storia della gallina Victoria, ritenuta la più vecchia della Gran Bretagna, che ha ri-deposto un uovo dopo 13 anni dalla sua ultima deposizione!)

Concludiamo questo articolo con una domanda che spesso ci viene posta: quanto vive una gallina?

Ci piace rispondere a questo interrogativo proprio alla fine di questo articolo dedicato alla riproduzione delle galline perché, come abbiamo visto, in primis tutto parte dalla qualità dei riproduttori, dalla cui unione possono venire alla luce pulcini più o meno sani e robusti, e dunque con un “imprinting genetico” iniziale a vivere più o meno meglio e a lungo.

Ma oltre a questo primo fattore, sono certamente fondamentali la qualità di vita, la giusta alimentazione, l’igiene del pollaio, la cura del ricovero e la possibilità di pascolare ogni giorno liberamente all’aperto in un ambiente non umido o fangoso.

Se tutti questi aspetti saranno soddisfatti nel migliore dei modi (e nel caso di un pollaio familiare non è poi così difficile farlo!), il nostro pulcino avrà davanti a sé un’aspettativa di vita che in media può variare tra i 5/6 e i 10/11 anni, con favore maggiore per quelle galline di razze avicole leggere rispetto a quelle pesanti.

Ovviamente esistono anche casi eccezionali, di galline che hanno vissuto 16 (come la famosa Matilda) o addirittura 21 anni (ne abbiamo parlato nell’articolo dedicato alle 20 curiosità sulle galline), ma sono appunto i classici eventi rari che confermano la regola.

Collegato all’età c’è anche l’aspetto della produzione; soprattutto nelle galline ovaiole questa sarà massima nel primo anno (con uova più piccole) e ancora molta buona nel secondo e discreta nel terzo (con uova di dimensioni più grandi), per poi andare via via calando drasticamente negli anni successivi.
E’ possibile che galline di 5 o 6 anni depongano appena qualche uovo all’anno… ma per quanto ci riguarda, anche loro troveranno sempre un posto nel nostro pollaio! 🙂

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