
A Misilmeri, nelle campagne alle porte di Palermo, un gruppo di circa cento galline razzola libero tra orto e uliveto secolare; sono “le ragazze”, come le chiama Clara D’Agostino, che insieme al compagno Giulio Di Martino ha fondato Orto21, azienda agricola nata da una scelta tanto controcorrente quanto eticamente forte: tornare alla terra e farlo bene, mettendo il benessere animale al centro di tutto.
Il nome dell’azienda racconta già la filosofia che la anima. “21” sono i giorni della cova, ovvero il tempo che una chioccia impiega per covare le uova feconde fino alla schiusa e alla nascita dei pulcini: un tempo lento, fatto di attesa e cura, che Clara e Giulio hanno scelto come simbolo del proprio modo di lavorare. Una scelta di pazienza in un settore, quello agricolo, sempre più schiacciato dalla logica della produzione intensiva.
Dalle prime galline “per hobby” a un modello di allevamento etico
Tutto è cominciato nel 2018, con un piccolo orto coltivato solo per il fabbisogno familiare. Durante il Covid, Clara e Giulio si sono trasferiti definitivamente in campagna e hanno preso le prime galline, tra cui Regina, che oggi ha otto anni ed è ancora con loro: un dettaglio che dice molto di un allevamento pensato per la vita degli animali, non solo per la loro resa. Da quel primo nucleo è nato un progetto che oggi conta circa cento esemplari, allevati “in purezza” in base a diverse razze, con l’obiettivo dichiarato di preservarne le caratteristiche genetiche e la biodiversità, anche a costo di un impegno economico più alto.
È un allevamento che ribalta completamente la logiche “consumistiche” per dare spazio all’etica, alla natura, e agli specifici bisogni etologici degli animali: le galline si muovono libere sul terreno (free range), si alimentano con quel che trovano sul terreno integrato con ortaggi e frutta prodotti in azienda e granaglie biologiche, e ogni esemplare viene conosciuto e seguito individualmente da Clara.
Sul sito ufficiale di Orto21, il benessere animale viene definito esplicitamente “il punto chiave della nostra idea di allevamento“: un principio che si traduce nella (impegnativa) pratica quotidiana, dalla libertà di pascolo alla varietà dell’alimentazione.

Uova naturalmente colorate, frutto della biodiversità
Il segno più riconoscibile di questo modo di allevare sono le uova, che nascono “naturalmente colorate”: azzurre quelle delle Araucana, marroni quelle delle Marans, verdi quelle delle Olive Egger, fino alle tonalità bianche e crema di altre razze. Una tavolozza naturale che è la diretta conseguenza della scelta di allevare e riprodurre razze diverse in purezza, invece di puntare su un’unica linea genetica ad alta resa come avviene in altri tipi di allevamenti.
Ogni gallina depone in media un uovo ogni due giorni, un ritmo fisiologico rispettato, senza forzature. È proprio questa scelta di qualità e biodiversità, spiegano Clara e Giulio, a incidere sul prezzo finale delle uova: un prezzo che racconta il costo reale di un allevamento fatto bene, lontano dalle logiche di massimizzazione della produzione.

Dalle galline alla terra: un ciclo virtuoso
L’allevamento delle galline si inserisce in un disegno più ampio di agricoltura circolare, che è il vero cuore di Orto21. Le deiezioni degli animali diventano pollina, un concime biologico naturale che nutre i tremila metri quadrati di orto coltivato senza pesticidi né concimi chimici. Le galline, a loro volta, si nutrono degli scarti e dei prodotti dell’azienda stessa: un cerchio virtuoso che si chiude, come amano dire Clara e Giulio, “anzi, un uovo“.
Accanto alle galline, sono arrivate anche due caprette, mentre l’azienda si sviluppa su circa un ettaro che comprende anche un uliveto secolare, da cui nasce l’olio extravergine prodotto in proprio, e un piccolo frutteto.

Filiera corta e comunità: la consegna a domicilio dei prodotti
Coerenti con questa visione, Clara e Giulio hanno scelto di eliminare ogni intermediazione: la consegna a domicilio, a Palermo e provincia, raggiunge oggi oltre 250 famiglie, con prodotti raccolti poche ore prima della consegna e scelti da un catalogo aggiornato.
Le uova colorate sono spesso il primo motivo che avvicina un cliente a Orto21, ma per i due fondatori restano “il biglietto da visita” di un progetto più ampio, fatto anche di ortaggi di stagione e di relazioni dirette con chi acquista.
Guardare avanti, senza fretta
Nonostante giornate che iniziano all’alba e superano spesso le quattordici ore di lavoro, Clara e Giulio non hanno dubbi sulla direzione presa. Vorrebbero crescere ancora, magari assumendo una persona in più per ampliare le consegne, difficoltà non da poco in un momento in cui, dicono, sono sempre meno i giovani disposti a scegliere il lavoro agricolo. E guardano già a un nuovo progetto etico: l’allevamento di bachi da seta.
Storie come quella di Orto21 dimostrano che un allevamento diverso, rispettoso dei tempi e del benessere animale, è possibile ed è anche sostenibile: una strada che secondo noi merita di essere raccontata e sostenuta, perché apre una prospettiva concreta su come il rapporto tra uomo e animali d’allevamento possa essere ripensato, senza rinunciare alla qualità né alla dignità di chi lo pratica.
(foto utilizzate nell’articolo da account Instagram Orto21)
































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