Pica delle piume e cannibalismo nelle galline | Tuttosullegalline.it
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La pica delle piume (termine scientifico: plumofagia; in quanto si può assistere anche all’inghiottimento delle stesse) e il cannibalismo sono un problema purtroppo abbastanza diffuso tra gli avicoli, e quindi anche tra le galline, e consistono nel beccarsi a vicenda su varie parti del corpo, strappandosi le penne e procurandosi brutte ferite.
In taluni casi, ad esempio in presenza di soggetti più deboli o pulcini, pica e cannibalismo possono portare addirittura alla morte dell’animale.

Ma da che cosa ha origine questa deviazione “perversa” del comportamento? Tra le principali cause c’è sicuramente la mancanza di spazio e il conseguente sovraffollamento del pollaio, insufficienza di mangiatoie e abbeveratoi, e in generale animali in forte stress.

E’ un fenomeno grave, che non deve essere sottovalutato, in quanto per imitazione, può facilmente dilagare e coinvolgere molti esemplari; vediamo dunque di approfondire meglio che cosa sono “pica delle piume” e “cannibalismo” nelle galline e come possiamo evitare che si presentino.

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Pica delle piume e cannibalismo nelle galline

Innanzitutto è bene differenziare tra pica e cannibalismo da una parte, e le normali azzuffate per stabilire “l’ordine di beccata” dall’altra; come abbiamo visto nell’articolo dedicato all’inserimento di nuove galline nel pollaio, in tal caso le più anziane si dimostreranno aggressive e beccheranno le nuove arrivate, ma questo è soltanto il modo che questi animali hanno per stabilire l’ordine gerarchico del gruppo e dopo circa un paio di settimane, ristabilito il giusto “ordine di beccata”, nel pollaio tornerà a regnare la relativa tranquillità.
Allo stesso modo pica e cannibalismo non sono da confondersi con il combattimento tra galli, anch’essa una pratica del tutto naturale che i maschi della specie mettono in atto per stabilire chi è il gallo dominante.

Che cosa sono pica delle piume e cannibalismo

Pica delle piume e cannibalismo sono invece una degenerazione innaturale e deviata del comportamento degli avicoli, che si presenta quando questi sono sottoposti a forte stress, dunque di origine nervosa.

Gli esemplari assaliti da questa “mania”, si beccano con furore a vicenda, soprattutto sulla testa, il collo, il dorso e le zona intorno alla cloaca, fino a procurarsi ferite sanguinanti che a loro volta stimolano ancora di più questo comportamento. E anche se inizialmente può sembrare limitato a pochi soggetti, in brevissimo tempo può diffondersi per imitazione, fino a coinvolgerli tutti.

Lo stress che poi fa scattare la pica e il cannibalismo solitamente deriva da una vita trascorsa in spazi troppo angusti e sovraffollati (per questo è un fenomeno molto conosciuto nei grandi allevamenti industriali), con un numero insufficiente di mangiatoie e abbeveratoi che aumenta il livello di competitività per il cibo, e dunque lo stress dell’animale.
Così, ad un certo punto, iniziano i primi segni di pica delle piume, che poi, alla vista del sangue, degenerano in cannibalismo vero e proprio. Si può dire che la pica delle piume è lo stadio iniziale del cannibalismo.

Gli animali assaliti da questo disturbo si riducono in modo pietoso, con chiazze di pelle nuda e ferite sanguinanti che oltretutto, se non adeguatamente curate, possono dare origine ad infezioni ed altre malattie.

Gallina attaccata e beccata vicino alla cloaca a causa di pica e cannibalismo

Pica e il cannibalismo possono ingenerarsi in galline adulte ma anche in pulcini. Spesso letale per il soggetto che le subisce è quando, in concomitanza di questo disturbo da stress, ad una delle galline capita il prolasso (ad esempio per il troppo sforzo durante la deposizione delle uova); le altre cominceranno ad accanirsi su di lei proprio in quel punto, non lasciandole purtroppo via di scampo (a meno che non riesca ad intervenire per tempo l’allevatore).

Quindi, come abbiamo visto, pica e cannibalismo sono fenomeni gravissimi, a cui è difficile porre rimedio una volta che si sono generati, ma che invece è molto più facile prevenire, assicurando loro una “vita felice”.

Come prevenire pica delle piume e cannibalismo nelle galline

1. Innanzitutto assicurare alle nostre galline un bel pascolo all’aperto, con almeno 10 mq a capo, dove possano razzolare liberamente durante la giornata e dotato possibilmente di zone d’erba, cespugli e alberelli.

2. Controllare quotidianamente le galline ed isolare immediatamente quelle che dovessero presentare ferite; una volta curate potranno essere reintrodotte nel pollaio.

3. Distribuire il mangime su più mangiatoie (distanti almeno 3 metri le une dalle altre e dall’abbeveratoio) e gettarne un po’ anche nel pascolo, in modo che le galline possano andare a cercarlo da sole, evitando inutili scontri per la competizione sul cibo (dato, appunto, che ve ne è in abbondanza per tutte).

4. Appendere ad una certa altezza, ove possibile, foglie di verdura (ad esempio cavolo nero), in modo che le galline siano anche impegnate in questo “lavoro”. Non sottovalutare inoltre di inserire giochi per distrarle dalla noia e possibilmente anche un’altalena, in quanto alle cocche piace molto dondolarsi.
Tutto ciò che può tenerle occupate e che le obblighi a muoversi e ad impegnarsi va benissimo. Non dimenticare di riservare uno spazio al bagno di sabbia e cenere, che oltre a ripararle dai parassiti è per le galline una pratica di benessere e di relax.

5. Non eccedere nella somministrazione di mais e alimenti troppo energetici, preferendo invece ad esempio l’avena.
(Anche se può sembrare strano, sia un’alimentazione ipo-proteica, come l’abbondanza di mais, che iper-proteica, può portare al fenomeno della pica delle piume. Nel primo caso perché la mancanza di proteine spinge le galline a cercarle, e le penne/piume sono costituite appunto in grandissima parte da proteine. Nel secondo caso, un’alimentazione iper-proteica eccita le galline, che avvertono così il bisogno di averne sempre di più, e finiscono preda della pica. Quindi, la “pace dei sensi”, si trova in una dieta equilibrata e soprattutto bilanciata nei vari nutrienti.)

6. Non sottoporre gli animali a luce artificiale durante le ore serali o notturne, cosa questa che aumenta moltissimo il loro stress. Gli avicoli hanno un ritmo circadiano veglia-sonno che è quello naturale giorno-notte, con processi ormonali e di salute influenzati dalla luce del sole. Rispettiamo questa loro caratteristica e non “violentiamole” con luce artificiale solo per avere qualche uovo in più.

7. Anche allevare galline nei pressi di fonti di rumore troppo intenso può provocare in loro un forte stress.

8. Assicurarsi che nel ricovero non vi sia troppa luce né troppo caldo, e che i posatoi siano largamente sufficienti ad ospitare comodamente tutte le galline. Inoltre anche la lettiera deve essere sempre in ottimo stato, e non deve rilasciare nell’ambiente cattivo odore di ammoniaca.

9. Assicurarsi che le galline non stiano subendo un attacco da parassiti che le indebolisce e le stressa (ad esempio pidocchi pollini e acari).

Nel caso vi troviate alle prese con un problema di pica e cannibalismo nei pulcini, vi rimandiamo alla lettura di questo articolo del “Centro Studi regia Stazione Sperimentale di Pollicultura” e scritto dall’esperto Maurizio Arduin: Cannibalismo nei pulcini di poche settimane in razze a lento accrescimento (pdf).

Come intervenire se pica delle piume e cannibalismo sono già in atto

Se vi attenete a tutte le indicazioni che abbiamo dettagliato nei 9 punti qui sopra, e se allevate galline in modo domestico e famigliare, sarà veramente molto raro che si presentino casi di pica e cannibalismo nel vostro pollaio.

Ma supponendo che accada, la prima pratica che viene suggerita in via del tutto eccezionale, per non rischiare la morte di molti animali, è quella del taglio del becco (debeccaggio). Il taglio del becco è però una pratica che, per quanto ci riguarda, non vorremmo mai vedere, e dunque, prima di questa, secondo noi è da provare con gli appositi “occhiali” o copri-becco per galline.

Occhiali e copribecco anti-pica e cannibalismo per galline

Il taglio del becco è un intervento che può risultare molto doloroso per la gallina, sia sul momento che nei mesi successivi (nell’estremo caso che dobbiate decidere per questo intervento per salvare i vostri animali, fatelo ovviamente fare a chi se ne intende), e se da un lato impedisce agli animali di ferirsi a vicenda, dall’altro rende loro la vita più difficile, con enormi difficoltà nel beccare il cibo e nel farsi la necessaria toelettatura.

Quindi, fino a che esiste anche un minimo di speranza di risolvere in altro modo, proviamo con metodi alternativi e meno invasivi.

Ausiliari nel trattamento e nella cura della pica e del cannibalismo sono anche degli integratori alimentari appositi; ad esempio, online abbiamo trovato Vitastab e Anti-Pica, in quanto contenenti apposite proteine e amminoacidi che vanno appunto ad “integrare” una carenza presente negli animali colpiti da questo disturbo.

Esistono anche degli spray anti-pica che disinfettano le ferite e distolgono le galline dal continuare a beccare su quella zona. Qui sotto un esempio di utilizzo (video in inglese).

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