
È il più grande uccello del Sud America, un ratite elegante e curioso dalle grandi ali che usa come “vele” per correre a zig-zag nelle pampas. Il nandù è il più piccolo e mite dei tre grandi ratiti allevati — insieme a emù e struzzo — ed è sempre più presente anche nelle campagne italiane, soprattutto come animale ornamentale.
Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarlo in modo consapevole: descrizione e storia, scheda tecnica, specie, gestione, confronto con emù e struzzo, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia del Nandù
- Scheda tecnica: maschio e femmina del Nandù a confronto
- Specie e varietà di Nandù
- Come allevare il Nandù
- Tabella comparativa: Nandù, Emù e Struzzo
- Curiosità e stranezze sul Nandù
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia del Nandù
Il nandù comune o maggiore (Rhea americana) è un grande uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Reiformi, appartenente al gruppo dei ratiti — gli uccelli inadatti al volo come struzzo ed emù. È il più grande uccello del Sud America, pur essendo il più piccolo dei tre grandi ratiti allevati. Ha corpo massiccio ma slanciato, collo lungo, testa piccola con becco largo e appiattito, e ali insolitamente grandi per un ratite, che tiene aperte come vele durante la corsa. Il piumaggio è grigio-bruno soffice e mimetico, un po’ più scuro alla base del collo nel maschio. Le zampe sono lunghe e potenti, con tre dita (come l’emù, ma a differenza dello struzzo che ne ha due).
Originario delle praterie e savane del Sud America (Brasile, Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia), il nandù vive nelle pampas in gruppi, spesso anche in compagnia di cervi e mandrie. Il suo nome deriva dalla lingua indigena guaraní (“ñandú”). Fu proprio una specie di nandù — il nandù di Darwin — a essere studiata dal celebre naturalista durante il suo viaggio in Sud America.
Da alcuni decenni il nandù è allevato anche in Nord America ed Europa, Italia compresa, alla stregua di emù e struzzo: se ne ricavano piume e uova, ma è sempre più apprezzato anche come animale ornamentale per la sua eleganza e il carattere generalmente docile. È talmente adattabile che, sfuggito da un allevamento in Germania, ha dato origine a una popolazione selvatica stabile che sopravvive ai rigidi inverni tedeschi.
Scheda tecnica: maschio e femmina del Nandù a confronto
Nel nandù il dimorfismo sessuale è poco marcato: maschio e femmina si somigliano molto nel piumaggio, ma il maschio è leggermente più grande, ha il collo più scuro alla base ed è l’unico a emettere il richiamo rimbombante.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | circa 20–30 kg (esemplari grandi fino a ~40) | circa 18–27 kg |
| Altezza | 1,4–1,7 m (fino a ~1,8 nei maschi più grandi) | 1,4–1,6 m |
| Longevità | 10–15 anni in natura (fino a ~20–30 in cattività) | 10–15 anni in natura (fino a ~20–30 in cattività) |
| Maturità sessuale | circa 2–3 anni | circa 2–3 anni |
| Numero di uova | — | 10–15 per femmina; nido comune di 20–40 (fino a ~50) |
| Peso delle uova | — | circa 600 g, guscio bianco-crema (poi giallastro) |
| Incubazione | circa 36–40 giorni (cova il maschio) | — |
| Velocità di corsa | fino a ~60 km/h | |
Nota sulla riproduzione: il nandù ha un sistema riproduttivo affascinante e complesso. Un maschio dominante corteggia e raccoglie un “harem” di diverse femmine, che depongono tutte nello stesso nido (una buca a terra realizzatanandu-comune-e-nandu-bianco dal maschio): così un nido può arrivare a contenere 20–40 uova. È poi il maschio a covare da solo per circa 36–40 giorni e a prendersi cura dei piccoli per circa 6 mesi. Durante la cova il maschio diventa molto protettivo e territoriale. Le femmine, nel frattempo, possono deporre nei nidi di altri maschi. In allevamento le uova vengono spesso raccolte e incubate artificialmente.
Specie e varietà di Nandù
Non esistono “razze” di nandù, ma due specie distinte (con alcune sottospecie) e qualche mutazione di colore comparsa in allevamento.
Nandù comune o maggiore (Rhea americana)
È la specie più grande e diffusa, quella comunemente allevata: alta fino a 1,7 m e pesante 20–30 kg, con piumaggio grigio-bruno. Vive nelle pianure del Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay. È il nandù “classico” degli allevamenti europei.
Nandù di Darwin o minore (Rhea pennata)
Più piccolo (alto circa 1 m, peso 15–25 kg), vive nelle regioni più fredde e in quota — la Patagonia e l’altopiano andino. Deve il nome a Charles Darwin, che ne descrisse gli esemplari. Ha piumaggio più chiaro e macchiettato di bianco ed è più raro in allevamento.
Le mutazioni di colore in allevamento
In cattività sono comparse alcune varietà di colore apprezzate dagli appassionati, in particolare il nandù bianco (leucistico o albino), dal piumaggio candido. Si tratta di mutazioni estetiche: taglia, indole ed esigenze restano quelle della specie.

Come allevare il Nandù
Il nandù è un ratite rustico, resistente e di carattere generalmente docile, che si adatta molto bene ai climi temperati e persino freddi. È il più piccolo dei grandi ratiti, quindi anche il più gestibile, ma richiede comunque spazio e alcune attenzioni specifiche.
Spazio, recinti e cosa tenere d’occhio
- Spazio: è un corridore e ama muoversi; serve un recinto ampio ed erboso che gli permetta di camminare e correre. Per pochi soggetti è necessario almeno un ettaro, ma più spazio significa animali più sani.
- Recinzioni robuste: alte (circa 1,5–1,8 m) e resistenti, senza spigoli o oggetti pericolosi contro cui possa lanciarsi se spaventato.
- Ingestione di corpi estranei: come tutti i ratiti, ingoia qualsiasi oggetto luccicante; chiodi, fili e plastica nel recinto sono pericolosissimi e vanno rimossi.
- Maschio in cova: in genere docile, ma nel periodo riproduttivo il maschio che cova diventa molto territoriale e protettivo e può caricare: va lasciato indisturbato e avvicinato con prudenza.
- Pulcini delicati: nelle prime settimane crescono in fretta ma sono sensibili a freddo, umidità ed errori alimentari; richiedono ambiente caldo e asciutto.
- Aspetti normativi: il nandù comune è specie inclusa nella CITES (commercio regolamentato): la detenzione richiede documentazione di provenienza legale, oltre alla registrazione sanitaria. Informati presso l’ASL veterinaria e le autorità competenti prima di iniziare.
Il ricovero notturno
Il nandù è rustico e resiste bene alle intemperie e al freddo, ma gradisce un riparo:
- Tettoia o ricovero aperto: una struttura semplice che ripari da pioggia battente, vento e sole forte, con lettiera asciutta (paglia o sabbia ben drenata).
- Terreno asciutto: l’umidità e il fango persistenti sono i veri nemici; il fondo delle zone di riposo va tenuto drenato.
- Sicurezza: recinto ben chiuso per proteggere soprattutto i pulcini dai predatori (volpi, cani).
- Niente posatoi: il nandù dorme a terra, accovacciato.
Alimentazione: cosa e quanto dare
Il nandù è onnivoro a fortissima prevalenza vegetale: piante, semi e frutti costituiscono circa il 99% della sua dieta. In natura mangia erba, foglie larghe, leguminose, cereali, radici e frutti, integrando con insetti, piccoli vertebrati e invertebrati. In allevamento la dieta si basa su:
- Mangime specifico per ratiti (struzzo/emù/nandù), bilanciato per le diverse fasi (starter, accrescimento, mantenimento, riproduzione).
- Foraggio ed erba: erba del pascolo, erba medica fresca o affienata, foglie e verdure a foglia, che costituiscono una parte importante della dieta.
- Cereali e frutta: mais, cereali e frutta come integrazione e arricchimento.
- Grit: piccole pietre da tenere a disposizione, che aiutano il ventriglio a triturare il cibo.
Essendo il più piccolo dei grandi ratiti, il nandù ha un fabbisogno più contenuto; le quantità vanno commisurate alla taglia e alla fase, evitando l’eccesso di alimenti troppo energetici.
L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e disponibile a volontà in abbeveratoi capienti; il nandù beve poco (ricava molta acqua dal cibo), ma non deve mai restarne privo. In inverno va evitato che ghiacci.
Cosa NON dare al nandù:
- Oggetti, fili, plastica e metalli nel recinto: vengono ingoiati e possono essere letali.
- Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (micotossine).
- Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
- Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi e avanzi elaborati.
- Eccesso di cereali/mangime energetico, che favorisce obesità e problemi alle zampe.
Esempio di razione fai-da-te con valori nutrizionali
Ecco un esempio di razione equilibrata di mantenimento per nandù adulti (i pulcini richiedono uno starter commerciale specifico per ratiti). Le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Erba / foraggio verde (medica, erba del pascolo) | 40% | Fibra, proteine, base vegetale |
| Mangime pellettato per ratiti | 35% | Proteine, vitamine e minerali equilibrati |
| Mais e orzo macinati | 12% | Energia (amido) |
| Verdura/frutta fresca tritata | 8% | Vitamine, appetibilità |
| Carbonato di calcio / fosfato | 3% | Calcio e fosforo (ossa, guscio) |
| Premiscela vitaminico-minerale + grit | 2% | Vitamine, oligoelementi, digestione |
Valori nutrizionali stimati della razione:
- Proteine grezze: ~15–18% per il mantenimento; nei pulcini in crescita si usa uno starter più proteico (~20–22%), in riproduzione si aumenta il calcio.
- Fibra: elevata, adatta alla digestione dei ratiti e alla natura erbivora del nandù.
- Calcio/fosforo: ben bilanciati, importanti per ossa robuste e per il guscio delle uova.
Importante: l’alimentazione dei ratiti richiede razioni bilanciate e specifiche: diete sbagliate o troppo energetiche causano problemi alle zampe e allo scheletro nei giovani in rapida crescita. Per impostare un allevamento è fortemente consigliato l’affiancamento di un veterinario esperto in ratiti e l’uso di mangimi dedicati.

Tabella comparativa: Nandù, Emù e Struzzo
Nandù, emù e struzzo sono i tre grandi ratiti più noti e allevati, spesso confusi tra loro. Ecco le principali differenze a colpo d’occhio.
| Caratteristica | Nandù | Emù | Struzzo |
|---|---|---|---|
| Origine | Sud America | Australia | Africa |
| Altezza | 1,4–1,7 m | 1,5–1,9 m | 2–2,8 m |
| Peso | 20–30 kg (fino ~40) | 30–60 kg | 100–150 kg |
| Dita per piede | 3 | 3 | 2 (unico uccello) |
| Uovo | ~600 g, bianco-crema | 450–650 g, verde smeraldo | 1,3–1,9 kg, bianco-crema |
| Ali | Grandi (usate come “vele”) | Piccole, atrofizzate | Grandi e vistose |
| Velocità | fino a ~60 km/h | fino a ~50 km/h | fino a ~70 km/h |
| Chi cova | Il maschio | Il maschio | Entrambi (maschio e femmina) |
| Carattere | Docile (maschio protettivo in cova) | Docile, addomesticabile | Più aggressivo (in riproduzione) |
Quanto sono alti i ratiti rispetto ad un essere umano? Nella grafica sottostante capiamo bene le proporzioni rispetto alla statura media di una persona alta 180 cm.

E anche i nandù amano farsi coccolare! Come le galline, e come tutti gli avicoli di cui parliamo su questo sito, se agli animali dai amore, rispetto, libertà e cure, loro ti ricambiano sempre! ❤️
Curiosità e stranezze sul Nandù
- È il gigante del Sud America. Il nandù comune è il più grande uccello del continente americano, anche se resta il più piccolo dei tre grandi ratiti allevati nel mondo.
- Corre con le “vele” spiegate. A differenza di emù e struzzo, ha ali molto grandi che tiene aperte durante la corsa: gli servono da timone e bilanciere per le brusche virate a zig-zag con cui semina i predatori.
- È un “papà poligamo”. Un solo maschio raccoglie un harem di femmine che depongono tutte nel suo nido; poi è lui a covare e crescere i piccoli, un caso di cure paterne esclusive raro nel regno animale.
- È quasi muto. Da adulto non emette quasi alcun suono: solo il maschio, in amore, produce un profondo “rimbombo” (booming) udibile fino a un chilometro di distanza.
- Sopravvive agli inverni tedeschi. Alcuni nandù fuggiti nel 2000 da un allevamento in Germania hanno dato origine a una popolazione selvatica stabile, che resiste al freddo e si riproduce: la prova della sua straordinaria adattabilità.
- Beve pochissimo. Ricava gran parte dell’acqua di cui ha bisogno direttamente dai vegetali che mangia, un adattamento alle praterie aride.
- Ha ispirato Darwin. Il nandù minore è detto “nandù di Darwin” perché il naturalista lo studiò durante il viaggio sudamericano, restandone affascinato.
- È un alleato dei campi. Onnivoro, divora grandi quantità di insetti, cavallette e semi infestanti, contribuendo all’equilibrio delle praterie.
- Ha tre dita, non due. Come l’emù e a differenza dello struzzo (che ne ha due), il nandù ha tre dita per piede, tutte rivolte in avanti.
- È un “cugino” preistorico. Come tutti i ratiti, conserva caratteri primitivi che lo avvicinano ai grandi uccelli-rettili del passato: un frammento vivente dell’evoluzione degli uccelli.
Domande frequenti (FAQ)
Che differenza c’è tra nandù e emù?
Sono due ratiti diversi di continenti diversi. Il nandù è sudamericano, più piccolo (1,4–1,7 m, 20–30 kg), ha ali molto grandi che usa come vele nella corsa e depone uova bianco-crema. L’emù è australiano, più grande (fino a 1,9 m e 60 kg), ha ali piccole e atrofizzate e depone uova verde smeraldo. Entrambi hanno tre dita e in entrambi è il maschio a covare, ma l’emù ha un piumaggio più “peloso” e scuro, il nandù più grigio e compatto. In breve: stessa “categoria” (grandi ratiti), ma cugini di due emisferi diversi.
Il nandù è aggressivo?
In generale no: il nandù è un animale tranquillo, timido e curioso, che con l’abitudine diventa confidente con l’allevatore. L’eccezione è il maschio in cova: nel periodo riproduttivo diventa molto territoriale e protettivo verso il nido e i pulcini, e può caricare e beccare chi si avvicina. Fuori stagione è docile, ma va sempre rispettato: le sue zampe potenti possono comunque far male.
Quanti anni vive un nandù?
In natura il nandù vive mediamente 10–15 anni, mentre in cattività, protetto e ben nutrito, può raggiungere e superare i 20 anni, con punte fino a circa 30. Come per gli altri ratiti, adottare un nandù è un impegno di lungo periodo.
Quante uova depone il nandù?
Nel nandù le uova sono deposte in un nido comune: ogni femmina depone 10–15 uova, ma poiché più femmine depongono nello stesso nido del maschio, questo può arrivare a contenere 20–40 uova (talvolta fino a ~50). Le uova, dal guscio bianco-crema tendente al giallo, pesano circa 600 g. A covarle, per 36–40 giorni, è il maschio.
Le uova di nandù sono commestibili?
Sì, assolutamente. Le uova di nandù sono ottime e commestibili: pesano circa 600 g, pari a circa 7–10 uova di gallina, con un solo uovo si prepara una grande frittata per più persone. Hanno sapore ricco e delicato e il loro guscio chiaro è usato anche per decorazioni e incisioni. In allevamento, però, gran parte delle uova viene destinata all’incubazione per la riproduzione.
Quanto costa acquistare un nandù?
Il prezzo varia con l’età e la provenienza. Indicativamente, un pulcino/giovane costa qualche centinaio di euro, mentre una coppia adulta riproduttrice può costare diverse centinaia di euro (le varietà di colore, come il nandù bianco, di più). Ai costi d’acquisto vanno aggiunti recinti, ricovero e alimentazione. Trattandosi di specie CITES, l’acquisto deve avvenire da allevatori in regola e con la relativa documentazione di provenienza legale.
I nandù soffrono il freddo?
No, sorprendentemente il nandù è molto resistente al freddo: il suo folto piumaggio lo protegge bene, tanto che una popolazione selvatica sfuggita da un allevamento sopravvive da anni ai rigidi inverni della Germania settentrionale. Purché disponga di un riparo asciutto e protetto dal vento, si adatta senza problemi ai climi temperati e freddi italiani. Il suo vero nemico è l’umidità persistente, non il gelo.
I nandù si possono allevare in Italia?
Sì. Il nandù si alleva in Italia da diversi anni, come l’emù e lo struzzo, sia a scopo produttivo, sia come animale ornamentale. Occorre però rispettare le norme sanitarie (registrazione dell’allevamento presso l’ASL veterinaria) e, poiché il nandù comune è una specie inclusa nella CITES, disporre della documentazione di provenienza legale degli animali. È sempre bene informarsi presso le autorità competenti prima di iniziare.
Quanto è alto un nandù?
Il nandù comune adulto è alto mediamente 1,4–1,7 metri fino alla sommità del capo, con i maschi più grandi che possono avvicinarsi a 1,8 metri. Il nandù minore (di Darwin) è più piccolo, intorno a 1 metro. In ogni caso il nandù è nettamente più basso dell’emù (fino a 1,9 m) e soprattutto dello struzzo (fino a 2,8 m).
Il nandù vola?
No. Il nandù è un ratite, cioè un uccello inadatto al volo: pur avendo ali insolitamente grandi per un ratite, ha lo sterno privo di carena e non può volare. Le sue ali servono soprattutto a bilanciarsi e a “sterzare” durante la corsa (fino a circa 60 km/h) e nelle parate di corteggiamento. In compenso, come tutti i ratiti, ha sviluppato all’estremo la corsa.
Che verso fa il nandù?
Il nandù adulto è quasi muto: per gran parte dell’anno non emette suoni. L’unica eccezione è il maschio in periodo riproduttivo, che produce un caratteristico e profondo rimbombo (“booming”), un suono grave e cupo udibile anche a un chilometro di distanza, usato per attirare le femmine e sfidare i rivali. I pulcini, invece, emettono fischi e pigolii per comunicare con il padre.
In conclusione
Il nandù è il più docile e gestibile dei tre grandi ratiti: più piccolo dello struzzo e dell’emù, resistente al freddo, elegante nella corsa con le sue grandi ali spiegate e curioso con l’allevatore. È un animale affascinante, che unisce il fascino esotico delle pampas sudamericane alla praticità di un allevamento alla portata anche del piccolo appassionato. Gli servono un recinto ampio ed erboso, un riparo asciutto, un’alimentazione a base di erba e mangime per ratiti e il rispetto delle norme sanitarie e CITES.
































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