
L’anatra è un’avicolo di indole rustica, longeva, instancabile spazzina di lumache e sorprendentemente affettuosa; richiede meno cure delle galline, sopporta benissimo il freddo, ravviva il giardino e regala uova preziose in cucina.
Eppure, in pochi sanno davvero come gestirla. Questa guida, che segue quella sul tacchino, raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare l’anatra in modo consapevole: storia e biologia, razze, gestione quotidiana dell’habitat, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia dell’anatra
- Scheda tecnica: maschio e femmina dell’anatra a confronto
- Le razze di anatra più diffuse e conosciute
- Gestione dell’allevamento
- Curiosità e stranezze sull’anatra
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia dell’anatra
L’anatra è un uccello acquatico appartenente alla classe degli Uccelli, ordine degli Anseriformi, famiglia degli Anatidi — la stessa che comprende anche oche e cigni. La riconosciamo a colpo d’occhio per il corpo compatto, le zampe corte con i caratteristici piedi palmati, il collo relativamente breve e il becco largo e appiattito, dotato di lamelle trasversali che funzionano come un filtro per separare il cibo dall’acqua e dal fango. Il piumaggio è fitto, aderente e quasi impermeabile, reso tale dal grasso prodotto da una speciale ghiandola (l’uropigio) che l’animale distribuisce con il becco durante la pulizia del piumaggio.
Una caratteristica tipica delle anatre è il marcato dimorfismo sessuale: il maschio sfoggia un piumaggio vivace e colorato per attirare le femmine, mentre la femmina ha tinte spente e mimetiche, utili a nascondersi durante la cova. In libertà gli anatidi sono quasi tutti monogami, ma in cattività si allevano in piccoli gruppi con più femmine per ogni maschio.
Le anatre domestiche allevate in avicoltura discendono da due specie selvatiche distinte:
- Il Germano reale (Anas platyrhynchos), capostipite di quasi tutte le anatre “comuni” da cortile (Pechino, Corritrice Indiana, Khaki Campbell, Rouen e molte altre);
- L’anatra muschiata (Cairina moschata), da cui deriva l’anatra muta o “di Barberia”, una specie a sé, addomesticata dagli antichi peruviani, introdotta in Africa e poi in Europa, dove era già comune verso la metà del XVI secolo.
Animale tranquillo, robusto e di facile gestione, l’anatra ha alcuni grandi pregi per l’allevatore amatoriale: non razzola come la gallina (quindi non devasta orti e aiuole), libera il terreno da larve, insetti e parassiti, ed è straordinariamente resistente alle malattie e alle intemperie.
Scheda tecnica: maschio e femmina dell’anatra a confronto
I valori seguenti si riferiscono alle anatre domestiche di taglia media (derivate dal Germano reale, come la Pechino) e all’anatra muta, che presenta il dimorfismo più spiccato. I numeri variano molto secondo la razza: le anatre leggere da uova (Corritrice, Campbell) pesano meno, quelle pesanti (Rouen, Aylesbury) molto di più.
| Caratteristica | Maschio (maschio/”germano”) | Femmina (anatra) |
|---|---|---|
| Peso adulto (anatra comune) | circa 3–3,5 kg | circa 2,5–3 kg |
| Peso adulto (anatra muta) | 4–5 kg | 2–3 kg |
| Lunghezza corpo | circa 50–65 cm | circa 45–60 cm |
| Longevità media | 8–12 anni (fino a 15–20 in condizioni ottimali) | 8–12 anni (fino a 15–20 in condizioni ottimali) |
| Maturità sessuale / inizio deposizione | circa 6–7 mesi | circa 6–7 mesi |
| Numero di uova | — | da ~100 fino a 250 – 300 l’anno secondo la razza |
| Peso delle uova | — | 70–90 g, guscio bianco o verde-azzurrino |
| Periodo di cova | — | circa 28 giorni (35 per la muta) |
| Rapporto riproduttivo consigliato | 1 maschio ogni 4–6 femmine | — |
Nota sulla produttività: le migliori anatre ovaiole (Khaki Campbell e Corritrice Indiana) possono superare per numero di uova persino le galline ovaiole, e continuano a deporre bene fino al 4°–5° anno di vita. Una buona anatra può produrre in un anno un peso di uova pari a 10–12 volte il proprio peso corporeo. L’uovo di anatra, più grande e ricco di quello di gallina, è molto apprezzato in pasticceria e nella produzione di pasta fresca.
Le razze di anatra più diffuse e conosciute
Esistono decine di razze di anatra domestica, tradizionalmente distinte in tre gruppi: da uova, ornamentali e pesanti. Ecco le più diffuse e interessanti per l’allevatore amatoriale.
Razze da uova
Khaki Campbell
Considerata la migliore anatra ovaiola in assoluto: una femmina può deporre 250–300 uova l’anno. Piumaggio color cachi uniforme, taglia contenuta (maschio 2–2,5 kg, femmina 1,9–2,3 kg). Rustica, attiva, semplice da allevare; la scelta ideale per chi punta sulle uova.
Corritrice Indiana (Indian Runner)
Inconfondibile per il portamento completamente eretto, “a pinguino”, che le consente di correre invece di ondeggiare. Ottima ovaiola (oltre 150–200 uova l’anno), necessita di pochissima acqua ed è una formidabile cacciatrice di lumache e limacce: la regina dell’orto biologico. Inizia a deporre verso il 6°–7° mese.
Orpington (Buff Orpington)
Razza inglese a duplice attitudine, dal bel piumaggio fulvo. Produce intorno alle 200 uova annue; carattere docile e tranquillo.
Welsh Harlequin
Derivata dalla Khaki Campbell, unisce un’ottima deposizione a una livrea elegante e variegata. Buona covatrice e adatta al cortile.
Razze ornamentali
Anatra Mandarina (Aix galericulata)
Tra gli uccelli acquatici più belli del mondo: il maschio ha una livrea spettacolare di arancio, verde, bianco e blu con le tipiche “vele” alari. Di origine asiatica, è puramente ornamentale e si alleva in laghetti e giardini acquatici.
Anatra Carolina (Aix sponsa) e Cayuga
La Carolina (o sposa) è la cugina americana della Mandarina, altrettanto colorata. La Cayuga, invece, affascina per il piumaggio nero con intensi riflessi verde-smeraldo. Entrambe sono apprezzate dagli appassionati di anatre da esposizione.
Tra le razze italiane meritano una menzione la Germanata Veneta, l’Anatra Pezzata di Ancona e l’Anatra di Benevento (o delle Janare), oggi mantenute soprattutto da progetti di tutela della biodiversità avicola.
Altre Razze (pesanti)
Pechino (Pekin)
L’anatra domestica più allevata al mondo. Piumaggio bianco crema, becco e zampe arancioni, portamento eretto. Molto precoce: a otto settimane gli anatroccoli pesano già circa 2,5 kg. Buona anche per le uova (130–150 l’anno). Carattere mansueto: è anche un’ottima anatra “da compagnia”.
Rouen
Razza francese di grande mole (oltre 4 kg), con la stessa splendida livrea del Germano reale ma in formato gigante. Crescita più lenta della Pechino; più ornamentale che produttiva.
Aylesbury
Storica razza inglese, dal piumaggio bianco candido e dal becco rosato. Oggi piuttosto rara.
Anatra Muta (di Barberia / Muscovy)
Grande anatra dal piumaggio spesso nero e bianco, con vistose caruncole rosse e nude sul volto. Deriva da Cairina moschata, non dal Germano: è quasi muta (emette solo un soffio). Il maschio è molto più grande della femmina. Incrociata con anatre comuni dà il Mulard, ibrido sterile.

Come allevare le anatre: habitat, ricovero notturno, acqua e alimentazione
Allevare anatre è tra le attività più semplici e gratificanti dell’avicoltura amatoriale. L’anatra è poco sensibile alle intemperie, robusta, longeva e raramente soggetta a malattie. Ha però alcune esigenze specifiche, legate soprattutto al suo essere un uccello acquatico.
Spazio, acqua e cosa tenere d’occhio
Il fabbisogno fondamentale dell’anatra è l’acqua. Non serve necessariamente un laghetto, ma è importante che possa immergere almeno la testa e bagnarsi il piumaggio: serve a mantenere puliti occhi, narici e penne e a distribuire il grasso impermeabilizzante. Una vasca, un abbeveratoio profondo o una piccola pozza vanno benissimo; se si dispone di uno stagno o di un corso d’acqua, tanto meglio, perché l’anatra vi trova da sola gran parte del cibo.
Le anatre amano spazi verdi ampi dove pascolare e razzolare nel fango alla ricerca di insetti, vermi e altri animaletti. Punti di attenzione principali:
- Acqua sempre pulita: sporcano in fretta l’acqua di bevuta e di balneazione. Va cambiata spesso per evitare la proliferazione di batteri.
- Lettiera e riposo all’asciutto: pur amando l’acqua, le anatre dormono a terra e hanno bisogno di un’area di riposo asciutta. L’umidità stagnante combinata al freddo è il vero nemico.
- Predatori: volpi, faine, donnole, cani randagi e rapaci sono una minaccia seria, soprattutto di notte. Il ricovero serale è indispensabile.
- Zampe e pavimentazioni: superfici dure o sporche possono causare lesioni ai cuscinetti plantari (“bumblefoot“). Meglio terreno naturale ed erboso.
- Salute: l’anatra è soggetta a pochissime patologie, ma un controllo veterinario periodico resta una buona prassi.
Il ricovero notturno
L’anatra non è esigente in fatto di ricoveri: basta una struttura semplice, asciutta e a prova di predatore. Indicazioni pratiche:
- Tipologia: sono sufficienti rustiche casette di legno o ricoveri bassi, anche con pareti e copertura in canna o paglia. Non amano appollaiarsi in alto come le galline o i tacchini: dormono a terra.
- Lettiera: abbondante strato di paglia o trucioli asciutti, da rinnovare regolarmente perché le anatre tendono a bagnarla.
- Chiusura serale: la regola d’oro è chiudere ogni sera la porta del ricovero con tutte le anatre dentro. È la difesa più efficace contro i predatori notturni.
- Aerazione: ventilato ma riparato dalle correnti dirette e dall’umidità.

Alimentazione: cosa e quanto dare
Le anatre sono onnivore e poco esigenti. In un habitat ricco d’acqua e vegetazione trovano da sole gran parte del nutrimento: piccoli invertebrati, insetti, larve, lumache, piante acquatiche, semi ed erba. Quanto più l’ambiente è naturale, tanto meno integrazione serve. In allevamento la dieta tipica prevede:
- Mangimi a base di granaglie: mais, frumento, avena, crusca, erba medica.
- Verdure fresche tagliate a striscioline, frutta, riso o pasta cotti.
- Mangime commerciale (pellettato o in polvere, per avicoli/anseriformi) come integrazione.
- Proteine animali: insetti, vermi, lumache, utili soprattutto in deposizione e crescita.
Per gli adulti in libertà è spesso sufficiente un pasto abbondante al mattino e qualche manciata di granaglie alla sera. È importante che, dopo aver mangiato, l’anatra abbia sempre acqua a disposizione: a differenza delle galline, ha bisogno di bagnare il becco per deglutire e ripulire le narici.
L’acqua di bevuta deve essere fresca, pulita e in contenitori abbastanza profondi da permettere all’animale di immergere l’intero becco. Va tenuta separata, per quanto possibile, da quella di balneazione, e non deve mai ghiacciare in inverno.
Cosa NON dare alle anatre:
- Pane secco in grandi quantità: povero di nutrienti, gonfia lo stomaco e provoca carenze (la classica “ala d’angelo” negli anatroccoli). Tollerato solo bagnato e in piccole dosi nei pastoni.
- Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (rischio di micotossine e botulismo).
- Avocado (tossico per gli uccelli), cioccolato, caffè e teobromina.
- Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi e avanzi elaborati della tavola.
- Spinaci in eccesso (interferiscono con l’assorbimento del calcio) e patate verdi, foglie di pomodoro e melanzana crude (solanina).
- Agrumi in eccesso e cipolla.
Esempio di pastone fai-da-te per anatidi con valori nutrizionali
Quando il pascolo non basta — in inverno, in deposizione o per gli anatroccoli — un pastone casalingo ben bilanciato è un’ottima integrazione. Ecco una ricetta collaudata per anatidi. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Mangime per avicoli in polvere | 30% | Base proteica ed equilibrata |
| Pane bagnato (ben strizzato) | 20% | Legante, appetibilità |
| Mais macinato | 10% | Energia (amido) |
| Frumento spaccato | 10% | Energia + proteine |
| Cereali in polvere misti | 10% | Energia, fibra |
| Mangime per insettivori | 10% | Proteine animali |
| Crusca di frumento | 5% | Fibra, fosforo |
| Integratori, sali minerali e polivitaminici | 5% | Calcio, vitamine, oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati del pastone:
- Proteine grezze: ~15–17% (adeguato al mantenimento e alla deposizione; per gli anatroccoli nelle prime settimane si sale al 18–20% aumentando la quota proteica e usando uno starter specifico).
- Energia metabolizzabile: ~2.700–2.900 kcal/kg.
- Fibra e minerali: equilibrati grazie a crusca, erba medica e integratore; il calcio è essenziale per la solidità del guscio delle uova.
Importante: gli anatroccoli hanno bisogno di niacina (vitamina B3) in quantità superiore ai pulcini di gallina; una carenza causa gravi problemi alle zampe. Vanno quindi alimentati con uno starter specifico per anatre o integrato, evitando i mangimi medicati per polli (alcuni coccidiostatici sono tossici per le anatre, che mangiano molto di più). In caso di dubbi, confrontarsi con un veterinario avicolo o un mangimista.
Adesso vi lasciamo un po’ riposare gli occhi dalla lettura e vi lasciamo in compagnia dell’esperto di avicoltura Andrea Mangoni che in questo video ci racconta e ci mostra la sua esperienza di allevamento con anatre mute:
Curiosità e stranezze sull’anatra
- Il piumaggio è impermeabile grazie a un “olio” naturale. Vicino alla coda l’anatra ha la ghiandola dell’uropigio, che produce un grasso che l’animale spalma su ogni piuma con il becco: per questo “l’acqua scivola sull’anatra” e il piumaggio resta sempre asciutto e isolante.
- Non sente il freddo ai piedi. Le zampe palmate sono quasi prive di nervi e vasi sensibili, e un sofisticato scambio di calore controcorrente riscalda il sangue di ritorno: così l’anatra può camminare sul ghiaccio o nuotare in acqua gelida senza alcun fastidio.
- Dorme con mezzo cervello acceso. Le anatre praticano il sonno uniemisferico: riposano un emisfero alla volta tenendo aperto l’occhio opposto. Quelle ai bordi del gruppo fanno da sentinelle, mentre quelle al centro dormono profondamente.
- Solo le femmine fanno “qua qua”. Il classico verso sonoro appartiene soprattutto alle femmine delle razze derivate dal Germano; i maschi emettono suoni più rauchi, sommessi e sibilanti. È quindi spesso possibile distinguere i sessi… ascoltandoli.
- L’anatra muta è davvero quasi muta. A differenza delle altre, non starnazza: emette solo un lieve soffio. Deriva da una specie diversa (Cairina moschata) e si riconosce per le vistose caruncole rosse sul volto.
- Gli anatroccoli “adottano” la prima cosa che si muove. È il celebre imprinting studiato da Konrad Lorenz: appena schiusi, seguono il primo essere in movimento che vedono, di solito la madre… ma talvolta anche l’allevatore.
- Il becco è un filtro sofisticato. Le lamelle lungo i bordi del becco trattengono semini, insetti e piccoli organismi mentre l’anatra “spazzola” acqua e fango, esattamente come una balena in miniatura.
- Sono alleate preziose dell’orto. Divorano lumache, limacce, zanzare e larve senza razzolare né distruggere le piante: la Corritrice Indiana è usata da secoli come antiparassitario vivente nei campi e nelle risaie.
- Molte razze sanno ancora volare. Le anatre leggere (Corritrice, Campbell, e ovviamente il Germano) volano bene; le razze pesanti, come Pechino e Rouen, hanno invece perso questa capacità a causa della mole.
- Hanno un campo visivo quasi totale. Con gli occhi posti ai lati della testa, l’anatra vede a quasi 340 gradi, percepisce i colori e i raggi ultravioletti: pochissimo le sfugge, e questo la rende difficile da sorprendere.

Domande frequenti (FAQ)
Che differenza c’è tra anatra e oca?
Pur appartenendo alla stessa famiglia (Anatidi), anatra e oca sono ben distinte. L’anatra è più piccola (grande come una gallina), ha collo corto, zampe corte, becco largo e appiattito, vive a stretto contatto con l’acqua e mostra un forte dimorfismo sessuale (maschio colorato, femmina mimetica). L’oca è molto più grande (paragonabile a un tacchino), ha collo lungo, becco robusto, zampe lunghe e forti, è soprattutto un animale da pascolo (mangia erba) e nei due sessi maschio e femmina sono pressoché identici. Una curiosità linguistica: “papera” e “papero” indicano correttamente i giovani dell’oca prima della maturità sessuale, anche se nell’uso comune si applicano spesso anche alle anatre. Che differenza c’è tra anatra e papera?
Le anatre sono aggressive?
In generale no: l’anatra è un animale tranquillo, socievole e per nulla incline al cannibalismo o alla “pica” che a volte affligge il pollame. Ci sono però eccezioni stagionali: i maschi in periodo riproduttivo possono diventare territoriali e insistenti, e le femmine in cova difendono con decisione il nido, beccando chi si avvicina troppo. I maschi di anatra muta, più grandi e dotati di robusti artigli, sono i più capaci di mostrarsi aggressivi. Con spazio sufficiente e un giusto rapporto tra i sessi, questi comportamenti restano marginali.
Le anatre rovinano il giardino?
Sorprendentemente no, anzi spesso fanno l’opposto. A differenza delle galline, l’anatra non razzola col forte movimento delle zampe e quindi non sconvolge aiuole e prati; al contrario, libera il terreno da larve, insetti, lumache e parassiti, comportandosi come un antiparassitario naturale. Va però tenuto conto di due aspetti: con il becco “frugano” nel terreno umido e possono creare piccole pozze fangose nei punti d’acqua, e sono ghiotte di ortaggi a foglia teneri (insalata, giovani germogli). Per questo, in un orto coltivato, conviene proteggere le piantine più appetibili o gestire l’accesso delle anatre alle zone seminate.
Che verso fanno le anatre?
Il verso più noto è il “qua qua” (in inglese quack), tipico soprattutto delle femmine delle razze derivate dal Germano reale. I maschi, invece, emettono suoni più bassi, rauchi e sommessi. Le anatre hanno in realtà un ricco repertorio vocale: richiami di contatto, di allarme, di corteggiamento e di richiamo dei piccoli. Caso a parte è l’anatra muta, che non starnazza affatto e si limita a un lieve soffio sibilante. Il vecchio mito secondo cui “il qua-qua non produce eco” è, va detto, completamente falso.
Come si difende l’anatra?
L’anatra è una preda e la sua prima difesa è la fuga: si rifugia in acqua nuotando o immergendosi, e le razze leggere possono involarsi. Conta molto anche la vita di gruppo, con il sonno uniemisferico che le permette di tenere sempre qualche “sentinella” all’erta, e l’eccezionale campo visivo a quasi 340°. In caso di scontro ravvicinato usa il becco e le ali, mentre i maschi di anatra muta dispongono di artigli robusti. Contro i predatori notturni, però, l’unica difesa davvero efficace resta il ricovero chiuso: per questo è fondamentale rinchiudere le anatre ogni sera.
Le anatre soffrono il freddo?
No, le anatre sono tra gli avicoli più resistenti al freddo. Il piumaggio fitto e impermeabile, lo strato di piumino e il grasso isolante le proteggono benissimo anche a temperature sotto lo zero, e le zampe sono progettate per non disperdere calore. Già da giovani sono poco freddolose: l’anatroccolo fa a meno del calore artificiale o materno già a 15 giorni d’estate e a circa un mese d’inverno. Soffrono semmai il caldo secco e la mancanza d’acqua, oltre all’umidità stagnante unita a un riparo bagnato. In inverno basta garantire loro una lettiera asciutta, un riparo dalle correnti e acqua di bevuta che non ghiacci.
In conclusione
L’anatra è l’avicolo ideale per chi cerca un allevamento amatoriale semplice, rustico e ricco di soddisfazioni: longeva, resistente al freddo e alle malattie, utile contro i parassiti dell’orto e generosa di uova. Le basta poco — acqua per bagnarsi, un riparo asciutto da chiudere la sera, un’alimentazione equilibrata e qualche attenzione per gli anatroccoli — per ripagare l’allevatore con anni di compagnia. Che si scelga una prolifica Khaki Campbell, una buffa Corritrice Indiana o una mansueta Pechino, l’importante è rispettarne la natura di uccello acquatico: lì sta tutto il segreto.
































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