
Primo uccello addomesticato dall’uomo, messaggero di guerra decorato al valore e star di una passione — la colombicoltura — che conta secoli di storia: il colombo è molto più del “piccione” che vediamo in città. Da un’unica specie selvatica l’uomo ha creato centinaia di razze straordinarie, sportive e ornamentali. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare il colombo in modo consapevole: storia e biologia, razze, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del colombo
- Scheda tecnica: maschio e femmina del colombo a confronto
- Le razze di colombo più diffuse e conosciute
- Gestione dell’allevamento
- Curiosità e stranezze sul colombo
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del colombo
Il colombo è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Columbiformi, famiglia dei Columbidi — la stessa di tortore e colombacci.
“Colombo” e “piccione” sono in realtà due nomi dello stesso animale: tutte le forme domestiche derivano dal colombo (o piccione) selvatico (Columba livia). Rispetto alla tortora è più robusto e massiccio: corpo compatto, petto muscoloso, ali potenti capaci sia di scatti veloci sia di voli di lunga durata. La livrea ancestrale è grigio-bluastra, più scura su capo e dorso, con due bande nere sulle ali, fascia nera sulla coda e collo dai riflessi iridescenti verde-viola.
Il colombo è il primo uccello addomesticato dall’uomo: la sua domesticazione è documentata da oltre 5.000 anni (tavolette mesopotamiche e geroglifici egizi), e alcuni studiosi la fanno risalire fino a 10.000 anni fa. Da allora è stato allevato per la carne, per il trasporto di messaggi e, infine, per bellezza (ornamento) e sport: la selezione umana ha prodotto centinaia di razze, talvolta così diverse dal progenitore da non poter più vivere senza l’uomo. Furono proprio i colombi domestici a fornire a Charles Darwin uno degli esempi più brillanti di selezione artificiale.
Come tutti i columbidi, il colombo ha due caratteristiche uniche: beve per suzione (aspira l’acqua senza alzare la testa, cosa che gli altri uccelli non sanno fare) e produce il “latte di gozzo”, con cui entrambi i genitori nutrono i piccoli nei primi giorni di vita.
Scheda tecnica: maschio e femmina del colombo (o piccione) a confronto
I valori si riferiscono al colombo domestico di taglia comune (tipo viaggiatore/torraiolo); alcune razze allevate (Romano, King) sono molto più pesanti. Il dimorfismo sessuale è minimo: la femmina è in genere un po’ più piccola e snella, con testa più “dolce” e becco più fine, ma la distinzione più sicura è comportamentale (il maschio corteggia, tuba e fa la ruota).
| Caratteristica | Maschio (colombo) | Femmina (colomba) |
|---|---|---|
| Peso adulto (taglia comune) | circa 250–350 g | circa 240–330 g |
| Peso (razze da carne) | fino a 900–1.000 g (King) e oltre 1 kg (Romano) | |
| Lunghezza corpo | 30–35 cm (apertura alare 62–68 cm) | 30–35 cm |
| Longevità media | 3–5 anni (liberi); fino a 15–20 in allevamento | 3–5 anni (liberi); fino a 15–20 in allevamento |
| Maturità sessuale | circa 5–6 mesi | circa 5–6 mesi |
| Numero di uova | — | 2 per covata, più covate l’anno (anche 6–8 nelle razze prolifiche) |
| Peso delle uova | — | circa 18–22 g, guscio bianco |
| Periodo di cova | 17–18 giorni (covano entrambi i genitori); involo a ~4 settimane | |
| Struttura riproduttiva | coppia monogama fissa | |
Nota sulla riproduzione: il colombo è monogamo e molto prolifico. La coppia costruisce insieme il nido, si alterna nella cova delle due uova e nell’allevamento dei piccoli (i “piccioncini” o, in inglese, squab), nutrendoli prima solo con il latte di gozzo e poi, dall’11° giorno circa, con granaglie predigerite. In condizioni favorevoli una coppia ripete più covate l’anno, anche sovrapponendo una nuova deposizione mentre i piccoli sono ancora nel nido.
Le razze di colombo (o piccione) più diffuse e conosciute
Da un’unica specie selvatica l’uomo ha selezionato centinaia di razze, tradizionalmente divise per attitudine: sportive (viaggiatori e voli acrobatici), ornamentali “di forma” e razze grandi. Ecco le più conosciute.
Colombi sportivi
Colombo viaggiatore (Racing Homer)
È il colombo più allevato al mondo: selezionato per lo straordinario senso dell’orientamento e la resistenza al volo, è la base della colombofilia sportiva, che sfrutta il suo irresistibile istinto di tornare alla colombaia anche da centinaia di chilometri. Esistono innumerevoli linee di sangue selezionate nei vari Paesi.
Capitombolanti e Rotolatori (Tumbler e Roller)
Razze “acrobatiche” selezionate per spettacolari evoluzioni in volo: il Rotolatore di Birmingham, per esempio, compie capriole all’indietro in serie. Affascinanti da osservare in cielo.
Colombi “razze grandi”
Romano
Tipica razza italiana, allevata fin dall’epoca dell’Impero Romano: è il più grande di tutti i colombi, supera i 50 cm di lunghezza e oltre 1 kg di peso. Maestoso.
King
Razza americana anche da esposizione tra le più diffuse al mondo, nata nel Novecento da incroci (Gallina, Mondano, Maltese, Messaggero). Compatto e muscoloso, raggiunge i 900–1.000 g.
Mondano, Carneau e Strasser
Altre classiche razze grandi europee, robuste e produttive.
Colombi ornamentali (di forma)
Pavoncello (Fantail)
Una delle razze ornamentali più antiche e amate, originaria di India o Cina: porta la coda aperta a ventaglio con 30–42 penne, in posa fiera ed elegante, come un piccolo “pavone”.
Gozzuto (Pouter)
Caratterizzato dalla capacità di gonfiare enormemente il gozzo come un palloncino, assumendo un portamento eretto e spettacolare. Pura razza da esposizione.
Riccio (Jacobin) e Triganino Modenese
Il Jacobin sfoggia un vistoso “cappuccio” di piume arricciate intorno alla testa; il Triganino Modenese, vanto italiano, è piccolo, tondeggiante e dalle infinite colorazioni, tra le razze ornamentali più allevate. Tra le altre italiane spiccano Sottobanca, Piacentino, Fiorentino e Reggianino.
Colombi caruncolati (Bagadesi, Carrier, Dragone)
Razze dall’aspetto curioso, con vistose escrescenze carnose (caruncole) intorno al becco e agli occhi: animali da collezione per appassionati esperti.

Gestione dell’allevamento del colombo (o piccione)
Il colombo è un animale rustico, longevo e relativamente facile da allevare, ma con esigenze precise: la sua “casa” — la colombaia — deve essere asciutta, sicura e ben organizzata, e ogni coppia ha bisogno del proprio nido.
Colombaia: spazio e cosa tenere d’occhio
I colombi si allevano in colombaia o voliera dotata di nidi a cassetta. Indicazioni pratiche:
- Un nido per coppia: ogni coppia ha bisogno del proprio nido a cassetta; nidi insufficienti generano liti e covate fallite. Si offrono ciotole o cestini con un po’ di paglia o aghi di pino.
- Asciutto e ventilato: la colombaia deve essere riparata dalle intemperie, ben aerata ma senza correnti, e soleggiata; l’umidità è il principale nemico della salute dei colombi.
- Posatoi e voletto: posatoi a sufficienza per tutti e, dove possibile, un’area esterna recintata (voletto) per esporsi al sole e muoversi.
- Igiene: pulizia frequente di pavimento, nidi e abbeveratoi per prevenire le malattie tipiche (coccidiosi, tricomoniasi, vaiolo, paramixovirosi). La vaccinazione contro la paramixovirosi è spesso obbligatoria per i colombi viaggiatori.
- Predatori e ratti: reti sicure e protezione da gatti, faine, rapaci e roditori, che insidiano soprattutto uova e piccoli.
- Densità: evitare il sovraffollamento, che favorisce stress, liti e diffusione delle malattie.
Il ricovero notturno
La colombaia è al tempo stesso ricovero diurno e notturno. Per la notte serve garantire:
- Posatoi e celle: ogni colombo deve avere il proprio posto dove appollaiarsi; le razze in coppia preferiscono dormire nei pressi del proprio nido.
- Riparo dal freddo e dall’umidità: ambiente asciutto, con lettiera o pavimento pulito; i colombi tollerano bene il freddo se restano all’asciutto e al riparo dalle correnti.
- Sicurezza: chiusura serale che impedisca l’ingresso di predatori notturni e roditori.
- Quiete: un ambiente tranquillo favorisce il riposo e la buona riuscita delle covate.
Alimentazione: cosa e quanto dare
Il colombo è essenzialmente granivoro: la base della dieta è una miscela di cereali e legumi, da arricchire di proteine in riproduzione. Linee guida:
- Miscela base: mais, frumento, sorgo, orzo, piselli e veccia; in commercio esistono miscugli completi con anche avena, riso, lenticchie, lino e girasole.
- Più proteine in riproduzione: durante l’allevamento dei piccoli si aumentano i legumi (piselli, soia) e qualche seme oleoso (girasole), più energetici e proteici.
- Grit / “pietra di salute”: una miscela di sostanze minerali e conchiglie macinate, sempre a disposizione, indispensabile per la triturazione del cibo nel ventriglio e per l’apporto di calcio.
- Verdura occasionale: piccole quantità di verdura fresca per variare e fornire vitamine.
Un esempio di miscela estiva molto usata: 35% sorgo, 25% frumento, 20% mais, 20% piselli. Le quantità vanno commisurate al numero di capi: i colombi mangiano poco, ma non devono mai restare senza cibo e grit.
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata possibilmente ogni giorno (ricordiamo che il colombo beve aspirando, per suzione). È gradita anche una vaschetta per il bagno, che mantiene il piumaggio in salute.
Cosa NON dare ai colombi:
- Pane e avanzi salati, zuccherati o conditi (poveri e dannosi, anche se nei parchi si fa spesso il contrario).
- Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
- Alimenti ammuffiti o avariati (micotossine) e granaglie umide o vecchie.
- Eccesso di semi grassi (girasole, lino): solo in piccola quota, per non far ingrassare i soggetti.
- Acqua sporca o stagnante, veicolo di tricomoniasi e altre malattie.
Esempio di miscela fai-da-te con valori nutrizionali
Ecco una miscela bilanciata per colombi adulti, da arricchire leggermente di legumi in riproduzione. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Mais (granoturco) | 25% | Energia (amido) |
| Frumento | 25% | Energia + proteine |
| Sorgo | 20% | Energia, ben gradito |
| Piselli e veccia | 20% | Proteine vegetali |
| Orzo e avena | 5% | Fibra, energia |
| Girasole / lino (in piccola quota) | 5% | Grassi buoni, piumaggio |
| Grit + pietra di salute (a parte, sempre disponibili) | — | Digestione e calcio |
Valori nutrizionali stimati della miscela:
- Proteine grezze: ~14–16% per il mantenimento; in riproduzione si sale al ~17–18% aumentando i legumi.
- Energia: garantita da mais, frumento e sorgo.
- Minerali: calcio e grit forniti a parte, fondamentali per guscio e digestione.
Importante: il colombo ingrassa facilmente se la miscela è troppo ricca di mais e semi grassi: meglio bilanciare con frumento, sorgo e legumi. La “pietra di salute” e il grit non devono mai mancare. Per i colombi viaggiatori l’alimentazione va calibrata sui periodi di riposo, allenamento e riproduzione. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgersi a un veterinario aviario.
Adesso un po’ di pausa dalla lettura con questo video curioso sui piccioni viaggiatori.
I piccioni viaggiatori sono uccelli incredibili: riescono a orientarsi e a sapere dove andare, ritrovando sempre la strada di casa, anche a centinaia di chilometri di distanza! Non è un caso che questi colombi siano stati usati fin dall’antichità per trasportare messaggi, soprattutto in tempo di guerra.
Nel video qui sotto scoprirete come fa un piccione viaggiatore a memorizzare la strada, a che velocità può volare e quanti chilometri riesce a percorrere.
Curiosità e stranezze sul colombo (o piccione)
- È il primo uccello addomesticato dall’uomo. La sua domesticazione è documentata da oltre 5.000 anni (forse 10.000): nessun altro uccello accompagna l’umanità da così tanto tempo.
- Ha un “GPS” naturale. Il colombo (o piccione) viaggiatore ritrova la propria colombaia anche da centinaia di chilometri di distanza, usando campo magnetico terrestre, posizione del sole, punti di riferimento e olfatto: una capacità che la scienza non ha ancora spiegato del tutto.
- È un eroe di guerra decorato. Durante le guerre mondiali i piccioni viaggiatori portarono messaggi decisivi sotto il fuoco nemico: molti furono premiati con medaglie al valore, come la celebre Dickin Medal.
- Produce il “latte” per i piccoli. Come tutti i columbidi, entrambi i genitori secernono dal gozzo il “latte di gozzo”, regolato dalla prolattina e simile per composizione al colostro: un caso rarissimo nel mondo degli uccelli.
- Beve in modo unico. A differenza della quasi totalità degli uccelli, il colombo aspira l’acqua immergendo il becco, senza dover sollevare la testa per deglutire.
- Ha ispirato Darwin. Charles Darwin allevò e studiò i colombi domestici, usandoli ne “L’origine delle specie” come prova della potenza della selezione artificiale.
- È più intelligente di quanto si creda. Riconosce volti umani, distingue lettere e forme e supera test cognitivi sorprendenti: tutt’altro che lo “spazzino” urbano della cattiva reputazione.
- Centinaia di razze, una sola specie. Gozzuti, pavoncelli, capitombolanti, giganti: tutte queste forme così diverse discendono dall’unico Columba livia, un trionfo della selezione umana.
- È un velocista resistente. I colombi viaggiatori volano a lungo a velocità elevate, potendo superare gli 80–90 km/h e coprire centinaia di chilometri in una sola giornata.
- È fedele in amore. Il colombo è monogamo: il maschio sceglie con cura la compagna, la corteggia a lungo con parate e tubature, e la coppia resta unita, condividendo nido, cova e cura dei piccoli.

Domande frequenti (FAQ)
Qual è la differenza tra colombo e piccione?
Nessuna differenza biologica: “colombo” e “piccione” sono due nomi dello stesso animale, la specie Columba livia e le sue forme domestiche. La distinzione è solo di uso linguistico e di percezione: nel parlare comune “piccione” richiama spesso l’uccello urbano (a volte con accezione spregiativa, lo “spazzino delle città”), mentre “colombo” suona più nobile ed è il termine preferito da allevatori e colombofili e nel linguaggio simbolico (la “colomba” della pace). Scientificamente, però, indicano esattamente lo stesso uccello.
Qual è la differenza tra colombo e tortora?
Colombo e tortora appartengono alla stessa famiglia (Columbidi), ma sono uccelli diversi, di generi distinti. Il colombo (genere Columba) è più grande, robusto e massiccio, con corpo compatto e petto muscoloso; la tortora (genere Streptopelia e affini) è più piccola, slanciata ed elegante, con corpo allungato, testa piccola, becco sottile e coda lunga, dai colori più tenui. In sintesi: stessa “famiglia”, ma il colombo è il cugino grande e potente, la tortora quello minuto e aggraziato.
La femmina del colombo è la colomba?
Sì, nel linguaggio comune. Si usa “colombo” per il maschio e “colomba” per la femmina, esattamente come “gatto/gatta”. Dal punto di vista scientifico, naturalmente, maschio e femmina sono la stessa specie (Columba livia); ma nell’uso quotidiano la distinzione di genere è corretta e diffusa. I piccoli, invece, si chiamano piccioncini (in inglese squab).
Quanti anni vive un colombo?
Dipende dalle condizioni. In libertà (i colombi di città), tra predatori, malattie e incidenti, la vita media è breve, in genere 3–5 anni. In allevamento, protetto e ben curato, il colombo è molto più longevo: vive comunemente 10–15 anni, con casi che arrivano fino a circa 20 anni. Adottare un colombo è quindi un impegno di lungo periodo.
Quante uova fa una colomba?
La femmina depone tipicamente 2 uova per covata, raramente uno solo. La particolarità è la frequenza: una coppia in buone condizioni ripete più covate nell’arco dell’anno (anche 6–8 nelle razze più prolifiche), arrivando talvolta a sovrapporre una nuova deposizione mentre i piccoli sono ancora nel nido. Le uova, bianche e di circa 18–22 g, vengono covate da entrambi i genitori per 17–18 giorni.
Le uova di colomba sono commestibili?
In teoria sì, come tutte le uova di columbidi, ma in pratica non si consumano: sono piccole (circa 20 g) e una coppia ne depone solo due alla volta, troppo preziose per la riproduzione.
I colombi sono monogami?
Sì, rigorosamente. Il colombo è uno degli esempi più noti di monogamia nel mondo animale: il maschio sceglie con cura la compagna e la corteggia a lungo, e una volta formata la coppia resta unita, spesso per tutta la vita. I due partner condividono ogni fase della riproduzione — costruzione del nido, cova alternata e allevamento dei piccoli con il latte di gozzo. In caso di perdita del compagno, il colombo può formare una nuova coppia.
In conclusione
Il colombo (o piccione) è un animale dalla storia millenaria e dalle infinite sfaccettature: messaggero, atleta, ornamentale da esposizione, è il primo uccello che l’uomo abbia mai addomesticato e uno dei più affascinanti da allevare. Gli bastano una colombaia asciutta e sicura con un nido per coppia, una buona miscela di granaglie con grit e pietra di salute, acqua sempre fresca e attenzione all’igiene per prevenire le malattie.
Che si scelga un colombo viaggiatore, un maestoso Romano o un elegante pavoncello, allevare colombi significa coltivare una delle passioni più antiche dell’umanità — e farlo, sempre, con rispetto, etica e competenza.
































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