
Verde-oliva con vivaci sfumature gialle sulle ali e sulla coda, dal becco potente e dal canto gradevole, il verdone è uno dei fringillidi più amati e diffusi nell’allevamento amatoriale italiano. Rustico, adattabile e prolifico, è spesso considerato un ottimo uccello “da iniziazione” per chi si avvicina all’ornitologia.
Come per altri uccelli autoctoni, però, la sua detenzione è regolata da precise norme. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarlo in modo consapevole e legale: descrizione e storia, scheda tecnica, mutazioni, gestione, confronto con altri uccelli simili, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del verdone
- Scheda tecnica: maschio e femmina del verdone a confronto
- Confronto con altri uccelli simili
- Allevare il verdone: legalità e anelli
- Gestione dell’allevamento
- Il verdone come uccello da compagnia
- Curiosità e stranezze sul verdone
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del verdone
Il verdone (Chloris chloris, un tempo Carduelis chloris) è un piccolo uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Passeriformi, famiglia dei Fringillidi (la stessa di cardellino, lucherino e canarino selvatico). È il più grande del genere Chloris: robusto e compatto, ha una livrea verde-oliva con evidenti bande gialle sui bordi delle ali e ai lati della coda, e un becco conico molto potente, adatto a rompere semi anche duri.
È diffuso in gran parte d’Europa, Nord Africa e Asia occidentale, dove popola boschi radi, campagne, frutteti, parchi e giardini. In Italia è un uccello autoctono comune e ben conosciuto, protagonista di una lunga tradizione di allevamento amatoriale legata al canto e, soprattutto negli ultimi decenni, alla selezione di numerose mutazioni di colore. La sua rusticità, la facilità di riproduzione e il carattere adattabile lo hanno reso uno dei fringillidi indigeni più allevati.
Il suo canto, gradevole e vario, alterna trilli e note fluide a un caratteristico verso “nasale” prolungato. È un uccello vivace e gregario, che in natura si riunisce in stormi soprattutto in autunno e inverno.
Scheda tecnica: maschio e femmina del verdone a confronto
Nel verdone il dimorfismo sessuale è evidente: il maschio ha una livrea più brillante, verde-gialla, con vistose bande gialle e una leggera “mascherina” scura intorno all’occhio; la femmina è più opaca e grigio-brunastra, con il giallo meno acceso. Il maschio è anche il cantore.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | circa 25–34 g (media ~28 g) | |
| Lunghezza | 14,5–16 cm (apertura alare 25–28,5 cm) | |
| Longevità media | 10–12 anni in cattività (2–3 in natura) | 10–12 anni in cattività (2–3 in natura) |
| Livrea | verde-gialla brillante, bande gialle vive | più opaca, grigio-brunastra, giallo tenue |
| Canto | canta (trilli e verso nasale) | solo brevi richiami |
| Numero di uova | — | 4–6 per covata (fino a 2–3 covate l’anno) |
| Colore delle uova | — | bianco-grigiastre, leggermente maculate |
| Periodo di cova | — (cova la femmina) | 13–14 giorni; involo a ~14–16 giorni |
Nota sulla riproduzione: il verdone si riproduce dalla primavera all’estate (da metà marzo a metà agosto, con picchi a fine maggio). La femmina costruisce il nido e cova da sola le uova, mentre il maschio la nutre; entrambi allevano i piccoli, che restano nel nido una quindicina di giorni. Una coppia può portare a termine 2–3 covate a stagione. In cattività è un riproduttore relativamente facile.
Confronto con altri uccelli simili
Il verdone appartiene ai fringillidi, come molti altri uccelli da gabbia autoctoni. Ecco come si differenzia dai più simili:
Canarino
Il più noto dei fringillidi da gabbia, ma domestico (non protetto) e da secoli selezionato per canto e colore. Rispetto al verdone è più confidente e dal canto più melodioso; il verdone ha voce più “nasale” ma è più rustico.
Cardellino
Fringillide autoctono con la celebre mascherina rossa e le ali oro. Ha un canto più brillante e una taglia leggermente inferiore; come il verdone è protetto e va inanellato.
Lucherino
Più piccolo e agile, di colore giallo-verde striato, dal canto vivace. Molto sociale, è anch’esso un fringillide autoctono protetto.
Ciuffolotto e Fringuello
Il ciuffolotto è più grosso e dal petto rosso (maschio), più schivo; il fringuello è il fringillide più comune, dal canto tipico. Tutti autoctoni e protetti, con esigenze simili al verdone.
| Specie | Taglia | Livrea | Canto | Stato | Longevità |
|---|---|---|---|---|---|
| Verdone | 14,5–16 cm | Verde-oliva, bande gialle | Gradevole, con verso nasale | Autoctono protetto (anello) | 10–12 anni |
| Canarino | 12–15 cm | Variabile (giallo e altri) | Molto melodioso | Domestico, libera detenzione | 7–15 anni |
| Cardellino | 12–13,5 cm | Mascherina rossa, ali oro | Vivace e brillante | Autoctono protetto (anello) | 10–12 anni |
| Lucherino | 11–12,5 cm | Giallo-verde striato | Vivace, cinguettante | Autoctono protetto (anello) | 8–12 anni |
| Ciuffolotto | ~16 cm | Petto rosso (maschio) | Sommesso, flautato | Autoctono protetto (anello) | 8–12 anni |

Allevare il verdone: legalità e anelli
Come il cardellino e gli altri fringillidi indigeni, il verdone è fauna selvatica autoctona protetta: in Italia non è cacciabile e la sua cattura in natura è vietata. Si possono detenere e allevare solo soggetti nati in cattività, che devono essere:
- Inanellati con anello inamovibile (chiuso), applicato entro pochi giorni dalla nascita, che ne certifica l’origine da allevamento (gli anelli sono rilasciati dagli enti preposti, in Italia la FOI).
- Accompagnati dai documenti (atto di cessione): un verdone senza anello e senza documenti è considerato di provenienza sconosciuta e non può essere venduto né ceduto.
- Regolarmente registrati/censiti secondo le disposizioni vigenti.
I soggetti di mutazione, essendo creati in gabbia, hanno una gestione normativa diversa dal verdone ancestrale. Le norme possono variare nel tempo e per regione: prima di allevare è indispensabile informarsi presso la FOI e le autorità competenti. Acquistare solo da allevatori seri, con anello e documenti, contribuisce a tutelare la specie e a contrastare il bracconaggio.
Le mutazioni di colore
L’allevamento ha prodotto molte mutazioni del verdone, tra cui l’agata, il lutino, l’isabella, il satinè, il bruno e le combinazioni: soggetti dai colori insoliti, molto apprezzati nelle esposizioni.
Gestione dell’allevamento
Il verdone è un uccello rustico, robusto e adattabile, considerato tra i fringillidi più facili da allevare. Ha comunque bisogno di spazio, di una dieta corretta e di igiene. È un uccello da voliera e da canto, non da coccole.
La gabbia/voliera a regola d’arte
- Spazio ampio e sviluppato in lunghezza: il verdone vola molto. Indicativamente una gabbia lunga almeno 120–140 cm; per benessere e riproduzione è ideale una voliera, meglio se piantumata.
- Posatoi di diverso diametro in legno naturale, alle estremità per lasciare spazio al volo.
- Ambiente luminoso ma non in pieno sole, in parte riparato per offrire ombra e sicurezza.
- Vaschetta per il bagnetto: il verdone adora l’acqua, va offerta ogni giorno e tenuta pulita.
- Riparo da correnti d’aria, lontano dalla cucina (fumi antiaderenti letali) e dal fumo.
- Igiene rigorosa di mangiatoie e abbeveratoi (i fringillidi selvatici sono soggetti alla tricomoniasi, che si diffonde con acqua e cibo contaminati).
Alimentazione: cosa e quanto dare
Il verdone è granivoro e ha un becco potente adatto a semi anche grossi e duri. In natura si nutre di semi, gemme, germogli, piccoli frutti e qualche larva. In cattività:
- Misto di semi per indigeni/fringillidi: scagliola, girasole (molto amato ma calorico), niger, perilla, ravizzone, lino, canapuccia, cardo; una miscela varia è la base.
- Semi in erba/germinati delle piante spontanee: molto graditi e naturali.
- Verdura e frutta (cicoria, tarassaco, mela) e pastoncino all’uovo soprattutto in muta e riproduzione.
- Osso di seppia e grit sempre a disposizione, per calcio e digestione.
Attenzione a non eccedere con i semi grassi (girasole), perché il verdone tende a ingrassare. Vanno soffiati via i gusci vuoti dalla mangiatoia.
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata ogni giorno (fondamentale anche per prevenire malattie). Il verdone ama molto il bagnetto: una vaschetta bassa con acqua a temperatura ambiente mantiene il piumaggio in salute.
Cosa NON dare al verdone:
- Avocado (tossico e potenzialmente letale).
- Cioccolato, caffè, tè, alcol.
- Cipolla, aglio, porro.
- Semi e noccioli di mela, pera, ciliegia, pesca (composti cianogenici).
- Sale, zucchero, cibi fritti, salati o conditi e avanzi della tavola.
- Alimenti ammuffiti; latte e latticini.
Esempio di pastoncino fai-da-te con valori nutrizionali
Ecco un pastoncino all’uovo casalingo, utile in muta, riproduzione e svezzamento. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Uovo sodo tritato (con guscio, se ben lavato) | 38% | Proteine e calcio |
| Pangrattato / fette biscottate sbriciolate | 24% | Base, carboidrati |
| Semi in erba / germinati | 14% | Vitamine, appetibilità, naturalità |
| Verdura a foglia tritata finissima | 12% | Fibra, vitamine, carotenoidi |
| Carota grattugiata | 9% | Vitamina A, appetibilità |
| Integratore vitaminico-minerale (per uccelli) | 3% | Vitamine e oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati del pastoncino:
- Proteine grezze: ~18–22% (adeguato a muta e riproduzione).
- Grassi: moderati; la parte grassa è fornita dai semi oleosi della dieta (girasole, niger).
- Calcio: apportato da uovo e osso di seppia, essenziale per la femmina in deposizione.
Importante: il pastoncino all’uovo è nutriente ma si deteriora in fretta: va preparato fresco, somministrato in piccole quantità e rimosso dopo poche ore, soprattutto d’estate. Il verdone è ghiotto di semi grassi e tende all’obesità: la miscela va dosata. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgiti a un veterinario esperto in uccelli.
Il verdone come uccello da compagnia
Il verdone è un uccello da ascoltare e osservare, apprezzato per la robustezza, la vivacità e il canto gradevole. La sua rusticità e la facilità di allevamento lo rendono uno dei fringillidi indigeni ideali anche per chi si avvicina all’ornitologia, purché nel pieno rispetto delle norme. È un uccello vivace e curioso, che si abitua alla presenza e alla routine di chi lo accudisce.
Va però chiarito che non è un uccello “domestico” nel senso dei pappagalli: è per natura schivo, non ama essere maneggiato e non impara a parlare. Il rapporto con l’uomo passa dall’abitudine e dalla fiducia costruita nel tempo, e dall’ascolto del suo canto, non dal contatto fisico. Chi cerca un uccello da tenere in mano resterà deluso; chi cerca un piccolo cantore rustico e un allevamento appagante troverà nel verdone un compagno soddisfacente.
Come per gli altri fringillidi autoctoni, allevarlo comporta una responsabilità legale ed etica: va detenuto solo se nato in cattività, inanellato e in regola. Questo è il presupposto di ogni allevamento corretto.
Adesso fermiamoci nella lettura e ascoltiamo il canto del verdone, che lo ha reso così celebre:
Curiosità e stranezze sul verdone
- È uno “schiaccianoci” in miniatura. Il becco conico e potente del verdone gli permette di aprire semi grossi e duri (come quelli del girasole e della rosa canina) che altri piccoli fringillidi non riescono a rompere.
- Il nome dice tutto. Sia il nome italiano sia quello scientifico (Chloris, dal greco “verde”) derivano dal colore verde-oliva della sua livrea.
- Il maschio ha un verso “nasale”. Oltre ai trilli, il canto del verdone comprende un caratteristico verso prolungato e ronzante, quasi nasale, inconfondibile.
- Si incrocia con il canarino. Grazie all’affinità e all’adattabilità, il verdone può ibridarsi con il canarino e altri fringillidi, dando origine a ibridi apprezzati dagli allevatori.
- Ha tante “vesti” da mutazione. L’allevamento ha creato numerose mutazioni di colore (agata, lutino, isabella, satinè, bruno), che trasformano il verde ancestrale in tonalità insolite.
- È un fringillide “da esordienti”. Rustico, adattabile e prolifico, è considerato uno dei migliori uccelli per chi inizia ad allevare fringillidi indigeni.
- Ama la vita di gruppo. Fuori stagione riproduttiva è gregario: in natura forma stormi, spesso insieme ad altri fringillidi, che frequentano campi e mangiatoie.
- Teme una malattia insidiosa. Nelle popolazioni selvatiche è colpito dalla tricomoniasi (la “malattia del fringuello grasso”), che si diffonde con acqua e cibo contaminati: per questo l’igiene in allevamento è fondamentale.
- È un volatore agile. Le ali larghe gli consentono decolli rapidi e manovre agili tra la vegetazione, utili a sfuggire ai predatori come lo sparviere.
- È protetto dalla legge. In Italia il verdone non è cacciabile e la cattura in natura è vietata: si alleva solo con soggetti nati in cattività e inanellati.


Domande frequenti (FAQ)
Quanto costa un uccello verdone?
Il prezzo varia con la livrea e la mutazione. Un verdone di allevamento (con anello e documenti) costa indicativamente da 30–60 euro per i soggetti ancestrali comuni fino a diverse centinaia di euro per le mutazioni rare o i campioni da esposizione. Diffida dei soggetti senza anello e senza documenti: sono probabilmente illegali.
Il verdone parla o canta?
Il verdone canta, ma non parla: non è un pappagallo e non imita la voce umana. Il maschio ha un canto gradevole e vario, fatto di trilli, note fluide e un caratteristico verso nasale prolungato. La femmina emette solo brevi richiami.
Quanti anni vive un verdone?
In cattività, con le giuste cure, vive in media 10–12 anni; in natura, dove i pericoli sono molti, la vita media è molto più breve (spesso 2–3 anni). La longevità in gabbia dipende da dieta corretta, igiene, spazio e assenza di stress.
Il verdone è una specie protetta?
Sì. Il verdone è fauna selvatica autoctona protetta: in Italia non è cacciabile e la cattura in natura è vietata. Può essere allevato solo se nato in cattività e inanellato con anello inamovibile, accompagnato dai documenti.
Il verdone può vivere da solo?
Può vivere singolo (ad esempio un maschio da canto), ma essendo un uccello gregario, sta bene anche in coppia o in voliera con altri verdoni o fringillidi pacifici. In riproduzione la coppia va isolata. Un soggetto solo richiede comunque attenzioni e stimoli quotidiani.
Il verdone esiste libero in natura?
Sì. Il verdone è un uccello selvatico comune in Europa, Nord Africa e Asia occidentale; in Italia è una specie autoctona diffusa in boschi radi, campagne, parchi e giardini, dove frequenta anche le mangiatoie. I soggetti allevati derivano tutti dalla riproduzione in cattività di questa specie.
Il verdone si affeziona al padrone?
Si abitua alla presenza e alla routine di chi lo accudisce, lo riconosce e diventa confidente col tempo, ma raramente diventa “da mano”: è per natura schivo. Il legame si costruisce con pazienza e tranquillità e passa soprattutto dall’ascolto del canto e dall’osservazione, non dal contatto fisico.
Posso lasciare libero in giardino un verdone?
No. Un verdone nato in cattività non è attrezzato per sopravvivere in libertà e rischierebbe la morte. Inoltre liberare soggetti d’allevamento non è consentito al di fuori di programmi ufficiali. Se non puoi più tenerlo, affidalo a un allevatore o a un’associazione ornitologica.
Quale cibo ama di più il verdone?
Ama soprattutto i semi oleosi come il girasole (che apre facilmente col becco potente) e il niger, oltre a scagliola, perilla, cardo e ai semi in erba delle piante spontanee. Apprezza anche gemme, germogli, un po’ di frutta e verdura. Attenzione a non esagerare con il girasole, molto calorico: la base deve essere un misto vario.
Il verdone è intelligente?
Sì, nella sua misura. È un uccello sveglio e adattabile: impara e memorizza il canto, riconosce persone e routine, ed è abile nel manipolare i semi con becco e zampe. La sua destrezza nell’aprire semi duri e la capacità di adattarsi a diversi ambienti testimoniano una buona intelligenza pratica.
Il verdone può vivere in voliera con altri uccelli?
Sì, in voliere ampie convive bene con altri fringillidi pacifici di taglia simile (canarini, cardellini, lucherini). Va tenuto presente che in periodo riproduttivo può diventare più territoriale, e che il becco robusto lo rende poco adatto a convivere con uccelli molto piccoli e delicati. Servono spazio, più mangiatoie e nascondigli.
Dove dorme il verdone?
Dorme appollaiato su un posatoio, in genere il più alto, con la testa infilata tra le penne del dorso. Ha bisogno di 10–12 ore di riposo al buio e in silenzio: la sera si può coprire parzialmente la gabbia, in un luogo tranquillo e senza correnti.
Il verdone quante uova depone in un anno e di che colore è il guscio?
La femmina depone 4–6 uova per covata e può fare 2–3 covate a stagione (da aprile ad agosto): in un anno, quindi, indicativamente una decina di uova o più. Il guscio è bianco-grigiastro, leggermente maculato di scuro.
Sono commestibili le uova del verdone?
La domanda è puramente teorica: il verdone è una specie protetta allevata per canto e riproduzione, non un animale da reddito alimentare. Le sue poche uova, se feconde, sono preziose e vanno destinate alla cova. Non ha alcun senso né utilità consumarle.
Il verdone soffre il freddo?
È un uccello molto rustico e sopporta bene il freddo, essendo autoctono dei climi temperati; teme però gli sbalzi di temperatura, l’umidità e le correnti d’aria. In inverno va comunque tenuto in un ambiente riparato; chi lo alleva in voliera esterna deve garantire una zona protetta dal vento, dalla pioggia e dal gelo.
Dove bisogna tenere un verdone in casa in estate e in inverno?
In estate va tenuto in un luogo fresco e ombreggiato, protetto dal sole diretto e dal caldo eccessivo, con acqua fresca e la possibilità di fare il bagnetto. In inverno, data la sua rusticità, tollera bene il fresco, ma va riparato da correnti d’aria, umidità e sbalzi e da finestre e porte fredde. In ogni stagione ama la luce naturale, ma non l’esposizione diretta e prolungata al sole.
Come capire se un verdone è felice?
Un verdone sereno canta (nel maschio), è attivo e vivace, salta e vola, si liscia le penne, mangia con appetito e fa il bagnetto con entusiasmo. Al contrario, un soggetto gonfio e immobile a lungo, silenzioso, con le piume arruffate che dorme molto di giorno è probabilmente stressato o malato: in questi casi è bene consultare un veterinario.
Al verdone piace essere accarezzato e tenuto in mano?
In genere no. È un uccello schivo che non ama essere maneggiato o accarezzato e va soggetto a stress se preso in mano. La manipolazione va limitata al necessario (controlli, spostamenti) e fatta con delicatezza. Il rapporto con l’uomo si costruisce a distanza, con la fiducia e l’abitudine.
Al verdone piace fare il bagnetto?
Sì, moltissimo. Il verdone ama fare il bagnetto in una vaschetta bassa d’acqua: lo rinfresca, aiuta la muta e mantiene il piumaggio in salute. Va offerto con acqua fresca e pulita ogni giorno (importante anche per prevenire malattie), in un ambiente senza correnti così che possa asciugarsi bene.
Posso dare del pane al verdone?
Meglio evitarlo o darne pochissimo. Il pane comune è povero di nutrienti, spesso salato e non adatto alla dieta granivora del verdone. Molto meglio semi di qualità, semi in erba, verdura e pastoncino all’uovo. Al limite, solo una briciola di pane secco non salato in via del tutto eccezionale.
Il verdone può portare malattie?
Come tutti gli uccelli, può contrarre e trasmettere malattie. Nei fringillidi è particolarmente insidiosa la tricomoniasi (la “malattia del fringuello grasso”), che si diffonde con acqua e cibo contaminati; sono possibili anche parassitosi, micosi e colibacillosi. Alcune forme possono, più raramente, interessare l’uomo. Buona igiene, acqua pulita, quarantena dei nuovi arrivati e controlli veterinari sono la miglior prevenzione.
Esiste un verdone più raro e costoso?
Sì. Sono più ricercati e costosi i verdoni di mutazione (agata, lutino, isabella, satinè, bruno e combinazioni) e i campioni da esposizione, mentre l’ancestrale comune ha prezzi contenuti. Il valore dipende da colore, purezza, qualità e reputazione dell’allevatore.
In che mesi dell’anno si accoppiano i verdoni?
La stagione riproduttiva va dalla primavera all’estate: indicativamente da metà marzo a metà agosto, con i picchi di deposizione verso fine maggio. In cattività conviene preparare i riproduttori per tempo, con una dieta adeguata, per arrivare pronti alla stagione delle covate.
Si può fare accoppiare un verdone maschio con una canarina femmina?
Sì. L’incrocio tra verdone (di solito il maschio) e canarina dà origine a un ibrido apprezzato dagli allevatori per il canto e i colori. È una pratica tradizionale, ma gli ibridi risultanti sono quasi sempre sterili. Anche per gli ibridi valgono precise regole di inanellamento e identificazione.
Quanto impiega un pulcino di verdone a diventare adulto?
I piccoli nascono nudi e inetti, lasciano il nido a circa 14–16 giorni e diventano indipendenti poco dopo lo svezzamento. Compiono la prima muta nei mesi successivi, assumendo la livrea adulta, e raggiungono la maturità sessuale entro il primo anno di vita, pronti a riprodursi nella stagione seguente.
Quali sono i principali pericoli e predatori del verdone?
In natura i nemici principali sono i rapaci (soprattutto lo sparviere), i corvidi (che razziano uova e nidiacei), i gatti e, storicamente, il bracconaggio. Una minaccia specifica è la tricomoniasi, che colpisce duramente le popolazioni selvatiche. In cattività, i rischi maggiori sono gestionali: scarsa igiene (che favorisce proprio la tricomoniasi), sbalzi di temperatura e correnti, parassiti, stress e diete sbilanciate.
In conclusione
Il verdone è un fringillide robusto, vivace e dal canto gradevole, tra i più adatti a chi vuole avvicinarsi all’allevamento degli uccelli indigeni. Rustico e prolifico, ha bisogno di spazio, di una dieta ricca di semi (senza eccedere col girasole), di igiene attenta — per prevenire la tricomoniasi — e di tranquillità.
Come per tutti gli autoctoni, va detenuto solo se nato in cattività, inanellato e in regola con le norme. A chi lo allevi con competenza e responsabilità, il verdone ricambia con la sua vivacità, la sua resistenza e il suo canto inconfondibile, per molti anni.
































![Scherza coi fanti, ma lascia stare i galli! [video divertente] Gallo attacca mucca (video divertente) | Tuttosullegalline.it](https://www.tuttosullegalline.it/newsite/wp-content/uploads/2017/03/hqdefault-150x150.jpg)
































