Pernice: guida completa all'allevamento e curiosità

Elegante, mimetica e avvolta da un affascinante mito greco, la pernice è un galliforme dal fascino selvatico che unisce la bellezza della selvaggina alla possibilità di essere allevato in voliera. Amata dagli appassionati per l’aspetto ornamentale, richiede spazio, tranquillità e qualche attenzione alla sua indole schiva. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare la pernice in modo consapevole: storia e biologia, specie, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.

Indice dei contenuti:

Descrizione e storia della pernice

La pernice è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Galliformi, famiglia dei Fasianidi, sottofamiglia dei Perdicini — quindi parente di fagiani, quaglie e galline. Con il nome “pernice” si indicano soprattutto le specie del genere Alectoris, come la diffusissima pernice rossa (Alectoris rufa). È un uccello terricolo di media taglia, dal corpo tozzo e arrotondato, coda corta, ali brevi, riconoscibile per le zampe rosse, il collarino nero “sgocciolato” intorno alla gola bianca e le vistose fasce nere, bianche e rossastre sui fianchi. Il dimorfismo sessuale è poco marcato: maschio e femmina si somigliano, e il maschio si distingue soprattutto per un piccolo tubercolo (sperone rudimentale) sulle zampe.

La pernice rossa è endemica dell’Europa sud-occidentale e vive in ambienti aperti, collinari e montani, sassosi e cespugliosi, tra macchia mediterranea e coltivi. Uccello stanziale, elusivo e mimetico, di fronte al pericolo preferisce fuggire correndo, involandosi di scatto solo all’ultimo. È sempre più crescente l’allevamento della pernice come uccello ornamentale da voliera.

La pernice porta con sé anche un celebre mito greco: secondo Ovidio, Perdice (in greco Pérdix, “pernice”), giovane e geniale nipote di Dedalo — inventore della sega, ispirandosi alla lisca di un pesce — fu gettato giù dall’Acropoli dallo zio geloso del suo talento. La dea Atena lo salvò trasformandolo in pernice: da allora questo uccello vola basso e nidifica a terra, per non dimenticare mai la sua caduta.

Scheda tecnica: maschio e femmina della pernice a confronto

I valori si riferiscono alla pernice rossa (Alectoris rufa), la specie più allevata. Il dimorfismo è minimo: il maschio è in genere leggermente più grande e presenta un tubercolo alle zampe assente nella femmina.

Caratteristica Maschio Femmina
Peso adulto circa 500–900 g (fino a ~1 kg) circa 450–800 g
Lunghezza corpo 32–38 cm 32–38 cm
Longevità 2–4 anni in natura; fino a ~6–8 in cattività 2–4 anni in natura; fino a ~6–8 in cattività
Maturità sessuale circa 1 anno (prima primavera) circa 1 anno (prima primavera)
Numero di uova 10–16 (fino a 18) per covata; possibile una seconda covata
Peso delle uova circa 20–22 g, guscio crema puntinato di bruno
Periodo di deposizione maggio–giugno (in allevamento anche prima)
Periodo di cova 23–24 giorni; pulcini in grado di volare verso i 25 giorni
Struttura riproduttiva coppia monogama

Nota sulla riproduzione: la pernice rossa è monogama e ha una particolarità sorprendente: la femmina può deporre due nidiate quasi contemporaneamente, una covata dal maschio e una dalla femmina, raddoppiando così la prole. I pulcini sono nidifughi e precocissimi: attivi fin dalla nascita, seguono subito i genitori e compiono brevi voli già a poche settimane. 

Le specie di pernice più diffuse e conosciute

Non esistono vere e proprie “razze” di pernice, ma specie diverse, spesso confuse tra loro. Ecco le più note, con la distinzione fondamentale tra le vere pernici (genere Alectoris) e la starna (genere Perdix).

Pernice rossa (Alectoris rufa)

La più conosciuta e allevata: zampe e becco rossi, collarino nero, fianchi vistosamente barrati. Endemica dell’Europa sud-occidentale (Francia, Penisola Iberica, Italia nord-occidentale), è la specie principe per  allevamento amatoriale.

Pernice rossa
Pernice rossa

Coturnice (Alectoris graeca)

La “pernice di monte” italiana, tipica delle Alpi e degli Appennini: simile alla rossa ma con collare più netto e gola bianca ben delimitata. Specie protetta, di grande valore naturalistico.

Chukar o pernice turca (Alectoris chukar)

Originaria dell’Asia e dell’Europa orientale, molto simile alla coturnice ma con dorso più scuro e nuca giallastra. Rustica e prolifica, è molto allevata in cattività (attenzione, però, all’ibridazione con le specie autoctone).

Pernice sarda o barbaresca (Alectoris barbara)

Presente in Sardegna e Nord Africa, si riconosce per il collare castano puntinato di bianco e la faccia grigia. Simbolo faunistico dell’isola, è anch’essa allevata a scopo di conservazione e ripopolamento.

Pernice sarda
Pernice sarda

Starna, o “pernice grigia” (Perdix perdix)

Spesso chiamata pernice, in realtà appartiene a un genere diverso (Perdix): è più piccola, dai colori grigio-bruni, con una caratteristica macchia bruna a “ferro di cavallo” sul petto e zampe grigie (non rosse). In Italia è oggi rarissima e a fortissimo rischio.

Starna
Starna

Gestione dell’allevamento

La pernice è un animale rustico ma dall’indole timida e semi-selvatica: si spaventa facilmente e, in cattività, richiede spazio, tranquillità e voliere ben curate per evitare stress, ferite e cannibalismo.

Voliera, spazio e cosa tenere d’occhio

Le pernici si allevano in voliera spaziosa, ricca di ripari e vegetazione. Indicazioni pratiche:

  • Spazio: almeno 8 m² per coppia; una voliera di circa 4×5 m (e alta almeno 2m) può ospitare 4 coppie nella stagione fredda, ma in riproduzione le coppie vanno separate per evitare aggressioni.
  • Copertura superiore morbida: le pernici volano di scatto verso l’alto quando si spaventano; una rete o un telo in alto evita che si feriscano il capo.
  • Ripari e vegetazione: cespugli, fascine e nascondigli permettono agli animali di sentirsi sicuri, deporre tranquilli e ridurre lo stress.
  • Cannibalismo e stress: in spazi ristretti o affollati le pernici si beccano, perdono le piume e diventano aggressive; spazio, ripari e ambiente quieto sono i migliori rimedi.
  • Igiene rigorosa: pulizia quotidiana di mangiatoie e abbeveratoi e disinfezione periodica della voliera, perché le pernici sono sensibili alle malattie tipiche dei galliformi.
  • Predatori: volpi, faine, ratti e rapaci insidiano soprattutto pulcini e uova; servono reti sicure, anche interrate.

Il ricovero notturno

In natura la pernice dorme a terra, al riparo della vegetazione. In allevamento va garantito un ambiente asciutto, riparato e sicuro:

  • Zona coperta: una parte della voliera riparata da pioggia, vento e sole, con lettiera asciutta (sabbia, paglia o trucioli).
  • Nascondigli a terra: ripari bassi e vegetazione dove le pernici si raccolgono per la notte, dato che non si appollaiano in alto come i polli.
  • Protezione dai predatori: la voliera ben chiusa è la difesa contro volpi e faine, particolarmente attive di notte.
  • Tranquillità: un luogo quieto e poco illuminato favorisce il riposo e riduce lo stress.

Alimentazione: cosa e quanto dare

La pernice è granivora e onnivora: in natura si nutre di semi, germogli, erbe, bacche, radici e, soprattutto in primavera, di insetti e piccoli invertebrati, fondamentali per i pulcini. In allevamento la dieta va calibrata sull’età:

  • Pulcini (0–3/4 settimane): mangime starter ad alto tenore proteico (24–26%), finemente sbriciolato, eventualmente integrato con piccoli insetti vivi (camole) che stimolano l’istinto di caccia.
  • Giovani e adulti: miscela per fasianidi/pernici o granaglie (mais, frumento, orzo, sorgo) integrata con verdura ed erbe fresche.
  • Riproduzione: si aumenta l’apporto proteico (insetti, camole, legumi) per sostenere la deposizione.
  • Grit e calcio: graniglia per la digestione e gusci d’ostrica per la solidità del guscio, sempre a disposizione.

Le pernici mangiano poco (poche decine di grammi al giorno), ma la dieta deve essere varia ed equilibrata, evitando eccessi energetici che favoriscono l’obesità e il cannibalismo.

L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e disponibile, in abbeveratoi puliti quotidianamente (a sifone o a goccia); per i piccoli, attenzione a contenitori troppo profondi. In inverno va evitato che ghiacci.

Cosa NON dare alle pernici:

  • Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (micotossine).
  • Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
  • Patate verdi, germogli e foglie di solanacee crude (solanina).
  • Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi e avanzi elaborati.
  • Pane in eccesso e diete troppo ricche di soli cereali grassi.

Esempio di mangime fai-da-te con valori nutrizionali

Ecco una miscela di mantenimento per pernici adulte (i pulcini richiedono uno starter specifico ad alto tenore proteico). Le quantità sono in percentuale sul peso totale.

Ingrediente % sul totale Funzione
Frumento 28% Energia + proteine
Mais (granoturco) spezzato 22% Energia (amido)
Mangime per fasianidi/pernici 20% Proteine, vitamine, minerali
Sorgo e orzo 13% Energia, fibra
Farina/fiocchi di soia 10% Proteine vegetali
Erba medica disidratata / verdura tritata 4% Fibra, carotenoidi, vitamine
Guscio d’ostrica + grit + premiscela vitaminica 3% Calcio, digestione, oligoelementi

Valori nutrizionali stimati della miscela:

  • Proteine grezze: ~16–18% (adeguato al mantenimento e alla deposizione; i pulcini richiedono il 24–26% con starter dedicato).
  • Energia metabolizzabile: ~2.700–2.850 kcal/kg.
  • Calcio e minerali: bilanciati grazie a guscio d’ostrica e premiscela, importanti in riproduzione.

Importante: i pulcini di pernice sono precoci ma delicati nelle prime settimane: richiedono calore costante (circa 35°C all’inizio, da ridurre di ~3°C a settimana), ambiente asciutto e uno starter molto proteico. Il cannibalismo è il rischio principale in cattività e si previene con spazio, ripari e dieta equilibrata. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgersi a un veterinario aviario.

Prendiamoci un po’ di riposo dalla lettura e ascoltiamo il verso della pernice rossa (ripresa effettuata sulle colline genovesi) e ammiriamo la sua bellezza:

Curiosità e stranezze sulla pernice

  1. Ha un mito greco tutto suo. Secondo Ovidio, il giovane Perdice — nipote di Dedalo e inventore della sega — fu trasformato in pernice dalla dea Atena dopo essere stato gettato dall’Acropoli dallo zio invidioso: da allora la pernice vola basso e nidifica a terra, memore della caduta.
  2. Corre invece di volare. Elusiva e mimetica, la pernice preferisce fuggire di corsa tra i cespugli, involandosi di scatto e rasoterra solo all’ultimo momento, per poi riabbassarsi presto.
  3. Fa la doppia covata. È una delle rare specie in cui la femmina depone due nidiate quasi insieme: una la cova il maschio, l’altra la femmina, raddoppiando il numero dei piccoli.
  4. I pulcini volano prestissimo. Nascono già coperti di piumino, seguono subito i genitori e sono in grado di compiere brevi voli già a pochi giorni di vita.
  5. Vive in “brigate”. In autunno e inverno le pernici si riuniscono in gruppetti familiari (le “brigate”), che si sciolgono in primavera con la formazione delle coppie.
  6. È una maestra del mimetismo. Piumaggio screziato e uova maculate di bruno la rendono quasi invisibile tra le pietre e la vegetazione: la sua prima difesa è non farsi vedere.
  7. Ama i bagni di polvere. Come molti galliformi terricoli, si pulisce il piumaggio rotolandosi nella sabbia e nella terra, che soffocano i parassiti esterni (scopri nel nostro articolo dedicato come preparare ad hoc una zona adibita per i bagni di terra, fondamentale per la salute degli avicoli).
  8. Ha un richiamo inconfondibile. Il suo verso ritmato e gracchiante (“ciac-ciac-ciacàb“) risuona nelle campagne e serve a marcare il territorio e a tenere unito il gruppo.
  9. È in difficoltà. Le popolazioni selvatiche di pernice rossa (e ancor più di starna) sono in declino: oggi si mantengono in gran parte grazie ai ripopolamenti da allevamento.

Domande frequenti (FAQ)

Che uccello è la pernice?

La pernice è un uccello galliforme della famiglia dei Fasianidi, sottofamiglia dei Perdicini — quindi parente di fagiani, quaglie e galline. Con “pernice” si indicano soprattutto le specie del genere Alectoris (come la pernice rossa). È un uccello terricolo di media taglia, dal corpo tozzo, coda corta e zampe rosse, che cammina e corre molto più di quanto voli. Non è un uccello addomesticato come la gallina: resta un animale semi-selvatico, allevato soprattutto per il ripopolamento e a scopo ornamentale.

Dove si trovano le pernici?

Le pernici vivono in ambienti aperti, asciutti e soleggiati: zone collinari e montane sassose, macchia mediterranea, incolti, pascoli, vigneti e bordi di coltivi con cespugli sparsi. La pernice rossa è endemica dell’Europa sud-occidentale (Penisola Iberica, Francia, Italia nord-occidentale), ma è stata introdotta in molte altre aree. Evita i boschi fitti e le zone troppo umide. In allevamento vive in voliera, dove vanno ricreati ripari e vegetazione simili al suo habitat.

Cosa mangiano le pernici?

La pernice è granivora e onnivora: si nutre soprattutto di semi, germogli, erbe, bacche, radici e frutti selvatici, integrando la dieta con insetti e piccoli invertebrati, particolarmente importanti in primavera e per la crescita dei pulcini. In allevamento si usano miscele di granaglie e mangimi per fasianidi, con un supplemento proteico (insetti, camole) in riproduzione e per i piccoli.

Quanti tipi di pernice ci sono?

Il genere Alectoris comprende circa 7 specie di “vere” pernici, tra cui la pernice rossa (A. rufa), la coturnice (A. graeca), il chukar o pernice turca (A. chukar) e la pernice sarda/barbaresca (A. barbara). Nel linguaggio comune si chiama “pernice” anche la starna (Perdix perdix, la “pernice grigia”), che appartiene però a un genere diverso. In allevamento le specie più diffuse sono la pernice rossa e il chukar.

Quanto costa una pernice?

Il prezzo varia con età e finalità. In linea di massima, i giovani e i pulcini da allevamento/ripopolamento costano pochi euro a capo, mentre gli adulti o i riproduttori si aggirano indicativamente sui 10–25 euro. I prezzi dipendono molto dalla specie, dalla stagione e dall’allevatore: conviene rivolgersi ad allevamenti autorizzati e in regola, verificando lo stato di salute degli animali e la conformità alle norme sulla fauna.

Le pernici fanno le uova?

, ma in modo stagionale. La femmina depone in tarda primavera (maggio–giugno) una covata di 10–16 uova (fino a 18), color crema puntinate di bruno; grazie alla particolarità della doppia covata, può deporne una seconda covata affidata al maschio. Le uova vengono covate per 23–24 giorni. In allevamento, raccogliendo le uova, si stimolano nuove deposizioni e si incubano artificialmente.

Le uova di pernice si possono mangiare?

Sì, sono commestibili e apprezzate come piccola prelibatezza, al pari delle altre uova di selvaggina, come le uova di quaglia: sono minute (circa 20 g), dal guscio maculato, con tuorlo proporzionalmente grande e sapore delicato. In pratica, però, si consumano di rado: la deposizione è stagionale e la gran parte delle uova viene destinata all’incubazione per la riproduzione e il ripopolamento, non all’alimentazione.

La pernice è a rischio estinzione?

Dipende dalla specie. La pernice rossa è considerata a livello globale in declino (“quasi minacciata”): le popolazioni selvatiche sono fortemente ridotte e in molte aree si mantengono solo grazie ai ripopolamenti da allevamento, con il rischio aggiuntivo dell’inquinamento genetico da incroci. Ancora più critica è la situazione della starna (pernice grigia), in Italia ormai quasi estinta allo stato selvatico. Le cause principali del declino sono la perdita di habitat (siepi, incolti), l’agricoltura intensiva, l’uso di pesticidi (che riducono gli insetti di cui si nutrono i pulcini) e l’aumento dei predatori.

Qual è il mito della pernice?

È un mito greco narrato da Ovidio nelle Metamorfosi. Perdice (il cui nome significa “pernice”) era il giovane e ingegnoso nipote di Dedalo: osservando la lisca di un pesce inventò la sega. Dedalo, geloso del talento del nipote, lo gettò dall’alto dell’Acropoli di Atene; ma la dea Atena, protettrice degli ingegni, lo salvò dalla caduta trasformandolo in una pernice. Da allora — racconta il mito — la pernice vola sempre bassa e fa il nido a terra, per non rivivere mai più il terrore di quella caduta.

Che differenza c’è tra pernice e starna?

Sono due uccelli distinti, spesso confusi. La pernice (in genere la pernice rossa, genere Alectoris) ha zampe e becco rossi, un netto collarino nero intorno alla gola bianca e vistose fasce sui fianchi. La starna o “pernice grigia” (Perdix perdix, genere diverso) è più piccola e dai colori grigio-bruni, con zampe grigie (non rosse) e una caratteristica macchia bruna a ferro di cavallo sul petto del maschio. La pernice è anche più legata agli ambienti sassosi e collinari, la starna alle campagne coltivate.

Che differenza c’è tra pernice e quaglia?

Appartengono alla stessa famiglia (Fasianidi), ma sono ben diverse per taglia e abitudini. La quaglia (Coturnix) è molto più piccola (100–150 g, appena 16–20 cm), è l’unico galliforme migratore ed è allevata soprattutto per uova. La pernice è nettamente più grande (500–900 g, oltre 30 cm), stanziale, dai colori più vistosi e dal comportamento più territoriale. In breve: la quaglia è la minuta cugina migratrice, la pernice il galliforme di media taglia legato al territorio.

Che differenza c’è tra pernice e fagiano?

Anche in questo caso stessa famiglia, ma dimensioni e aspetto diversi. Il fagiano (Phasianus colchicus) è molto più grande (fino a 90 cm e quasi 2 kg), con una lunga coda e un fortissimo dimorfismo sessuale (maschio dai colori sgargianti, femmina bruna; dunque sotto questo aspetto molto più simile al pavone).
La pernice è più piccola e tozza, con coda corta e scarso dimorfismo (maschio e femmina simili). Entrambi sono selvaggina pregiata e vengono allevati per il ripopolamento, ma il fagiano è il grande e vistoso “cugino” dalla coda lunga, la pernice il piccolo galliforme mimetico dalle zampe rosse.

In conclusione

La pernice è un galliforme affascinante, a metà strada tra la selvaggina e l’ornamentale: elegante, mimetica, avvolta da un antico mito e capace di sorprendere con la sua doppia covata. Allevarla richiede voliere spaziose e tranquille, ricche di ripari, una dieta proteica soprattutto per i pulcini e molta attenzione all’igiene e alla prevenzione dello stress e del cannibalismo. Che si scelga la classica pernice rossa, il rustico chukar o la rara pernice sarda, allevare pernici significa anche contribuire alla conoscenza e, dove serve, alla conservazione di specie oggi in difficoltà — sempre nel rispetto delle norme che tutelano la fauna selvatica.

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