
Con la sua mascherina rossa, le ali gialle e oro e un canto argentino tra i più melodiosi in natura, il cardellino è da sempre uno degli uccelli più amati dagli appassionati di ornitologia. Allevarlo è una tradizione affascinante, ma richiede competenza e, soprattutto, il pieno rispetto delle norme: si tratta infatti di una specie autoctona protetta, che può essere detenuta solo se nata in cattività e regolarmente inanellata. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarlo in modo consapevole e legale: descrizione e storia, scheda tecnica, sottospecie e mutazioni, gestione, confronto con gli altri fringillidi, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del cardellino
- Scheda tecnica: maschio e femmina del cardellino a confronto
- Sottospecie e mutazioni del cardellino più conosciute
- Allevare il cardellino: legalità e anelli
- Gestione dell’allevamento
- Il cardellino come uccello da compagnia
- Tabella comparativa con altri fringillidi e uccelli da gabbia
- Curiosità e stranezze sul cardellino
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del cardellino
Il cardellino (Carduelis carduelis) è un piccolo uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Passeriformi, famiglia dei Fringillidi (la stessa del canarino e del verdone). È inconfondibile: mascherina rossa sul viso, guance bianche, capo con bande nere, dorso bruno e soprattutto le ali nere attraversate da una vistosa banda gialla oro. Il nome, come il latino carduelis, deriva dal cardo, la pianta dei cui semi è ghiotto.
È diffuso in gran parte d’Europa, Nord Africa e Asia occidentale, dove popola campagne, frutteti, giardini e incolti, ricchi di piante erbacee da seme. In Italia è una specie autoctona molto conosciuta e amata, protagonista di una lunga tradizione di allevamento amatoriale legato soprattutto al canto e alla selezione delle mutazioni di colore. Proprio per la sua bellezza e il suo canto è stato, in passato, vittima di intensa cattura: per questo oggi è una specie protetta e la sua detenzione è regolata da norme precise.
Il suo tratto più celebre è il canto: un cinguettio vivace, liquido e trillante, composto da sequenze caratteristiche (il celebre “zipè“, il “ble ble” e il “rullo“), che il maschio esegue con maestria e che è da secoli oggetto di ammirazione.
Scheda tecnica: maschio e femmina del cardellino a confronto
Nel cardellino il dimorfismo sessuale è sottile ma riconoscibile: nel maschio la mascherina rossa supera l’occhio estendendosi oltre, soprattutto sul sopracciglio; nella femmina il rosso raramente arriva oltre la metà dell’occhio. Il maschio è più slanciato e canta di più; la femmina, a parità d’età, tende a essere leggermente più pesante.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | circa 14–19 g (fino a ~24 g nelle sottospecie grandi) | |
| Lunghezza | 12–13,5 cm (fino a ~15,5 cm nel cardellino “major”) | |
| Longevità media | 10–12 anni in cattività (3–4 in natura) | 10–12 anni in cattività (3–4 in natura) |
| Mascherina rossa | supera l’occhio (oltre il sopracciglio) | non supera la metà dell’occhio |
| Canto | canta (vivace e trillante) | solo brevi richiami |
| Numero di uova | — | 4–6 per covata (fino a 3 covate l’anno) |
| Peso delle uova | — | circa 1–1,3 g, azzurrine maculate |
| Periodo di cova | — (cova la femmina) | 12–14 giorni; involo a ~13–18 giorni |
Nota sulla riproduzione: in natura il cardellino costruisce un piccolo nido a coppetta molto curato tra i rami. La femmina cova da sola le uova, mentre il maschio la nutre; entrambi allevano i piccoli, che nascono nudi e inetti. In cattività si riproduce da fine aprile ad agosto e una coppia può portare a termine fino a tre covate a stagione. È utile preparare i riproduttori già da gennaio-febbraio, abituandoli al pastoncino all’uovo per l’imbecco dei nidiacei.
Sottospecie e mutazioni del cardellino più conosciute
Il cardellino conta numerose sottospecie geografiche e, in allevamento, diverse mutazioni di colore selezionate in cattività.
Sottospecie principali
- Cardellino nostrano (C. c. carduelis / minor): la forma diffusa in gran parte d’Italia e d’Europa.
- Cardellino “major” (C. c. major e affini): le sottospecie orientali/siberiane, di taglia maggiore e livrea più chiara; molto ricercate dagli allevatori.
- Cardellino sardo (C. c. tschusii): tipico di Sardegna, Corsica e isole, tra i più piccoli.
- Altre sottospecie (balcanica, britannica, niediecki, parva, ecc.) differiscono per taglia e sfumature.
Mutazioni di colore
Selezionate dagli allevatori, le principali mutazioni includono l’agata, il bruno, l’isabella (pastello), il lutino, l’eumo, l’opale e il diluito, oltre alle varie combinazioni di queste. Sono frutto dell’allevamento in cattività e, in quanto tali, hanno una gestione normativa diversa dal cardellino ancestrale.

Allevare il cardellino: legalità e anelli
Questo è il punto più importante: il cardellino è fauna selvatica autoctona protetta e la sua cattura in natura è vietata dalla legge. Si possono detenere e allevare solo soggetti nati in cattività, che devono essere:
- Inanellati con anello inamovibile (chiuso) applicato entro pochi giorni dalla nascita (indicativamente entro il 6° giorno), che ne certifica l’origine da allevamento; gli anelli sono rilasciati dagli enti preposti (in Italia la FOI, Federazione Ornitologica Italiana).
- Accompagnati dai documenti (atto di cessione dell’allevatore): un cardellino senza anello e senza documenti è considerato di provenienza sconosciuta e non può essere venduto né ceduto.
- Regolarmente censiti/registrati secondo le disposizioni vigenti.
Per il cardellino ancestrale possono essere richieste autorizzazioni specifiche (ufficio caccia e pesca della provincia), mentre per i soggetti di mutazione, essendo creati in gabbia, la gestione è diversa. Le norme possono variare nel tempo e per regione: prima di allevare è indispensabile informarsi presso la FOI e le autorità competenti. Acquistare solo da allevatori seri, con anello e documenti, è il modo per contribuire alla tutela della specie e contrastare il bracconaggio.
Come allevare il cardellino
Il cardellino è un uccello vivace, attivo e resistente, ma ha esigenze precise di spazio, dieta e tranquillità. È un uccello da voliera e da canto, non da coccole.
La voliera a regola d’arte
- Spazio ampio e sviluppato in lunghezza: il cardellino vola molto. Indicativamente una gabbia/voliera lunga almeno 150 cm, alta e profonda circa 80 cm; per la riproduzione e il benessere, più grande è, meglio è.
- Posatoi di diverso diametro in legno naturale, alle estremità per lasciare spazio al volo.
- Ambiente luminoso ma non in pieno sole, in parte coperto (con piante o pannelli) per offrire riparo, e in parte scoperto per bagni di sole e di acqua.
- Vaschetta per il bagnetto: gradita e importante, va offerta spesso.
- Riparo da correnti d’aria, lontano dalla cucina (fumi antiaderenti letali) e dal fumo di sigaretta.
- Igiene: fondo, mangiatoie e abbeveratoi vanno puliti spesso.
Alimentazione: cosa e quanto dare
Il cardellino è granivoro e in natura si nutre soprattutto di semi di piante erbacee (cardo su tutti, e poi cicoria, tarassaco, crespigno, romice, girasole). In cattività:
- Misto di semi specifico per cardellini/indigeni: niger, scagliola, perilla, lattuga bianca e nera, cicoria, cardo selvatico, girasole micro, lino, canapuccia, finocchio, papavero, ecc.
- Semi di cardo e piante spontanee (anche in erba/immaturi): molto amati e naturali.
- Verdura e frutta in piccole quantità (cicoria, tarassaco, mela) e pastoncino all’uovo soprattutto in muta e riproduzione.
- Osso di seppia e grit sempre a disposizione, per calcio e digestione.
Mangia pochi grammi al giorno; vanno soffiati via i gusci vuoti dalla mangiatoia, che possono ingannare.
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata ogni giorno. Il cardellino ama il bagnetto: una vaschetta bassa con acqua a temperatura ambiente, più volte a settimana, mantiene il piumaggio in salute.
Cosa NON dare al cardellino:
- Avocado (tossico e potenzialmente letale).
- Cioccolato, caffè, tè, alcol.
- Cipolla, aglio, porro.
- Semi e noccioli di mela, pera, ciliegia, pesca (composti cianogenici).
- Sale, zucchero, cibi fritti, salati o conditi e avanzi della tavola.
- Alimenti ammuffiti; latte e latticini.
Esempio di pastoncino fai-da-te con valori nutrizionali
Ecco un pastoncino all’uovo casalingo, utile in muta, riproduzione e svezzamento. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Uovo sodo tritato (con guscio, se ben lavato) | 38% | Proteine e calcio |
| Pangrattato / fette biscottate sbriciolate | 24% | Base, carboidrati |
| Semi in erba / germinati (cardo, niger) | 14% | Vitamine, appetibilità, naturalità |
| Verdura a foglia tritata finissima | 12% | Fibra, vitamine, carotenoidi |
| Carota grattugiata | 9% | Vitamina A, appetibilità |
| Integratore vitaminico-minerale (per uccelli) | 3% | Vitamine e oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati del pastoncino:
- Proteine grezze: ~18–22% (adeguato a muta e riproduzione).
- Grassi: moderati; la parte grassa è fornita dai semi oleosi della dieta (niger, perilla).
- Calcio: apportato da uovo e osso di seppia, essenziale per la femmina in deposizione.
Importante: il pastoncino all’uovo è nutriente ma si deteriora in fretta: va preparato fresco, somministrato in piccole quantità e rimosso dopo poche ore, soprattutto d’estate. Il cardellino apprezza molto i semi oleosi (niger, girasole), ma non bisogna eccedere per non farlo ingrassare. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgiti a un veterinario esperto in uccelli.

Il cardellino come uccello da compagnia
Il cardellino è un uccello da ascoltare e osservare più che da coccolare. Il suo grande pregio è il canto, tra i più belli e apprezzati, che il maschio esegue con virtuosismo: è questo, insieme alla bellezza della livrea e alla vivacità, a renderlo un compagno affascinante per l’appassionato di ornitologia. È anche un uccello intelligente e curioso, che si abitua alla presenza e alla routine di chi lo accudisce.
Va però chiarito che non è un uccello “domestico” nel senso dei pappagalli: è per natura piuttosto schivo, non ama essere maneggiato e non impara a parlare. Il rapporto con l’uomo passa dall’abitudine e dalla fiducia costruita nel tempo, non dal contatto fisico. Chi cerca un uccello da tenere in mano o da addestrare resterà deluso; chi cerca un piccolo artista del canto e un gioiello vivente da ammirare troverà nel cardellino un compagno straordinario.
Infine, come già detto, allevarlo comporta una responsabilità legale ed etica: va detenuto solo se nato in cattività, inanellato e in regola con le norme. Questo è il presupposto di ogni allevamento corretto di questa splendida specie autoctona.
Tabella comparativa con altri fringillidi e uccelli da gabbia
Il cardellino appartiene ai fringillidi, come il canarino. Ecco come si colloca rispetto ad altri uccelli da gabbia comuni.
| Specie | Taglia | Voce / canto | Rapporto con l’uomo | Stato / note | Longevità |
|---|---|---|---|---|---|
| Cardellino | 12–13,5 cm | Canto vivace e melodioso (maschio) | Schivo, da osservare | Autoctono protetto (anello obbligatorio) | 10–12 anni |
| Canarino | 12–15 cm | Canto melodioso (maschio) | Schivo ma confidente | Domestico, libera detenzione | 7–15 anni |
| Verdone / Lucherino | 12–15 cm | Canto gradevole | Schivo | Autoctoni protetti (anello) | 8–12 anni |
| Diamante mandarino | 10–11 cm | Canto buffo (maschio) | Da osservare, mai da solo | Esotico, libera detenzione | 5–10 anni |
| Cocorita (ondulato) | 17–20 cm | Può imparare parole | Molto socievole, da mano | Esotico, libera detenzione | 6–15 anni |
E allora, dunque, fermiamoci un attimo con la lettura, riposiamo gli occhi, chiudiamoli, ed ascoltiamo il canto meraviglioso del cardellino:
Curiosità e stranezze sul cardellino
- Il nome viene dal cardo. Sia il nome italiano sia quello scientifico (Carduelis) derivano dal cardo, la pianta dei cui semi il cardellino è ghiottissimo e che estrae con maestria grazie al becco appuntito.
- Ha un becco “attrezzo di precisione”. Il becco sottile e affusolato gli permette di estrarre i semi anche dai capolini spinosi di cardi e altre piante, dove pochi altri uccelli riescono ad arrivare.
- Il sesso si legge sulla maschera. Nel maschio la mascherina rossa supera l’occhio; nella femmina si ferma prima: un dettaglio che gli esperti usano per distinguerli.
- È un simbolo nell’arte. Il cardellino compare in innumerevoli dipinti religiosi del Rinascimento (celebre “Il cardellino” di Raffaello) come simbolo della Passione, proprio per la sua mascherina rossa.
- Il suo canto ha un “vocabolario”. Il canto si compone di sequenze riconoscibili, come lo “zipè”, il “ble ble” e il “rullo”, combinate in modo vario: gli allevatori le studiano e le apprezzano.
- Si può incrociare col canarino. L’incrocio tra cardellino e canarina dà origine all’“incardellato”, un ibrido dal canto e dai colori particolari, quasi sempre sterile.
- Le sue uova sono molto predate. In natura i nidi di cardellino sono un bersaglio frequente: in alcune zone gran parte delle covate viene razziata da gazze e gheppi.
- È stato “salvato” dalla legge. La sua inclusione tra le specie protette, con anelli inamovibili e divieto di cattura, ha ridotto il bracconaggio che un tempo lo minacciava pesantemente.
- Vola con un volo “danzante”. Il volo del cardellino è ondulato e leggero, spesso accompagnato dal suo richiamo argentino: gli stormi in volo sembrano danzare.
- Ama la vita di gruppo. Fuori stagione riproduttiva è gregario: in natura forma stormi che si spostano insieme alla ricerca di semi, e in voliera convive bene con i suoi simili.
Prima di avventurarci in un lungo elenco di “Domande e Risposte”, riassumiamo nel grafica sottostante le principali caratteristiche del cardellino:

Domande frequenti (FAQ)
Quanto costa un cardellino?
Il prezzo varia con la sottospecie, la mutazione e la qualità del canto. Un cardellino di allevamento (con anello e documenti) costa indicativamente da 40–50 euro per i soggetti comuni fino a diverse centinaia di euro per mutazioni rare, “major” pregiati o campioni da canto/esposizione. Diffida dei prezzi bassi e dei soggetti senza anello e senza documenti: sono probabilmente illegali.
Il cardellino parla o canta?
Il cardellino canta, ma non parla: non è un pappagallo e non imita la voce umana. Il maschio ha però un canto vivace, melodioso e trillante, tra i più belli e apprezzati del mondo degli uccelli, composto da sequenze caratteristiche. La femmina emette solo brevi richiami.
Quanti anni vive un cardellino?
In cattività, con le giuste cure, vive in media 10–12 anni; in natura, dove i pericoli sono molti, la vita media scende a soli 3–4 anni. La longevità in gabbia dipende da dieta corretta, spazio, igiene e assenza di stress.
Tenere dei cardellini è legale?
Sì, ma solo a precise condizioni. È legale detenere cardellini nati in cattività, provvisti di anello inamovibile applicato alla nascita e dei relativi documenti (atto di cessione). È invece illegale catturare cardellini in natura o detenere soggetti privi di anello e documentazione. Le norme possono variare: informarsi presso la FOI e le autorità competenti è indispensabile.
Il cardellino è una specie protetta?
Sì. Il cardellino è fauna selvatica autoctona protetta: la cattura in natura è vietata. Può essere allevato solo se nato in cattività e inanellato. Questa tutela serve a proteggere le popolazioni selvatiche dal bracconaggio.
Il cardellino può vivere da solo?
Può vivere singolo (ad esempio un maschio da canto), ma essendo un uccello gregario in natura, sta bene anche in coppia o in voliera con altri cardellini o fringillidi pacifici. In riproduzione, invece, la coppia va isolata. Un soggetto solo richiede comunque attenzioni e stimoli quotidiani.
Il cardellino esiste libero in natura?
Sì. Il cardellino è un uccello selvatico comune in Europa, Nord Africa e Asia occidentale, e in Italia è una specie autoctona diffusa in campagne, frutteti, giardini e incolti. I soggetti allevati derivano tutti dalla riproduzione in cattività di questa specie selvatica.
Il cardellino si affeziona al padrone?
Si abitua alla presenza e alla routine di chi lo accudisce, lo riconosce e può diventare confidente col tempo, ma raramente diventa “da mano”: è per natura schivo. Il legame si costruisce con pazienza e tranquillità, e passa soprattutto dall’ascolto del suo canto e dall’osservazione, non dal contatto fisico.
Posso lasciare libero in giardino un cardellino?
No. Un cardellino nato in cattività non è attrezzato per sopravvivere in libertà e rischierebbe la morte. Inoltre, liberare (o “reimmettere”) soggetti d’allevamento non è consentito al di fuori di programmi ufficiali. Se non puoi più tenerlo, affidalo a un allevatore o a un’associazione ornitologica.
Quale cibo ama di più il cardellino?
Ama soprattutto i semi di cardo (da cui prende il nome) e gli altri semi oleosi come niger e perilla, oltre a cicoria, lattuga, tarassaco e girasole micro. Apprezza molto i semi in erba (immaturi) delle piante spontanee. La base è un buon misto specifico per cardellini, integrato con verdura e pastoncino in muta e riproduzione.
Il cardellino è intelligente?
Sì. È un uccello sveglio e curioso: impara e memorizza il canto (che i giovani apprendono dagli adulti), riconosce persone e routine, ed è abilissimo nel manipolare i semi con becco e zampe per estrarli dai capolini spinosi. La sua destrezza nell’alimentarsi è segno di una notevole intelligenza pratica.
Il cardellino può vivere in voliera con altri uccelli?
Sì, in voliere ampie convive bene con altri fringillidi pacifici (canarini, verdoni, lucherini) e piccoli uccelli tranquilli. In periodo riproduttivo può diventare più territoriale: meglio isolare le coppie. Vanno evitate specie aggressive o molto più grosse. Servono comunque spazio, più mangiatoie e nascondigli.
Dove dorme il cardellino?
Dorme appollaiato su un posatoio, in genere il più alto, con la testa infilata tra le penne del dorso. Ha bisogno di 10–12 ore di riposo al buio e in silenzio: la sera si può coprire parzialmente la gabbia, in un luogo tranquillo e senza correnti.
Il cardellino quante uova depone in un anno?
La femmina depone in genere 4–6 uova per covata e può portare a termine fino a tre covate a stagione (da fine aprile ad agosto): in un anno, quindi, indicativamente una dozzina di uova o poco più, secondo le condizioni. Le uova sono azzurrine e maculate.
Sono commestibili le uova del cardellino?
La domanda è puramente teorica: il cardellino è una specie protetta allevata per canto e riproduzione, non un animale da reddito alimentare. Le sue pochissime uova, se feconde, sono preziose e vanno destinate alla cova. Non ha alcun senso né utilità consumarle.
Il cardellino soffre il freddo?
È un uccello rustico e sopporta bene il freddo, molto più di un esotico tropicale; teme però gli sbalzi di temperatura, l’umidità e le correnti d’aria. In inverno va comunque tenuto in un ambiente riparato e stabile; chi lo alleva in voliera esterna deve garantire una zona riparata dal vento, dalla pioggia e dal gelo.
Dove bisogna tenere un cardellino in casa in estate e in inverno?
In estate va tenuto in un luogo fresco e ombreggiato, protetto dal sole diretto e dal caldo eccessivo, con acqua fresca e la possibilità di fare il bagnetto. In inverno va tenuto in un ambiente stabile e riparato da finestre fredde, porte e correnti d’aria, evitando gli sbalzi. In ogni stagione ama la luce naturale, ma non l’esposizione diretta e prolungata al sole.
Come capire se un cardellino è felice?
Un cardellino sereno canta (nel maschio), è attivo e vivace, salta e vola, si liscia le penne, mangia con appetito e fa il bagnetto con entusiasmo. Al contrario, un soggetto gonfio e immobile a lungo, silenzioso, con le piume arruffate che dorme molto di giorno è probabilmente stressato o malato: in questi casi è bene consultare un veterinario.
Al cardellino piace essere accarezzato e tenuto in mano?
In genere no. È un uccello schivo che non ama essere maneggiato o accarezzato e va soggetto a stress se preso in mano. La manipolazione va limitata al necessario (controlli, spostamenti) e fatta con delicatezza. Il rapporto con l’uomo si costruisce a distanza, con la fiducia e l’abitudine.
Al cardellino piace fare il bagnetto?
Sì. Il cardellino ama fare il bagnetto in una vaschetta bassa d’acqua: lo rinfresca, aiuta la muta e mantiene il piumaggio in salute. Va offerto con acqua a temperatura ambiente, in un ambiente non freddo e senza correnti, così che possa asciugarsi bene.
Posso dare del pane al cardellino?
Meglio evitarlo o darne pochissimo. Il pane comune è povero di nutrienti, spesso salato e non adatto alla dieta granivora del cardellino. Molto meglio semi di qualità, semi in erba, verdura e pastoncino all’uovo. Al limite, solo una briciola di pane secco non salato in via del tutto eccezionale.
Il cardellino può portare malattie?
Come tutti gli uccelli, può contrarre e trasmettere alcune malattie (parassitosi, micosi e, più raramente, forme trasmissibili all’uomo), anche se il rischio è basso con animali sani. È sensibile ad acari, colibacillosi e problemi da carenze o stress. Buona igiene, quarantena dei nuovi arrivati, dieta corretta e controlli veterinari sono la miglior prevenzione.
Esiste un cardellino più raro e costoso?
Sì. Sono più ricercati e costosi i cardellini di sottospecie “major” (i grandi cardellini orientali), i soggetti di mutazione rara (agata, bruno, isabella, lutino e combinazioni) e i campioni da canto o da esposizione. Il valore dipende da taglia, purezza, colore, qualità del canto e reputazione dell’allevatore.
In che mesi dell’anno si accoppiano i cardellini?
La stagione riproduttiva va dalla primavera all’estate: in cattività il cardellino si riproduce indicativamente da fine aprile ad agosto. È buona norma preparare i riproduttori già da gennaio-febbraio, abituandoli al pastoncino, per arrivare pronti alla stagione delle covate.
Si può accoppiare un cardellino con un canarino?
Sì. L’incrocio tra cardellino (di solito il maschio) e canarina dà origine all’“incardellato”, un ibrido apprezzato per il canto e i colori. È una pratica tradizionale dell’allevamento, ma gli ibridi risultanti sono quasi sempre sterili. Anche per gli ibridi valgono precise regole di inanellamento e identificazione.
Quanto impiega un pulcino di cardellino a diventare adulto?
I piccoli nascono nudi e inetti, lasciano il nido a circa 13–18 giorni e diventano indipendenti poco dopo lo svezzamento. Compiono la prima muta nei mesi successivi, assumendo la livrea adulta con la mascherina rossa, e raggiungono la maturità sessuale entro il primo anno di vita, pronti a riprodursi nella stagione seguente.
Quali sono i principali pericoli e predatori del cardellino?
In natura i nemici principali sono i rapaci (come il gheppio e lo sparviere), i corvidi (soprattutto la gazza, che razzia uova e nidiacei), i gatti e, storicamente, il bracconaggio da parte dell’uomo. In cattività, i rischi maggiori sono di tipo gestionale: sbalzi di temperatura e correnti, scarsa igiene, parassiti (acari), stress e diete sbilanciate.
In conclusione
Il cardellino è un piccolo capolavoro della natura: bello da vedere, con la sua mascherina rossa e le ali d’oro, e straordinario da ascoltare, grazie a un canto tra i più melodiosi in assoluto. Allevarlo è una tradizione appassionante, che però richiede spazio, una dieta ricca di semi (cardo in testa), tranquillità e, soprattutto, il pieno rispetto delle norme: va detenuto solo se nato in cattività, inanellato e documentato.
A chi lo allevi con competenza e responsabilità, il cardellino ricambia con la sua vivacità, la sua eleganza e il suo canto inconfondibile, per molti anni.
































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