
Nero lucente, dai vistosi bargigli gialli e da una voce capace di imitare alla perfezione quella umana, il merlo indiano (o maina) è considerato uno dei migliori “parlatori” del mondo degli uccelli, spesso più abile persino di molti pappagalli. Ma dietro il suo talento si nasconde un animale delicato ed esigente, che richiede competenza, spazio e una dieta molto particolare. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarlo in modo consapevole: descrizione e storia, scheda tecnica, sottospecie, gestione, confronto con gli altri uccelli parlanti, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del merlo indiano
- Scheda tecnica: maschio e femmina del merlo indiano a confronto
- Le sottospecie di merlo indiano più conosciute
- Gestione dell’allevamento
- Il merlo indiano come animale esotico da compagnia
- Tabella comparativa con altri uccelli parlanti
- Curiosità e stranezze sul merlo indiano
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del merlo indiano
Il merlo indiano (Gracula religiosa), noto anche come maina, mainate o gracula, è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Passeriformi, famiglia degli Sturnidi (la stessa degli storni). Non è quindi un vero merlo né un pappagallo: il nome comune trae in inganno. Ha un piumaggio nero brillante con riflessi metallici, testa grossa, becco robusto arancio-giallo, coda corta e, soprattutto, due caratteristiche caruncole (bargigli) gialle di pelle nuda ai lati e sulla nuca, che lo rendono inconfondibile.
È una specie originaria del Sud-est asiatico (India, Sri Lanka, Indocina, Indonesia, ecc.), dove vive nelle foreste umide tropicali, spesso in coppie o piccoli gruppi tra le chiome degli alberi. È noto e allevato da secoli proprio per la sua straordinaria capacità imitativa: in cattività, i soggetti giovani allevati a mano possono imparare a riprodurre parole, frasi intere, fischi, versi e persino il timbro esatto della voce delle persone di casa.
Va detto subito, con onestà, che il merlo indiano è una specie protetta, inserita nell’Appendice II della Convenzione di Washington (CITES): può essere detenuto e ceduto solo con la regolare documentazione CITES che ne attesti la provenienza legale. È inoltre un animale impegnativo, adatto ad allevatori esperti e consapevoli.
Scheda tecnica: maschio e femmina del merlo indiano a confronto
Nel merlo indiano il dimorfismo sessuale è praticamente assente: maschio e femmina sono quasi identici e per distinguerli con certezza serve il sessaggio del DNA. Entrambi i sessi imparano a parlare. Le dimensioni variano molto secondo la sottospecie.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | circa 150–250 g (secondo la sottospecie) | |
| Lunghezza | 24–39 cm (secondo la sottospecie) | |
| Longevità media | 15–20 anni (raramente fino a ~30) | 15–20 anni (raramente fino a ~30) |
| Dimorfismo sessuale | assente: serve il sessaggio del DNA | |
| Maturità sessuale | circa 1–2 anni | |
| Numero di uova | — | 2–3 per covata, azzurrine macchiate di bruno/rosa |
| Peso delle uova | — | alcuni grammi (uovo di medie dimensioni) |
| Periodo di cova | 13–15 giorni (cova condivisa); svezzamento a ~1 mese | |
| Capacità di parlare | eccellente in entrambi i sessi (soprattutto se giovani e allevati a mano) | |
Nota sulla riproduzione: in natura il merlo indiano nidifica nelle cavità degli alberi (a volte vecchi nidi di picchio). La femmina depone 2–3 uova e entrambi i genitori collaborano nella cova e nell’allevamento dei piccoli, che nascono nudi e inetti e vengono svezzati intorno al mese di età. La riproduzione in cattività è possibile ma delicata, e lo svezzamento dei piccoli richiede grande esperienza.
Le sottospecie di merlo indiano più conosciute
Il merlo indiano non ha “razze” ma numerose sottospecie, che differiscono soprattutto per taglia. In Europa se ne possono commercializzare (con documentazione CITES) principalmente tre.
Gracula religiosa indica
La sottospecie più piccola (circa 25 cm), diffusa in India meridionale e Sri Lanka. Compatta e vivace.
Gracula religiosa intermedia
Di taglia intermedia (circa 30 cm), tra le più comuni in allevamento. Buon equilibrio tra dimensioni e capacità imitative.
Gracula religiosa religiosa
La sottospecie più grande (circa 35 cm) e considerata tra le migliori imitatrici vocali; molto ricercata.
Esistono numerose altre sottospecie nell’areale d’origine (andamanensis, batuensis, palawanensis, ecc.), oltre a forme un tempo considerate sottospecie e oggi elevate a specie a sé (come la maina meridionale). Per l’allevatore europeo, ciò che conta è acquistare solo soggetti legali e documentati.

Come allevare il merlo indiano
Il merlo indiano è un uccello intelligente, attivo e molto esigente. Ha bisogno di spazio, igiene impeccabile e, soprattutto, di una dieta specialissima per evitare una grave malattia metabolica. Non è un uccello per principianti.
La gabbia a regola d’arte
- Gabbia / Voliera molto ampia: minimo indicativo 100×80 cm di base, alta ~100 cm per un soggetto; molto meglio una voliera. Il merlo indiano è attivo e ha bisogno di volare e saltare.
- Struttura robusta (tipo pappagalli), con posatoi di diverso diametro in legno naturale.
- Igiene rigorosa: essendo frugivoro produce deiezioni molto liquide e abbondanti, quindi la gabbia va pulita ogni giorno (fondo estraibile indispensabile).
- Vaschetta per il bagno ampia e bassa: adora l’acqua e va offerta ogni giorno.
- Posizione: luogo luminoso ma non in pieno sole, al riparo da correnti d’aria, lontano dalla cucina (fumi antiaderenti letali) e dal fumo.
- Stimoli e contatto: se tenuto per imparare a parlare, va posto in un ambiente vissuto, a contatto con le persone.
Alimentazione: cosa e quanto dare (attenzione al ferro!)
Il merlo indiano è un uccello frugivoro/insettivoro (un “softbill“), non granivoro. Il punto più delicato è il ferro: questa specie tende ad accumularlo nel fegato (malattia da accumulo di ferro, o emocromatosi/emosiderosi), che è una delle principali cause di morte. La dieta deve quindi essere a basso contenuto di ferro:
- Base: un estruso specifico per softbill/merli indiani a basso tenore di ferro (mai pellet generici arricchiti di ferro).
- Frutta: mela, pera, papaia, banana, uva, fichi, melone (a pezzetti); è la parte più amata della dieta.
- Proteine animali: qualche insetto (camole, grilli) e, con moderazione, un po’ di pastoncino insettivoro.
- Da limitare/evitare (ricchi di ferro o vitamina C che ne aumenta l’assorbimento): albicocche, uvetta e frutta secca, ribes, more/lamponi, agrumi in eccesso e mangimi ferro-arricchiti.
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata più volte al giorno (il merlo indiano la sporca facilmente con la frutta). Va offerta in beverini ampi e puliti.
Cosa NON dare al merlo indiano:
- Avocado (tossico e potenzialmente letale).
- Cioccolato, caffè, tè, alcol.
- Alimenti ricchi di ferro e integratori di ferro (per il rischio di emocromatosi).
- Cipolla, aglio; sale, zucchero, cibi fritti o conditi e avanzi della tavola.
- Alimenti ammuffiti; latte e latticini.
Esempio di pastoncino fai-da-te a basso ferro con valori nutrizionali
Ecco un pastoncino casalingo pensato per limitare il ferro. Le quantità sono in percentuale sul peso totale. Da usare come complemento all’estruso specifico, non in sostituzione.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Frutta fresca a basso ferro (mela, pera, papaia) | 45% | Base, vitamine, idratazione |
| Estruso softbill a basso ferro sbriciolato | 25% | Proteine ed energia bilanciate |
| Pastoncino insettivoro / insetti | 15% | Proteine animali |
| Verdura tenera (zucchina, carota) tritata | 12% | Fibra, vitamine |
| Integratore vitaminico specifico (senza ferro aggiunto) | 3% | Vitamine e oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati del pastoncino:
- Proteine grezze: ~14–18% (adeguate a un softbill).
- Ferro: volutamente basso (obiettivo chiave per questa specie).
- Umidità: elevata, data dalla frutta.
Importante: la gestione del ferro nella dieta del merlo indiano è una questione di salute seria. La formulazione va concordata con un veterinario esperto in uccelli esotici, che può anche consigliare estrusi specifici. Il pastoncino fresco va preparato al momento, dato in piccole quantità e rimosso dopo poche ore.

Il merlo indiano come animale esotico da compagnia
Il merlo indiano è famoso soprattutto come uccello parlante: un soggetto giovane, allevato a mano e cresciuto a stretto contatto con le persone (senza altri merli indiani), può sviluppare un repertorio impressionante, imitando parole, frasi, fischi, campanelli e la voce dei familiari con un realismo sbalorditivo. È intelligente, curioso, socievole e capace di legarsi al proprietario.
Va però scelto con piena consapevolezza dei suoi lati impegnativi: è rumoroso (fischia e “chiacchiera” ad alto volume), produce deiezioni molto liquide e abbondanti che sporcano parecchio, richiede una dieta particolare e povera di ferro, e vive 15–20 anni, un impegno lungo. Non è un uccello “da coccole”: ama interagire, ma tollera poco di essere maneggiato.
A questo si aggiunge la dimensione legale ed etica: essendo una specie CITES, va acquistato solo con documentazione in regola, da allevatori seri e con soggetti nati in cattività. Diffidare dei prezzi troppo bassi, spesso legati a provenienze poco chiare. In sintesi: è un compagno straordinario, ma adatto solo a chi ha esperienza, tempo e spazio.
Adesso fermiamoci con la lettura, riposiamo gli occhi, e ascoltiamo il merlo indiano Biru, che parla con il suo padrone snocciolando varie frasi con timbri vocali diversi, sicuramente imitando le intonazioni dei vari familiari. Davvero impressionante!
Tabella comparativa con altri uccelli parlanti
Il merlo indiano compete con i migliori pappagalli parlanti. Ecco come si colloca rispetto ad altre specie note per l’imitazione vocale.
| Specie | Taglia | Capacità di parlare | Rumorosità | Difficoltà di gestione | Longevità |
|---|---|---|---|---|---|
| Merlo indiano (Maina) | 24–39 cm | Eccellente (imita il timbro umano) | Alta | Alta (dieta a basso ferro, CITES) | 15–20 anni |
| Pappagallo Cenerino | ~33 cm | Eccezionale (anche “in contesto”) | Media | Molto alta (molto esigente) | 40–60 anni |
| Amazzone | 25–45 cm | Ottima, anche canto | Alta | Alta | 40–70 anni |
| Cocorita (ondulato) | 17–20 cm | Buona (molte parole) | Bassa | Bassa | 6–15 anni |
| Calopsite | 30–33 cm | Modesta (più fischi) | Media | Media | 15–25 anni |
Curiosità e stranezze sul merlo indiano
- Non è né un merlo né un pappagallo. Malgrado il nome e il talento imitativo, il merlo indiano appartiene alla famiglia degli Sturnidi, la stessa degli storni: è un “cugino” degli storni, non dei pappagalli.
- Imita il timbro esatto della voce umana. I soggetti più dotati non ripetono solo le parole, ma riproducono il timbro e l’intonazione di chi le pronuncia, tanto da sembrare la voce stessa della persona.
- I giovani imparano meglio. La capacità di apprendere dipende dall’età: i merli indiani giovani, allevati a mano e da soli (senza altri merli) diventano i parlatori migliori.
- Ha un “difetto di fabbrica”: il ferro. Questa specie assorbe e accumula troppo ferro nel fegato: la malattia da accumulo di ferro è una delle sue principali minacce, e per questo richiede una dieta speciale.
- È una specie protetta (CITES). Inserito nell’Appendice II della Convenzione di Washington, può essere detenuto e ceduto solo con documentazione legale.
- I bargigli gialli sono la sua “firma”. Le caruncole di pelle nuda gialla ai lati del capo lo rendono inconfondibile e sono uno dei suoi tratti più caratteristici.
- Adora l’acqua. È tra gli uccelli che più amano il bagnetto: si tuffa e si bagna con entusiasmo, soprattutto d’estate.
- È un “spazzino” liquido. Essendo frugivoro, produce deiezioni molto liquide e abbondanti: chi lo alleva deve mettere in conto una pulizia quotidiana impegnativa.
- Il nome scientifico è “religioso”. Gracula religiosa: l’epiteto nasce dalla tradizione secondo cui questi uccelli venivano tenuti nei templi asiatici e “insegnavano” a ripetere frasi sacre.
- Anche la femmina parla. A differenza di molte specie in cui canta solo il maschio, nel merlo indiano entrambi i sessi imparano a imitare parole e suoni con pari abilità.
- In natura è un uccello di foresta. Vive tra le chiome degli alberi delle foreste umide tropicali del Sud-est asiatico, nutrendosi soprattutto di frutti e insetti.
Qui sotto, merlo indiano in libertà che si abbuffa di frutti:
Domande frequenti (FAQ)
Quanto costa un merlo indiano?
Il merlo indiano è un uccello molto costoso: il prezzo parte in genere da circa 1.000 euro e può salire secondo la sottospecie, l’età e le capacità imitative. Prezzi molto più bassi devono insospettire, perché possono indicare una provenienza illegale o priva di documentazione CITES. All’acquisto vanno sempre richiesti i documenti in regola.
Il merlo indiano parla?
Sì, ed è uno dei migliori parlatori in assoluto. I soggetti giovani allevati a mano imparano a ripetere parole, frasi intere, fischi e suoni, imitando persino il timbro della voce dei familiari. È proprio questa dote a renderlo così ricercato. Come tutti gli uccelli, imita i suoni senza comprenderne il significato.
Quanti anni vive un merlo indiano?
In cattività, con le giuste cure, vive in media 15–20 anni, e in casi rari può avvicinarsi ai 30 anni. La longevità dipende molto dalla dieta corretta (soprattutto dal controllo del ferro), dall’igiene e dall’assenza di stress.
Il merlo indiano può vivere da solo?
Sì, e anzi è preferibile se si vuole che parli. Un soggetto tenuto singolo, a contatto con le persone e senza altri merli indiani, si concentra sull’uomo e sviluppa le migliori capacità imitative. Richiede però molte attenzioni quotidiane: da solo e trascurato soffrirebbe. Chi non può dedicargli tempo dovrebbe ripensare la scelta.
Il merlo indiano esiste libero in natura?
Sì. Vive allo stato selvatico nelle foreste umide del Sud-est asiatico (India, Sri Lanka, Indocina, Indonesia e isole vicine), tra le chiome degli alberi. In natura è però minacciato dalla cattura per il commercio e dalla perdita di habitat, motivo per cui è tutelato dalla CITES.
Il merlo indiano si affeziona al padrone?
Sì, molto. È un uccello intelligente e socievole che, se allevato a mano, si lega al proprietario, lo riconosce, lo “chiama” e interagisce con lui. Il legame va coltivato con presenza e interazione quotidiana. Non ama però essere maneggiato come un pappagallino: l’affetto passa più dalla voce e dalla compagnia che dal contatto fisico.
Posso lasciare libero in giardino un merlo indiano?
No, assolutamente. Un merlo indiano nato in cattività non saprebbe sopravvivere all’aperto (clima, cibo, predatori) e andrebbe incontro a morte quasi certa. Inoltre è una specie esotica protetta: liberarlo è illegale e dannoso per l’ambiente. Va sempre tenuto in gabbia o voliera sicura, con eventuali uscite solo in ambienti chiusi e sorvegliati.
Quale cibo ama di più il merlo indiano?
Ama soprattutto la frutta: mela, pera, papaia, banana, uva, fichi e melone sono tra i suoi preferiti. Gradisce anche qualche insetto. La base della dieta deve però essere un estruso specifico per softbill a basso contenuto di ferro: la frutta va scelta evitando quella troppo ricca di ferro o vitamina C, per prevenire l’accumulo epatico.
Il merlo indiano esiste solo nero?
Sostanzialmente sì. Il piumaggio è nero brillante con riflessi metallici (verdi-violacei), spezzato solo dalle caruncole gialle, dal becco arancio-giallo e da una macchia bianca sulle ali visibile in volo. Non esistono le mutazioni di colore tipiche di canarini o pappagallini: la sua livrea è sempre nera.
Il merlo indiano è intelligente?
Sì, molto. È considerato tra gli uccelli più intelligenti: la sua straordinaria memoria uditiva e capacità imitativa, unite alla curiosità e alla capacità di riconoscere persone e situazioni, ne fanno un animale sveglio e sensibile, paragonabile ai migliori pappagalli parlanti.
Il merlo indiano può vivere in voliera con altri uccelli?
Può convivere in voliere ampie con altri uccelli di taglia simile e pacifici, ma con cautela: in periodo riproduttivo può diventare territoriale. Attenzione, però: se l’obiettivo è farlo parlare, va tenuto da solo e a contatto con le persone, perché in compagnia di altri merli indiani tende a imitare loro anziché la voce umana.
Dove dorme il merlo indiano?
Dorme appollaiato su un posatoio, in genere il più alto della gabbia o voliera, con la testa infilata tra le penne. Ha bisogno di 10–12 ore di riposo al buio e in silenzio: la sera si può coprire parzialmente la gabbia, in un luogo tranquillo e senza correnti.
Il merlo indiano quante uova depone in un anno?
La femmina depone in genere 2–3 uova per covata. In cattività, in condizioni favorevoli, può portare a termine 1–2 covate a stagione, per un totale indicativo di poche uova l’anno: è una specie molto meno prolifica degli uccelli granivori.
Sono commestibili le uova di merlo indiano?
Dal punto di vista biologico un uovo di merlo indiano non è “velenoso”, ma la domanda è del tutto teorica: si tratta di una specie protetta CITES, allevata come animale da compagnia, che depone pochissime uova preziose per la riproduzione. Non ha alcun senso né utilità consumarle, e non è una specie da reddito alimentare: le uova, se feconde, vanno destinate alla cova.
Il merlo indiano soffre il freddo?
Sì. Essendo un uccello tropicale, teme il freddo, l’umidità e le correnti d’aria. Va tenuto in ambiente caldo e stabile (indicativamente 18–27 °C), mai esposto a sbalzi. Chi lo alleva in voliera esterna deve prevedere un ricovero chiuso e riscaldato nei mesi freddi.
Dove bisogna tenere un merlo indiano in casa in estate e in inverno?
In estate va tenuto in un luogo fresco e ombreggiato, protetto dal sole diretto e dal caldo eccessivo, con acqua fresca e la possibilità di fare il bagnetto. In inverno va tenuto in un ambiente caldo e stabile (18–27 °C), lontano da finestre fredde, porte e correnti d’aria, ma anche dai termosifoni che seccano troppo l’aria. Il nemico principale sono gli sbalzi di temperatura.
Come capire se un merlo indiano è felice?
Un merlo indiano sereno è attivo e vocale (fischia, parla, canticchia), curioso, mangia con appetito, fa il bagnetto con entusiasmo, ha il piumaggio nero lucido e ben curato e interagisce con le persone. Al contrario, un soggetto gonfio e immobile, silenzioso, con le piume opache o arruffate, che si strappa le penne o rifiuta il cibo, è probabilmente stressato o malato: va consultato un veterinario.
Al merlo indiano piace essere accarezzato e tenuto in mano?
In genere poco. A differenza dei pappagalli, il merlo indiano tollera male di essere afferrato o accarezzato: può abituarsi alla mano se allevato a stecco, ma il suo rapporto con l’uomo passa soprattutto dall’interazione vocale e dalla compagnia, non dal contatto fisico. Meglio rispettare la sua natura.
Al merlo indiano piace fare il bagnetto?
Sì, moltissimo. È uno degli uccelli che più amano l’acqua: gradisce una vaschetta bassa ogni giorno, in cui tuffarsi e sguazzare, specialmente d’estate. Il bagnetto lo rinfresca e mantiene il piumaggio in salute. Va offerto con acqua a temperatura ambiente, in un ambiente caldo e senza correnti.
Posso dare del pane al merlo indiano?
Meglio evitarlo. Il pane comune è povero di nutrienti, spesso salato e non adatto a un uccello frugivoro come il merlo indiano; alcuni pani “arricchiti” possono anche contenere ferro, da limitare in questa specie. Molto meglio frutta a basso ferro, estruso specifico e qualche insetto. Al limite, solo una briciola di pane secco non salato in via del tutto eccezionale.
Il merlo indiano può portare malattie?
Come tutti gli uccelli, può essere portatore di alcune malattie trasmissibili, tra cui la clamidiosi (psittacosi/ornitosi), potenzialmente trasmissibile all’uomo, anche se il rischio è basso con animali sani. Buona igiene, quarantena dei nuovi arrivati, dieta corretta e controlli veterinari periodici sono la miglior prevenzione. La sua salute è minacciata soprattutto dall’accumulo di ferro, una malattia metabolica interna non contagiosa.
Esiste un merlo indiano più raro e costoso?
Sì. In genere le sottospecie di taglia maggiore e con migliori doti imitative, come la Gracula religiosa religiosa, sono le più ricercate e costose; anche i soggetti giovani, allevati a mano e già avviati a parlare hanno prezzi più alti. La rarità e il costo dipendono comunque dalla disponibilità legale (CITES) e dalla reputazione dell’allevatore.
In che mesi dell’anno si accoppiano i merli indiani?
In natura la riproduzione segue la stagione favorevole (spesso legata al periodo delle piogge nell’areale tropicale). In cattività in Europa la coppia tende a riprodursi in primavera-estate, quando le giornate si allungano e le temperature sono miti. Servono comunque una coppia affiatata, un nido idoneo (cassetta profonda) e condizioni tranquille.
Quanto impiega un pulcino di merlo indiano a diventare adulto?
I piccoli nascono nudi e inetti, vengono svezzati intorno al mese di età e lasciano il nido poco dopo. Raggiungono poi la maturità sessuale intorno a 1–2 anni. La fase più delicata è lo svezzamento: errori in questa fase possono portare a soggetti malnutriti o con problemi comportamentali, per cui richiede grande esperienza.
Quali sono i principali pericoli e predatori del merlo indiano?
In natura i pericoli principali sono i rapaci, i serpenti (che predano uova e nidiacei nelle cavità degli alberi) e altri predatori arboricoli, oltre alla cattura illegale da parte dell’uomo e alla perdita di foresta. In cattività, i rischi maggiori sono di tipo gestionale: la malattia da accumulo di ferro (dieta scorretta), gli sbalzi di temperatura e le correnti, la scarsa igiene, lo stress e, in caso di libertà incustodita in casa, gli incidenti domestici (finestre, pentole, altri animali).
In conclusione
Il merlo indiano è uno degli uccelli parlanti più straordinari che esistano: intelligente, socievole e capace di imitare la voce umana con un realismo unico. È però un animale impegnativo e delicato, adatto ad allevatori esperti: richiede una gabbia ampia, igiene quotidiana, una dieta speciale a basso contenuto di ferro, un ambiente caldo e la piena regolarità documentale (è una specie CITES).
Chi è disposto a offrirgli tempo, competenza e rispetto delle sue esigenze avrà in cambio un compagno affascinante e sorprendente, capace di riempire la casa della sua voce per molti anni.
































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