
In un piccolo allevamento familiare, le galline diventano spesso dei veri e propri animali da compagnia: dopo anni di uova e di convivenza, prima o poi invecchiano e smettono di deporre. Che cosa fare allora? Una gallina anziana non è “inutile”: è un animale che ha bisogno di attenzioni diverse, di una dieta adeguata e di protezione all’interno del gruppo. Questa guida spiega cosa succede quando una gallina invecchia, come cambia il suo posto nella gerarchia del pollaio, come prendersene cura, cosa darle da mangiare, quali malattie prevenire e come comportarsi – anche dal punto di vista legale – quando arriva il momento della fine.
Indice dei contenuti:
- Quando una gallina è “anziana” e quanto vive
- Cosa accade nella gerarchia del pollaio
- Come prendersi cura di una gallina anziana
- Alimentazione e integratori per galline anziane
- Malattie comuni e come prevenirle
- In caso di decesso: cosa fare e aspetti legali
- Curiosità sulle galline più longeve
- Domande frequenti (FAQ)
Quando una gallina è “anziana” e quanto vive
Una gallina inizia la deposizione intorno ai 5–6 mesi e ha il suo picco produttivo nei primi 2 anni. Da lì in poi la produzione di uova cala gradualmente: molte galline depongono ancora bene fino ai 3–4 anni, poi sempre meno, fino a fermarsi quasi del tutto intorno ai 5–7 anni. Si considera “anziana” una gallina che ha superato i 4–5 anni.
La vita media di una gallina ben tenuta è di circa 6–8 anni, ma non è raro che le razze rustiche superino i 10 anni (se desideri approfondire questo aspetto dell’età, abbiamo un articolo dedicato a quanto vivono le galline). Le ibride commerciali da uova (come ad esempio la classica ovaiola marrone Isa Brown), selezionate per deporre moltissimo, tendono a “consumarsi” prima e a essere più soggette a problemi riproduttivi; le razze rustiche depongono meno ma vivono più a lungo e in salute. Smettere di deporre, quindi, è un fatto naturale: la gallina entra semplicemente in una nuova fase della vita.
Cosa accade nella gerarchia del pollaio
Il pollaio è regolato dal celebre “ordine di beccata” (pecking order), una gerarchia sociale in cui ogni gallina ha il suo rango, che determina l’accesso al cibo, ai posatoi e ai nidi migliori. Con l’età, la situazione della gallina anziana può evolversi in due modi:
- Perdita di rango: una gallina anziana, più debole e lenta, spesso scende nella gerarchia e può diventare bersaglio di beccate da parte delle più giovani e dominanti, soprattutto vicino a cibo e acqua. Rischia così di mangiare meno, isolarsi e deperire.
- Rispetto acquisito: in altri casi, una gallina anziana che è sempre stata dominante mantiene una posizione di “matriarca” rispettata, pur senza più combattere.
Cosa può fare l’allevatore:
- Più punti di cibo e acqua: mangiatoie e abbeveratoi in più posizioni evitano che le anziane vengano escluse dalle risorse.
- Spazi di fuga e nascondigli: ripari e angoli dove la gallina debole possa sottrarsi alle beccate.
- Osservazione: controllare che l’anziana mangi, beva e non sia continuamente attaccata o isolata.
- Separazione in casi gravi: se viene bullizzata pesantemente o è malata, può essere utile un piccolo recinto separato tranquillo, magari in compagnia di un’altra gallina mansueta, per non lasciarla sola (le galline sono animali sociali).
Qui sotto un paragone indicativo di quella che potrebbe essere l’età di una gallina in termini umani:
Come prendersi cura di una gallina anziana
Una gallina anziana ha bisogno di un ambiente più comodo e accessibile e di attenzioni quotidiane:
- Posatoi bassi e facili da raggiungere: con l’artrosi salire in alto diventa difficile; abbassare i posatoi (o aggiungere “gradini”) previene cadute e sforzi.
- Tutto facile da raggiungere: cibo, acqua e riparo vicini e facilmente raggiungibili, per le galline con problemi di mobilità.
- Lettiera morbida e asciutta: protegge le zampe (rischio di piaghe e “bumblefoot”) e le articolazioni; un ambiente asciutto previene molti problemi.
- Caldo in inverno, fresco in estate: le anziane regolano in modo peggiore la temperatura corporea; un ricovero riparato dal gelo e ombra d’estate fanno la differenza.
- Controlli regolari: pesarle, osservare piumaggio, zampe (bumblefoot), occhi, respiro, cloaca e appetito; le anziane vanno monitorate più spesso.
- Gestione della muta: con l’età la muta annuale diventa più faticosa e lenta; in quel periodo servono più proteine e tranquillità.
- Coccole e tranquillità: ridurre lo stress, i cambiamenti bruschi e l’affollamento aiuta molto una gallina anziana a vivere serena.
Alimentazione e integratori per galline anziane
Quando una gallina smette di deporre, le sue esigenze nutrizionali cambiano: non ha più il grande fabbisogno di calcio tipico delle giovani galline ovaiole in produzione, mentre restano importanti proteine di qualità (in misura moderata), vitamine e una buona digeribilità.
| Aspetto | Gallina ovaiola in produzione | Gallina anziana / a fine deposizione |
|---|---|---|
| Mangime | Mangime per ovaiole (ricco di calcio) | Mangime di “mantenimento” o meno ricco di calcio |
| Calcio | Alto (per i gusci) | Moderato; meglio “a libera scelta” (osso di seppia in ciotola) |
| Proteine | Medie-alte | Moderate ma di qualità; extra in muta |
| Digeribilità | Standard | Alimenti più morbidi e digeribili se ha problemi di becco/gozzo |
Perché ridurre il calcio? Un eccesso di calcio in una gallina che non depone più può affaticare i reni. Per questo molti allevatori passano a un mangime meno “spinto” (o a un mangime di mantenimento) e lasciano il calcio (osso di seppia, gusci) a libera scelta, così ne assume solo chi ne ha bisogno. Attenzione però: se nel gruppo ci sono ancora galline in deposizione, va garantito comunque calcio a sufficienza per loro (scopri nel nostro articolo dedicato come integrare correttamente il calcio nell’alimentazione delle galline).
Integratori alimentari utili per la gallina anziana (sempre da concordare con il veterinario):
- Multivitaminico e probiotici: sostengono difese e digestione, meno efficienti con l’età.
- Omega-3 (semi di lino, olio di pesce): benessere di piumaggio e articolazioni.
- Glucosamina e condroitina: possono aiutare in caso di artrite/artrosi.
- Aceto di mele (nell’acqua, in abbeveratoi di plastica): rimedio popolare di supporto digestivo.
- Alimenti morbidi (pastoncino all’uovo, mangime inumidito) per le galline che faticano a mangiare.
Nel video qui sotto puoi apprendere dall’esperto in avicoltura Andrea Mangoni come preparare un ottimo pastoncino per le tue galline (da dare una volta a settimana):
Malattie comuni e come prevenirle
Con l’età aumenta il rischio di alcuni problemi di salute, in particolare riproduttivi (l’apparato che ha “lavorato” tanto), articolari e cronici. Ecco i più frequenti.
| Problema | Segnali | Prevenzione / gestione |
|---|---|---|
| Peritonite del tuorlo | Addome gonfio, apatia, “postura da pinguino”, stop deposizione | Dieta equilibrata, evitare sovrappeso; visita veterinaria tempestiva |
| Tumori dell’ovaio/ovidotto | Uova anomale, dimagrimento, addome gonfio, calo di forma | Comuni nelle anziane e nelle ibride; non prevedibili del tutto, diagnosi dal veterinario |
| Ritenzione dell’uovo | Sforzi, gallina accovacciata, non depone | Calcio adeguato, calore, idratazione; urgenza veterinaria |
| Prolasso della cloaca | Tessuto sporgente dalla cloaca | Evitare deposizione eccessiva/sovrappeso; intervento veterinario |
| Ascite (“pancia d’acqua”) | Addome gonfio e molle, respiro affannoso | È un sintomo: serve diagnosi veterinaria della causa |
| Artrite / artrosi | Zoppia, difficoltà a salire sui posatoi, rigidità | Posatoi bassi, lettiera morbida, omega-3, glucosamina |
| Bumblefoot (pododermatite) | Gonfiore/crosta scura sotto la zampa, zoppia | Posatoi lisci, lettiera pulita, evitare sovrappeso e superfici dure |
| Acari, pidocchi e parassiti intestinali | Prurito, piume rovinate, dimagrimento, anemia | Controlli regolari, igiene, bagni di sabbia, trattamenti mirati |
La prevenzione migliore è sempre la stessa: ambiente pulito e asciutto, dieta equilibrata, controllo del peso, osservazione quotidiana e visita veterinaria tempestiva ai primi segnali di malessere. Molti disturbi riproduttivi delle anziane, purtroppo, non sono del tutto prevedibili (soprattutto nelle ibride ad alta produzione), ma una diagnosi precoce migliora le possibilità di gestirli e di alleviare la sofferenza.
In caso di decesso: cosa fare e aspetti legali
Prima o poi, come per tutti, arriva il momento della fine. È importante affrontarla con lucidità e rispetto, sapendo anche cosa prevede la legge.
Riconoscere il fine vita e la sofferenza
Una gallina molto anziana o gravemente malata può smettere di mangiare, isolarsi, restare accovacciata, avere difficoltà respiratorie o di movimento. In questi casi è fondamentale rivolgersi al veterinario, che può curarla, alleviarne il dolore o, quando la sofferenza è troppa, praticare l’eutanasia in modo dolce. Lasciar soffrire un animale non è mai la scelta giusta.
Cosa fare dopo: gli aspetti legali
In Italia (e nell’UE) la gestione degli animali deceduti è regolata dal Regolamento (CE) n. 1069/2009: è vietato gettare animali deceduti nei rifiuti domestici. In sintesi, e con le dovute cautele (le norme possono variare a livello locale):
- Sepoltura in giardino: per gli animali da compagnia deceduti per vecchiaia o cause naturali è generalmente ammessa la sepoltura nel proprio terreno, a profondità adeguata e lontano da falde e pozzi. In caso di malattia infettiva, invece, è vietata: serve l’incenerimento.
- Incenerimento/cremazione: tramite ditte autorizzate; esistono anche servizi di cremazione per animali d’affezione.
- Sospetto di malattia: se la morte è improvvisa o si teme una malattia trasmissibile (es. influenza aviaria), va contattato subito il Servizio Veterinario della ASL, che indica come procedere.
- Divieti: abbandonare o gettare nei rifiuti domestici animali deceduti comporta sanzioni anche molto salate.
Ci sono spese da sostenere?
Dipende dalla scelta e dalla zona. La sepoltura in proprio (quando consentita) è a costo quasi nullo. La cremazione presso servizi per animali d’affezione ha un costo (variabile, spesso da poche decine di euro per animali piccoli). Le ditte autorizzate applicano tariffe secondo il servizio. In caso di dubbi su costi e procedure, la cosa migliore è informarsi presso la ASL veterinaria e il proprio Comune, che conoscono le regole del territorio.
Nota: le indicazioni legali qui riportate sono generali e a scopo informativo; le norme possono variare per Regione e Comune. Per la situazione specifica, verificare sempre con il veterinario e con la ASL/Comune di competenza.
Curiosità sulle galline più longeve
- Il record supera i 20 anni. La gallina più longeva documentata (una certa “Matilda”, divenuta celebre negli USA) visse oltre 15 anni, e si citano casi eccezionali vicini o superiori ai 20.
- Chi depone meno vive di più. Le razze rustiche, che producono meno uova, tendono a essere più longeve e sane delle ibride “iper-produttive”, che si “consumano” prima.
- Le anziane possono tornare “chiocce”. Alcune vecchie galline sviluppano un forte istinto materno a farsi chioccia e diventano ottime balie, covando e crescendo i pulcini altrui.
- Smettere di deporre è naturale. A differenza di molti animali, la gallina esaurisce progressivamente la “riserva” di ovuli: la fine della deposizione è una tappa fisiologica, non una malattia.
- Cambiano anche di aspetto. Con l’età cresta e bargigli possono impallidire, il piumaggio diventa meno lucido e la muta più lenta: segni normali dell’invecchiamento.
- Restano creature sociali. Anche da vecchie hanno bisogno della compagnia del gruppo: una gallina anziana lasciata sola soffre; meglio garantirle almeno una compagna.
- Sono “memoria” del pollaio. Le galline hanno buona memoria e riconoscono compagne e persone per anni: le anziane sono spesso quelle più legate al proprietario.
- La vecchiaia non spegne la personalità. Molti allevatori raccontano che le galline più anziane sono anche le più tranquille, affettuose e abitudinarie.
Domande frequenti (FAQ)
Una gallina che non depone più va comunque tenuta?
In un allevamento familiare, assolutamente sì, se lo si desidera: una gallina anziana è un animale da compagnia a tutti gli effetti e può vivere serena ancora diversi anni. Continua inoltre a essere utile al pollaio (razzola, controlla i parassiti, fa da “chioccia” o da presenza rassicurante). La scelta è del proprietario, nel rispetto del benessere dell’animale.
A che età le galline smettono di fare le uova?
La produzione cala progressivamente dopo i 2–3 anni e si riduce molto intorno ai 5–7 anni, fino a fermarsi quasi del tutto. Alcune galline depongono ancora qualche uovo sporadico anche da anziane, soprattutto in primavera, ma senza la regolarità della giovinezza.
Devo cambiare mangime a una gallina anziana?
Sì, è consigliabile. Quando non depone più, il fabbisogno di calcio cala: un mangime di mantenimento (meno ricco di calcio) è più adatto e non affatica i reni. Se però nel gruppo ci sono ancora ovaiole in produzione, occorre bilanciare le esigenze di tutte.
Come faccio a proteggere una gallina anziana dalle altre?
Aumenta i punti di cibo e acqua, crea nascondigli e ripari dove possa sottrarsi alle beccate e osserva che mangi a sufficienza. Se viene bullizzata pesantemente o è malata, valuta un recinto separato tranquillo, possibilmente con una compagna docile per non lasciarla sola.
Le galline anziane soffrono di più il freddo e il caldo?
Sì. Con l’età regolano in modo peggiore la temperatura corporea e sono più fragili: in inverno hanno bisogno di un ricovero riparato e asciutto (attenzione a creste e bargigli), in estate di ombra e acqua fresca sempre disponibile. Gli sbalzi termici vanno evitati.
Anche anatre, oche e altri avicoli hanno gli stessi problemi da anziani?
In parte sì, ma con differenze. Anatre e oche sono spesso più longeve delle galline (10–20 anni le oche) e meno soggette ai gravi problemi riproduttivi tipici delle ovaiole; soffrono però anch’esse di artrite e problemi alle zampe (il “bumblefoot” è comune nelle anatre pesanti). Anche per loro valgono le stesse regole: ambiente comodo, dieta adeguata all’età, controlli e protezione nel gruppo.
Quanto vivono le oche e le anatre rispetto alle galline?
In genere di più. Le galline vivono in media 6–8 anni (fino a 10+), le anatre domestiche circa 8–12 anni, le oche anche 15–20 anni e oltre. Ciò significa che, in un cortile misto, oche e anatre possono “accompagnare” più a lungo la famiglia, con una vecchiaia lunga da gestire con attenzione.
È giusto ricorrere all’eutanasia per una gallina molto malata?
Quando un animale è gravemente sofferente e senza possibilità di guarigione, l’eutanasia dolce praticata dal veterinario è un atto di rispetto che evita inutili sofferenze. La decisione va presa insieme al veterinario, valutando lo stato di salute e la qualità di vita dell’animale. Lasciar soffrire a lungo un animale, al contrario, non è una forma di cura.
In conclusione
Una gallina anziana che ha smesso di deporre non è la “fine” di nulla: è l’inizio di una fase in cui l’animale, dopo anni di uova e compagnia, merita cure adeguate. Significa proteggerla nella gerarchia del pollaio, rendere l’ambiente comodo e accessibile, passare a un’alimentazione di mantenimento con il giusto sostegno di integratori, prevenire e riconoscere per tempo le malattie tipiche dell’età e, quando arriva il momento, affrontare la fine con rispetto e nel rispetto delle norme.
In un allevamento familiare, prendersi cura delle proprie galline anche da vecchie è il modo più bello di ricambiare tutto ciò che ci hanno dato.

































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