
È il più grande e maestoso dei tetraonidi europei, il “re” delle antiche foreste di conifere: il gallo cedrone (o urogallo) affascina per le sue spettacolari parate nuziali e per la sua indole selvaggia. A differenza degli avicoli da cortile, però, è una specie selvatica protetta, in preoccupante declino sulle Alpi, e non un animale da allevamento amatoriale. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per conoscerlo davvero: descrizione e storia, scheda tecnica, sottospecie, esigenze etologiche e allevamento conservativo, confronto con gli altri galliformi di montagna, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Nota importante: il gallo cedrone è una specie protetta dalla legge italiana ed europea. Non è commerciabile né allevabile da privati: la sua riproduzione in cattività è consentita solo nell’ambito di progetti di conservazione autorizzati. Questo articolo ha finalità divulgative e non promuove in alcun modo la detenzione di esemplari selvatici.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del gallo cedrone
- Scheda tecnica: maschio e femmina del Gallo cedrone a confronto
- Sottospecie di gallo cedrone
- Esigenze etologiche e allevamento conservativo
- Tabella comparativa tra galliformi (Fasianidi e Tetraonidi)
- Curiosità e stranezze sul gallo cedrone
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del Gallo cedrone
Il gallo cedrone (Tetrao urogallus), detto anche urogallo, è un uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Galliformi, famiglia dei Tetraonidi (i galliformi di montagna e delle foreste boreali, oggi inquadrati come sottofamiglia dei Fasianidi). È il più grande tetraonide europeo e presenta un dimorfismo sessuale spettacolare: il maschio è grande e imponente, con collo e coda neri, ali brune, una vistosa macchia bianca sulla spalla, una caruncola rossa sopra l’occhio e una “barba” ispida sulla gola; la femmina è molto più piccola e dal piumaggio bruno uniforme e mimetico, perfetto per la cova.
Vive nelle grandi foreste di conifere mature, con radure e sottobosco ricco di arbusti. In Italia è presente solo sulle Alpi, soprattutto orientali (con le popolazioni più consistenti in Trentino, ad esempio nel Parco Naturale Adamello-Brenta); è invece praticamente estinto sulle Alpi occidentali e ridotto a piccoli nuclei nelle Alpi centrali. Il nome scientifico deriva dal greco (uro-, “coda”, + gallo), mentre “cedrone” richiama probabilmente il colore delle piume del maschio, simile alle foglie del cedro, o gli antichi “cedri”, nome popolare delle conifere di cui si nutre.
Un tempo diffuso con continuità su tutto l’arco alpino, il gallo cedrone ha subito una forte contrazione del suo areale a causa soprattutto del disturbo antropico (turismo, impianti sciistici, attività forestali) e dei cambiamenti climatici. Per questo è oggi al centro di programmi di monitoraggio e conservazione ed è considerato un simbolo della salute delle foreste alpine.
Scheda tecnica: maschio e femmina del Gallo cedrone a confronto
Il gallo cedrone ha uno dei dimorfismi sessuali più marcati tra i galliformi: il maschio può pesare quasi il doppio della femmina.
| Caratteristica | Maschio | Femmina (“gallina”) |
|---|---|---|
| Peso adulto | circa 3,5–5 kg (fino a ~6) | circa 1,5–2 kg |
| Lunghezza corpo | 74–95 cm (apertura alare ~90–125 cm) | 58–68 cm |
| Longevità | in natura spesso pochi anni (alta mortalità), fino a ~10–12 | in natura spesso pochi anni, fino a ~10–12 |
| Maturità sessuale | circa 1–2 anni | circa 1 anno |
| Numero di uova | — | 5–10 (fino a 12) per covata, una covata l’anno (aprile–maggio) |
| Peso delle uova | — | circa 50–60 g, guscio chiaro maculato di bruno |
| Periodo di cova | — (non partecipa alla cova) | circa 26–28 giorni (4 settimane), femmina sola |
| Struttura riproduttiva | poligamo (parate collettive “lek”); nessuna coppia stabile | |
Nota sulla riproduzione: in primavera (aprile–maggio) i maschi si radunano in arene tradizionali (lek) dove inscenano spettacolari parate nuziali: gonfiano le piume di collo e gola, sollevano la coda a ventaglio, saltellano ed emettono il celebre canto d’amore, uno scoppiettio crescente seguito dal caratteristico “arrotare” (suoni fischianti che ricordano una lama sulla mola dell’arrotino). È una specie poligama: dopo l’accoppiamento la femmina cova e alleva da sola i piccoli, nidifughi e capaci di seguirla subito; la nidiata si scioglie in autunno.
Dunque, adesso facciamo silenzio e godiamoci nel video seguente la danza nell’arena “lek” del gallo cedrone in amore, con il caratteristico verso:
Sottospecie di Gallo cedrone
Non esistono “razze” di gallo cedrone, trattandosi di una specie selvatica: si distinguono però diverse sottospecie geografiche, che variano per taglia e tonalità del piumaggio, lungo l’immenso areale che va dalla Spagna alla Siberia.
Sottospecie alpina (Tetrao urogallus major / rudolfi)
È la forma presente sull’arco alpino e nell’Europa centrale, quella di interesse per l’Italia. Di taglia notevole, vive nelle foreste di conifere di media montagna. È la popolazione oggi più a rischio nel nostro Paese.
Sottospecie nordica (Tetrao urogallus urogallus)
La forma tipica del Nord Europa (Scandinavia, Russia), legata alle grandi foreste boreali (taiga). Presenta popolazioni più consistenti rispetto a quelle alpine.
Sottospecie iberica e altre forme
Nella Penisola Iberica vive la sottospecie cantabricus, isolata e gravemente minacciata. Lungo l’areale euro-asiatico si riconoscono numerose altre sottospecie, differenziate soprattutto per dettagli di colore e dimensioni.
Esigenze etologiche e allevamento conservativo
Il gallo cedrone non è un animale da cortile: è una specie selvatica delicata, la cui detenzione da parte di privati è vietata. La sua “gestione” ha senso solo in due contesti: la tutela dell’habitat in natura e i programmi di allevamento a fini di conservazione (per il ripopolamento), condotti da enti autorizzati.
Esigenze specifiche e criticità
- Habitat insostituibile: ha bisogno di foreste di conifere mature, estese e tranquille, con radure, sottobosco di mirtillo e alberi vetusti. È un indicatore della qualità del bosco: dove sparisce il cedrone, il bosco è in sofferenza.
- Dieta specialistica: in inverno si nutre quasi esclusivamente di aghi e gemme di conifere, un alimento poverissimo che il suo apparato digerente (con un enorme cieco e una flora batterica specializzata) è in grado di sfruttare. Riprodurre questa dieta in cattività è estremamente difficile.
- Estrema sensibilità allo stress: il disturbo — anche solo la presenza umana ripetuta — lo agita profondamente e può farlo abbandonare i siti di parata e di nidificazione.
- Fragilità sanitaria: in cattività è molto soggetto a malattie e parassiti; i pulcini hanno tassi di mortalità elevati.
L’allevamento a fini di conservazione (solo per enti autorizzati)
Alcuni centri specializzati e parchi allevano il gallo cedrone esclusivamente per la conservazione e il ripopolamento, sotto stretto controllo. In questi casi servono grandi voliere immerse nel bosco, che riproducano l’ambiente naturale (conifere, sottobosco, ampie superfici), la massima tranquillità, e una dieta accuratamente studiata a base di germogli, bacche, verdura, insetti e mangimi specifici per galliformi selvatici, integrata con parti di conifera. La riproduzione è complessa e i risultati incerti: è un lavoro da specialisti, non un hobby.
Se lo si incontra in natura
La cosa migliore che un appassionato può fare per il gallo cedrone è proteggerne l’habitat e osservarlo (soprattutto durante le parate primaverili) a distanza e senza disturbarlo, evitando di avvicinarsi ai luoghi di canto e di nidificazione, restando sui sentieri e limitando il rumore.
Esempio di dieta (in ambito conservativo) con valori nutrizionali
A titolo puramente informativo, ecco un esempio di razione usata negli allevamenti conservativi per gli adulti di gallo cedrone (i pulcini richiedono un’alimentazione ancora più specialistica, ricca di insetti). Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Germogli, aghi e gemme di conifere | 30% | Base della dieta invernale, fibra |
| Bacche e frutti di bosco (mirtillo, ribes, ecc.) | 25% | Zuccheri, vitamine, appetibilità |
| Verdura a foglia ed erbe del sottobosco | 20% | Fibra, vitamine |
| Mangime per galliformi selvatici / fagiani | 15% | Proteine ed equilibrio |
| Insetti e invertebrati (soprattutto per i piccoli) | 7% | Proteine animali |
| Grit + integratore minerale-vitaminico | 3% | Digestione, calcio, oligoelementi |
Valori nutrizionali stimati della razione:
- Proteine grezze: ~14–18% (più alte per i pulcini, ricche di insetti; più basse e fibrose per l’adulto in inverno).
- Fibra: molto elevata, coerente con la particolare digestione della specie.
- Componente “selvatica”: la parte di conifera è insostituibile e rende questa dieta impossibile da replicare in un normale cortile.
Importante: queste informazioni sono puramente divulgative. Il gallo cedrone non può essere detenuto né alimentato da privati: la sua gestione è riservata a strutture autorizzate e a personale esperto, in coordinamento con le autorità competenti per la fauna selvatica.
Tabella comparativa tra galliformi (Fasianidi e Tetraonidi)
Il gallo cedrone è spesso confuso con altri galliformi di montagna. Ecco un confronto con le principali specie affini presenti sulle Alpi (tetraonidi e fasianidi).
| Specie | Peso (maschio) | Habitat | Dimorfismo | Status in Italia |
|---|---|---|---|---|
| Gallo cedrone (Tetrao urogallus) | 3,5–5 kg | Foreste di conifere mature | Fortissimo (maschio nero, femmina bruna) | Protetto, vulnerabile / in declino |
| Fagiano di monte (Lyrurus tetrix) | ~1–1,5 kg | Limite del bosco, arbusteti alpini | Forte (maschio nero con coda a lira) | Protetto, in calo (caccia molto limitata) |
| Pernice bianca (Lagopus muta) | ~0,4–0,6 kg | Alta quota, tundra alpina | Debole (livrea bianca d’inverno) | Protetta, sensibile ai cambi climatici |
| Francolino di monte (Tetrastes bonasia) | ~0,3–0,45 kg | Boschi misti con sottobosco | Modesto | Protetto, elusivo |
| Coturnice (Alectoris graeca) | ~0,5–0,8 kg | Versanti aperti, sassosi | Scarso | In declino, caccia regolamentata |
| Fagiano comune (Phasianus colchicus) | 1,2–1,9 kg | Campagne, boschi di pianura/collina | Forte (maschio colorato, coda lunga) | Cacciabile, allevato per ripopolamento |
Sempre sulle Alpi si trovano anche i Galli forcella; qui sotto una lotta tra Galli forcella sulla neve primaverile, dal quale si apprezzano bene le differenze morfologiche con i Galli cedroni:
Curiosità e stranezze sul Gallo cedrone
- È il “re” dei tetraonidi europei. Con i suoi 5 kg e quasi un metro di lunghezza, il maschio è il più grande gallo selvatico d’Europa, un gigante delle foreste alpine.
- Il suo canto imita l’arrotino. Durante la parata il maschio emette un suono unico, l'”arrotare”: una serie di note fischianti che ricordano lo stridere di una lama sulla mola. Nel momento culminante del canto è contemporaneamente quasi sordo, un’estasi che lo rende vulnerabile.
- Si esibisce nelle “arene”. I maschi si radunano ogni primavera in luoghi tradizionali (i lek) per sfidarsi in parate spettacolari davanti alle femmine, che scelgono il pretendente più convincente.
- Digerisce gli aghi di pino. In inverno sopravvive nutrendosi quasi solo di aghi e gemme di conifere, un cibo che pochissimi animali riescono a sfruttare: il suo intestino ospita batteri specializzati che lo rendono possibile.
- Esistono i “galli matti”. In primavera alcuni maschi, travolti da una “tempesta ormonale”, perdono la paura dell’uomo e attaccano gli escursionisti scambiandoli per rivali: episodi curiosi e innocui, ma sorprendenti.
- Cambia vita con le stagioni. D’estate è soprattutto terricolo, muovendosi a terra; d’inverno, specie il maschio, diventa arboricolo, passando gran parte del tempo sulle conifere.
- Ha “racchette da neve” naturali. Come altri tetraonidi, in inverno sviluppa sui lati delle dita delle piccole appendici cornee che allargano l’appoggio del piede sulla neve.
- È un indicatore della salute del bosco. La sua presenza segnala foreste mature e integre; la sua scomparsa è un campanello d’allarme per l’intero ecosistema alpino.
- Vola, malgrado la mole. Nonostante il peso, decolla con un fragoroso battito d’ali e vola tra gli alberi: uno spettacolo rumoroso e improvviso per chi lo incontra.
- È un simbolo alpino. Da secoli il gallo cedrone popola leggende, stemmi e tradizioni delle comunità di montagna, dove è considerato l’emblema della natura selvaggia.
Domande frequenti (FAQ)
Gallo cedrone è in via di estinzione?
A livello globale la specie è classificata come “a minor preoccupazione” (LC), grazie alle grandi popolazioni nordiche. In Italia, però, la situazione è ben più critica: è considerata “vulnerabile” (VU) a livello nazionale e “in pericolo” (EN) in diverse regioni alpine. Sulle Alpi occidentali è ormai praticamente estinto, mentre resiste soprattutto sulle Alpi orientali (Trentino in testa). È quindi una specie in preoccupante declino nel nostro Paese.
Chi è la femmina del gallo cedrone?
La femmina del gallo cedrone è comunemente chiamata “gallina” (in alcune zone “cedrona”), ma non ha un vero nome proprio distinto. È molto più piccola del maschio (pesa circa 1,5–2 kg contro i 4–5 kg del maschio) e ha un piumaggio bruno uniforme e mimetico, che la rende quasi invisibile mentre cova a terra. I piccoli sono nidifughi e la seguono fin dai primi giorni.
Perché si chiama “cedrone”?
L’origine del nome non è del tutto certa. La spiegazione più diffusa è che “cedrone” derivi da “cedro”: il colore delle piume del maschio ricorderebbe quello delle foglie del cedro, oppure il termine richiamerebbe i “cedri”, antico nome popolare delle conifere di cui l’uccello si nutre e in cui vive. Il nome alternativo “urogallo” viene invece dal greco (uro-, “coda”, + gallo), a sottolinearne la vistosa coda a ventaglio.
Il gallo cedrone è aggressivo o pericoloso per l’uomo?
Di norma è un animale schivo ed elusivo, che evita l’uomo. Tuttavia, nel periodo riproduttivo (primavera), alcuni maschi — i cosiddetti “galli matti” — perdono la paura e possono attaccare gli escursionisti, scambiandoli per rivali sessuali, colpendoli con becco e ali. Sono episodi fastidiosi ma non pericolosi: chi ne è oggetto può semplicemente allontanarsi con calma. In ogni caso, trattandosi di specie protetta, l’animale non va mai molestato né colpito o peggio ancora ferito.
Il gallo cedrone si trova selvatico in Italia?
Sì, ma solo sulle Alpi. In Italia il gallo cedrone vive esclusivamente nelle foreste di conifere dell’arco alpino, con le popolazioni più consistenti sulle Alpi orientali (soprattutto in Trentino, come nel Parco Naturale Adamello-Brenta). È invece estinto sulle Alpi occidentali e molto raro su quelle centrali. Non è presente sugli Appennini né nel resto d’Italia.
Il gallo cedrone è un animale protetto?
Sì, pienamente. Il gallo cedrone è una specie protetta tutelata dalla legge italiana 157/92, dalla Direttiva Uccelli dell’Unione Europea e dalla Convenzione di Berna. Non è cacciabile (la caccia è chiusa o soggetta a regimi rigidissimi) e non può essere catturato, detenuto o commercializzato da privati. Il suo allevamento è consentito solo nell’ambito di progetti di conservazione autorizzati.
Il gallo cedrone può volare?
Sì. Nonostante la mole ragguardevole del maschio, il gallo cedrone è in grado di volare: decolla con un fragoroso e improvviso battito d’ali e si sposta tra gli alberi della foresta. D’estate vive prevalentemente a terra compiendo brevi voli, mentre d’inverno conduce una vita più arboricola, posandosi sulle conifere di cui si nutre. Non è un grande volatore migratore: è una specie stanziale.
Quante uova fa la femmina di gallo cedrone?
La femmina depone una covata l’anno, in primavera (aprile–maggio), composta in genere da 5–10 uova (occasionalmente fino a 12). Le depone in una semplice depressione del terreno, spesso al riparo di un cespuglio o di una giovane conifera, e le cova da sola per circa 4 settimane (26–28 giorni). Il successo della covata dipende molto dal meteo e dal disturbo ambientale.
Le uova di gallo cedrone sono commestibili?
Dal punto di vista biologico sono uova come quelle degli altri galliformi e quindi, in teoria, commestibili. In pratica, però, non si consumano assolutamente: il gallo cedrone è una specie protetta, e raccogliere, detenere o distruggere le sue uova in natura è vietato dalla legge e dannoso per una popolazione già fragile. Le uova hanno un solo, prezioso scopo: dare vita a nuovi cedroni.
Quanto costa acquistare un gallo cedrone?
Non è in vendita. Trattandosi di una specie selvatica protetta, il gallo cedrone non può essere acquistato, venduto né detenuto da privati: non esiste un “prezzo” perché non esiste un mercato legale. Gli unici esemplari in cattività si trovano in centri di conservazione, parchi e strutture autorizzate, nell’ambito di programmi di tutela e ripopolamento. Chi desidera “avvicinarsi” a questa specie può farlo solo osservandola responsabilmente in natura o visitando questi centri.
Qual è il cibo preferito del gallo cedrone?
La sua dieta cambia con le stagioni. In inverno si nutre quasi esclusivamente di aghi e gemme di conifere (il suo alimento più caratteristico); in primavera predilige germogli e gemme del sottobosco; in estate e autunno va matto per bacche e frutti di bosco come mirtilli, lamponi, fragole, ribes e uva ursina. Le femmine e soprattutto i pulcini integrano la dieta con insetti e altri invertebrati, indispensabili per la crescita.
In conclusione
Il gallo cedrone è un tesoro delle Alpi: il più grande e maestoso dei tetraonidi europei, capace di parate nuziali spettacolari e di sopravvivere ai rigori invernali nutrendosi di aghi di conifera. Non è però un avicolo da allevare: è una specie selvatica protetta e in declino, la cui riproduzione in cattività è riservata ai soli progetti di conservazione. Il modo migliore per un vero appassionato di natura di “prendersene cura” è tutelarne le foreste e osservarlo con rispetto, a distanza, contribuendo così a garantire un futuro a questo straordinario re dei boschi alpini.
































![Scherza coi fanti, ma lascia stare i galli! [video divertente] Gallo attacca mucca (video divertente) | Tuttosullegalline.it](https://www.tuttosullegalline.it/newsite/wp-content/uploads/2017/03/hqdefault-150x150.jpg)
































