Pavone: guida all'allevamento e curiosità

È il principe dei giardini, l’uccello ornamentale per eccellenza: il pavone unisce a una bellezza spettacolare un carattere fiero e una sorprendente capacità di affezionarsi a chi lo cura. Allevarlo non è difficile — in ambito domestico si comporta in modo simile a una “grande gallina” — ma richiede spazio, posatoi elevati e qualche accortezza in più.
Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare il pavone in modo consapevole: storia e biologia, specie e varietà, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.

Indice dei contenuti:

Descrizione e storia del pavone

Il pavone è un grande uccello ornamentale della classe degli Uccelli, ordine dei Galliformi, famiglia dei Fasianidi — quindi imparentato con galline, fagiani e faraone. La specie più allevata è il pavone comune o pavone indiano (Pavo cristatus), originario delle zone boscose dell’India, del versante meridionale dell’Himalaya e dell’isola di Ceylon. Presenta un dimorfismo sessuale tra i più spettacolari del regno animale: il maschio sfoggia collo e petto blu iridescente, un ciuffo di penne sul capo e soprattutto il celebre “strascico”, un ventaglio di lunghissime penne ornate di “occhi” (ocelli) che apre nella parata nuziale; la femmina è più piccola e dai colori sobri, bruna, priva di strascico.

Oltre che nel pavone, tra glia vicoli, si assiste ad un dimorfismo sessuale molto marcato nei polli, nei tacchini e nelle anatre; è invece quasi del tutto assente in oche, faraone e quaglie.

Noto fin dall’antichità, il pavone era già apprezzato dai Greci e dai Romani, che lo allevavano sia per la sua bellezza sia — sorprendentemente — come raffinato alimento da banchetto. Sacro alla dea Giunone (Hera per i Greci), simbolo di immortalità nel cristianesimo e uccello nazionale dell’India, ha attraversato i secoli come emblema di regalità, vanità e splendore. Oggi orna parchi, ville e giardini di tutto il mondo.

Specie poligama e sedentaria, il pavone è un abile cacciatore di insetti, piccoli vertebrati e perfino serpenti. In cattività si adatta a quasi ogni ambiente e si affeziona a chi lo accudisce, pur restando territoriale e spesso prepotente verso gli altri animali da cortile.

Scheda tecnica: maschio e femmina del pavone a confronto

I valori si riferiscono al pavone comune (Pavo cristatus). Il maschio si distingue per la mole maggiore e per lo strascico, che raggiunge la massima lunghezza solo intorno al 5° anno di vita; il pavone verde (Pavo muticus) è ancora più grande.

Caratteristica Maschio (pavone) Femmina (pavonessa)
Peso adulto 4–6 kg 2,75–4 kg
Lunghezza corpo (senza strascico) circa 100–115 cm circa 85–100 cm
Lunghezza con strascico fino a 200–230 cm (strascico 130–160 cm) — (priva di strascico)
Longevità media 15–20 anni (fino a 23–25 in cattività) 15–20 anni (fino a 23–25 in cattività)
Maturità sessuale fertile dal 2° anno, strascico completo al 3°–5° dal 2° anno (piena deposizione al 3°)
Numero di uova 8–12 per covata; fino a 16–20 l’anno se raccolte (stagionali, aprile–settembre)
Peso delle uova 90–120 g, guscio color crema
Periodo di cova circa 28 giorni
Rapporto riproduttivo consigliato 1 maschio ogni 3–5 femmine

Nota sullo strascico: le lunghe penne ornate di “occhi” non sono la coda, ma le copritrici del sopracoda, sorrette dalle vere penne della coda. Il maschio le perde ogni anno dopo la stagione degli amori (muta di fine estate) e le riforma entro aprile: le penne cadute si possono raccogliere. Un giovane pavone è privo di strascico fino al secondo anno.

Le specie e varietà di pavone più diffuse

Esistono tre specie di pavone, ma in allevamento amatoriale domina nettamente quella indiana, da cui derivano numerose mutazioni di colore. Ecco le più conosciute.

Le tre specie di pavone

Pavone comune o indiano (Pavo cristatus)
È il pavone “classico”, il più allevato nei parchi e giardini di tutto il mondo. Maschio dal collo blu iridescente e strascico bronzo-rame-dorato con grandi ocelli; ciuffo a “ventaglio” sul capo. Rustico, adattabile e relativamente economico, è la scelta ideale per il principiante.

Pavone verde o specifero (Pavo muticus)
Originario di Giava, Sumatra e Indocina, è più grande e slanciato, con livrea di fondo verde smeraldo e ciuffo occipitale di forma diversa. Magnifico ma più delicato (teme il freddo) e dal carattere più territoriale e aggressivo: va gestito con cautela, specie in presenza di bambini.

Pavone del Congo (Afropavo congensis)
Unica specie africana, rara e diversa dalle altre, priva del lungo strascico. Di interesse quasi esclusivamente collezionistico e zoologico.

Le principali varietà (mutazioni) del pavone indiano

Pavone blu (selvatico/classico)
La colorazione naturale, con collo e petto blu intenso: la forma di riferimento.

Pavone bianco
Splendido pavone dal mantello completamente bianco (non è un albino: ha gli occhi scuri). Molto richiesto e scenografico, ma più soggetto a consanguineità e quindi un po’ più delicato verso malattie e clima.

Pavone dalle ali nere (nigripennis / black-shouldered)
Mutazione selezionata in Inghilterra a metà Ottocento: il maschio ha blu più intenso e ali nere con riflessi; le femmine sono biancastre spruzzate di verde.

Pavone pezzato (arlecchino) e Spalding
Il pezzato, dalle ampie zone bianche, nasce incrociando il pavone dalle ali nere con il pavone bianco. Lo “Spalding” è invece il fecondo ibrido tra pavone indiano e pavone verde, che unisce bellezza e maggiore robustezza.

Meravigliosa immagine di pavone bianco
Meravigliosa immagine di pavone bianco

Gestione dell’allevamento

Allevare il pavone è alla portata anche dell’amatore: in ambito domestico si comporta come una “grossa gallina”. Servono però più spazio, altezza e qualche attenzione specifica, perché il pavone vola bene, dorme in alto ed è territoriale.

Spazio, voliera e cosa tenere d’occhio

Il pavone ha bisogno di spazi ampi. In voliera (che sconsigliamo), per un maschio con una o due femmine, si parte da circa 6×6 metri e da un’altezza di almeno 3 metri; per un piccolo “harem” all’aperto si calcolano almeno 100 m². La voliera deve essere chiusa anche superiormente con rete robusta, perché il pavone supera con facilità gli ostacoli più alti. Punti di attenzione:

  • Posatoi alti: indispensabili. Il pavone dorme appollaiato in alto; vanno previsti trespoli a 2–2,5 metri.
  • Predatori: volpi, cani e faine sono una minaccia, soprattutto di notte e per gli esemplari più giovani.
  • Aggressività verso altri avicoli: tende a dominare e attaccare galline, fagiani, tacchini e i loro piccoli.
  • Riflessi: i maschi possono attaccare la propria immagine riflessa in vetri, specchi e carrozzerie lucide, scambiandola per un rivale.
  • Orto e giardino: beccano ortaggi e fiori e si appollaiano su tetti e auto; vanno gestiti se si tiene a un giardino curato.
  • Umidità: teme il terreno fangoso e umido più del freddo secco; serve un’area asciutta.

Il ricovero notturno

Il pavone va protetto di notte dai predatori e, nelle zone fredde, dal maltempo. La soluzione ideale è un ricovero alto e asciutto:

  • Struttura “a torre”: molti allevatori realizzano un ricovero a pianta quadrata di circa 2,5 m di lato e almeno 3 metri di altezza, con posatoi sfalsati a ogni metro come una scala a chiocciola, così il pavone può salire in alto a dormire.
  • Posatoi robusti: di sezione adeguata a sostenere il peso e lasciar spazio al lungo strascico.
  • Lettiera asciutta: paglia o trucioli, da mantenere puliti.
  • Riparo invernale: un ricovero chiuso e senza correnti è molto apprezzato in inverno, soprattutto dalle varietà bianche e dal pavone verde.
  • Chiusura serale: abituare i pavoni a rientrare al tramonto è la difesa più efficace contro i predatori notturni.

Alimentazione: cosa e quanto dare

Il pavone è onnivoro con una spiccata preferenza per semi e frutti. In natura la dieta è molto varia: frutti, semi, germogli, insetti e piccoli vertebrati. In allevamento la base è data da granaglie e mangimi bilanciati, integrati con verdura e proteine animali:

  • Granaglie e mangime: mais, frumento, orzo e un buon mangime per fagiani/tacchini o specifico per ornamentali; più ricco di proteine in riproduzione.
  • Frutta e verdura: ne è ghiotto — zucchine, pomodori maturi, verdure a foglia, frutta — tanto che non risparmia l’orto se vi accede.
  • Proteine animali: insetti, larve e piccoli invertebrati, importanti soprattutto per i pavoncini.
  • Grit e calcio: graniglia per la digestione e gusci d’ostrica per il calcio, utili in deposizione.

I pavoncini vanno alimentati con uno starter molto proteico (tipo quello per tacchini/fagiani, ~28%), poiché nelle prime settimane crescono in fretta e sono delicati.

L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e disponibile a volontà, in abbeveratoi puliti regolarmente; in inverno va evitato che ghiacci.

Cosa NON dare ai pavoni:

  • Avocado (tossico), cioccolato e caffè (teobromina/caffeina).
  • Patate verdi, germogli e foglie di solanacee crude (solanina).
  • Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi e avanzi elaborati.
  • Alimenti ammuffiti o avariati (micotossine, rischio botulismo).
  • Pane in eccesso e mangimi medicati non indicati per la specie.

Esempio di mangime fai-da-te con valori nutrizionali

Per integrare il mangime degli adulti (i pavoncini richiedono uno starter specifico ad alto tenore proteico), ecco una miscela equilibrata. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.

Ingrediente % sul totale Funzione
Mais (granoturco) spezzato 30% Energia (amido)
Frumento 20% Energia + proteine
Mangime per fagiani/tacchini 20% Proteine ed equilibrio vitaminico
Orzo o avena 10% Energia, fibra
Girasole nero / semi oleosi 7% Grassi buoni, lucentezza del piumaggio
Frutta e verdura fresca tritata 8% Vitamine, fibra, appetibilità
Guscio d’ostrica / carbonato di calcio 3% Calcio (guscio uova, ossa)
Grit + premiscela vitaminico-minerale 2% Digestione, vitamine, oligoelementi

Valori nutrizionali stimati della miscela:

  • Proteine grezze: ~16–18% (adeguato al mantenimento; in riproduzione si sale verso il 20%, mentre i pavoncini richiedono uno starter al ~28%).
  • Energia metabolizzabile: ~2.800–2.900 kcal/kg.
  • Calcio e minerali: bilanciati grazie a guscio d’ostrica e premiscela, importanti in deposizione.

Importante: i pavoni, come i tacchini, sono molto sensibili all’istomoniasi (“malattia della testa nera”) e alla coccidiosi, spesso trasmesse dalle galline: attenzione alla gestione sanitaria, soprattutto nei primi mesi di vita dei pavoncini. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgersi a un veterinario aviario.

Adesso una breve pausa dalla lettura e ci ascoltiamo il bel richiamo del pavone:

Curiosità e stranezze sul pavone

  1. Lo strascico non è la coda. Le spettacolari penne con gli “occhi” sono le copritrici del sopracoda (circa 150 penne), sorrette dalle vere penne caudali, più corte e brune: quando il maschio “fa la ruota”, è la coda vera a tenere su il ventaglio.
  2. I suoi colori non esistono. Il blu e il verde iridescenti non derivano da pigmenti, ma dalla struttura microscopica delle piume (cristalli fotonici) che rifrange la luce: è colore “strutturale”, che cambia con l’angolo di osservazione.
  3. Comunica con suoni che non sentiamo. Durante la parata il maschio fa vibrare lo strascico emettendo anche infrasuoni, impercettibili all’orecchio umano, che le femmine percepiscono a distanza.
  4. Le femmine contano gli “occhi”. Darwin se ne occupò: la scelta del partner dipende anche dal numero e dalla qualità degli ocelli dello strascico, un classico esempio di selezione sessuale.
  5. È un cacciatore di serpenti. Nonostante l’aspetto da bellezza da esposizione, il pavone è un abile predatore di insetti, piccoli vertebrati e perfino serpenti.
  6. Vola e dorme sugli alberi. Malgrado mole e strascico, vola bene su brevi tratti e al tramonto sale a dormire in alto, su rami e tetti: un istinto antipredatorio mai perso.
  7. Rinnova il suo abito ogni anno. A fine estate perde lo strascico (muta) e lo riforma entro aprile, in tempo per la nuova stagione degli amori: le penne cadute si raccolgono come ornamento.
  8. Il suo verso “annuncia” pioggia e intrusi. Il richiamo forte e stridulo, sgradevole soprattutto in periodo riproduttivo, funziona da allarme: per questo è usato anche come sentinella.
  9. È un simbolo millenario. Sacro alla dea Giunone, emblema di immortalità nel cristianesimo e uccello nazionale dell’India, accompagna la storia umana da migliaia di anni.
  10. I pavoncini sono precoci. Nascono già coperti di piumino, seguono subito la madre e sono in grado di volare a poche settimane di vita.
Pavone femmina con suo pulcino (pavoncino)
Pavone femmina con suo pulcino (pavoncino)

Domande frequenti (FAQ)

Il pavone è aggressivo?

Verso l’uomo che lo accudisce il pavone è in genere mansueto e si affeziona, ma è territoriale e prepotente verso gli altri animali da cortile (polli, fagiani, tacchini e i loro piccoli), su cui ha quasi sempre la meglio. Nella stagione degli amori i maschi diventano più combattivi e possono difendere il territorio anche dalle persone: il pavone verde (muticus), in particolare, può risultare pericoloso e va gestito con cautela in presenza di bambini. Spesso attacca anche la propria immagine riflessa in vetri e carrozzerie.

Si possono tenere i pavoni in giardino?

, ed è il loro impiego più classico, a patto di avere spazio sufficiente e di accettarne le esigenze. Servono un’area ampia, posatoi o alberi alti per la notte e la consapevolezza che il pavone becca ortaggi e fiori, si appollaia su tetti e auto ed è rumoroso. Se si vuole evitare che voli via o sui tetti, occorre una voliera coperta oppure abituarlo bene al luogo (una volta presa confidenza, tende a non abbandonarlo). È bene anche verificare eventuali regolamenti comunali e i rapporti con i vicini, dato il verso potente.

Cosa dà fastidio ai pavoni?

Il pavone soffre soprattutto l’umidità e il terreno fangoso, gli spazi angusti senza posatoi elevati, la presenza di predatori e di rivali (altri maschi o anche il proprio riflesso, che scambia per un avversario). Lo stress, il sovraffollamento e la convivenza forzata con altri avicoli ne disturbano il benessere. Per stare bene ha bisogno di spazio, tranquillità, un posatoio alto dove dormire e un ambiente asciutto.

Pavoni e galline possono stare insieme?

È fortemente sconsigliato, per due motivi. Il primo è comportamentale: il pavone tende a dominare e aggredire le galline e soprattutto i pulcini. Il secondo, ancora più importante, è sanitario: come i tacchini, i pavoni sono molto sensibili all’istomoniasi (malattia della testa nera) e alla coccidiosi, malattie spesso portate dalle galline (che ne sono serbatoi sani) e potenzialmente letali per i pavoni. Molti allevatori esperti evitano persino di tenere i pavoni in recinti dove sono stati polli negli ultimi anni.

Dove dorme un pavone?

Il pavone dorme appollaiato in alto. Al calare del sole sale spontaneamente sui punti più elevati a disposizione — rami di alberi, tetti, posatoi della voliera — dove trascorre la notte al riparo dai predatori terrestri. È un istinto fortissimo: per questo, in allevamento, è indispensabile dotarlo di posatoi robusti e alti (2–2,5 metri), idealmente in un ricovero “a torre” con trespoli sfalsati.

Qual è il cibo preferito dei pavoni?

Pur essendo onnivoro, il pavone va matto per semi, granaglie e frutta, e tra le verdure predilige zucchine, pomodori maturi e ortaggi a foglia. Apprezza molto anche le proteine animali (insetti, larve, piccoli invertebrati), fondamentali in crescita e riproduzione. In allevamento la dieta si basa su un buon mangime/granaglie integrato con frutta, verdura e una fonte proteica.

I pavoni soffrono il freddo?

Meno di quanto si pensi: nonostante l’origine tropicale, il pavone indiano è piuttosto resistente al freddo secco e tollera bene anche temperature invernali, purché disponga di un ricovero asciutto e riparato dal vento e di un posatoio sopraelevato. Soffre invece l’umidità, la pioggia battente e il fango. Più delicati sono il pavone bianco (per la consanguineità) e il pavone verde, che vanno protetti maggiormente nei mesi freddi.

Quanto vive un pavone?

Il pavone è molto longevo: in cattività vive mediamente 15–20 anni, con punte di 23–25 anni in condizioni ottimali. In natura la vita media è più breve, intorno ai 15 anni, a causa di predatori e avversità. Adottare un pavone significa quindi un impegno di lungo periodo, paragonabile a quello di un cane di grossa taglia.

Le uova di pavone si possono mangiare?

, le uova di pavone sono perfettamente commestibili e in passato erano servite sulle tavole di Greci e Romani. Sono grandi (90–120 g, circa due-tre volte un uovo di gallina), dal guscio color crema e dal sapore ricco. In pratica però quasi nessuno le mangia: la femmina ne depone poche e stagionalmente, e ogni uovo è molto più prezioso se lasciato schiudere per ottenere nuovi pavoni.

Quante uova fa un pavone all’anno?

La femmina è una deponitrice stagionale (da aprile a settembre). Di norma depone 8–12 uova per covata; se le uova vengono raccolte regolarmente per stimolare nuove deposizioni, una femmina matura può arrivare a 16–20 uova l’anno. La piena produttività si raggiunge dal terzo anno di età.

Quanto costa un uovo di pavone?

Un uovo fecondato di pavone, destinato all’incubazione, costa indicativamente 10–16 euro, con variazioni secondo la varietà (le mutazioni rare costano di più) e il periodo. Trattandosi di uova rare e richieste per la riproduzione, non esiste un vero “mercato alimentare” dell’uovo di pavone.

Quanto costa acquistare un pavone?

Il prezzo varia molto con specie, varietà ed età. Un pavone comune blu giovane costa indicativamente 50–70 euro, mentre le varietà particolari o rare (bianco, pezzato, pavone verde, mutazioni selezionate) possono arrivare a diverse centinaia di euro, fino a oltre 1.000 euro per i soggetti più pregiati. A questo si aggiunge il costo, non trascurabile, di voliera e mantenimento.

I pavoni sono molto rumorosi?

Sì, molto. Il pavone emette un richiamo forte, stridulo e ripetuto (spesso reso come “le-aon“), particolarmente insistente nella stagione riproduttiva (primavera-estate) e nelle ore del mattino. Il verso si sente a grande distanza e molti lo trovano sgradevole. È il principale motivo per cui il pavone è poco adatto alle zone densamente abitate o ai giardini con vicini ravvicinati, e per cui alcuni regolamenti locali ne limitano la detenzione.

I pavoni sanno volare?

Si, molto bene nonostante la stazza pesante e il lungo strascico. Nel video qui sotto la ripresa di un volo di pavone in libertà.

In conclusione

Il pavone è l’avicolo ornamentale più affascinante che si possa allevare: maestoso, longevo e capace di affezionarsi, trasforma un giardino in un piccolo spettacolo. Chiede in cambio spazio abbondante, una grande voliera o un’area sicura con posatoi alti dove dormire, un ricovero asciutto, un’alimentazione varia e la consapevolezza di due limiti importanti — la rumorosità e l’incompatibilità con galline e altri avicoli, sia per indole sia per ragioni sanitarie.
Che si scelga il classico pavone blu o un candido pavone bianco, chi ha lo spazio e la pazienza giusti verrà ripagato da una bellezza senza pari e da molti anni di compagnia.

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