Gallina: guida completa all'allevamento e curiosità

È l’avicolo da cortile per eccellenza, il più diffuso al mondo: la gallina regala uova fresche quasi ogni giorno, ripulisce il prato dai parassiti, trasforma gli avanzi in concime e, sorpresa, si affeziona al suo allevatore come un piccolo animale da compagnia.

Allevarne qualcuna in giardino è più semplice di quanto si creda, ma per farlo bene servono le giuste conoscenze. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere: storia e biologia, razze, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.

Indice dei contenuti

Descrizione e storia della gallina

La gallina domestica (Gallus gallus domesticus) è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Galliformi, famiglia dei Fasianidi. È un animale terricolo, dal corpo tondeggiante, con becco robusto, zampe forti e munite di unghie per razzolare il terreno, e una caratteristica cresta carnosa rossa sul capo, accompagnata dai bargigli sotto il becco. Come tacchini e anatre, presenta un evidente dimorfismo sessuale: il gallo è più grande e appariscente, con cresta sviluppata, lunghe e arcuate penne della coda (le “falciformi”), piumaggio spesso variopinto e speroni sulle zampe; la gallina è più piccola, dai colori sobri, con cresta minore e priva di speroni.

La gallina discende dal gallo bankiva (Gallus gallus), un fasianide selvatico del Sud-est asiatico, con probabili apporti di specie affini. Le ricerche genetiche più recenti indicano che l’addomesticamento partì dalla sottospecie diffusa tra Cina sud-occidentale, Thailandia settentrionale e Myanmar, con tracce documentate già intorno al 4000 a.C. Da lì la gallina si diffuse in tutta l’Asia e poi nel mondo, diventando l’animale d’allevamento più numeroso del pianeta. In origine fu allevata non solo per uova e carne, ma anche per i combattimenti e per scopi rituali.

Oltre alla sua importanza produttiva, la gallina è un animale sociale e intelligente, che vive in gruppo organizzato secondo una rigida gerarchia — il celebre “ordine di beccata” — comunica con un ampio repertorio di versi e sviluppa legami con i propri simili e con le persone (scopri tutta la sua storia nel nostro articolo: Origini e storia del legame tra uomo e gallina).

Scheda tecnica: gallo e gallina a confronto

I valori seguenti si riferiscono a razze di taglia media, le più comuni nel cortile. Le razze giganti (come la Brahma) superano questi pesi, mentre le razze nane (bantam) si fermano a poche centinaia di grammi.

Anche la deposizione delle uova varia numericamente moltissimo: le galline ovaiole “specializzate” sfiorano le 300 uova l’anno, le razze ornamentali molte meno.

Caratteristica Maschio (gallo) Femmina (gallina)
Peso adulto (razze medie) 2,5–3,5 kg (giganti fino a ~5 kg) 2–2,5 kg (nane 0,5–1 kg)
Altezza circa 45–55 cm circa 35–45 cm
Longevità media 6–10 anni (fino a 12–13) 6–10 anni (fino a 12–13)
Maturità / inizio deposizione maturo verso i 5–6 mesi primo uovo a 4,5–6 mesi (~20 settimane)
Numero di uova 150–300 l’anno secondo la razza
Peso delle uova 50–70 g (guscio bianco, bruno o verde-azzurro)
Picco di deposizione 1°–2° anno, poi calo graduale
Rapporto riproduttivo consigliato 1 gallo ogni 8–12 galline

Nota sulla deposizione: a differenza degli avicoli stagionali (come ad esempio oca e faraona), la gallina può deporre quasi tutto l’anno, con un calo naturale in inverno (per la minore luce) e durante la muta autunnale.
La produzione è massima nei primi due anni, poi diminuisce di circa il 10–20% l’anno, ma una gallina ben tenuta continua a deporre, seppur meno, anche da anziana. Il gallo non è necessario per ottenere le uova: serve solo se si vogliono uova feconde da far schiudere.

Allevamento familiare di poche galline da tenere in giardino
Allevamento familiare di poche galline da tenere in giardino

Le razze di gallina più diffuse e conosciute

Esistono centinaia di razze di gallina, tradizionalmente distinte in ovaiole (per le uova) e ornamentali. Un’altra suddivisione è quella tra razze rustiche leggererazze giganti (pesanti) e razze nane (bantam).
Ecco le più diffuse e adatte all’allevatore amatoriale.

Razze e ibridi ovaiole (leggere e pesanti)

Livornese bianca (ibrida)
La regina delle ovaiole, razza italiana di fama mondiale. Leggera, vivace e rustica, depone 250–300 uova bianche l’anno. È la base genetica di gran parte degli ibridi commerciali da uovo.

Ancona e Padovana
Altre due storiche razze italiane. L’Ancona, dal piumaggio nero picchiettato di bianco, è un’ottima e rustica ovaiola; la Padovana, con il suo vistoso ciuffo di piume, è più ornamentale ma buona deponitrice.

Isa Brown, la classica “gallina marrone” (ibrida, come anche Warren o Hy-Line)
Non vere razze ma incroci selezionati per la massima produzione: 300 e più uova l’anno già dal primo anno. Docili e molto produttive, ma con una durata di deposizione negli anni più breve rispetto alle razze pure.

Sussex
Razza inglese robusta ed elegante, spesso nella varietà bianca con collo nero (Speckled o Light). Buona ovaiola (circa 200–250 uova). Docile, perfetta per il principiante.

Plymouth Rock (Barrata americana)
Inconfondibile per il piumaggio barrato bianco e nero. Tranquilla, resistente e produttiva (circa 200 uova brune l’anno), è una classica gallina da cortile familiare.

Orpington
Voluminosa e dal piumaggio soffice (celebre la varietà fulva), è mansueta e affettuosa, ottima chioccia. Depone circa 180 uova l’anno: una delle preferite come gallina “da compagnia”.

Australorp
Razza australiana derivata dall’Orpington, recordwoman di deposizione tra le razze pure (in prove storiche oltre 300 uova). Nera con riflessi verdi, calma e resistente.

Wyandotte e Rhode Island Red
Due solide e robuste razze: la Wyandotte, dalle belle livree orlate, e la Rhode Island Red, rossa e instancabile ovaiola (fino a 250–300 uova), molto rustica.

Marans
Famosa per le sue uova dal guscio bruno scuro, color cioccolato. Depone circa 200 uova grandi l’anno.

Razze ornamentali e nane

Brahma
La “gigante gentile” del pollaio: imponente, con zampe piumate e carattere docilissimo. Più ornamentale che produttiva, è amatissima come gallina da affezione.

Moroseta (Silkie)
Dal piumaggio simile a peluria e dalla pelle scura, è piccola, mansueta e chioccia instancabile, usatissima per far covare le uova di altre razze (e di altri avicoli). Depone poche uova ma è un’ottima “balia”.

Araucana
Razza proveniente dal Sud America famosa soprattutto per le uova dal guscio color azzurro e dal fatto di essere priva sia di coda che della ghiandola dell’uropigio.
Oltre alla più nota Araucana, ecco quali sono le altre razze di galline che depongono bellissime uova blu:

Razze di galline che depongono uova dal guscio azzurro
Razze di galline che depongono uova dal guscio azzurro

Razze nane (bantam)

Versioni in miniatura di molte razze (o razze nane vere e proprie): occupano pochissimo spazio, depongono uova piccole e sono ideali per giardini ridotti o come ornamento; alcuni esempi più famosi sono la Serama (la gallina più piccola al mondo), la Sebright o la giapponese Chabo.

Gestione dell’allevamento

La gallina è un animale rustico e adattabile, ma per essere sana e produttiva ha bisogno di alcune attenzioni di base: spazio per razzolare, un pollaio sicuro, alimentazione equilibrata e acqua sempre pulita.

Spazio, pollaio e cosa tenere d’occhio

Le galline hanno bisogno di un recinto all’aperto dove razzolare, prendere il sole e fare salutari bagni di sabbia, e di un pollaio chiuso per la notte (ricovero notturno). Come spazio indicativo si calcolano minimo 4 m² di parchetto esterno per gallina (ma noi consigliamo almeno 10 mq. ad animale) e una superficie interna di orientativamente 2 galline per m² nel ricovero.

Punti di attenzione:

Il ricovero notturno (pollaio)

Il pollaio è il cuore dell’allevamento: deve essere sicuro, asciutto e ben aerato.

Indicazioni pratiche:

  • Posatoi: le galline dormono appollaiate in alto; servono posatoi (trespoli) di sezione arrotondata, posti a una certa altezza, con almeno 25 cm di spazio lineare per gallina.
  • Nidi: uno ogni 3–4 galline, raccolti, ombreggiati e con lettiera morbida (paglia) per favorire una deposizione pulita.
  • Lettiera: paglia, trucioli o canapa sul fondo, da mantenere asciutta e rinnovare regolarmente (è possibile anche realizzare una lettiera permanente più duratura da cambiare solo due volte all’anno).
  • Ventilazione senza correnti: aperture per il ricambio d’aria (l’umidità e l’ammoniaca che esala dalle deiezioni sono dannose), ma riparate dal vento diretto.
  • Chiusura serale: chiudere il pollaio ogni sera, quando le galline rientrano spontaneamente al tramonto, è la difesa più efficace contro i predatori notturni (molto utile è l’installazione di una porta crepuscolare automatica per il pollaio).

Alimentazione: cosa e quanto dare

La gallina è onnivora: in libertà mangia semi, erba, insetti, vermi e lombrichi. In allevamento la base della dieta sono i cereali e un buon apporto proteico. Una gallina ovaiola consuma indicativamente 100–140 g di alimento al giorno.

Linee guida per un’alimentazione corretta e bilanciata:

  • Mangime completo per ovaiole: la soluzione più pratica e bilanciata, con circa il 16–17% di proteine e il giusto apporto di calcio per il guscio (consigliamo di acquistare mangimi biologici).
  • Miscele di cereali: grano, mais (intero e spezzato), orzo, avena; vanno integrate con una fonte proteica e minerale per non sbilanciare la dieta.
  • Verdura e avanzi sani: ortaggi, erba, scarti vegetali non conditi, in quantità moderata.
  • Calcio: gusci d’ostrica o conchiglie tritate sempre a disposizione, fondamentali per gusci robusti.
  • Grit: piccola graniglia indispensabile, perché la gallina è sprovvista di denti e tritura il cibo nel ventriglio grazie ai sassolini.

L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e disponibile a volontà: una gallina beve circa 200–300 ml al giorno, molto di più in estate. Gli abbeveratoi (a sifone o a goccia) vanno puliti spesso. Molti allevatori aggiungono periodicamente un po’ di aceto di mele.

Cosa NON dare alle galline:

  • Avocado (la persina è tossica), cioccolato e caffè (teobromina/caffeina).
  • Patate verdi, germogli e bucce verdi, foglie di pomodoro e melanzana crude (solanina).
  • Fagioli secchi crudi (contengono fitoemoagglutinine tossiche).
  • Cibi salati, fritti, zuccherati, speziati o molto conditi e insaccati.
  • Alimenti ammuffiti o avariati (rischio di micotossine e botulismo).
  • Cipolla in grandi quantità, agrumi in eccesso e bucce di banana trattate.
  • Pane ammollato in quantità (meglio razionato, secco e sbriciolato).

Esempio di mangime fai-da-te con valori nutrizionali

Per chi vuole preparare una miscela casalinga per ovaiole, ecco una ricetta bilanciata. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.

Ingrediente % sul totale Funzione
Grano (frumento) 40% Energia + proteine
Mais intero e spezzato 25% Energia (amido), tuorlo colorato
Piselli proteici / soia spezzati 15% Proteine vegetali
Orzo o avena 5% Energia, fibra
Girasole nero / semi oleosi 5% Grassi buoni, piumaggio
Gusci d’ostrica tritati 4% Calcio (guscio uova)
Integratore vitaminico-minerale + grit 6% Vitamine, oligoelementi, digestione

Valori nutrizionali stimati della miscela:

  • Proteine grezze: ~15–16% (adeguato alle ovaiole; in muta o per i giovani si aumenta la quota proteica).
  • Energia metabolizzabile: ~2.700–2.850 kcal/kg.
  • Calcio: elevato grazie ai gusci d’ostrica, essenziale per gusci solidi.

Importante: una miscela di soli cereali, senza integrazione proteica e minerale, porta a carenze, gusci fragili e cali di deposizione. Per questo, se non si è esperti, il mangime completo per ovaiole resta la scelta più sicura, da non “diluire” troppo con cereali aziendali per non sbilanciarne la formula. In caso di dubbi, rivolgersi a un veterinario avicolo o a un esperto in alimentazione per avicoli.

Se avete già un minimo di esperienza  e cercate una guida approfondita su come preparare un mangime fatto in casa perfetto per le vostre galline: Guida alle realizzazione di un mangime per galline fai da te perfettamente bilanciato (a cura del noto esperto italiano in avicoltura e allevatore Andrea Mangoni).

Curiosità e stranezze sulla gallina

  1. Hanno una “scala sociale” precisa. Nel gruppo vige il famoso ordine di beccata (pecking order): una gerarchia rigida che stabilisce chi mangia, beve e si appollaia per primo. È proprio dalle galline che l’espressione è entrata nel linguaggio comune.
  2. Sono più intelligenti di quanto si pensi. Riconoscono fino a un centinaio di volti (di altre galline e di persone), sanno contare piccole quantità, anticipano gli eventi e comunicano con oltre venti vocalizzi diversi (impara a riconoscere i versi delle galline con questo nostro articolo).
  3. La gallina parla ai pulcini già nell’uovo. Nei giorni che precedono la schiusa, la chiocciachioccia” (tipico verso del chiocciare) e i pulcini le rispondono pigolando dall’interno del guscio: un dialogo che inizia prima della nascita.
  4. Il colore del guscio è scritto nei geni. Bianco, bruno, rosato o verde-azzurro: il colore dell’uovo dipende dalla razza, non dall’alimentazione. La Marans le fa color cioccolato, l’Araucana addirittura azzurre (scopri nel nostro articolo approfondito, tutti i colori delle uova di gallina e da cosa dipende il pigmento).
  5. Discendono dai dinosauri. Come tutti gli uccelli, la gallina è una lontana “cugina” dei dinosauri teropodi: il pollo è tra gli animali viventi geneticamente più vicini al Tyrannosaurus rex (attraverso l’anello di congiunzione evolutivo dell’archeotterige).
  6. Vedono più colori di noi. Hanno una vista eccellente e percepiscono anche la luce ultravioletta; distinguono dettagli e sfumature che all’occhio umano sfuggono e hanno una vista a 300° gradi (scopri tutti i “super poteri” della vista delle galline).
  7. Fanno il bagno… nella terra. Il bagno di sabbia e polvere è un rituale fondamentale: serve a mantenere il piumaggio pulito e a soffocare i parassiti esterni.
  8. L’uovo si forma in circa 24–26 ore. Quasi tutto il tempo serve a costruire il guscio. Per questo una gallina depone in media un uovo al giorno, ma non di più (eccetto rarissimi casi dove può deporne due).
  9. Sognano (probabilmente). Le galline attraversano fasi di sonno REM, lo stesso stadio in cui noi sogniamo, e possono persino dormire con metà cervello tenendo un occhio aperto per vigilare.
  10. Il gallo “chiama a tavola”. Quando trova del cibo, il gallo emette un richiamo speciale e lo mostra alle galline beccandolo e lasciandolo: un gesto di corteggiamento detto tidbitting.

Domande frequenti (FAQ)

Le galline si affezionano?

Sì. Sebbene non siano espansive come un cane, le galline si affezionano davvero a chi le accudisce: imparano a riconoscerlo, gli vanno incontro, accettano di essere prese in braccio e accarezzate e associano la sua presenza a cibo e sicurezza. Allevate con dolcezza fin da pulcini, diventano confidenti e socievoli, tanto che molte persone le tengono come animali da compagnia a tutti gli effetti.

Posso tenere una gallina in giardino?

, ed è un’ottima idea, a patto di rispettare alcune condizioni. Servono uno spazio adeguato (almeno 4 m² di parchetto a testa), un pollaio sicuro per la notte e la consapevolezza che le galline razzolano e possono rovinare aiuole e orto. Va inoltre ricordato di non tenerne una sola: sono animali sociali e soffrono la solitudine, quindi se ne allevano sempre almeno due o tre. Sul piano pratico, è bene anche verificare eventuali regolamenti comunali o condominiali e mantenere buoni rapporti con i vicini (soprattutto se si tiene un gallo, rumoroso all’alba).

Perché mettere l’aceto nell’acqua delle galline?

L’aggiunta periodica di aceto di mele (meglio se non pastorizzato, con la “madre”) nell’acqua è un rimedio tradizionale molto diffuso. Acidificando leggermente l’acqua, aiuta a mantenere bassa la carica batterica e a rallentare la formazione di alghe nell’abbeveratoio, e si ritiene favorisca il benessere intestinale ostacolando microrganismi come Candida e Pseudomonas. Il dosaggio indicativo è di un cucchiaio per litro d’acqua per gli adulti (uno ogni 5 litri per i pulcini), per cicli di alcuni giorni. Non altera la calcificazione del guscio. Va usato in contenitori non metallici, perché l’aceto corrode i metalli. Si tratta di una pratica empirica, utile ma non sostitutiva di igiene e buona gestione.

Cosa non dare mai alle galline?

Alcuni alimenti sono tossici o pericolosi e vanno sempre evitati: avocado (persina), cioccolato e caffè (teobromina e caffeina), patate verdi, germogli e foglie di solanacee crude (solanina), fagioli secchi crudi (fitoemoagglutinine), cibi ammuffiti o avariati (micotossine, rischio botulismo), alimenti molto salati, fritti, zuccherati o speziati e insaccati. In eccesso vanno evitate anche cipolla e bucce trattate. In sintesi: niente cibi tossici, niente scarti elaborati della cucina, niente avariato.

Le galline riconoscono le persone?

Sì, perfettamente. Le galline hanno un’ottima memoria visiva e sono in grado di riconoscere e distinguere i volti umani, ricordando chi le nutre e chi invece le ha spaventate. Studi di etologia hanno dimostrato che memorizzano un gran numero di individui e ne ricordano il comportamento nel tempo: per questo accolgono con entusiasmo l’allevatore di fiducia e diffidano degli estranei.

Quanto guadagno con 100 galline ovaiole?

Dipende moltissimo dal canale di vendita. In via puramente indicativa, 100 ovaiole producono circa 25.000–30.000 uova l’anno; vendute a 0,20–0,30 € l’uno si traducono in un fatturato lordo di circa 6.000–8.000 €. Da questo vanno sottratti i costi — il mangime da solo pesa per il 60–70% — oltre a pulcini, lettiere, energia, attrezzature ed eventuali adempimenti sanitari e fiscali. Il margine netto di un allevamento ben gestito si aggira intorno al 10–20%, e la vendita diretta (filiera corta, uova a chilometro zero) è ciò che fa davvero la differenza, perché consente prezzi più alti rispetto all’ingrosso. Va inoltre ricordato che vendere uova al pubblico richiede il rispetto delle normative igienico-sanitarie vigenti.

Quando piove le galline possono stare fuori?

Sì, una pioggia leggera non è un problema: le galline hanno un piumaggio in buona parte impermeabile e spesso continuano tranquillamente a razzolare. Vanno però sempre messe in condizione di ripararsi se vogliono, con una zona coperta o il pollaio accessibile. Da evitare invece l’esposizione prolungata a pioggia battente, freddo intenso e soprattutto fango e umidità persistente, che favoriscono raffreddamenti e problemi alle zampe. La vera nemica non è la pioggia in sé, ma un ambiente costantemente bagnato e privo di riparo.

In che mesi le galline fanno più uova?

La deposizione segue la luce solare: il picco si ha in primavera ed estate, indicativamente da marzo a settembre, quando le giornate sono lunghe. In autunno la produzione cala, complice anche la muta, e in inverno si riduce molto perché servono almeno 12–14 ore di luce per stimolare l’ovulazione. .

Quante volte il gallo feconda la gallina?

Un singolo accoppiamento è sufficiente a fecondare le uova per circa tre settimane (21 – 25 giorni), perché la gallina conserva gli spermatozoi vitali in apposite ghiandole del suo apparato riproduttivo. Il gallo, dal canto suo, è molto attivo e può accoppiarsi numerose volte al giorno (anche decine, con femmine diverse). Non è quindi necessario un accoppiamento per ogni uovo: con un gallo ogni 8–12 galline si ottiene un’ottima fertilità dell’intero gruppo. Lo ricordiamo ancora: il gallo serve solo per avere uova feconde, non per la semplice deposizione.

Il pane bagnato fa male alle galline?

Il pane non è un veleno, ma non è un buon alimento e va dato con molta parsimonia. È povero di nutrienti, ricco di carboidrati e sale, e in eccesso favorisce obesità e cali di deposizione; il pane bagnato, in particolare, se lasciato all’aperto fermenta e ammuffisce in fretta, con rischio di disturbi digestivi e micotossine. Se proprio se ne vuole dare, dev’essere poco, fresco e asciutto (o appena inumidito al momento), mai raffermo o ammuffito, e come occasionale avanzo, non come pasto. Meglio puntare su cereali, verdura e un buon mangime.

Il primo uovo della gallina si può mangiare?

Sì, senza alcun problema. Il primo uovo è spesso più piccolo e di forma irregolare, talvolta privo di tuorlo (i cosiddetti “uova di gallina giovane”), ma è perfettamente commestibile e sano. Con il passare delle settimane le uova diventano via via più grandi e regolari. Anche le uova feconde si mangiano tranquillamente, anzi sono leggermente più ricche dal punto di vista nutritivo: raccolte in giornata e conservate al fresco, sono indistinguibili da quelle non feconde.

Il gallo copre la gallina: accoppiamento
Accoppiamento: gallo copre la gallina montandole sopra e tenendola ferma con zampe e becco (per questo le galline possono rovinarsi molto il piumaggio sul dorso e al collo, anche con ferite)
Come funziona anatomicamente l'accoppiamento
Come funziona anatomicamente l’accoppiamento: il gallo non ha il pene, ma sono le due cloache che devono andare a combaciare e avviene il passaggio degli spermatozoi.

In conclusione

La gallina è l’avicolo da cortile più completo e gratificante: con poco spazio e cure semplici regala uova fresche quasi tutto l’anno, ripulisce il terreno, produce concime biologico (pollina) e diventa una presenza affettuosa e intelligente in giardino.

Le bastano un pollaio sicuro da chiudere la sera, un parchetto per razzolare, acqua sempre pulita e un’alimentazione equilibrata ricca di calcio. Che si scelga una prolifica Livornese, una docile Orpington o una buffa Moroseta, allevare galline è il modo più semplice per avvicinarsi all’avicoltura — e, una volta iniziato, è difficile smettere.

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