Faraona: guida completa all'allevamento e curiosità

Sentinella infaticabile, mangia-zecche provetta e dall’aspetto inconfondibile: la faraona è un avicolo dal fascino antico, allevato già da Greci e Romani, ma ancora poco conosciuto fuori dalle campagne. Mezza selvatica nell’indole, vola, si appollaia sugli alberi e – come le oche – fa la guardia meglio di un cane. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarla in modo consapevole: storia e biologia, varietà, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.

Indice dei contenuti:

Descrizione e storia della faraona

La faraona domestica (Numida meleagris) è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Galliformi, famiglia dei Numididi — quindi imparentata con galline, fagiani e pernici, ma in una famiglia tutta sua. Nell’aspetto ricorda una grossa pernice: corpo tondeggiante, testa e parte del collo nudi, ricoperti di caruncole e penne setoliformi, sormontati da un caratteristico elmo (cimiero) corneo e da bargigli rossi cartilaginei. Il piumaggio classico è grigio-ardesia fittamente puntinato di bianco, le tipiche “perle” che danno il nome a tante varietà.

La specie è originaria dell’Africa occidentale e deriva dalla Numida meleagris meleagris. Apprezzata fin dall’antichità, era allevata da Greci e Romani; sembra poi scomparsa in Europa con le invasioni barbariche e reintrodotta nel Medioevo dai Portoghesi. In Italia è tradizionalmente allevata in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Il nome stesso, “faraona”, ne richiama le origini africane e il legame con la terra dei faraoni.

Carattere a parte: la faraona è un animale timido, sospettoso e semi-selvatico, gregario (in natura vive in stormi anche di 25 individui) e gran camminatore. In libertà le faraone selvatiche sono monogame, un tratto raro tra gli avicoli che in passato complicò non poco il loro allevamento. È proprio questa natura vigile e diffidente a renderla l’avicolo-sentinella per eccellenza.

Scheda tecnica: maschio e femmina della faraona a confronto

Nella faraona il dimorfismo sessuale è poco evidente: maschio e femmina si somigliano molto (come le oche e a differenza di polli, tacchini e anatre, dove il dimorfismo è invece molto evidente).
I segni distintivi sono il maggiore sviluppo di elmo e bargigli (più accartocciati) nel maschio, una maggiore muscolatura pettorale nella femmina e, soprattutto, la voce. Curiosamente, nella forma domestica la femmina è spesso più pesante del maschio.

Caratteristica Maschio Femmina
Peso adulto (forma domestica) circa 1,8 kg oltre 2 kg (fino a ~2,5 kg)
Lunghezza corpo circa 50–63 cm circa 50–63 cm
Longevità media 10–15 anni (eccezionalmente ~20) 10–15 anni (eccezionalmente ~20)
Inizio deposizione verso i 7 mesi (28 settimane)
Numero di uova ~100 l’anno (stagionali; fino a 180–200 in intensivo)
Peso delle uova 40–45 g, guscio durissimo color mattone chiaro
Periodo di cova 24–26 giorni
Rapporto riproduttivo consigliato 1 maschio ogni 3 femmine (in semibrado)

Nota sulla deposizione: la faraona è una deponitrice stagionale, attiva indicativamente da marzo a settembre, con una produzione intorno alle 100 uova l’anno in libertà. La femmina cova da sola, spesso in nidi nascosti nel folto della vegetazione.

Le varietà di faraona più diffuse e conosciute

A differenza di altri avicoli, le “razze” di faraona domestica non differiscono quasi per taglia o forma, ma quasi esclusivamente per il colore del mantello, frutto di numerose mutazioni. Tradizionalmente si distinguono tre gruppi: a manto regolarmente perlato, a perlatura ridotta e a manto privo di perlatura o depigmentato. Ecco le varietà più note.

Varietà perlate (classiche)

Grigia Comune (Perlata)
È la faraona “tipica”: mantello grigio-ardesia fittamente perlato di bianco. La più diffusa e rustica, base di gran parte degli allevamenti. Può raggiungere i 2,5 kg nella femmina e i 2 kg nel maschio.

Camosciata (Fulva)
Varietà dal fondo color camoscio/nocciola anziché grigio, sempre con perlatura bianca. Molto apprezzata per l’eleganza del piumaggio.

Azzurra Ghigi e Lilla (Grigio perla)
Selezioni dai toni più chiari e freddi, dal grigio-azzurro al lilla, ottenute soprattutto in Italia (l’Azzurra prende il nome dal celebre zoologo Alessandro Ghigi). Ricercate dagli appassionati per la livrea raffinata.

Varietà a perlatura ridotta o depigmentate

Bianca (selezione tedesca / Albina)
Mantello completamente bianco, privo di perlatura. Esteticamente vistosa e molto richiesta sul mercato.

Bluetta (Blu lavanda), Paonata, Isabella, Pezzata, Mosaico
Varietà ornamentali e da appassionati, che giocano su diluizioni e distribuzioni particolari del colore (lavanda, tonalità pavone, pezzature). Stessa taglia e indole delle altre, ma livree da collezione.

Specie affini

Faraona Volturina (Acryllum vulturinum)
Specie a sé originaria dell’Africa orientale (Somalia), spettacolare e puramente ornamentale: collo azzurro vivo, lunghe penne pendenti striate di blu, bianco e nero. Allevata solo da appassionati di uccelli ornamentali.

Faraone dal ciuffo e piumate (genere Guttera)
Altre specie africane della famiglia dei Numididi, riconoscibili per il ciuffo di piume arricciate sul capo al posto dell’elmo. Rare in allevamento, di interesse collezionistico.

Faraona Volturina (ornamentale)
Faraona Volturina (ornamentale)

Come allevare le faraone: habitat, ricovero notturno e alimentazione

La faraona è un animale rustico e resistente, ma la sua indole semi-selvatica richiede qualche accorgimento in più rispetto alla gallina. Ama lo spazio, vola, fa molto rumore e va abituata con pazienza a riconoscere il proprio ricovero come “casa”.

Spazio, indole e cosa tenere d’occhio

La faraona è una gran pascolatrice e camminatrice: in libertà può percorrere diversi chilometri al giorno alla ricerca di cibo. Ha bisogno di ampi spazi all’aperto per esprimere il suo comportamento naturale. Punti di attenzione:

  • Tendenza a vagare: se non abituata, tende ad allontanarsi e a non rientrare. Servono 6–10 settimane perché identifichi un luogo come casa; nei primi tempi conviene governarla al tramonto, richiamandola con il cibo.
  • Rumorosità: è molto chiassosa e lancia un fortissimo allarme a ogni novità. Ottimo come antifurto vivente, meno gradito a vicini ravvicinati.
  • Vola e si appollaia in alto: vola bene e, se ci sono alberi, di notte tende a dormirci sopra anziché nel ricovero. Per tenerla raccolta servono recinti molto alti, e l’abitudine al rientro serale.
  • Indole timida: è sospettosa e si stressa facilmente; va gestita con calma e movimenti tranquilli.
  • Convivenza: con le galline il maschio di faraona può risultare prepotente in periodo riproduttivo.

Il ricovero notturno

Per allevare bene la faraona servono un ricovero coperto e una zona esterna per il pascolo libero. Indicazioni pratiche:

  • Posatoi: a differenza di anatre e oche, la faraona ama dormire appollaiata in alto. Nel ricovero i posatoi dovrebbero occupare circa un terzo della superficie.
  • Lettiera: permanente, in truciolo di legno, di almeno 10 cm di spessore, mantenuta asciutta.
  • Attrezzature: mangiatoie, abbeveratoi e una rastrelliera per erba e foraggi.
  • Abitudine al rientro: nelle prime settimane chiudere le faraone al tramonto per insegnare loro a rientrare; è la chiave per non perderle e per proteggerle dai predatori notturni.

Alimentazione: cosa e quanto dare

La faraona è onnivora e, al pascolo, si procura gran parte del cibo da sola: insetti, larve, vermi, piccoli rettili, semi, erba, frutta e bacche. In allevamento la dieta va calibrata sull’età, perché i giovani hanno un fabbisogno proteico elevato:

  • 0–6 giorni: mangime starter ad alto tenore proteico (23–24%, fino al 26–27% nei mangimi per “selvatici”).
  • Fino a ~9 settimane: mangime per faraoncini intorno al 21% di proteine, con integrazione di vitamine e minerali.
  • Dalla 4° settimana: si può introdurre erba tagliata e verdure.
  • Dalla 5° settimana in poi: mais frantumato o misto di granaglie (mais, frumento, orzo, avena), integrato dal pascolo.

Per gli adulti al pascolo bastano una razione di granaglie/mangime e l’integrazione spontanea che trovano razzolando. È utile mettere a disposizione grit (graniglia) per la digestione.

L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e disponibile a volontà. Gli abbeveratoi vanno tenuti puliti; indicativamente, fino ai 2 mesi, per un gruppo di 50 capi serve un abbeveratoio a sifone grande o circa 30 cm di abbeveratoio lineare. In inverno l’acqua non deve ghiacciare.

Cosa NON dare alle faraone:

  • Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (rischio di micotossine e botulismo).
  • Pane e avanzi salati, fritti, zuccherati o conditi in quantità.
  • Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
  • Patate verdi, germogli di patata, foglie di pomodoro e melanzana crude (solanina).
  • Acqua sporca o stagnante e mangimi inadatti alla fase di crescita.

Esempio di mangime fai-da-te con valori nutrizionali

Per integrare il pascolo degli adulti (non dei faraoncini, che richiedono uno starter specifico ad alto tenore proteico), ecco una miscela equilibrata di mantenimento. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.

Ingrediente % sul totale Funzione
Mais (granoturco) frantumato 35% Energia (amido)
Frumento 18% Energia + proteine
Orzo e avena 15% Energia, fibra, grassi buoni
Farina/fiocchi di soia 15% Proteine vegetali
Erba medica disidratata 7% Fibra, carotenoidi, minerali
Crusca di frumento 5% Fibra, fosforo
Guscio d’ostrica / carbonato di calcio 3% Calcio (guscio uova, ossa)
Grit + premiscela vitaminico-minerale 2% Digestione, vitamine, oligoelementi

Valori nutrizionali stimati della miscela:

  • Proteine grezze: ~15–16% (adeguato al mantenimento dell’adulto; i faraonotti richiedono il 21–24% con starter dedicato).
  • Energia metabolizzabile: ~2.800–2.900 kcal/kg.
  • Fibra e minerali: equilibrati grazie a erba medica, crusca e integratore; il calcio è importante per la solidità del guscio.

Importante: i faraoncini (pulcini di faraona) sono delicati nelle prime settimane e hanno bisogno di un ambiente caldo e asciutto e di un mangime ad alto tenore proteico. Una miscela di sole granaglie non è sufficiente per la crescita: va sempre integrata con una fonte proteica e con premiscela vitaminico-minerale. In caso di dubbi, rivolgersi a un veterinario avicolo o ad un esperto in mangimi per avicoli

Qui sotto un video in cui possiamo godere il “silenzioso” razzolare delle faraone… 🙂

Curiosità e stranezze sulla faraona

  1. È una divoratrice di zecche. La faraona è ghiottissima di zecche e altri parassiti: un piccolo gruppo che razzola libero può ripulire un terreno, contribuendo perfino a ridurre il rischio di malattie trasmesse dalle zecche come quella di Lyme. Mangia anche cavallette, lumache e piccoli rettili.
  2. È l’antifurto vivente del cortile. Vigile e diffidente, lancia un allarme fragoroso all’avvicinarsi di estranei, cani, rapaci o serpenti: molti allevatori la tengono proprio come “guardiana” a basso costo.
  3. Vola bene e dorme sugli alberi. A differenza dei polli pesanti, la faraona è un’ottima volatrice su brevi distanze e, se può, di notte si appollaia in alto sui rami, come i suoi antenati selvatici.
  4. È monogama (o quasi). Tra gli avicoli da cortile è un’eccezione: in natura forma coppie fedeli, abitudine che in passato rese difficile il suo allevamento su larga scala.
  5. Il sesso si riconosce dalla voce. Maschio e femmina si somigliano moltissimo, ma solo la femmina emette il caratteristico richiamo bisillabo “coquak… coquak…“; il maschio si limita a un verso monosillabico.
  6. Cammina tantissimo. È un avicolo terragnolo e instancabile: uno stormo può percorrere anche diversi chilometri al giorno foraggiando in lungo e in largo.
  7. Le sue uova sono piccole fortezze. L’uovo di faraona è piccolo ma ha un guscio durissimo color mattone chiaro, che lo protegge e lo rende particolarmente conservabile.
  8. Nasconde il nido. La femmina tende a deporre e covare in nidi ben nascosti nella vegetazione, lontano da occhi indiscreti: ritrovare le uova può diventare una piccola caccia al tesoro.
  9. Razzola senza devastare. Pur cercando il cibo a terra, è una preziosa alleata di orti e frutteti perché elimina insetti e parassiti; va però controllata vicino agli ortaggi a foglia, che può beccare.
Faraona con faraoncini
Faraona con faraoncini

Domande frequenti (FAQ)

Che differenza c’è tra pollo e faraona?

Pur essendo entrambi Galliformi, appartengono a famiglie diverse: il pollo ai Fasianidi, la faraona ai Numididi. La faraona ha testa e collo nudi con elmo e bargigli, piumaggio perlato, indole semi-selvatica, vola bene e si appollaia sugli alberi; depone in modo stagionale uova piccole dal guscio durissimo. Il pollo è più mansueto e domestico, depone molte più uova e quasi tutto l’anno.

Le faraone possono stare insieme alle galline?

, la convivenza è possibile e nei cortili tradizionali è comune, a patto di garantire spazio sufficiente. Vanno tenute presenti due cose: la faraona è più rumorosa e irrequieta, e il maschio in periodo riproduttivo può diventare prepotente verso le galline. Faraone e galline possono anche incrociarsi tra loro (gli ibridi sono però sterili), mentre l’incrocio con il fagiano non è possibile. Con posatoi, mangiatoie e spazi adeguati, la coabitazione funziona bene.

La faraona è la femmina del fagiano?

No, è un equivoco diffuso. La faraona (Numida meleagris) è una specie del tutto distinta, appartenente a una famiglia diversa (Numididi) da quella del fagiano (Fasianidi). Hanno solo una vaga somiglianza nelle dimensioni. La faraona ha i suoi maschi e le sue femmine, e non è in alcun modo “il femminile” del fagiano.

La faraona può volare?

, e molto meglio di una gallina. Pur essendo un uccello prevalentemente terricolo e gran corridore, la faraona vola con agilità su brevi distanze, soprattutto per mettersi in salvo o per raggiungere i rami dove ama passare la notte. Negli allevamenti amatoriali, per evitare che scappi o dorma sugli alberi, si ricorre a recinti alti e coperti.

La faraona mangia l’erba?

, ma non è la base della sua dieta. La faraona è onnivora: bruca volentieri erba, germogli e foglie tenere, ma la parte più importante della sua alimentazione al pascolo è di origine animale — insetti, larve, vermi, zecche, lumache e piccoli rettili — integrata da semi, bacche e granaglie. L’erba e le verdure si possono introdurre nella dieta già dalla quarta settimana di vita.

Che verso fa la faraona?

La faraona è notoriamente chiassosa. Entrambi i sessi emettono richiami secchi e ripetuti (“cri-cri-cri“), ma il verso più celebre è quello bisillabo della femmina, un insistente “coquak… coquak…” che ricorda una parola scandita e che funziona da segnale d’allarme. È proprio questo richiamo a permettere di distinguere i sessi, dato che il maschio emette solo un verso monosillabico.

Sono commestibili le uova di faraona?

Assolutamente sì. Le uova di faraona sono ottime e del tutto commestibili, semplicemente più piccole di quelle di gallina (40–45 g) e con un guscio molto duro color mattone chiaro. Hanno tuorlo proporzionalmente grande e sapore ricco, e si prestano sia al consumo fresco sia alla preparazione di paste alimentari e impasti. Non sono molto diffuse in commercio soprattutto perché la deposizione è stagionale e meno abbondante di quella delle galline.

Quanto costa acquistare una faraona?

Dipende da età e varietà. I faraonotti (pulcini) e i giovani di circa un mese costano pochi euro a capo, mentre una faraona di razza di circa 6 mesi, acquistata da allevatori specializzati, si aggira indicativamente tra i 20 e i 40 euro. Le varietà ornamentali o rare (come la Volturina) hanno prezzi più alti. Conviene rivolgersi ad allevatori locali e fiere avicole, dove valutare di persona la salute degli animali.

Quanti anni vive una faraona?

In buone condizioni di allevamento la faraona vive mediamente 10–15 anni, con casi eccezionali che si avvicinano ai 20. Come per gli altri avicoli, è un dato che sorprende, ma una faraona da cortile o da riproduzione, ben accudita e protetta dai predatori, può vivere a lungo.

In conclusione

La faraona è l’avicolo perfetto per chi dispone di spazio e cerca un animale rustico, autosufficiente e dal forte carattere: ripulisce il terreno da zecche e insetti, fa la guardia meglio di un cane, regala uova dal guscio blindato, e può vivere oltre dieci anni. In cambio chiede spazio per pascolare e volare, pazienza per abituarla al rientro serale e tolleranza per la sua proverbiale rumorosità. Che si scelga la classica Grigia perlata, l’elegante Camosciata o una candida Bianca, il segreto resta uno: rispettarne la natura semi-selvatica di sentinella instancabile.

LASCIA UN COMMENTO

Scrivi il tuo commento
Per favore inserisci qui il tuo nome