Piccione viaggiatore: guida completa all'allevamento e curiosità
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Torna a casa da mille chilometri di distanza, ha portato messaggi decisivi sotto il fuoco delle guerre mondiali e oggi è il protagonista di uno sport che muove milioni di euro: il piccione viaggiatore è molto più di un semplice colombo. Selezionato per il suo straordinario senso dell’orientamento e per la prestanza fisica, è la razza di colombo più allevata al mondo. Questa guida monografica raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarlo e addestrarlo: descrizione e storia, scheda tecnica, specifiche di razza, confronto con le altre razze, gestione, tecniche di addestramento, convivenza, curiosità e risposte alle domande più frequenti.

Indice dei contenuti:

Descrizione e storia del piccione viaggiatore

Il piccione viaggiatore (o colombo viaggiatore) è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Columbiformi, famiglia dei Columbidi. Non è una specie a sé, ma una razza selezionata del colombo domestico (Columba livia domestica), scelta e allevata nei secoli per un’unica, straordinaria dote: il senso dell’orientamento che gli permette di ritrovare sempre la propria colombaia anche da distanze enormi. Fisicamente è un colombo atletico, dal petto ampio e profondo, ali potenti ed elastiche, corpo armonico e muscoloso; i colori sono i più vari, ma prevalgono i blu (grigio-ardesia).

L’uomo sfrutta le capacità di volo e di orientamento del piccione da oltre 3.000 anni: già Egiziani e Persiani lo usavano per recapitare messaggi (i cosiddetti “colombigrammi”). La razza moderna nacque però in Belgio nell’Ottocento, dalla selezione di varie linee (celebri la Liegese, veloce, e l’Anversese, resistente). Da allora il piccione viaggiatore ha scritto pagine di storia: dall’assedio di Parigi del 1870 alle due guerre mondiali, dove piccioni come il celebre Paddy — che annunciò agli inglesi lo sbarco in Normandia — furono decorati con la Dickin Medal.

In Italia i primi piccioni viaggiatori arrivarono nel 1887 e furono subito valorizzati dai colombofili reggiani; oggi l’allevamento è disciplinato da uno statuto sanzionato dal Ministero della Difesa e gestito dalla Federazione Colombofila Italiana, che cura l’inanellamento dei soggetti e organizza le “gare di lancio”. La colombofilia — l’allevamento e l’addestramento sportivo del viaggiatore — è oggi una passione diffusa in tutto il mondo.

Scheda tecnica: maschio e femmina del piccione viaggiatore a confronto

Il piccione viaggiatore è un colombo di taglia media dal fisico atletico. Il dimorfismo sessuale è minimo: il maschio è in genere un po’ più grande e robusto di testa e collo, ma la distinzione più sicura è comportamentale (il maschio corteggia, tuba e fa la ruota).

Caratteristica Maschio Femmina (colomba)
Peso adulto circa 400–500 g circa 380–470 g
Lunghezza corpo circa 31–35 cm (apertura alare ~63–70 cm) circa 31–35 cm
Longevità media 15–20 anni (fino a oltre 20 in allevamento) 15–20 anni (fino a oltre 20 in allevamento)
Maturità sessuale circa 5–6 mesi circa 5–6 mesi
Numero di uova 2 per covata, più covate l’anno
Peso delle uova circa 18–22 g, guscio bianco
Periodo di cova 17–18 giorni (covano entrambi i genitori); involo a ~4 settimane
Velocità / distanza 60–100 km/h (punte 160); fino a 700–800 km ininterrotti, oltre 1.500 in gara
Struttura riproduttiva coppia monogama

Nota sulla riproduzione: il piccione viaggiatore è monogamo e forma coppie stabili, molto legate alla propria colombaia. La coppia costruisce il nido, si alterna nella cova delle due uova e nutre i piccoli (i “piccioncini”) con il latte di gozzo nei primi giorni. Proprio il forte attaccamento alla colombaia e al partner è l’istinto su cui si fonda tutto lo sport colombofilo: il piccione, liberato lontano, non desidera altro che tornare a casa.

Piccione viaggiatore Paddy
Piccione viaggiatore Paddy che annunciò agli inglesi lo sbarco in Normandia e per questo decorato con la Dickin Medal

Specifiche della razza

Il piccione viaggiatore ha caratteristiche uniche che lo distinguono da ogni altra razza di colombo:

  • Senso dell’orientamento straordinario: ritrova la colombaia da centinaia di chilometri usando più “bussole” combinate (campo magnetico, sole, olfatto, punti di riferimento).
  • Istinto di ritorno (homing): non è addestrato ad andare “verso” un luogo, ma a tornare sempre a casa; è questo il segreto del suo impiego.
  • Velocità e resistenza eccezionali: tiene medie di 60–100 km/h con punte di 160, e può volare ininterrottamente per 700–800 km.
  • Fisico da atleta: petto largo e profondo, muscolatura pettorale potente, ali flessibili attaccate alte al torace, coda corta e stretta.
  • Monogamo e territoriale: forte legame con partner e colombaia, sfruttato nell’addestramento (sistema della “vedovanza”).
  • Selezione belga dell’Ottocento: nato dall’incrocio di varie linee (Liegese, Anversese), oggi conta innumerevoli linee di sangue in tutto il mondo.
  • Non ornamentale: è un colombo sportivo e da lavoro, selezionato per le prestazioni, non per l’estetica.
  • Inanellato e registrato: ogni soggetto porta un anello identificativo gestito dalla Federazione Colombofila.

Tabella comparativa con altre razze di colombo

Ecco come si colloca il piccione viaggiatore rispetto ad altre razze di colombo domestico, distinte per attitudine.

Razza Tipo Peso Attitudine Volo / orientamento Uso principale
Piccione viaggiatore Sportivo ~400–500 g Orientamento, resistenza Eccezionale (homing) Colombofilia / sport
Rotolatore di Birmingham Sportivo/acrobatico ~300 g Acrobazie in volo Ottimo (capriole) Voli spettacolari
Romano Razza grande oltre 1 kg Scarso (troppo pesante)
King Razza grande 900–1.000 g Muscolatura Scarso mostre
Pavoncello (Fantail) Ornamentale ~250–300 g Bellezza (coda a ventaglio) Limitato Ornamento / mostre
Colombo torraiolo (comune) Semi-selvatico ~250–350 g Adattamento urbano Buono — (vive libero)

Come allevare il piccione viaggiatore

Il piccione viaggiatore è rustico e longevo, ma per rendere al meglio ha bisogno di una colombaia curata e di una gestione attenta, soprattutto se destinato allo sport. Il benessere e la salute sono le premesse di ogni buona prestazione.

Colombaia, spazio e cosa tenere d’occhio

  • Colombaia asciutta e ventilata: la casa dei piccioni viaggiatori deve essere asciutta, ben aerata ma senza correnti e soleggiata; l’umidità è il primo nemico della salute e delle prestazioni.
  • Un nido per coppia: ogni coppia ha bisogno del proprio nido a cassetta; nidi insufficienti generano liti.
  • Voletto e accesso: serve un’apertura (voletto) da cui i piccioni escono per volare e rientrano; è qui che si registra il tempo nelle gare.
  • Densità e igiene: evitare il sovraffollamento; pulizia quotidiana di pavimento, nidi e abbeveratoi per prevenire le malattie tipiche (coccidiosi, tricomoniasi, vaiolo, paramixovirosi — contro cui la vaccinazione è obbligatoria per i viaggiatori).
  • Predatori: il falco pellegrino è il grande nemico in volo; sparvieri, gatti e ratti insidiano colombaia e giovani.
  • Salute atletica: per i soggetti da gara si curano forma fisica, muta, integrazione e controlli veterinari periodici.

Il ricovero notturno

La colombaia è ricovero diurno e notturno. Per la notte occorre garantire:

  • Posatoi e celle: ogni piccione deve avere il proprio posatoio o la propria cella; le coppie riposano vicino al nido.
  • Riparo asciutto e senza correnti: lettiera pulita e ambiente protetto dal freddo e dall’umidità.
  • Sicurezza: chiusura serale che impedisca l’ingresso di predatori e roditori.
  • Quiete: un ambiente tranquillo favorisce il riposo, essenziale per gli atleti alati.

Alimentazione: cosa e quanto dare

Il piccione viaggiatore è granivoro e la sua dieta va calibrata sull’attività (riposo, allenamento, gara, riproduzione, muta):

  • Miscela di cereali e legumi: mais, frumento, sorgo, orzo, piselli e veccia; in gara si aumentano i cereali energetici (mais), in riproduzione e muta i legumi proteici.
  • Grit / “pietra di salute”: conchiglie e minerali sempre a disposizione, per la digestione nel ventriglio e l’apporto di calcio.
  • Integratori: nell’acqua si possono aggiungere aceto di mele, lievito di birra, vitamine ed elettroliti, soprattutto nei periodi di sforzo.
  • Grassi con moderazione: semi oleosi (girasole, lino) solo in piccola quota.

I piccoli, nei primi giorni, vengono nutriti dai genitori con il latte di gozzo e poi con granaglie predigerite. I viaggiatori mangiano poco: qualche decina di grammi al giorno, dosati secondo l’impegno.

L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata ogni giorno (il piccione beve per suzione). Gradita anche una vaschetta per il bagno, che mantiene il piumaggio in ordine — fondamentale per il volo.

Cosa NON dare al piccione viaggiatore:

  • Pane e avanzi salati, zuccherati o conditi (poveri e dannosi).
  • Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
  • Alimenti ammuffiti o avariati (micotossine) e granaglie umide o vecchie.
  • Eccesso di semi grassi, che appesantiscono l’atleta.
  • Acqua sporca o stagnante, veicolo di tricomoniasi e altre malattie.

Esempio di miscela fai-da-te con valori nutrizionali

Ecco una miscela bilanciata per piccioni viaggiatori (fase di mantenimento/allenamento); le quantità sono in percentuale sul peso totale.

Ingrediente % sul totale Funzione
Mais (granoturco) 30% Energia (amido), volo
Frumento 22% Energia + proteine
Sorgo 18% Energia, ben gradito
Piselli e veccia 20% Proteine vegetali (muscolo)
Orzo 5% Fibra, “alleggerimento”
Girasole / lino (in piccola quota) 5% Grassi buoni, piumaggio
Grit + pietra di salute (a parte, sempre disponibili) Digestione e calcio

Valori nutrizionali stimati della miscela:

  • Proteine grezze: ~15–16% per mantenimento/allenamento; in riproduzione e muta si sale al ~17–18% aumentando i legumi.
  • Energia: alta, garantita da mais, frumento e sorgo; nei giorni di gara si privilegiano i cereali più energetici.
  • Minerali: calcio e grit sempre a parte, fondamentali per ossa, guscio e digestione.

Importante: l’alimentazione del viaggiatore è una vera “scienza” colombofila e va modulata sul calendario (riposo, allenamento, gara, cova, muta). Un piccione troppo grasso non rende, uno troppo magro non regge la fatica. Per iniziare, affidati ai consigli di colombofili esperti e di un veterinario aviario.

Adesso un po’ di riposo dalla lettura e vi lasciamo in compagnia di questo video della Federazione Colombofila Italiana in cui, attraverso le parole dell’allevatore Rocco Toscani e di splendide immagini, sarà possibile entrare più addentro il mondo dell’allevamento dei piccioni viaggiatori, delle gare e delle incredibili performance che sono in grado di fare questi uccelli con naturellza:

Tecniche di addestramento del piccione viaggiatore

L’addestramento del piccione viaggiatore non consiste nell’insegnargli una rotta, ma nel rafforzare il suo istinto di ritorno alla colombaia e nel prepararlo fisicamente a coprire distanze crescenti. Ecco le tecniche fondamentali, nell’ordine in cui si applicano.

1. Ambientamento alla colombaia

Tutto parte dalla “casa”. Fin da giovani, i piccioni vanno abituati a riconoscere la propria colombaia come punto di riferimento assoluto: imparano a uscire dal voletto, a girarvi intorno e a rientrare per mangiare e riposare. È il legame con la colombaia (e, da adulti, con il partner e il nido) a spingerli a tornare sempre.

2. Allenamento muscolare e voli attorno a casa

Prima dei viaggi veri e propri, i giovani vengono fatti volare liberamente attorno alla colombaia, allungando progressivamente la durata dei voli. Serve a sviluppare la muscolatura pettorale, il fiato e la sicurezza in volo. È un lavoro tipicamente primaverile, che dà ai muscoli resistenza e abitua l’animale agli spazi aperti.

3. Lanci progressivi (a distanze crescenti)

Il cuore dell’addestramento sono i lanci di collaudo: il piccione viene portato lontano e liberato, e deve tornare a casa da solo. Le distanze si aumentano gradualmente, a piccoli passi. In genere si comincia con due lanci ravvicinati — il primo a circa 40 km, il secondo intorno ai 60 km — per poi crescere di volta in volta (100, 200, 300 km e oltre), sempre lungo la stessa direttrice.

4. Lancio misto o lancio singolo

Esistono due approcci: il lancio misto (più piccioni liberati insieme) e il lancio singolo (un piccione alla volta). Il lancio misto è considerato in genere più efficace per i giovani, perché lo stormo si orienta meglio e trasmette sicurezza; il lancio singolo è più impegnativo e mette alla prova le doti individuali.

5. Sistema della “vedovanza” (motivazione)

È la tecnica più celebre della colombofilia agonistica: si separano temporaneamente i partner della coppia, così il piccione — che soffre la mancanza del compagno e del nido — al momento della liberazione si lancia verso casa con la massima determinazione e velocità. La motivazione affettiva diventa così il “carburante” della prestazione.

6. Cura, richiamo e costanza

Un buon addestramento richiede costanza, gradualità e attenzione alla salute: alimentazione mirata, controllo del peso forma, richiamo al rientro (spesso associato al cibo o a un segnale) e rispetto dei tempi di recupero. Vanno evitate le condizioni meteo avverse e i lanci in aree ad alta presenza di predatori. La pazienza è la vera chiave: un viaggiatore si costruisce in mesi, non in giorni.

Qui sotto il video per realizzare una colombaia fai-da-te:

Tabella convivenza con altri avicoli

Il piccione viaggiatore vive in colombaia, in genere in gruppo con i suoi simili. Ecco una guida rapida alla convivenza con altre specie.

Specie Compatibilità Note
Altri piccioni viaggiatori Ottima Vivono in gruppo; ogni coppia ha bisogno del proprio nido per evitare liti.
Colombi di altre razze Buona Convivenza serena; per lo sport si tengono però linee pure e separate.
Tortore Buona Compatibili in voliera ampia; taglie e indole simili.
Galline Discreta Meglio spazi separati: esigenze, cibo e igiene diversi; il piccione vive in alto.
Quaglie Discreta Possibile in voliere condivise, con zone e mangiatoie proprie.
Anatre / Oche Scarsa Esigenze molto diverse (acqua, terra vs colombaia in alto): meglio separati.

Attenzione: per l’attività sportiva la gestione igienico-sanitaria è prioritaria: mescolare i piccioni viaggiatori con altri avicoli aumenta il rischio di trasmissione di malattie e parassiti. Molti colombofili preferiscono tenere i viaggiatori in colombaie dedicate, riservando la convivenza con altre specie ai soggetti non da gara.

Curiosità e stranezze sul piccione viaggiatore

  1. Ha una “bussola” nel becco. Il suo orientamento si basa anche sulla magnetoricezione: minuscole particelle magnetiche gli permettono di percepire il campo magnetico terrestre, a cui aggiunge la posizione del sole, l’olfatto e i punti di riferimento.
  2. Torna a casa, non “va” a destinazione. Il segreto del suo impiego è l’istinto di ritorno alla colombaia: per mandare un messaggio “da A a B” bisogna prima portare il piccione da B ad A.
  3. È un eroe di guerra decorato. Piccioni come Paddy e Cher Ami salvarono vite portando messaggi sotto il fuoco nemico; molti ricevettero medaglie al valore come la Dickin Medal.
  4. Vale (letteralmente) una fortuna. Un piccione viaggiatore da competizione, “New Kim”, è stato venduto all’asta per circa 1,6 milioni di euro: la colombofilia agonistica muove cifre enormi.
  5. Vola più veloce di un’auto in città. In gara raggiunge medie di 90–100 km/h con punte fino a 160 km/h, e può coprire oltre 1.500 km.
  6. Ha salvato Parigi (in un certo senso). Durante l’assedio del 1870 i piccioni permisero ai parigini assediati di comunicare con l’esterno, trasportando i “colombigrammi”.
  7. È sotto l’egida del Ministero della Difesa. In Italia l’allevamento del viaggiatore è regolato da uno statuto ministeriale e dalla Federazione Colombofila, che ne cura l’inanellamento.
  8. È sorprendentemente intelligente. Riconosce volti umani, distingue forme e lettere e supera test cognitivi: altro che “semplice piccione”.
  9. Nutre i piccoli con il “latte”. Come tutti i columbidi, entrambi i genitori producono il latte di gozzo con cui alimentano i piccioncini nei primi giorni.
  10. È il colombo più allevato al mondo. Grazie allo sport colombofilo, il viaggiatore è oggi la razza di colombo più diffusa sul pianeta, con innumerevoli linee di sangue.

Domande frequenti (FAQ)

Quanto costa un piccione viaggiatore?

Il prezzo varia enormemente. Un piccione viaggiatore “comune” da avviare all’hobby costa poche decine di euro (indicativamente 15–50 euro a capo), mentre i soggetti di linee di sangue selezionate o figli di campioni possono valere centinaia o migliaia di euro. Ai vertici dello sport le cifre diventano astronomiche: il record appartiene a “New Kim”, venduto all’asta per circa 1,6 milioni di euro. Per iniziare, però, bastano pochi soggetti di buona provenienza.

Come fa il piccione viaggiatore a sapere dove andare?

Usa un sistema di orientamento multiplo e ridondante. Percepisce il campo magnetico terrestre (magnetoricezione, grazie a particelle magnetiche nel becco/cervello), si orienta con la posizione del sole abbinata al proprio “orologio interno”, costruisce una mappa olfattiva degli odori portati dai venti e memorizza punti di riferimento visivi. Combinando queste “bussole”, ritrova la colombaia anche da luoghi mai visti prima. Va precisato che non “sa dove andare” in senso stretto: sa solo tornare a casa.

Quanti chilometri può fare un piccione viaggiatore in un giorno?

In condizioni favorevoli un buon viaggiatore copre mediamente 100–300 km al giorno, ma nelle giornate ottimali — con vento a favore — può volare ininterrottamente per 700–800 km. In competizione sono stati registrati voli complessivi di oltre 1.500–1.800 km (su più ore o giornate). La velocità media di crociera è di 60–100 km/h, con punte fino a 160 km/h sulle brevi distanze.

A cosa servono i piccioni viaggiatori?

Storicamente sono serviti come mezzo di comunicazione: per oltre 3.000 anni hanno recapitato messaggi (i “colombigrammi”), un ruolo decisivo soprattutto in guerra, quando gli altri sistemi non funzionavano. Oggi il loro impiego è quasi esclusivamente sportivo: la colombofilia, cioè le gare di velocità, mezzofondo e fondo in cui vince chi torna a casa nel minor tempo. Sono anche animali da compagnia e oggetto di studio scientifico sull’orientamento animale.

I piccioni viaggiatori sanno riconoscere le persone?

Sì. Studi scientifici hanno dimostrato che i piccioni riconoscono e distinguono i volti umani, ricordando chi li accudisce e chi invece li ha disturbati. Hanno un’ottima memoria visiva e capacità cognitive sorprendenti (distinguono lettere, forme e persino stili artistici). Per questo un viaggiatore ben accudito accoglie con fiducia il proprio allevatore.

I piccioni viaggiatori si affezionano alle persone?

In una certa misura : allevati con cura e regolarità, i piccioni viaggiatori diventano confidenti verso l’allevatore, lo riconoscono, gli si avvicinano e associano la sua presenza a cibo e sicurezza. Il loro legame più forte resta però quello con la colombaia e il partner: è proprio questo attaccamento — più che l’affetto per l’uomo — a spingerli a tornare sempre a casa.

Quanto vive un piccione viaggiatore?

È un uccello longevo: in colombaia, ben curato, vive mediamente 15–20 anni, con casi che superano i 20. La vita “agonistica” è ovviamente più breve, ma molti riproduttori restano preziosi in colombaia per moltissimi anni. La longevità dipende molto da igiene, alimentazione e protezione dai predatori.

I piccioni viaggiatori volano di notte?

Di norma no: il piccione viaggiatore è un animale diurno e vola durante il giorno, orientandosi anche grazie al sole. Nelle gare di lunga distanza, tuttavia, un piccione che non riesce a rientrare in giornata si ferma a riposare per la notte e riprende il volo all’alba. In casi eccezionali, con buona luce lunare o forte motivazione, può proseguire anche al crepuscolo, ma non è il suo comportamento abituale.

Come si chiama la femmina del piccione viaggiatore?

La femmina del piccione (e quindi del viaggiatore) si chiama comunemente colomba, mentre il maschio è il “colombo” o “piccione”. I piccoli si chiamano piccioncini (in inglese squab). Nel gergo colombofilo si parla semplicemente di “maschio” e “femmina”, dato che il dimorfismo sessuale è minimo e i due sessi si distinguono soprattutto dal comportamento.

Qual è il predatore naturale del piccione viaggiatore?

Il grande nemico in volo è il falco pellegrino, il rapace più veloce del mondo, capace di intercettare i piccioni in picchiata; sono pericolosi anche sparvieri e astori. A terra e in colombaia le minacce sono gatti, faine, ratti e cornacchie (per uova e piccoli). La predazione, soprattutto da parte del pellegrino, è uno dei principali rischi durante gli allenamenti e le gare.

Il piccione viaggiatore può anche trasportare un peso?

Sì, ma solo un piccolo carico. Storicamente veniva equipaggiato con capsule per messaggi o pellicole fotografiche (celebri i piccioni-fotografi usati per la ricognizione aerea in guerra), fissate con leggere bardature. In addestramento si usavano anche pesi finti di circa 16 grammi per abituarlo a volare con un carico. Non è però un animale “da soma”: può portare solo pochi grammi senza compromettere volo e orientamento; niente a che vedere con carichi importanti.

In conclusione

Il piccione viaggiatore è un atleta alato dalla storia millenaria: messaggero di re ed eserciti, eroe di guerra decorato e oggi protagonista di uno sport affascinante e sorprendentemente ricco. Allevarlo significa prendersi cura di una colombaia asciutta e sicura, offrire un’alimentazione mirata e, soprattutto, coltivarne con pazienza l’istinto di ritorno attraverso l’ambientamento, i voli e i lanci progressivi.
Rustico, intelligente e capace di ritrovare la strada di casa da mille chilometri, il viaggiatore è la dimostrazione vivente che, a volte, il più comune degli uccelli nasconde il più straordinario dei talenti.

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