
Piccola, coloratissima e instancabilmente vivace, la cocorita (o parrocchetto ondulato) è il pappagallo da compagnia più diffuso al mondo. Originaria dell’Australia, unisce dimensioni minuscole a un carattere socievole, curioso e capace di legami affettivi profondi: chiacchiera, gioca, impara parole e si affeziona all’uomo. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarla in modo consapevole: descrizione e storia, scheda tecnica, varietà, gestione, confronto con gli altri uccelli da gabbia, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia della cocorita
- Scheda tecnica: maschio e femmina della cocorita a confronto
- Le varietà e mutazioni più diffuse
- Gestione dell’allevamento
- La cocorita come animale esotico da compagnia
- Tabella comparativa con altri uccelli e pappagalli da compagnia
- Curiosità e stranezze sulla cocorita
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia della cocorita
La cocorita (Melopsittacus undulatus) è un piccolo pappagallo della classe degli Uccelli, ordine degli Psittaciformi, famiglia degli Psittaculidi. Il nome comune italiano deriva dal celebre motivo ondulato del piumaggio: la livrea ancestrale è verde con testa gialla e caratteristiche ondulature nere su nuca, dorso e ali, oltre a una serie di “punti neri” (mustacchi) e macchie sulla gola. È un uccello slanciato e agilissimo, con una lunga coda affusolata.
È una specie endemica dell’Australia, dove popola le pianure erbose aride e semi-aride dell’interno, spostandosi in grandi stormi nomadi alla ricerca di acqua e semi. La sua domesticazione risale ai primi dell’Ottocento, quando fu portata in Europa: la facilità di riproduzione in cattività e il carattere allegro la resero rapidamente popolarissima. In quasi due secoli di selezione sono state ottenute un centinaio di mutazioni di colore rispetto al verde ancestrale. Oggi tutte le cocorite in commercio nascono in cattività: è una specie completamente domesticata.
Il tratto più celebre della cocorita è la socialità: in natura vive in stormi numerosi e per questo, in casa, ha un bisogno assoluto di compagnia, che sia un altro uccello o il suo proprietario. Molti soggetti, soprattutto i maschi, imparano anche a ripetere parole e suoni.
Scheda tecnica: maschio e femmina della cocorita a confronto
Nella cocorita il modo più sicuro per distinguere i sessi è la cera (la zona carnosa sopra il becco, attorno alle narici): nel maschio adulto è generalmente blu/azzurra, nella femmina tende al marrone-beige (soprattutto in periodo riproduttivo). Nei giovani la cera è rosata e meno affidabile. Il maschio è anche più incline a “parlare” e cinguettare.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | circa 30–40 g | circa 25–35 g |
| Lunghezza (coda inclusa) | 17–20 cm (l’ondulato inglese da esposizione è più grande, fino a ~22–24 cm) | |
| Longevità media | 6–10 anni (fino a 12–15 se ben curata) | 6–10 anni (fino a 12–15 se ben curata) |
| Colore della cera | blu/azzurra (adulto) | marrone-beige (adulta, in riproduzione) |
| Maturità sessuale | dai 6 mesi circa (meglio riprodurre da 10–12 mesi) | |
| Numero di uova | — | 4–8 per covata, deposte a giorni alterni |
| Peso delle uova | — | circa 2–2,5 g, guscio bianco |
| Periodo di cova | — (cova la femmina) | 17–20 giorni; involo a ~30–35 giorni |
Nota sulla riproduzione: la femmina cova da sola nel nido (una cassetta-nido con fondo concavo), mentre il maschio la imbecca e collabora nel nutrire i piccoli. I pulcini nascono ciechi e nudi e restano nel nido circa un mese. La cocorita si riproduce facilmente, ma non va fatta riprodurre troppo giovane né troppo spesso, per non sfiancare la femmina.
Le varietà e mutazioni più diffuse
La cocorita non ha vere “razze”, ma un centinaio di mutazioni di colore e alcune varietà di taglia. Ecco le più conosciute.
Ondulato ancestrale (verde)
La livrea naturale: corpo verde, testa gialla, ondulature nere su nuca e ali. Tutte le altre varietà derivano da questa.
Serie blu (blu, cobalto, malva, grigio-blu)
Manca il pigmento giallo: il corpo assume tonalità dal celeste al blu intenso, con testa bianca anziché gialla. È tra le mutazioni più amate.
Lutino e Albino
Il lutino è interamente giallo con occhi rossi; l’albino è interamente bianco con occhi rossi. Mancano entrambi della melanina.
Opalino
Presenta un piumaggio senza le classiche ondulature sul dorso, che lascia una zona a “V” più pulita tra le spalle; i colori risultano più brillanti.
Spangle (perlato) e Arlecchino (Pied)
Lo spangle ha un disegno alare “invertito” (bordo scuro e centro chiaro); il pezzato/arlecchino mostra macchie irregolari di colore e bianco/giallo, diverse in ogni soggetto.
Ondulato inglese (English budgie)
Non è una mutazione di colore ma una varietà di taglia: selezionato per le esposizioni, è più grande e “robusto”, con testa e piumaggio più voluminosi. È più tranquillo ma anche più delicato e meno longevo dell’ondulato “comune”.


Gestione dell’allevamento della cocorita
La cocorita è robusta ed economica da mantenere, ma è soprattutto un animale estremamente sociale: la solitudine è per lei fonte di sofferenza. Ha bisogno di spazio, compagnia (di un simile o dell’uomo) e stimoli quotidiani.
La gabbia a regola d’arte
- Dimensioni ampie: più larga che alta, perché la cocorita vola in orizzontale. Per una coppia il minimo indicativo è 100×40 cm di base, alta 60–80 cm; più grande è, meglio è. Meglio una gabbia rettangolare che una tonda.
- Sbarre orizzontali su almeno alcuni lati, per permetterle di arrampicarsi.
- Posatoi di diverso diametro, meglio in legno naturale, per la salute delle zampe; evitare quelli tutti uguali o di sola plastica.
- Giochi e stimoli: altalene, scale, campanelli, giochi da rosicchiare; la cocorita è curiosa e si annoia facilmente. Attenzione allo specchietto: può portare un soggetto solo a “innamorarsi” del proprio riflesso.
- Posizione: luogo luminoso ma non in pieno sole, al riparo da correnti d’aria, lontano dalla cucina (i fumi delle padelle antiaderenti sono letali) e dal fumo di sigaretta.
- Fuori gabbia ogni giorno: ha bisogno di ore di volo libero in una stanza messa in sicurezza.
- Igiene: fondo, mangiatoie e abbeveratoi vanno puliti spesso.
Alimentazione: cosa e quanto dare
La cocorita è granivora, ma una dieta di soli semi è sbilanciata. L’ideale è:
- Base: un buon misto di semi per cocorite (almeno 7-8 varietà: vari tipi di miglio, scagliola, panico, avena, ecc.) oppure un estruso/pellet specifico, formulato e bilanciato.
- Verdura e frutta: foglie verdi (cicoria, tarassaco, spinacino), broccoli, carota, zucchina, mela, pera; sempre ben lavate e a pezzetti.
- Spighe di miglio come premio occasionale (molto gradite, ma caloriche).
- Osso di seppia e grit a disposizione, per calcio e digestione.
Una cocorita mangia pochi grammi al giorno (indicativamente 5–8 g di semi); vanno soffiati via i gusci vuoti dalla mangiatoia, che possono ingannare facendola sembrare piena.
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata ogni giorno in un abbeveratoio pulito. La cocorita gradisce anche un bagnetto in una vaschetta bassa o una nebulizzazione delicata.
Cosa NON dare alla cocorita:
- Avocado (tossico e potenzialmente letale).
- Cioccolato, caffè, tè, alcol.
- Cipolla, aglio, porro.
- Semi e noccioli di mela, pera, ciliegia, pesca (composti cianogenici).
- Sale, zucchero, cibi fritti, salati o conditi e avanzi della tavola.
- Alimenti ammuffiti; latte e latticini (non digeriscono il lattosio).
Esempio di pastoncino fai-da-te con valori nutrizionali
Ecco un pastoncino all’uovo casalingo, utile in muta, riproduzione e svezzamento. Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Uovo sodo tritato (con guscio, se ben lavato) | 35% | Proteine e calcio |
| Pangrattato / fette biscottate sbriciolate | 25% | Base, carboidrati |
| Verdura a foglia tritata finissima | 15% | Fibra, vitamine, carotenoidi |
| Semi germinati o ammollati | 12% | Vitamine, appetibilità |
| Carota o zucca grattugiata | 10% | Vitamina A, appetibilità |
| Integratore vitaminico-minerale (per uccelli) | 3% | Vitamine e oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati del pastoncino:
- Proteine grezze: ~16–20% (adeguato a muta e riproduzione).
- Grassi: moderati; la parte grassa è fornita dai semi della dieta.
- Calcio: apportato da uovo e osso di seppia, essenziale per la femmina in deposizione.
Importante: il pastoncino all’uovo è nutriente ma si deteriora in fretta: va preparato fresco, somministrato in piccole quantità e rimosso dopo poche ore, soprattutto d’estate. Fuori dai periodi di muta e riproduzione va dato con moderazione. In caso di dubbi su dieta o salute, rivolgiti a un veterinario esperto in animali esotici.
La cocorita come animale esotico da compagnia
La cocorita è considerata il pappagallo ideale per iniziare: costa poco, occupa poco spazio, è allegra, resistente e capace di grande affetto. Allevata a mano o abituata con pazienza, si affeziona intensamente al proprietario, si posa sulla mano e sulla spalla, gioca e, soprattutto nei maschi, può imparare a ripetere parole e suoni (alcuni soggetti arrivano a un vocabolario sorprendente).
Il suo punto più delicato è la socialità: in natura vive in stormi e in casa non sopporta la solitudine prolungata. Se il proprietario non può dedicarle molte ore al giorno, è quasi sempre preferibile tenere due cocorite in compagnia. Una cocorita lasciata sola e senza stimoli soffre di noia e stress, che possono sfociare in grida continue o autodeperimento del piumaggio.
Va infine ricordato che, pur economica, la cocorita è un impegno di diversi anni (spesso oltre 10) e richiede cure quotidiane, un ambiente sicuro e, all’occorrenza, un veterinario esperto in esotici. L’acquisto va fatto presso allevatori o negozi seri, privilegiando soggetti sani e ben socializzati.
Ed eccola, nel video sottostante, la cocorita che parla e che profonda “bacio, bacio, bacio…“:
Tabella comparativa con altri uccelli e pappagalli da compagnia
La cocorita è il più piccolo e diffuso dei pappagalli da compagnia. Ecco come si confronta con le altre specie più comuni in casa.
| Specie | Taglia | Voce / parola | Socialità con l’uomo | Livello impegno | Longevità |
|---|---|---|---|---|---|
| Cocorita | 17–20 cm | Può imparare molte parole | Molto sociale, affettuosa | Basso-medio | 6–15 anni |
| Calopsite | 30–33 cm | Ottima fischiatrice, qualche parola | Molto affettuosa, cerca il contatto | Medio | 15–25 anni |
| Inseparabile | ~14 cm | Chiassoso, raramente parla | Affettuoso ma vivace | Medio | 10–15 anni |
| Canarino | 12–15 cm | Canto melodioso (maschio) | Schivo, ama la distanza | Basso | 7–15 anni |
| Diamante mandarino | ~10 cm | Versi sommessi | Sociale (mai da solo) | Basso | 5–8 anni |
Curiosità e stranezze sulla cocorita
- È il pappagallo più diffuso al mondo. Dopo cane, gatto e galline, la cocorita è tra gli animali domestici più comuni in assoluto: quasi due secoli di allevamento l’hanno resa popolarissima.
- Il sesso si legge sul becco. Il colore della cera (blu nel maschio, marrone-beige nella femmina) è il modo più semplice per distinguere i due sessi negli adulti.
- Vede i colori “invisibili”. La cocorita percepisce la luce ultravioletta: alcune penne, che a noi appaiono uniformi, per lei brillano di segnali UV usati nel corteggiamento.
- Può avere un vocabolario da record. Un maschio di cocorita di nome Puck è entrato nel Guinness dei primati con oltre 1.700 parole imparate: le cocorite sono tra i pappagalli parlanti più sorprendenti in rapporto alla taglia.
- Il nome scientifico significa “cantore ondulato”. Melopsittacus undulatus unisce il greco “pappagallo canoro” al latino “ondulato”, per le sue onde nere sul piumaggio.
- In natura è sempre verde. Tutte le mutazioni colorate (blu, gialle, bianche, grigie) sono frutto dell’allevamento: la cocorita selvatica australiana è esclusivamente verde, un mimetismo perfetto tra l’erba secca.
- Vola in stormi immensi. Nelle zone aride dell’Australia le cocorite selvatiche si radunano in stormi di migliaia di individui, che si muovono come una nuvola vivente seguendo pioggia e semi.
- È un’atleta del volo. Leggera e aerodinamica, la cocorita è capace di voli veloci e acrobatici; per questo in casa ha bisogno di spazio per volare ogni giorno.
- “Chiacchiera” per socialità. Il continuo cinguettio non è solo rumore: è il modo con cui la cocorita mantiene il contatto con lo “stormo”, che in casa siamo noi. Una cocorita che cinguetta è in genere una cocorita serena.
- Digrigna il becco prima di dormire. Un leggero “scricchiolio” del becco la sera è segno di appagamento e rilassamento: la cocorita si prepara al riposo.
- Vive relativamente poco per un pappagallo. A differenza dei grandi pappagalli (che superano i 40 anni), la cocorita vive in media 6–10 anni, fino a 12–15 con ottime cure.
Domande frequenti (FAQ)
Quanto vive una cocorita?
In cattività, con le giuste cure, una cocorita vive in media 6–10 anni, e con dieta corretta, ambiente sicuro e assenza di stress può raggiungere i 12–15 anni. La longevità dipende molto dall’alimentazione (evitare l’obesità da soli semi grassi), dalla compagnia e dai controlli veterinari.
Come capire se una cocorita è felice?
Una cocorita serena cinguetta e canticchia spesso, gioca con gli oggetti, si liscia le penne, mangia con appetito, batte le ali restando ferma, muove la testa su e giù per l’eccitazione e digrigna leggermente il becco prima di dormire. Se si lascia toccare e cerca il contatto, è a suo agio. Al contrario, una cocorita gonfia e immobile a lungo, silenziosa, che si strappa le penne o grida in continuazione è probabilmente stressata o malata: in questi casi è bene consultare un veterinario.
Cosa ama di più da mangiare una cocorita?
Le cocorite vanno matte per il miglio, soprattutto in spighe, che adorano come premio, e per gli altri semi (scagliola, panico, avena). Apprezzano anche la verdura a foglia (cicoria, tarassaco), la carota, il mais fresco e la frutta come mela e pera. L’ideale è una dieta varia a base di misto di semi di qualità o estruso, integrata con verdura e frutta, usando le spighe di miglio solo come sfizio (sono caloriche).
Dove tenere in casa una cocorita in estate e inverno?
La cocorita sta bene alle normali temperature domestiche (circa 18–27 °C). In inverno va tenuta lontana da finestre fredde, porte e correnti d’aria, ma anche dai termosifoni che seccano l’aria. In estate va protetta dal sole diretto e dal caldo eccessivo (non ha ghiandole sudoripare e fatica a raffreddarsi), offrendo ombra, acqua fresca e la possibilità di un bagnetto. I veri nemici sono gli sbalzi di temperatura, le correnti e i fumi di cucina.
La cocorita si affeziona al padrone?
Sì, moltissimo. La cocorita è un animale profondamente sociale: se allevata a mano o abituata con pazienza, considera il proprietario parte del proprio “stormo”, si posa su di lui, lo cerca, gli cinguetta e può imparare a ripetere il suo nome. Un legame di questo tipo richiede però tempo e interazione quotidiana: se il proprietario è spesso assente, è meglio tenere due cocorite.
La cocorita esiste libera in natura?
Sì. La cocorita è originaria dell’Australia, dove vive allo stato selvatico nelle pianure aride e semi-aride dell’interno, in grandi stormi nomadi. In natura ha esclusivamente la livrea verde ancestrale; tutte le varietà colorate che vediamo in casa sono frutto dell’allevamento in cattività.
Dove dorme la cocorita?
Dorme appollaiata su un posatoio, spesso su una zampa sola e con la testa infilata tra le penne del dorso. Ha bisogno di 10–12 ore di riposo al buio e in silenzio: la sera si può coprire parzialmente la gabbia con un telo traspirante, in un luogo tranquillo e senza correnti. Non usa il nido per dormire (serve solo per la cova).
Alle cocorite piace essere accarezzate?
Dipende dal singolo soggetto e dall’abitudine al contatto. Le cocorite allevate a mano possono gradire di essere grattate delicatamente sulla testa e sulle guance, zone che da sole non riescono a lisciarsi. Molte, però, non amano essere prese in mano o toccate su schiena e ali. Il contatto va sempre proposto con calma, senza forzare, e rispettando i segnali dell’animale.
Come pulisco una cocorita?
La cocorita si pulisce da sola lisciandosi le penne ogni giorno: non va lavata con sapone né con acqua né forzata. Per aiutarla basta offrirle regolarmente un bagnetto in una vaschetta bassa d’acqua a temperatura ambiente, oppure una leggera nebulizzazione con acqua tiepida, e mantenere pulita la gabbia. Un buon fotoperiodo e una dieta corretta garantiscono un piumaggio sano.
Alle cocorite piace fare il bagnetto?
Sì, alla maggior parte sì. Molte cocorite adorano sguazzare in una vaschetta bassa, rotolarsi nella verdura bagnata o farsi nebulizzare delicatamente: il bagnetto le rinfresca, aiuta la muta e mantiene il piumaggio in salute. Va offerto con acqua a temperatura ambiente, in un ambiente caldo e senza correnti, così che possano asciugarsi bene.
Posso dare il pane alle cocorite?
Meglio evitarlo o darne pochissimo. Il pane comune è povero di nutrienti, spesso salato (il sale è dannoso per gli uccelli) e può gonfiarsi nel gozzo. Non fa parte della dieta naturale della cocorita e non apporta benefici: al suo posto sono molto meglio semi di qualità, verdura, frutta ed estrusi. Se proprio, solo una briciola di pane secco non salato in via del tutto eccezionale.
Una cocorita può stare sola?
Può vivere da sola solo se il proprietario le dedica molte ore al giorno e diventa il suo compagno di stormo. La cocorita è però un animale estremamente sociale e la solitudine prolungata le provoca noia, stress e depressione. Se non si ha molto tempo, è quasi sempre preferibile tenere due cocorite insieme, in una gabbia adeguatamente ampia.
Quanto costa acquistare una cocorita?
La cocorita è uno dei pappagalli più economici: un soggetto di mutazione comune costa indicativamente 15–40 euro, mentre gli ondulati inglesi da esposizione o le mutazioni più ricercate possono costare da alcune decine fino a oltre 80–100 euro. A questo vanno aggiunti gabbia, accessori e mangimi, oltre alle spese veterinarie nel corso della vita dell’animale.
La cocorita può stare al sole?
Un po’ di luce solare diretta fa bene (aiuta la sintesi della vitamina D), ma mai con tutta la gabbia esposta al sole pieno: la cocorita non riesce a raffreddarsi facilmente e rischia il colpo di calore. La regola è garantire sempre una zona d’ombra dove potersi riparare, acqua fresca e nessuna esposizione prolungata, soprattutto d’estate e dietro un vetro (che amplifica il calore).
Le cocorite soffrono il freddo?
Sì, temono soprattutto gli sbalzi e le correnti. Tollerano abbastanza bene le temperature domestiche, ma freddo intenso, correnti d’aria e cali improvvisi di temperatura possono farle ammalare. In inverno vanno tenute in un ambiente riparato e a temperatura stabile (sopra i ~15 °C), lontano da finestre e porte. Chi le tiene in voliera esterna deve garantire un ricovero chiuso e protetto.
Posso liberare una cocorita in giardino?
No, assolutamente. Liberare una cocorita è una condanna: nata e cresciuta in cattività, non sa procurarsi il cibo, non riconosce i predatori e non sopporta il clima; nella maggior parte dei casi muore in pochi giorni. Inoltre, in molti Paesi rilasciare specie non autoctone è vietato per legge, perché danneggia gli ecosistemi. Se non puoi più tenerla, affidala a un allevatore, a un’associazione o a un nuovo proprietario.
In conclusione
La cocorita è il pappagallo da compagnia perfetto per chi cerca un animale allegro, colorato ed economico ma capace di grande affetto: bastano una gabbia ampia e ben posizionata, una dieta varia di semi o estruso arricchita di verdura e frutta, acqua fresca per bere e per il bagnetto, compagnia quotidiana e un ambiente sicuro e senza correnti.
Che si scelga la classica livrea verde, un luminoso lutino o un elegante blu, adottare una cocorita significa portare in casa un piccolo pappagallo intelligente e socievole, capace di chiacchierare, giocare e legarsi al suo allevatore per molti anni.
































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