Cresta di galli e galline: tipologie, utilità e spia della salute dell'animale | Tuttosullegalline.it
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La cresta, ovvero quella “strana protuberanza carnosa” di colore rosso che adorna la testa di galli e galline e che può variare da razza a razza, è sicuramente per noi umani uno splendido “accessorio estetico” senza la quale non possiamo neanche immaginarceli i nostri adorati pennuti.

La cresta (soprattutto nei galli) conferisce loro quel senso di regalità e fierezza che difficilmente ritroviamo così ben espresso in altri animali.

Ma se per noi la cresta rimane su un piano puramente estetico, per galli e galline non è affatto così. La cresta assume un’importanza fondamentale nella loro vita, quasi al pari di altri organi, della vista o dell’udito.

Nel proseguo dell’articolo vedremo quindi nel dettaglio di andare alla scoperta di tutte le varie tipologie di cresta (o almeno delle 9 tipologie riconosciute dallo standard e dall’APA, American Poultry Association), comprendere la loro utilità nella vita quotidiana dei nostri avicoli, e infine saper dedurre da come si presenta, lo stato di salute del nostro pollo, in modo più o meno preciso.

Alla fine di questo articolo potrai definirti un vero esperto di creste di galli e galline! 🙂

Prima di iniziare però, una piccola curiosità: i primi esempi di “cresta” furono ritrovati sui resti dell’Edmontosauro (uno degli ultimi dinosauri sulla Terra), il quale infatti non era munito di una cresta ossea (come altri suoi predecessori), ma bensì di una piccola cresta di tessuto molle e squamoso.

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Cresta di galli e galline: le 9 tipologie riconosciute

Grande, piccola, arrotondata, dritta, piegata, appuntita, frastagliata… Tutti i galli e le galline hanno una cresta (eccetto un’unica eccezione, che vedremo, e che dunque conferma la regola!), ma non tutte le creste sono uguali, e la loro differenza è dovuta soprattutto alla diversa razza di appartenenza.

Vediamo dunque di seguito le 9 tipologie di cresta riconosciute, aiutandoci anche con questo disegno iniziale.

9 tipologie di cresta di galli e galline
Le 9 tipologie di cresta di galli e galline (fonte: backyardchickencoops.com)

Cresta semplice (single combs)

La cresta semplice è la tipologia più comune e anche quella che è nell’immaginario di tutti.
È moderatamente morbida e sottile ed è saldamente attaccata al becco; percorre la parte superiore del cranio e termina oltre di esso. La cresta semplice potrà avere cinque o sei punte ben pronunciate, più alte e prominenti nella sezione centrale.
È da notare che tale cresta sarà molto più grande, alta e spessa nei galli, mentre nelle galline ovaiole può presentarsi piegata su un lato “alle 23” dopo la prima deposizione.
Razze con cresta semplice: Livorno, Rhode Island, Minorca, Valdarno, ecc.

Esempio di cresta semplice
Esempio di cresta semplice

Cresta a coppa (buttercup combs)

La cresta a coppa è a forma di “cesta” con bordo dentellato, e si trova posizionata esattamente sopra il centro del cranio. Punte che nascono dal centro della “tazza” sono considerate un difetto grave.
Razze con cresta a coppa: Gallina siciliana, Sicilian Buttercup, Augsburer.

Esempio di cresta a coppa
Esempio di cresta a coppa

Cresta a farfalla (butterfly combs)

La cresta a farfalla è detta anche “cresta a foglia di quercia”, proprio perché ricorda la conformazione della piccola foglia di quest’albero, composta com’è da due lamine divaricate dal bordo dentellato. Assieme alla cresta “a coppa” e a quella “a cornetti”, rappresenta una delle possibili variazioni del locus genetico D.
Razze con cresta a farfalla: Houdan.

Esempio cresta a farfalla
Esempio cresta a farfalla

Cresta a cornetti (V-shaped combs)

La cresta a cornetti (a forma di “V”) è formata da due punte di corno ben definite e spesse, che si estendono a sinistra e a destra, e che possono essere parallele oppure convergenti a formare appunto una “V”.
Come la cresta “a coppa” e quella “a farfalla”, anche la cresta a cornetti è una delle varianti del locus D.
Razze con cresta a V: La Flèche, Crèvecoeur, Appenzeller, Sultano, Polverara, Padovana (anche se molto meno di un tempo) e la straordinaria Cornuta di Caltanissetta.

Esempio di cresta a cornetti
Esempio di cresta a cornetti

Cresta a croce (carnation comb)

La cresta a croce è piuttosto rara e si trova eccezionalmente nelle razze Empordanesa e Penedesenca. È molto simile alla cresta singola ma presenta due punte laterali che sporgono verso l’esterno su entrambi i lati posteriori della cresta.

Esempio di cresta a croce
Esempio di cresta a croce

Cresta a pisello (pea combs)

La cresta a pisello è di media lunghezza e si trova in basso (davanti) sulla testa; è fondamentalmente composta da tre lobi, di cui quello centrale è più alto dei due esterni. Quest’ultimi saranno talvolta contrassegnati da piccole dentellature arrotondate.
Razze con cresta a pisello: Brahma, Ameraucana, Sumatra, Araucana, Cornish, Shamo, ecc.

Esempio di cresta a pisello
Esempio di cresta a pisello

Cresta a rosa (rose combs)

La cresta a rosa è solida, bassa e carnosa, e forma una punta ben affusolata nella parte posteriore che sporge oltre il cranio (con variazioni nella forma a seconda delle razze). Possono essere presenti piccole protuberanze rotonde che coprono la parte frontale e centrale del pettine.
Razze con cresta a rosa: Wyandotte, Amburgo, Dominicana, ecc.

Esempio di cresta a rosa
Esempio di cresta a rosa

Cresta a noce (walnut combs)

La cresta a noce è chiamata così proprio perché assomiglia al guscio esterno di una mezza noce; è solida e di medie dimensioni. Geneticamente deriva dalla presenza contemporanea sia del gene della cresta “a rosa” che di quello della cresta “a pisello”, entrambe in situazione di omozigosi.
Razze con pettini di noce: Moroseta (Silkies), Twentse.

Cresta a noce
Cresta a noce

Cresta a fragola (strawberry combs)

La cresta a fragola è una tipologia di cresta bassa che si trova posizionata sulla parte frontale del cranio. Il nome deriva proprio dal fatto che la sua forma e la sua consistenza assomigliano a quelle di una bella fragola rossa. Si tratta di una variante della cresta “a noce” di cui condivide la base genetica.
Razze con cresta a fragola: Combattente malese, Orloff.

Esempio di cresta a fragola
Esempio di cresta a fragola

Cresta a cuscinetto (cushion combs)

La cresta a cuscinetto è piccola e compatta, ed è a tutti gli effetti solo una selezione particolarmente regolare della cresta “a noce”. Morbida da toccare, senza punte o dentellature, non si estenderà oltre la metà del cranio.
Razze con cresta a cuscinetto: Chanteclers, Yokohama.

Esempio di cresta a cuscinetto
Esempio di cresta a cuscinetto

Assenza di cresta

Ebbene sì, non tutte le razze di polli presentano una cresta! La razza olandese Breda, infatti, è caratterizzata dall’assenza di cresta, dovuta a un gene particolare.
Le galline di questa razza sono totalmente prive di questa appendice, mentre i galli hanno solo due piccole papille ai lati della linea centrale.

Esempio gallina Breda, razza senza cresta
Esempio gallina Breda, razza senza cresta

Queste, come abbiamo detto, sono le principali tipologie di cresta di galli e galline riconosciute dallo standard, ma poi ne esistono tantissime altre varianti, che scaturiscono dall’incrocio di razze diverse, e che in questo disegno di Ross Simpson possiamo ammirare in tutta la loro spettacolare varietà.

Le tantissime varietà di creste di galli e galline

Se volete approfondire l’argomento sulla formazione genetica delle varie creste, e in particolare sul gene responsabile del loro sdoppiamento, vi consigliamo la lettura del seguente articolo di Andrea Mangoni (Il locus D, la cresta doppia, e la gallina cornuta di Caltanissetta), che a sua volta si rifà all’approfondito studio presente sul sito “Summa Gallicana” (lo trovate a questo link).

Cresta di galli e galline: a che cosa serve

Pur, come abbiamo visto, avendo tante forme diverse, la cresta svolge nei nostri animali le medesime funzioni, quando più, quando meno.
Intanto è bene precisare che la cresta è un tessuto fittamente vascolarizzato da vasi e capillari (così come i bargigli) ed è questa la causa dal suo colore rosso intenso.

La cresta serve a regolare la temperatura corporea

Proprio per questa sua importante irrorazione sanguigna, la cresta è prima di tutto, per i nostri avicoli, un organo dissipatore di calore, ed è per questo motivo che si presenta molto più grande e spessa nelle razze mediterranee, come la Livorno, la Minorca, la Valdarno nera, ecc.

Non potendo abbassare la temperatura corporea sudando (come gli esseri umani) o tenendo la bocca aperta (come i cani), galli e galline dissipano il troppo calore facendo circolare il sangue attraverso la cresta e i bargigli, che essendo molto esposti all’aria, riescono a far abbassare la temperatura sanguigna, in modo tale che l’animale riesca a sopportare anche l’afa delle giornate estive più torride (è comunque importante fornire sempre loro un’adeguata zona ombreggiata e fresca e mettere a disposizione tanta acqua e frutta fresca).

Le razze di galline che invece provengono da luoghi freddi avranno al contrario creste molto più piccole, anche per cercare di evitarne il congelamento, cosa invece assai rischiosa per le razze mediterranee nei giorni invernali in cui si va sotto zero (e l’umidità aumenta questo rischio).

La cresta come segnale di salute e forza dell’animale (segnale gerarchico e sessuale)

Gallo alpha con grande cresta sgargiante che indica il suo stato di forza e salute
Gallo alpha con grande cresta sgargiante che indica il suo stato di forza e salute

La seconda funzione della cresta è quella di essere un segnale sessuale di attrazione per l’accoppiamento (non dimentichiamoci che anche i bargigli sembrano avere una ben precisa funzione nel rituale di corteggiamento definito tidbitting).
Un gallo con una cresta grande e dal colore vivace indica alle galline di essere forte e in salute.

Spesso, nell’ordine gerarchico di un gruppo di avicoli (ordine di beccata), l’uccello con la cresta più grande e più rubiconda è il gallo (o la gallina) “alfa”.
Molti scienziati hanno studiato la correlazione tra dimensioni e colore della cresta e livelli di testosterone nel sangue. In un gruppo formato da sole galline, la “gallina alfa” – spesso la più aggressiva – può arrivare ad avere una cresta molto più grande e rossa del normale, e persino iniziare a cantare.

Infatti, come scrive Elio Corti su Summa Gallicana:
“La cresta può essere considerata l’espressione visibile direttamente – e direttamente quantificabile – della situazione ormonale sessuale dell’organismo, essendo quest’appendice condizionata, in ambedue i sessi, dalle gonadi.
È più sviluppata nel maschio, nel quale è dritta, mentre nella femmina è più piccola e cadente, riferendoci ovviamente alla cresta semplice. Nell’arco dell’anno presenta lievi fluttuazioni nel maschio, mentre nella femmina le fluttuazioni sono notevoli sia a carico della forma che della struttura, dipendendo dal periodo di deposizione e dal riposo sessuale.”

Infine, secondo alcuni studi, si pensa anche che cresta e i bargigli aiutino galli e galline a riconoscersi tra di loro all’interno di un gruppo numeroso.

La cresta, una spia della salute di galli e galline

Cresta con segni di beccate
Cresta con segni di beccate

Dopo aver visto le 9 principali tipologie di cresta riconosciute dagli standard e quelle che sono le sue utilità principali per l’animale, adesso approfondiremo meglio insieme un terzo importante aspetto che le riguarda, ovvero quello che, ad uno sguardo attento, ogni cresta può svelarci sulla salute dei nostri avicoli.

Così scriveva l’esperto Alessio Zanon in un post sul “Forum di Agraria” di qualche tempo fa (questo il link alla discussione: https://www.forumdiagraria.org/polli-f58/cresta-galline-t28567.html):
La cresta dei polli è un organo molto importante che assume rilevanza sia nella parata nuziale sia sotto l’influsso ormonale durante la deposizione.
Il cambio di colore e l’aumento o diminuzione di volume di cresta e bargigli possono dirci diverse cose sullo stato di salute dell’animale; la cresta infatti:
1) si rattrappisce e schiarisce durante la muta;
2) aumenta e si piega durante la deposizione delle razze mediterranee;
3) sbianca (anemia, patologie parassitarie);
4) scurisce e diventa cianotica (gravi patologie);
5) sbiadisce con tendenza al giallognolo (ittero, malnutrizione);
6) si squama, rattrappendosi e schiarendosi (sintomi preagonici);
7) si piega nel gallo in caso di dieta errata o stabulazione in locali non idonei per temperatura;
8) diventa cianotica alle punte (intossicazione, congelamento);
9) presenta delle croste (beccate, funghi parassiti).

Questo elenco è già molto importante, in quanto ci fornisce velocemente un quadro delle possibili cause organiche per lo stato di provazione e malattia in cui può venire a trovarsi una cresta (e dunque l’animale).
Adesso vediamo di approfondire meglio qualche situazione nello specifico.

Colore della cresta

Il colore della cresta può dirci molto sullo stato di salute, ma non solo, di un nostro pollo.
Creste rosse e lucide ci indicano che l’uccello è un adulto sano e giovane nel pieno della sua forza vitale. Le pollastre pronte a deporre le uova svilupperanno rapidamente creste rosse e grandi (sempre in riferimento alla razza di appartenenza). I galli maturi e sani avranno grandi creste da sfoggiare.

Galline giovani, in muta o anziane avranno generalmente creste più sbiadite. Tuttavia, creste di colore rosa pallido possono anche indicare uno stato di malattia dell’animale, come ad esempio l’anemia, la coccidiosi o la presenza di parassiti interni/esterni (vedi i nostri articoli dedicati alla verminosi e al pidocchio pollino, che possono tediare i nostri animali).

Creste tendenti al blu/violaceo possono indicare malattie anche abbastanza gravi, come ad esempio l’influenza aviaria o la tubercolosi. Anche un infarto o un ictus possono causare un cambio di colore della cresta e farla virare sul viola scuro. Infine, anche in caso di raffreddore, è possibile che la cresta sviluppi un colore tendente al porpora.

Dimensione della cresta

La dimensione della cresta dipende in massima parte dalla razza di appartenenza ma, detto ciò, è importante capire se, in base al suo normale standard, si è ristretta o è cresciuta.

Come per il colore sbiadito, un cresta più piccola del solito può essere sintomo di malattia in atto, infestazione di parassiti, muta, stress o vecchiaia.
Al contrario, una cresta più grande è sintomo di benessere e massimo sviluppo.

I galletti svilupperanno una cresta più grande in età precoce rispetto alle pollastre. Su questo aspetto in particolare, approfondiamo meglio, ancora una volta, attraverso quanto riportato da Elio Corti su suo sito “Summa Gallicana”:

”Nell’embrione, sia maschio che femmina, l’abbozzo della cresta compare a partire dal 6°-7° giorno di sviluppo, e continua a evolversi in modo uguale in ambo i sessi sino alla fine dell’incubazione, o anche più tardi, a seconda delle razze. Successivamente la sua crescita è ormonalmente condizionata, in modo più precoce e accentuato nel maschio.
Nelle razze pesanti, la cresta cresce rapidamente solo dopo qualche mese dalla nascita. Nel maschio delle razze leggere a rapida maturazione sessuale come la Livorno, forse la cresta è già condizionata sin dalla fine dell’incubazione. In effetti, alla nascita, è un po’ più grande di quella della femmina, e continuerà a crescere più in fretta. La spiegazione esiste: nel testicolo del Livorno giovincello esistono già delle cellule ormonalmente attive.
Nel galletto la crescita della cresta prosegue sino al raggiungimento della maturità testicolare e si perfeziona con rapidità variabile a seconda delle razze, essendo maggiore nelle razze leggere e risentendo di influssi stagionali: crescita relativamente lenta e regolare nei maschi nati negli ultimi mesi dell’anno, mentre in quelli nati nei primi mesi è dapprima rapida, quindi subisce una flessione più o meno pronunciata per qualche settimana verso la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno. Quest’ultimo fenomeno è verosimilmente legato a un passeggero rallentamento della funzionalità endocrina testicolare. Questo stesso comportamento è riscontrabile nel gallo adulto al momento della muta. Tutto ciò dipende essenzialmente dalle oscillazioni del tasso di ormoni circolanti.”

Struttura e consistenza della cresta

Anche se può sembrare un po’ strano, perfino la struttura e la consistenza della cresta possono rivelarci qualcosa sullo stato di saluto di un soggetto.

Piccole macchioline scure sulla cresta solitamente stanno ad indicare qualche beccata (sangue raggrumato), ma se la stagione è molto fredda potrebbero anche essere la conseguenza di un congelamento, oppure, a volte, essere anche invece il segnale che l’animale ha contratto il vaiolo (controlla dunque la concomitanza di altri sintomi, come perdita di appetito, letargia o perdita delle piume).

Il vaiolo inizia con piccole macchie o lesioni grigio / bianche sulla cresta, sul viso e sui bargigli. Queste poi si trasformano in noduli simili a verruche e lentamente mutano in croste scure.

La cresta è dunque un importantissimo organo a cui guardare con attenzione per cercare di capire la salute dei nostri galli e galline. Se guardando una cresta capiamo subito che c’è qualcosa che non va, possiamo intervenire in tempo, e magari salvare la vita al nostro animale.

Congelamento della cresta: un problema frequente; ecco cosa fare

Cresta con segni di congelamento
Cresta con segni di congelamento

Negli inverni molto freddi, soprattutto in zone esposte ai venti e dove il clima è più umido, può verificarsi il problema del congelamento della cresta (che riguarda in primis i galli e in generale le razze che hanno una cresta molto grande).

Per questo motivo è fondamentale avere un pollaio ben costruito, asciutto, con un ottimo ricircolo d’aria e ben coibentato, evitando l’utilizzo di posatoi in metallo.

Altri accorgimenti possono essere quelli di utilizzare molta paglia per il nido e, se necessario, mettere dentro alla casetta delle galline anche una lampada scaldante (vedi altri suggerimenti nel nostro articolo dedicato alla gestione del pollaio in inverno).

Altra azione molto importante da fare per prevenire il congelamento è quella di cospargere cresta e bargigli con della vasellina, da eseguire come vediamo fare nei 2 video sottostanti.

Quando si verifica il congelamento della cresta, la parte interessata diventa nera e muore, e poi solitamente si stacca (non scordiamoci di fare mola attenzione anche ai bargigli e alle zampe).

A meno che non vi sia un’infezione in atto (in tal caso contattare un veterinario), è bene non asportare prima del tempo e in modo autonomo la parte lesa, in quanto potrebbe comunque sempre fornire protezione ad altre zone sottostanti della cresta, evitando che anch’esse si congelino.

Bene, finisce qui questo lungo articolo dedicato a tutto quello che c’è da sapere sulla cresta di galli e galline. Se volete, raccontateci nei commenti se vi è mai capitato di affrontare un congelamento oppure se siete riusciti a capire lo stato di salute di un vostro animale osservando la sua cresta. Le vostre storie sono fondamentali, grazie! 🙂

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