
Elegante, maestoso e simbolo di fedeltà, il cigno è l’avicolo ornamentale per eccellenza di laghetti, parchi e giardini d’acqua. Allevarlo è possibile e gratificante, ma richiede uno specchio d’acqua, spazio e la consapevolezza che dietro la grazia si nasconde un uccello grande, longevo e tenacemente territoriale.
Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare il cigno in modo consapevole: storia e biologia, specie, gestione quotidiana, alimentazione, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del cigno
- Scheda tecnica: maschio e femmina del cigno a confronto
- Le specie di cigno più diffuse e conosciute
- Gestione dell’allevamento
- Curiosità e stranezze sul cigno
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del cigno
Il cigno è un grande uccello acquatico della classe degli Uccelli, ordine degli Anseriformi, famiglia degli Anatidi — la stessa di anatre e oche, di cui è il membro più grande ed elegante. Lo riconosciamo per il collo lunghissimo e flessuoso (con oltre venti vertebre, più di qualsiasi mammifero), il corpo massiccio, le zampe corte con piedi palmati e il portamento regale. La specie più allevata e conosciuta è il cigno reale o “muto” (Cygnus olor), dal candido piumaggio bianco e dal becco arancione, con un caratteristico tubercolo (rigonfiamento) nero alla base, più sviluppato nel maschio.
Nel cigno reale maschio e femmina sono quasi identici: il dimorfismo sessuale è minimo – così come in faraone, quaglie e oche – e si coglie soprattutto nella mole maggiore e nel tubercolo più pronunciato del maschio. I giovani (cignetti) hanno invece piumaggio grigio-bruno e becco grigiastro, che diventano bianchi e arancioni con la maturità.
Il cigno accompagna da millenni l’immaginario umano come simbolo di bellezza, purezza e amore fedele. Allevato da secoli allo stato semidomestico negli specchi d’acqua di ville, castelli e giardini, in Inghilterra i cigni reali appartenevano per tradizione alla Corona. In Italia il cigno reale è presente come ornamentale e, allo stato libero, è concentrato soprattutto tra i grandi laghi del Nord e la Laguna veneta. Va ricordato che si tratta di una specie protetta: la sua detenzione richiede animali di provenienza legale e documentata (vedi gestione).
Scheda tecnica: maschio e femmina del cigno a confronto
I valori si riferiscono al cigno reale (Cygnus olor), la specie più allevata. Il maschio adulto è chiamato in inglese cob, la femmina pen; in italiano si parla semplicemente di maschio e femmina (scopri quali sono le tre parole, con sfumature diverse, per tradurre gallina in inglese).
Le differenze di taglia sono contenute.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | 11–15 kg (fino a ~12 in media) | 8–10 kg |
| Lunghezza corpo | 145–160 cm | 140–155 cm |
| Apertura alare | fino a 220–240 cm (oltre 250) | circa 200–240 cm |
| Longevità media | 10–20 anni (fino a ~30 in cattività) | 10–20 anni (fino a ~30 in cattività) |
| Maturità sessuale | 2–4 anni (coppie formate dal tardo autunno) | 2–4 anni |
| Numero di uova | — | 5–8 (fino a 9) per covata, una covata l’anno (primavera) |
| Peso delle uova | — | circa 280–340 g, guscio grigio-verdognolo |
| Periodo di cova | — (il maschio vigila il nido) | 35–38 giorni (cova la femmina) |
| Struttura riproduttiva | coppia monogama fissa (1 maschio + 1 femmina) | |
Nota sulla riproduzione: a differenza di anatre e oche, il cigno è rigorosamente monogamo e forma coppie stabili che durano anni, spesso tutta la vita. Non si alleva quindi in “harem“: si lavora a coppie. Le uova vengono deposte in primavera a distanza di circa due giorni l’una dall’altra; alla schiusa i cignetti sono già in grado di nuotare e vengono accuditi da entrambi i genitori, che talvolta li trasportano sul dorso.
Le specie di cigno più diffuse e conosciute
Nel cigno non si parla di “razze” ma di specie distinte. Solo alcune sono allevate comunemente come ornamentali; ecco le più conosciute.
Le specie più allevate
Cigno reale o muto (Cygnus olor)
È il cigno per antonomasia: bianco candido, becco arancione con tubercolo nero, collo portato a “S” ed è facilmente addomesticabile; è la specie più diffusa in parchi e giardini. Ottimo volatore, ma con decollo laborioso.
Cigno nero (Cygnus atratus)
Originario dell’Australia, dal piumaggio scuro quasi nero con remiganti bianche, becco rosso e occhio arancione. Si adatta molto bene all’allevamento, è un buon riproduttore e, fuori dalla stagione degli amori, convive abbastanza pacificamente con altri anatidi. Molto richiesto come ornamentale per il suo aspetto spettacolare.
Cigno dal collo nero (Cygnus melancoryphus)
Sudamericano, corpo bianco e collo nero, con una caruncola rossa alla base del becco. Più piccolo e relativamente pacifico, è apprezzato dagli appassionati di avifauna ornamentale.
Altre specie note
Cigno selvatico o cantore (Cygnus cygnus)
Bianco come il reale ma con becco giallo e nero e collo portato dritto. È una specie migratrice e, soprattutto, realmente “canora”: emette richiami sonori e trombettanti, all’origine della leggenda del “canto del cigno“.
Cigno minore di Bewick e cigno trombettiere
Il cigno di Bewick (Cygnus columbianus bewickii) è il più piccolo dei cigni europei; il cigno trombettiere (Cygnus buccinator) è il più grande del Nord America. Entrambi sono soprattutto specie selvatiche, di interesse naturalistico più che da cortile.
Coscoroba (Coscoroba coscoroba)
Piccolo “cigno” sudamericano dal becco rosso vivo, in realtà a metà tra cigno e oca: bianco, snello, allevato come curiosità ornamentale.

Gestione dell’allevamento
Il cigno è un animale rustico e longevo, ma con un’esigenza imprescindibile: l’acqua. Senza uno specchio d’acqua adeguato non è possibile allevarlo correttamente. A questo si aggiungono spazio, un riparo e la gestione della sua spiccata territorialità.
Acqua, spazio e cosa tenere d’occhio
Per una coppia di cigni è indispensabile un laghetto o uno specchio d’acqua: indicativamente un bacino di almeno 3×4 metri e oltre 50 cm di profondità è il minimo per una coppia, ma più è ampio, meglio è. L’acqua serve per nutrirsi, pulirsi, accoppiarsi e mantenere in salute il piumaggio.
Punti di attenzione:
- Territorialità: in periodo riproduttivo il cigno diventa molto aggressivo verso intrusi, altri animali e persone; una coppia difende con decisione il proprio specchio d’acqua e raramente ne tollera un’altra.
- Qualità dell’acqua: va mantenuta pulita ed evitato il ristagno; un ricambio o una buona vegetazione acquatica aiutano l’equilibrio del laghetto.
- Predatori: volpi e cani possono insidiare cignetti e adulti a terra, soprattutto di notte; serve un’area sicura.
- Volo e fughe: il cigno vola bene.
- Aspetti legali: il cigno reale è specie protetta in Italia; per detenerlo occorrono soggetti di provenienza legale e relativa documentazione. È bene informarsi presso le autorità competenti prima dell’acquisto.
Il ricovero notturno
Il cigno trascorre gran parte del tempo in acqua, ma ha bisogno di potersi ritirare all’asciutto e di un riparo.
Indicazioni pratiche:
- Riva accessibile: sponde dolci e digradanti che permettano di entrare e uscire facilmente dall’acqua (i cigni si muovono con difficoltà su sponde ripide o scivolose).
- Riparo asciutto: una zona erbosa riparata o una semplice struttura aperta dove sostare e proteggersi da sole, vento e maltempo; va bene una lettiera di paglia asciutta.
- Protezione dai predatori: un’area recintata o sicura per la notte, soprattutto durante la nidificazione e nei primi mesi dei cignetti.
- Niente posatoi: il cigno non si appollaia; riposa galleggiando sull’acqua o accovacciato a terra sulla riva.
Alimentazione: cosa e quanto dare
Il cigno è prevalentemente erbivoro (con qualche integrazione animale): in natura si nutre soprattutto di piante acquatiche, alghe ed erba, che raggiunge immergendo il lungo collo sul fondale, e occasionalmente di piccoli invertebrati, molluschi e larve. In allevamento la dieta si basa su:
- Granaglie: miscela di frumento, mais, orzo, avena e risone (spezzati), o uno specifico mangime pellettato per anatidi/acquatici.
- Verdura ed erba fresca: lattuga, spinaci in piccole quantità, altre verdure a foglia, oltre all’erba che bruca a riva.
- Vegetazione acquatica: se presente nel laghetto, costituisce una parte importante e naturale della dieta.
- Grit: graniglia per la digestione, utile come per tutti gli avicoli.
Le quantità vanno commisurate alla taglia (è un uccello grande) e alla disponibilità di pascolo acquatico: meno trova da solo, più va integrato.
L’acqua da bere è di fatto quella del laghetto, che deve restare pulita; in caso di allevamento con bacini piccoli, va garantita comunque acqua fresca e un buon ricambio.
Cosa NON dare ai cigni:
- Pane, cracker, focaccia, pizza, patatine e avanzi: il pane bianco è particolarmente dannoso e può provocare la “ala d’angelo” (deformazione alare da squilibri nutrizionali) e gravi problemi digestivi.
- Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (rischio di micotossine e botulismo).
- Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi.
- Avocado, cioccolato, caffè e alimenti tossici per gli uccelli.
Esempio di mangime fai-da-te con valori nutrizionali
Per integrare il pascolo acquatico di una coppia di cigni, ecco una miscela equilibrata di mantenimento. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Frumento | 30% | Energia + proteine |
| Mais (granoturco) spezzato | 20% | Energia (amido) |
| Orzo e avena | 15% | Energia, fibra |
| Pellet per anatidi/acquatici | 15% | Proteine ed equilibrio vitaminico |
| Verdura a foglia / erba fresca tritata | 12% | Fibra, vitamine, base erbivora |
| Erba medica disidratata | 5% | Fibra, carotenoidi, minerali |
| Grit + premiscela vitaminico-minerale (con manganese) | 3% | Digestione, prevenzione “ala d’angelo” |
Valori nutrizionali stimati della miscela:
- Proteine grezze: ~14–16% (adeguato al mantenimento dell’adulto; in crescita e riproduzione si aumenta la quota proteica).
- Energia metabolizzabile: ~2.600–2.800 kcal/kg.
- Fibra: elevata, coerente con la natura erbivora del cigno.
- Minerali: il manganese e le vitamine sono importanti per prevenire le deformazioni alari nei giovani.
Importante: i cignetti nelle prime settimane sono delicati e hanno bisogno di un avviamento adeguato (mangime per acquatici/anatidi, mai medicato con coccidiostatici non indicati) e di accesso sicuro all’acqua bassa. Un eccesso di proteine o carenze di minerali e vitamine, tipici di diete a base di pane, causano la “ala d’angelo”. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgersi a un veterinario esperto in avicoli.
Qui sotto coppia di cigni con prole:
Curiosità e stranezze sul cigno
- Amano una volta sola. Il cigno è uno dei simboli più celebri di fedeltà: forma coppie monogame che durano anni o tutta la vita, e alla perdita del compagno può mostrare segni di lutto e isolamento.
- È tra gli uccelli volatori più pesanti del mondo. Con i suoi 10–15 kg, il cigno reale ha bisogno di una lunga “rincorsa” sull’acqua per decollare, ma una volta in volo è potente e veloce.
- Ha più piume di ogni altro uccello. Si stima che il cigno possieda circa 25.000 piume, il numero più alto mai contato in un uccello: un isolamento perfetto contro freddo e acqua.
- Porta i piccoli sul dorso. I cignetti, appena nati e già nuotatori, vengono spesso trasportati a cavalluccio sul dorso dei genitori, al riparo tra le piume: una delle immagini più tenere del mondo animale.
- Il “muto” non è muto. Il cigno reale è chiamato “muto” perché emette meno vocalizzi rispetto ad altre specie, ma in realtà soffia, grugnisce e sbuffa, soprattutto quando difende il territorio.
- Ha un collo da record. Il lunghissimo collo conta oltre venti vertebre (l’uomo ne ha sette) e permette al cigno di raggiungere il cibo fino a quasi un metro di profondità sott’acqua.
- Apre le ali come uno scudo. Quando minaccia, inarca le ali sopra il dorso (posizione detta “busking”) gonfiandosi per apparire più grande e imponente, mentre soffia all’avversario.
- Era cibo da re. Per secoli la carne di cigno fu un piatto pregiato delle corti europee, in particolare di quella inglese; oggi è protetto e non si consuma più.
- È longevo come pochi. Può vivere 20 anni e oltre, con punte intorno ai 30 in allevamento domestico: adottare una coppia è un impegno di lunghissimo periodo.
- Il “canto del cigno” è (in parte) vero. La leggenda del canto melodioso prima della morte nasce dal cigno selvatico o cantore (Cygnus cygnus), che emette davvero richiami sonori e trombettanti.
Lo spettacolare “canto del cigno”, che ricorda molto qualche strumento a fiato:
Domande frequenti (FAQ)
Il cigno è aggressivo?
Sì, soprattutto nel periodo riproduttivo. Fuori stagione è relativamente tranquillo, ma quando difende il nido, la compagna o i cignetti, diventa molto territoriale e combattivo: soffia, gonfia le ali, carica e colpisce con becco e ali. I colpi d’ala di un maschio adulto sono potenti e possono far male; il celebre “può rompere un braccio a un uomo” è in gran parte un’esagerazione, ma il cigno va comunque rispettato e non disturbato al nido, soprattutto con bambini e altri animali nelle vicinanze.
Il cigno può volare?
Sì, ed è un ottimo volatore nonostante la mole: in volo può raggiungere velocità elevate e, in natura, le specie migratrici percorrono lunghe distanze. Il decollo è però laborioso: ha bisogno di una lunga rincorsa “correndo” sull’acqua per sollevarsi.
È vero che i cigni sono monogami?
Sì, è vero. Il cigno è uno degli esempi più noti di monogamia a lungo termine: le coppie si formano in giovane età e restano fedeli per molti anni, spesso per tutta la vita. Esistono eccezioni — un nuovo legame dopo la morte del partner o, raramente, in caso di ripetuti insuccessi riproduttivi — ma la regola è la coppia stabile, che difende e gestisce insieme territorio, nido e prole.
Il cigno è carnivoro?
No, il cigno è prevalentemente erbivoro. La sua dieta si basa su piante acquatiche, alghe, erba e germogli, integrata con granaglie in allevamento. Ingerisce occasionalmente anche piccoli invertebrati, molluschi, larve e qualche pesciolino, spesso in modo accidentale mentre si nutre di vegetazione: si può quindi definire un onnivoro a fortissima prevalenza vegetale, non un carnivoro.
Dove dorme un cigno?
Il cigno dorme sull’acqua, galleggiando, oppure a terra sulla riva, in entrambi i casi spesso con il collo ripiegato e la testa infilata sotto un’ala. Dormire in acqua o su isolotti lo protegge dai predatori terrestri. A differenza di galline, pavoni o faraone, non si appollaia mai su rami o posatoi.
Come si chiama il figlio del cigno?
Il piccolo del cigno si chiama cignetto (in inglese cygnet). Alla nascita è ricoperto da un soffice piumino grigio-cenere e ha il becco scuro; crescendo, nell’arco di alcuni mesi, assume gradualmente il candido piumaggio bianco e il becco arancione tipici dell’adulto (nel cigno reale).
Il cigno soffia?
Sì. Pur essendo chiamato cigno “muto”, il cigno reale soffia in modo simile a un gatto, oltre a emettere grugniti e sbuffi, soprattutto quando si sente minacciato o difende il nido. È un chiaro segnale d’avvertimento, spesso accompagnato dalle ali inarcate e dal collo proteso: un invito molto eloquente a tenersi a distanza.
Quante uova fa un cigno?
La femmina depone una covata l’anno, in primavera, composta in genere da 5–8 uova (occasionalmente fino a 9), deposte a distanza di circa due giorni l’una dall’altra. Le uova, dal guscio grigio-verdognolo e piuttosto grandi (circa 280–340 g), vengono covate dalla femmina per 35–38 giorni, mentre il maschio fa la guardia nei pressi del nido.
Le uova di cigno sono commestibili?
In teoria sì, le uova di cigno sono commestibili (sono molto grandi, pari a diverse uova di gallina) e storicamente venivano consumate nelle corti. In pratica però non si mangiano: il cigno reale è una specie protetta, la femmina depone poche uova una sola volta l’anno e ogni uovo è prezioso per la riproduzione. Raccogliere o consumare uova di cigni selvatici, inoltre, non è consentito dalla legge.
Quanto costa acquistare un cigno?
Il prezzo varia con specie ed età. Per il cigno reale, indicativamente, un giovane costa intorno ai 150 euro, mentre una coppia si aggira tra i 250 e i 550 euro circa. Le specie più ricercate, come il cigno nero o il cigno dal collo nero, possono costare di più. Al costo d’acquisto va sempre aggiunto quello, non trascurabile, della realizzazione e manutenzione di un laghetto adeguato. Ricorda inoltre che, trattandosi di specie protetta, l’acquisto deve avvenire da allevatori in regola e con la documentazione di provenienza legale.
In conclusione
Il cigno è l’avicolo ornamentale più elegante e simbolico che si possa allevare, ma anche uno dei più impegnativi: richiede uno specchio d’acqua adeguato, spazio, una dieta corretta (mai pane!) e il rispetto della sua natura territoriale e monogama.
In cambio offre decenni di bellezza e la possibilità di osservare da vicino una delle storie d’amore più affascinanti del mondo animale, con i cignetti trasportati sul dorso dei genitori. Che si scelga il classico cigno reale o lo spettacolare cigno nero, allevarlo significa prendersi cura di un re d’acqua dolce — nel rispetto, sempre, delle norme che lo tutelano.
































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