
Minuscola, prolifica e sorprendentemente produttiva: la quaglia è l’avicolo perfetto per chi ha poco spazio ma tanta voglia di uova fresche. Un piccolo gruppo è capace di regalare centinaia di uova l’anno, con costi e ingombri molto ridotti rispetto ad un allevamento di pari numero di galline. Eppure resta un animale poco compreso, a metà tra il selvatico e il domestico. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare la quaglia in modo consapevole: storia e biologia, razze, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia della quaglia
- Scheda tecnica: maschio e femmina della quaglia a confronto
- Le razze di quaglia più diffuse e conosciute
- Gestione dell’allevamento
- Curiosità e stranezze sulla quaglia
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia della quaglia
La quaglia è il più piccolo degli avicoli da cortile, un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Galliformi, famiglia dei Fasianidi — quindi parente di polli, fagiani e pernici. Ha corpo tondeggiante e compatto, coda cortissima, ali brevi e un piumaggio bruno fittamente marezzato di camoscio e nero, perfetto per mimetizzarsi tra l’erba. È un uccello prevalentemente terricolo: cammina e corre tra cespugli ed erba, fa bagni di sabbia e si alza in volo solo per brevi tratti, di scatto.
La specie selvatica europea è la quaglia comune (Coturnix coturnix), unico Galliforme migratore, che ogni anno compie spostamenti tra Africa ed Europa. La quaglia che si alleva oggi per uova è invece quasi sempre la quaglia giapponese (Coturnix japonica), una specie strettamente affine selezionata per secoli dall’uomo.
La sua domesticazione inizia in Giappone, intorno al XII secolo: inizialmente era allevata come uccello da canto e per gare di canto, e solo dal primo Novecento gli allevatori giapponesi cominciarono a selezionarla per la straordinaria produzione di uova che la caratterizza oggi.
Rispetto agli antenati selvatici, la quaglia domestica è più grande, più pesante e infinitamente più prolifica, ma ha perso quasi del tutto l’istinto della cova. È un animale rustico, dal carattere riservato e timido, che ben gestito vive sereno e regala grandi soddisfazioni anche in piccoli spazi.
Scheda tecnica: maschio e femmina della quaglia a confronto
Il dimorfismo sessuale nella quaglia giapponese si legge soprattutto nel piumaggio del petto: il maschio ha il petto color rosso-ruggine uniforme, la femmina lo ha più chiaro e puntinato di nero. Curiosamente, qui la femmina è spesso un po’ più pesante del maschio (come accade anche nella faraona). I valori indicati sono per le linee comuni; le linee giganti “Jumbo” da superano abbondantemente questi pesi.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto (linee comuni) | circa 100–120 g | circa 120–150 g |
| Peso adulto (linee Jumbo) | fino a 300–350 g | fino a 350–450 g |
| Lunghezza corpo | circa 16–20 cm | circa 16–20 cm |
| Longevità media | fino a 6–8 anni | 2–4 anni (lo stress della deposizione la accorcia) |
| Inizio deposizione | — | precocissimo: 6–8 settimane (~40–50 giorni) |
| Numero di uova | — | 250–300 l’anno (anche a prescindere dalla stagione) |
| Peso delle uova | — | 9–14 g, guscio maculato (fino a ~18 g nelle Jumbo) |
| Incubazione | — | 16–18 giorni |
| Rapporto riproduttivo consigliato | 1 maschio ogni 3 femmine | — |
Nota sulla produttività: la quaglia è l’avicolo più precoce e prolifico in assoluto. Una femmina inizia a deporre a sole 6–8 settimane di vita e può produrre 250–300 uova l’anno, anche d’inverno se ben gestita. La produttività è massima nei primi 1–2 anni, dopodiché cala progressivamente (stessa cosa avviene per le galline ovaiole). Avendo perso l’istinto della cova, per riprodurla servono un’incubatrice o una gallina nana usata come chioccia.

Le razze di quaglia più diffuse e conosciute
Nella quaglia non si parla propriamente di “razze” ma di linee e varietà di colore della Coturnix japonica, selezionate per uova o ornamento (come la minuscola quaglia ornamentale cinese). Ecco le più diffuse.
Linee da uova e duplice attitudine
Quaglia Giapponese (Coturnix, “selvatica” di colore)
È la quaglia da allevamento per eccellenza: piumaggio bruno marezzato come l’antenata selvatica, taglia contenuta, ovaiola instancabile. La base di quasi tutti gli allevamenti amatoriali.
Italica / Golden Italian (Isabella)
Varietà dal piumaggio chiaro, dorato-biondo, molto elegante. Quaglia di medie dimensioni, selezionata soprattutto per la produzione di uova, tra le più diffuse nei cortili italiani.
Inglese (English White) e Smoking (Tuxedo)
La Inglese Bianca ha piumaggio candido (a volte con qualche macchia scura sul capo); la Smoking sfoggia un caratteristico contrasto bianco-bruno “a frac“. Varietà di colore apprezzate per l’aspetto, con buona resa in uova.
Linee “pesanti”
Jumbo (Pharaoh e selezioni “gigante”)
Linee selezionate per la taglia: gli adulti possono superare i 350–450 g, più del doppio di una quaglia comune, con uova fino a ~18–19 g.; restano comunque delle buone ovaiole.
Texas A&M (bianca)
Selezione americana dal piumaggio bianco e dalla mole importante, molto allevata.
Quaglie ornamentali
Quaglia Cinese dipinta (Coturnix chinensis / Button quail)
È il più piccolo Galliforme esistente: appena 11–14 cm, il maschio splendidamente colorato di azzurro-ardesia, castano e bianco. Puramente ornamentale, vivace e delicata, va allevata in voliera riscaldata. La femmina depone e cova piccole nidiate di 5–7 uova.
Bobwhite (Colinus virginianus)
Quaglia americana di un’altra famiglia (Odontofiridi), il cui nome imita il suo fischio “bob-white“. Più grande e selvatica, allevata soprattutto per il ripopolamento venatorio e come ornamentale.

Gestione dell’allevamento
Allevare quaglie è semplice ed economico: occupano poco spazio, mangiano poco e producono moltissimo. La loro indole semi-selvatica richiede però alcuni accorgimenti specifici, molto diversi da quelli di galline, anatre o tacchini.
Dove allevarle, spazio e cosa tenere d’occhio
La quaglia non gestisce bene gli spazi aperti: lasciata libera in giardino tende a fuggire e a finire preda di gatti, ratti e rapaci. Si alleva quindi in in voliera a terra. Indicazioni pratiche:
- Spazio: una voliera di circa 8 m² ospita bene un gruppo di una ventina di esemplari. Il fondo può essere di sabbia (circa 3 cm) per consentire i bagni di polvere.
- Maglie strette o copertura: le quaglie volano di scatto verso l’alto. La voliera va chiusa anche sopra, e molti allevatori usano un soffitto morbido (rete o tessuto) per evitare che si feriscano il capo saltando.
- Un solo maschio per gruppo: i maschi sono territoriali e iperattivi nell’accoppiamento. Tenerne più d’uno porta a continue liti e a femmine stressate; il rapporto ideale è 1 maschio ogni 3 femmine.
- Niente posatoi: a differenza di polli e faraone, la quaglia non si appollaia: vive e dorme a terra, tra erba e cespugli.
- Nido protetto: serve uno spazio appartato per la deposizione, accessibile dall’esterno per raccogliere le uova ma chiuso a ratti e gatti.
Il ricovero
Pur essendo rustica, la quaglia va protetta da umidità, correnti e predatori. Il ricovero è in pratica la voliera stessa, che deve offrire:
- Zona riparata e asciutta: una parte coperta dove ripararsi da pioggia, vento e freddo, con lettiera di trucioli sempre asciutta.
- Sicurezza dai predatori: rete a maglie fitte anche interrata o con cordolo, perché ratti e faine sono la minaccia principale.
- Tranquillità: essendo timide e facili allo spavento, le quaglie vanno collocate in un luogo riparato e poco trafficato; lo stress riduce la deposizione.
- Pulcini al caldo: i piccoli vanno tenuti sotto lampada riscaldante, partendo da ~35–38°C e abbassando gradualmente di qualche grado a settimana fino allo svezzamento.
Alimentazione: cosa e quanto dare
La quaglia è onnivora e ha un fabbisogno proteico elevato, superiore a quello delle galline: in natura si nutre di semi, granaglie ma anche di insetti e larve. In allevamento si usano mangimi ricchi di proteine, variando le fonti:
- Pulcini (0–3/4 settimane): mangime starter molto proteico (24–28%), finemente sbriciolato, senza coccidiostatico. Si può integrare con uovo sodo tritato finissimo dal 4° giorno.
- Adulti e ovaiole: mangime per quaglie o per tacchini (più proteico di quello per galline, ~20–22%), eventualmente miscelato con sfarinati di cereali.
- Integrazioni fresche: verdura e frutta (lattuga, broccoli, piselli, mela, carota grattugiata), erbe fresche su rastrelliera.
- Grit e calcio: graniglia per la digestione e una fonte di calcio (guscio d’ostrica) per la solidità del guscio.
Conviene non usare un solo mangime, ma variare per offrire una dieta completa. Il consumo è minimo: una quaglia mangia pochi grammi al giorno.
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, ma somministrata in abbeveratoi piccoli o a goccia/sifone: in recipienti troppo profondi le quaglie, e soprattutto i pulcini, rischiano di annegare. Una buona pratica per i piccoli è mettere biglie o sassolini nella vaschetta per ridurre la profondità dell’acqua.
Cosa NON dare alle quaglie:
- Insaccati, salumi e cibi industriali, fritti, salati o zuccherati.
- Cioccolato, caffè, sale, zucchero e latticini.
- Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati.
- Avocado (tossico per gli uccelli), patate verdi, germogli e foglie di solanacee crude.
- Mangimi medicati con coccidiostatico in generale fuori indicazione.
Esempio di mangime fai-da-te con valori nutrizionali
Per integrare il mangime commerciale degli adulti (i pulcini richiedono uno starter specifico ad alto tenore proteico), ecco una miscela equilibrata. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Mais (granoturco) macinato fine | 30% | Energia (amido) |
| Farina/fiocchi di soia | 22% | Proteine (alto fabbisogno) |
| Frumento e/o orzo macinati | 18% | Energia + proteine |
| Mangime per tacchini/quaglie | 15% | Equilibrio proteico e vitaminico |
| Erba medica disidratata / verdura tritata | 6% | Fibra, carotenoidi, minerali |
| Guscio d’ostrica macinato / carbonato di calcio | 5% | Calcio (guscio uova) |
| Grit fine + premiscela vitaminico-minerale | 4% | Digestione, vitamine, oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati della miscela:
- Proteine grezze: ~20–22% (adeguato a deposizione e mantenimento; i pulcini richiedono il 24–28% con starter dedicato).
- Energia metabolizzabile: ~2.800–2.900 kcal/kg.
- Calcio: elevato, indispensabile per una deposizione così intensa e per gusci robusti.
Importante: la quaglia ha un fabbisogno proteico molto più alto della gallina: un mangime per galline ovaiole è insufficiente e porta a cali di deposizione e gusci fragili. Per i pulcini, oltre allo starter proteico, attenzione assoluta alla profondità dell’acqua (rischio annegamento) e al calore costante. In caso di dubbi, rivolgersi a un veterinario avicolo o ad un esperto in alimentazione per avicoli.
Nel video qui sotto una testimonianza abbastanza rara di quaglia cinese bianca in cova.
Curiosità e stranezze sulla quaglia
- È l’unico Galliforme migratore. La quaglia comune selvatica (Coturnix coturnix) è l’unica della sua famiglia a migrare: ogni anno attraversa il Mediterraneo tra Africa ed Europa, nonostante le ali piccole e il volo apparentemente goffo.
- Nata come usignolo del Giappone. La quaglia giapponese fu addomesticata nel XII secolo non per le uova, ma come uccello da canto: i samurai organizzavano vere e proprie gare basate sul richiamo dei maschi.
- Campionessa di precocità. Dall’uscita dall’uovo alla prima deposizione passano appena 6–8 settimane: nessun altro avicolo da cortile è così rapido. In un anno, una femmina può deporre più uova del proprio peso moltiplicato decine di volte.
- È volata nello spazio: uova di quaglia sono state incubate e fatte schiudere a bordo di stazioni spaziali per studiare lo sviluppo in assenza di gravità.
- Ha perso l’istinto della cova. La selezione per la deposizione continua ha “spento” nelle ovaiole l’istinto di covare: per avere piccoli servono incubatrice o una gallina nana adottiva.
- Ogni femmina firma le sue uova. Le uova di quaglia hanno maculature mimetiche uniche: ogni femmina tende a deporre uova con un “disegno” caratteristico, quasi una firma personale.
- Fa il bagno… nella sabbia. Come molti Galliformi terricoli, la quaglia si pulisce il piumaggio rotolandosi nella polvere e nella sabbia, in modo da proteggersi dai parassiti esterni: per questo nella voliera non deve mancare un’area sabbiosa.
- Uova piccole ma potenti. A parità di peso, l’uovo di quaglia è più ricco di quello di gallina: più ferro, più vitamina B12 e riboflavina, con tuorlo proporzionalmente grande.
- Il maschio “canta”, la femmina no. Il maschio emette un richiamo squillante e ripetuto, mentre la femmina si limita a versi sommessi: l’orecchio, oltre al piumaggio, aiuta a distinguere i sessi.
- Vive (quasi) ovunque. Per ingombro, costi e silenziosità relativa, la quaglia è allevabile anche in piccoli spazi, terrazzi e cortili urbani.
Ecco alcune quaglie che cantano felici per il pranzo:
Domande frequenti (FAQ)
Le quaglie possono volare?
Sì. La quaglia vola eccome, anche se solo su brevi distanze e con scatti improvvisi verso l’alto: è il suo modo di sfuggire ai pericoli. Proprio per questo le voliere devono essere chiuse anche superiormente, idealmente con un soffitto morbido per evitare che le quaglie, saltando di scatto, si feriscano il capo. La quaglia comune selvatica è addirittura un’instancabile migratrice.
Le quaglie sono aggressive?
Le femmine e i giovani sono tranquilli, timidi e gregari. L’aggressività riguarda soprattutto i maschi adulti, molto territoriali e iperattivi nell’accoppiamento: se in uno stesso recinto ci sono più maschi, litigano di continuo e possono stressare gravemente le femmine. La regola d’oro è tenere un solo maschio ogni 3 femmine. In condizioni di sovraffollamento può comparire anche la pratica della “pica delle piume” reciproca, che si previene con spazio e dieta adeguati.
Le quaglie sono intelligenti?
Non hanno la spiccata intelligenza sociale di oche, galline o tacchini, ma non vanno sottovalutate: imparano a riconoscere chi le accudisce e gli orari dei pasti, associano la persona al cibo e, se abituate con calma fin da piccole, diventano confidenti. Il loro carattere è più istintivo e “selvatico”, improntato alla prudenza più che alla socievolezza.
Le quaglie soffrono il freddo?
La quaglia è piuttosto rustica e resiste bene al freddo, soprattutto se in gruppo e al riparo da umidità e correnti d’aria, che sono i suoi veri nemici. Continua spesso a deporre anche d’inverno. Servono però alcune attenzioni: un’area asciutta e riparata, lettiera sempre asciutta e acqua che non ghiacci. I più delicati sono i pulcini, che nelle prime settimane vanno tenuti al caldo sotto lampada.
Qual è la differenza tra una quaglia e un piccione?
Sono uccelli di ordini completamente diversi. La quaglia è un Galliforme terricolo (parente di polli e fagiani): vive a terra, ha pulcini precoci che camminano e mangiano subito da soli, e si nutre di semi e insetti. Il piccione è un Columbiforme: è un eccellente volatore, nidifica in alto, nutre i piccoli (inetti alla nascita) con il cosiddetto “latte di gozzo” e beve aspirando l’acqua, cosa che gli altri uccelli non fanno. In breve: la quaglia è un piccolo uccello da terra, il piccione un uccello da volo; si somigliano solo nelle dimensioni.
Le quaglie possono stare con le galline?
Sì è possibile, ma con cautela. Se c’è spazio sufficiente, quaglie e galline possono convivere, tenendo però presente che le galline dominano la gerarchia e, essendo molto più grandi, possono beccare e stressare le minute quaglie, contendere il cibo e perfino calpestarne le uova. C’è inoltre un aspetto sanitario: le galline possono trasmettere alle quaglie alcune malattie e parassiti. Per questo molti allevatori preferiscono tenerle in spazi separati, o garantire alle quaglie zone di rifugio inaccessibili alle galline.
Come si chiama il verso della quaglia?
Il verso della quaglia si chiama “quagliare”. Il richiamo più tipico è quello del maschio, un trillo squillante e ritmato a tre note che molti rendono onomatopeicamente con “quà-qua-rà“: un canto inconfondibile che un tempo era usato dai cacciatori per localizzare gli uccelli. La femmina emette invece versi più sommessi.
Quanto costa acquistare una quaglia?
La quaglia è tra gli avicoli più economici in assoluto. Un esemplare adulto di linea comune costa indicativamente pochi euro (in genere tra 3 e 8 euro), mentre i pulcini e le uova da cova hanno prezzi ancora più bassi. Le varietà ornamentali (come la quaglia cinese dipinta) o le linee selezionate possono costare di più. Conviene rivolgersi ad allevatori locali e fiere avicole, valutando di persona la salute degli animali.
Quante uova di quaglia ci vogliono per fare un uovo di gallina?
In media servono circa 4–5 uova di quaglia per eguagliare un uovo di gallina. Un uovo di quaglia pesa circa 9–14 grammi, contro i circa 50–60 grammi di un uovo di gallina medio. A parità di peso, però, le uova di quaglia sono nutrizionalmente più ricche: più ferro, più vitamina B12 e riboflavina. Sono molto usate in cucina, sode in insalata, fritte o come raffinata guarnizione.
In conclusione
La quaglia è l’avicolo ideale per chi ha poco spazio e vuole comunque uova fresche tutto l’anno: minuscola, precoce e prolifica, si accontenta di una voliera di pochi metri quadri, mangia pochissimo e produce moltissimo. In cambio chiede una gestione attenta — voliera chiusa anche in alto, un solo maschio per gruppo, acqua a prova di annegamento e un mangime ben proteico — e un ambiente tranquillo che ne rispetti l’indole timida e semi-selvatica. Che si scelga la classica giapponese, l’elegante Italica dorata o una gigante Jumbo, la quaglia è la dimostrazione che, in avicoltura, anche il più piccolo degli uccelli può dare le più grandi soddisfazioni.
































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