
La Barbuta di Turingia (in tedesco Thüringer Barthuhn) è una delle più antiche razze avicole tedesche: una gallina di taglia appena media, rustica e vivacissima, riconoscibile a colpo d’occhio per la barba folta e arrotondata e per i favoriti gonfi che le hanno valso lo storico soprannome di Pausbäckchen, letteralmente “guance paffute”. Originaria del Bosco della Turingia, nella zona di Ruhla, è al tempo stesso una buona ovaiola da uova bianche e un’elegante razza ornamentale, capace di resistere ai climi freddi grazie proprio alla barba che le protegge le parti più delicate dal gelo.
In questa guida completa esploriamo origine, standard, varietà di colore, deposizione, allevamento, carattere, conservazione e curiosità della Barbuta di Turingia.
Indice:
- Origine e storia
- Caratteristiche della razza Barbuta di Turingia
- Le varietà di colore
- Il pulcino Barbuta di Turingia
- Deposizione e uova
- Allevamento
- Carattere e temperamento
- Salute, longevità e stato di conservazione
- Curiosità sulla razza Barbuta di Turingia
- Domande frequenti (FAQ)
Origine e storia
La Barbuta di Turingia è una razza tedesca nata nella regione della Turingia, e più precisamente nel comprensorio della cittadina di Ruhla, nella parte occidentale del Bosco della Turingia (Thüringer Wald). Si tratta di una delle razze di gallina di campagna più antiche della Germania: la testimonianza scritta più remota risale al 1793, quando il consigliere forestale Johann Matthäus Bechstein, nella sua Gemeinnützige Naturgeschichte Deutschlands, descrisse la presenza intorno a Ruhla di galline barbute senza ciuffo, dalle belle colorazioni. Le origini vere e proprie della razza restano però incerte e collocate genericamente all’inizio del XIX secolo, quando questi animali erano già allevati in purezza nella zona.
Sulla nascita della razza circolano diverse ipotesi. Secondo una prima teoria, dopo le devastazioni della Guerra dei Trent’anni alcuni contadini profughi provenienti da Boemia e Moravia raggiunsero la Turingia intorno al 1621, portando con sé galline di campagna barbute che si sarebbero incrociate con le locali Otterköpfchen (“testine di lontra”) della Turingia occidentale, oggi estinte perché confluite proprio nella Barbuta. Una seconda teoria lega invece la razza al commercio della schiuma di mare per le pipe: insieme a quel traffico dall’Asia Minore e dalla Crimea sarebbe arrivata la Pawlowa (Pavlov) russa, gallina barbuta pagliettata, mescolatasi poi con le Padovane e con le Otterköpfchen locali. Altre ricostruzioni chiamano in causa anche la Houdan francese. Ciò che è certo è che si tratta di un antico patrimonio genetico contadino, selezionato empiricamente prima ancora che scientificamente.
Per gran parte della sua storia la razza fu conosciuta con il nome dialettale di Pausbäckchen (“guance paffute”), e solo dal 1934 assunse ufficialmente la denominazione di Thüringer Barthuhn, cioè “gallina barbuta della Turingia”. La selezione organizzata prese avvio intorno al 1880, quando esistevano già una ventina di ceppi allevati in purezza e nacque un’associazione di razza (Sonderverein). Nel 1882 comparve sulla rivista Der Geflügelhof la prima illustrazione conosciuta, dedicata alla varietà pagliettata argento; nel 1890 Bruno Dürigen ne descriveva già numerose colorazioni. Nel 1898 a Ruhla fu riconosciuto uno standard manoscritto, sottoscritto da undici allevatori, che elencava undici varietà di colore. La fama della razza travalicò i confini in occasione della grande esposizione avicola di Francoforte del 1903: nella sua celebre opera sull’avicoltura, l’inglese Edward Brown definì la Barbuta di Turingia la “beniamina degli allevatori tedeschi”.
Selezionata in modo sempre più severo per l’aspetto, la razza perse progressivamente in produttività; rischiò l’estinzione dopo la Seconda guerra mondiale, sopravvivendo grazie a pochi allevatori appassionati; durante la divisione della Germania fu mantenuta in vita da due associazioni separate che collaboravano di nascosto, riunite in un unico Sonderverein dopo la riunificazione. Dagli anni Settanta la razza ha conosciuto una nuova popolarità come gallina ornamentale e da conservazione.

Caratteristiche della razza Barbuta di Turingia
La Barbuta di Turingia è un pollo di taglia appena media, di tipologia campagnola, dal corpo compatto e cilindrico (“a botte”), con portamento quasi orizzontale. Le spalle sono larghe, il petto pieno e ben arrotondato, l’addome ampio, soprattutto nella gallina, che rivela così la sua vocazione di buona ovaiola. Il collo è di media lunghezza, leggermente ricurvo e ispessito all’indietro, con una mantellina ricca che nelle galline adulte forma una vera e propria criniera.
Il tratto distintivo è naturalmente la testa: la cresta è semplice, dritta e non più che mediamente grande, regolarmente dentata (nella gallina può piegarsi leggermente di lato). I bargigli sono piccolissimi, quasi assenti, e restano nascosti sotto la barba piena, allungata e arrotondata, mai divisa, che si prolunga lateralmente nei favoriti (“guance paffute”) fino quasi agli occhi, coprendo faccia e orecchioni.
Proprio questa livrea del capo, oltre a dare alla razza il suo aspetto inconfondibile, ha un valore pratico: barba e favoriti proteggono dal gelo le parti più delicate, rendendo la Barbuta di Turingia particolarmente adatta ai climi rigidi.
I tarsi sono di media lunghezza e non impiumati, di colore variabile secondo la varietà.
| Caratteristica | Gallo | Gallina |
|---|---|---|
| Peso medio | 2,0 – 2,5 kg | 1,5 – 2,0 kg |
| Cresta | Semplice, dritta, appena media, dentata | Semplice, piccola, può piegarsi di lato |
| Barba e favoriti | Pieni, arrotondati, non divisi | Molto sviluppati, spesso più pieni che nel gallo |
| Bargigli | Piccolissimi, nascosti dalla barba | Piccolissimi o assenti |
| Zampe / Tarsi | Non impiumati, colore secondo varietà | Non impiumati, colore secondo varietà |
| Portamento | Quasi orizzontale, cilindrico | Quasi orizzontale, addome pieno |
| Colore uova | — | Bianco |
| Anello (diametro) | 18 mm | 16 mm |
Esiste anche una versione bantam che rientra nelle cosiddette galline nane (Zwerg-Thüringer Barthuhn), fedele riproduzione in miniatura della taglia grande, con piumaggio abbondante e barba piena e arrotondata. I galli nani pesano intorno a 1,0 kg (0,6-0,8 kg secondo alcune fonti) e le galline circa 0,8 kg; le loro uova, sempre bianche, pesano in media 37 grammi.
Le varietà di colore
La Barbuta di Turingia è una razza ricca di varietà di piumaggio. Lo standard manoscritto del 1898 ne elencava già undici, molte delle quali andate perdute nel tempo; oggi in Germania sono nove le colorazioni riconosciute (già ammesse nel 1910). Alcune varietà storiche, come la camoscio pagliettata bianco, scomparvero per decenni salvo poi essere ricostituite: nel 1983, per esempio, la camoscio macchiata di bianco ricomparve in mostra dopo 40-50 anni. Anche la varietà rebhuhnfarbig (collo oro) fu riottenuta negli anni Cinquanta incrociando Altsteirer, Welsumer, Rheinländer e altre Barbute.
| Varietà | Descrizione sintetica |
|---|---|
| Nera | Nero intenso con riflessi verdi; è la varietà considerata meglio selezionata |
| Bianca | Bianco puro; sconsigliati i riflessi giallastri, difficili da eliminare |
| Gialla (fulva) | Mantello fulvo dorato uniforme, con piumino chiaro |
| Blu orlata | Fondo blu-grigio con orlatura più scura; varietà “spalterbig” (non fissa) |
| Sparviero (barrata) | Barre alterne nere e blu; gallina più scura del gallo |
| Oro pagliettata nero | Fondo rosso dorato con grandi paillette nere a riflessi verdi |
| Argento pagliettata nero | Come la precedente ma con fondo bianco argento |
| Camoscio pagliettata bianco | Fondo fulvo cuoio con paillette bianco crema |
| Collo oro scura (rebhuhnfarbig) | Disegno tipo pernice, con testa e mantellina dorate e fiamme nere |
Il pulcino Barbuta di Turingia
I pulcini della Barbuta di Turingia sono descritti come frohwüchsig, cioè robusti e a rapida crescita, e generalmente poco complicati da allevare, a patto che non nascano troppo tardi nella stagione: le nidiate autunnali fanno più fatica ad affrontare il primo inverno. Fin da piccoli mostrano l’indole vivace tipica della razza e diventano presto confidenti con l’allevatore.
Il sesso non è distinguibile dal colore del piumino alla nascita: il riconoscimento avviene con le settimane, osservando lo sviluppo della cresta, la comparsa delle falciformi nella coda dei galletti e, più avanti, la formazione della barba e della criniera.
Nella selezione, per mantenere barbe ben formate di generazione in generazione, gli allevatori raccomandano di conservare nel ceppo anche galline con barbe più piccole ma ben conformate: usare solo riproduttori dalla barba enorme, infatti, porta con il tempo alla comparsa di becchi aperti o incrociati. Per la crescita si consiglia un buon mangime d’avvio ricco di proteine.
Deposizione e uova
Nata come gallina utile alla piccola economia contadina, la Barbuta di Turingia conserva una buona attitudine alla deposizione. Le uova hanno il guscio bianco e un peso medio intorno ai 55 grammi (il minimo per le uova da cova è 53 g, con esemplari che raggiungono i 60 g). La produzione si attesta indicativamente sulle 160 uova all’anno: un tempo la razza era più prolifica, ma la selezione spinta verso la bellezza ridusse nel tempo la resa.
Le galline sono note per iniziare a deporre precocemente e, poiché vanno raramente in cova, sfruttano gran parte dell’anno per fare uova.
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Colore del guscio | Bianco |
| Peso medio dell’uovo | circa 55 g (52-60 g) |
| Peso minimo per uova da cova | 53 g |
| Uova per anno | circa 160 |
| Età di inizio deposizione | Precoce (galline che depongono giovani) |
| Tendenza alla cova | Molto scarsa (circa 10%) |
| Uova versione nana | circa 120 all’anno, bianche, ~37 g |
Come allevare la razza Barbuta di Turingia
La Barbuta di Turingia è una razza rustica, resistente e facile da tenere, ma con esigenze molto precise legate al suo temperamento e alla barba. Il primo punto è lo spazio: sono galline attive, curiose e ottime foraggiatrici, che hanno bisogno di molto movimento e di un ampio spazio all’aperto. In recinti troppo piccoli si stressano e iniziano il vizio del picchettamento delle penne (pica), prendendo di mira per prima proprio la barba delle compagne. Chi recinta un’area deve prevedere una superficie generosa e una rete alta, perché sono discrete volatrici.
Pollaio. Il ricovero notturno deve essere soprattutto asciutto e privo di correnti d’aria: il piumaggio aderente e la barba proteggono benissimo dal freddo, ma non tollerano l’umidità. Angoli ben chiusi e una struttura a tenuta sono più importanti di un ambiente riscaldato. Contro l’umidità va prestata attenzione anche in mangiatoia e abbeveratoio.
Alimentazione. Essendo galline leggere che non devono nutrire molta massa muscolare, hanno una ottima conversione alimentare e destinano l’energia alla deposizione delle uova. In estate si procurano da sole gran parte del cibo razzolando; d’inverno, con meno risorse spontanee, vanno alimentate in modo più abbondante. Per le razze barbute si consigliano abbeveratoi e mangiatoie specifici, che mantengano la barba pulita e asciutta, e si preferisce il mangime secco: i residui umidi restano impigliati nella barba e favoriscono sia infezioni sia il picchettamento reciproco.
Predatori e gestione. Come per tutte le razze allevate all’aperto, la protezione dai predatori (volpi, faine, rapaci e cani vaganti) è affidata a recinzioni adeguate e a un pollaio chiuso di notte. La pulizia regolare previene acari e pidocchi, mentre l’igiene della barba merita un controllo periodico, soprattutto nei mesi piovosi e fangosi.
Carattere e temperamento
Il temperamento è uno degli aspetti che più affascinano gli allevatori della Barbuta di Turingia: sono galline attive, vivaci e “sfrontate” (il tedesco le definisce keck, cioè sveglie e impertinenti), spesso le prime a esplorare un ambiente nuovo o a curiosare intorno a una novità. Sono pacifiche e diventano rapidamente confidenti con chi le accudisce, tanto da lasciarsi avvicinare con facilità; nel contempo sono facilmente eccitabili e molto dinamiche, caratteristiche che le rendono adatte a chi cerca galline dal carattere spigliato, forse un po’ troppo vivaci per bambini piccoli. In stormo misto convivono bene e si integrano senza problemi, purché dispongano dello spazio di cui hanno bisogno.

Salute, longevità e stato di conservazione
La Barbuta di Turingia è una razza robusta e wetterhart (resistente alle intemperie), senza particolari fragilità genetiche: la sua rusticità la rende adatta anche alle zone di montagna e ai climi difficili dove altre razze faticano. Le uniche attenzioni riguardano l’igiene della barba nei periodi umidi e la prevenzione dei parassiti esterni, oltre alla scelta oculata dei riproduttori per evitare, con barbe troppo grandi, la comparsa di anomalie del becco.
Sul fronte della conservazione, la razza è considerata rara ma non attualmente in pericolo di estinzione grazie a un’attività di allevamento professionale e mirata. Un censimento della Zentrale Dokumentation Tiergenetischer Ressourcen in Deutschland (TGRDEU) del 2016 contava, per le nove varietà riconosciute, 138 allevatori con complessivamente 1.081 galline e 253 galli.
Le consistenze erano calate di circa un terzo tra il 2000 e il 2008, per poi stabilizzarsi. Il cuore della diffusione resta la Turingia occidentale, ma il Sonderverein ha contribuito a portare allevatori in tutta la Germania e, sporadicamente, all’estero.
Come razza economica non ha mai superato i confini regionali; come gallina ornamentale è presente in molte mostre avicole.
La Barbuta di Turingia è tutelata anche dalla GEH (Gesellschaft zur Erhaltung alter und gefährdeter Haustierrassen), la società tedesca per la conservazione delle razze zootecniche antiche e minacciate. Fuori dalla Germania rimane rara: nel Regno Unito, per esempio, è comparsa solo intorno all’anno 2000.
| Razza / forma | Rapporto con la Barbuta di Turingia |
|---|---|
| Otterköpfchen della Turingia | Antica razza locale confluita nella Barbuta (oggi estinta) |
| Pawlowa (Pavlov) | Gallina barbuta russa citata tra i possibili progenitori |
| Padovana | Razza ciuffata indicata tra gli antenati in una delle teorie |
| Houdan | Razza francese talvolta citata tra i progenitori |
| Barbuta di Turingia nana | Versione bantam della razza, ~1,0 kg, uova bianche da ~37 g |
Curiosità sulla razza Barbuta di Turingia
- Il soprannome storico Pausbäckchen (“guance paffute”) deriva dai favoriti gonfi che incorniciano il muso; fu il nome ufficiale della razza fino al 1934.
- La barba non è solo estetica: protegge dal gelo faccia, orecchioni e bargigli, rendendo la razza particolarmente adatta ai climi freddi e alle zone di montagna.
- La prima menzione scritta risale al 1793, nell’opera naturalistica di Johann Matthäus Bechstein, che descrisse galline barbute nei dintorni di Ruhla.
- Alla mostra di Francoforte del 1903 la razza fece tale impressione che l’inglese Edward Brown la definì la “beniamina degli allevatori tedeschi”.
- È una delle più antiche razze di gallina di campagna della Germania: nel 1880 esistevano già una ventina di ceppi allevati in purezza.
- Alcune varietà storiche andarono perdute e furono ricostruite: la camoscio macchiata di bianco ricomparve in mostra nel 1983 dopo decenni di assenza.
- In mostra le Barbute soffrono le gabbie strette: assumono una postura innaturale che può ingannare i giudici, per cui si consiglia di abituarle gradualmente alle gabbie prima delle esposizioni.
- Il vizio del picchettamento parte spesso dalla barba delle compagne: per questo servono spazio abbondante e mangime asciutto.
- Le uova sono sempre bianche, e la razza ha carne a pelle gialla.
- Esiste una fedele versione nana, il Thüringer Zwerg-Barthuhn, perfetta per chi ha poco spazio ma non vuole rinunciare alla barba e alle guance paffute.
Domande frequenti (FAQ)
Di che colore sono le uova della Barbuta di Turingia?
Le uova hanno il guscio bianco, con un peso medio intorno ai 55 grammi (52-60 g); il minimo per le uova da cova è di 53 grammi.
Quante uova depone all’anno?
Indicativamente circa 160 uova all’anno. Un tempo la razza era più prolifica, ma la selezione orientata alla bellezza ne ha ridotto la resa. La versione nana depone circa 120 uova.
Quanto pesa un gallo di Barbuta di Turingia?
Il gallo pesa tra 2,0 e 2,5 kg, la gallina tra 1,5 e 2,0 kg. È dunque una razza di taglia appena media. La versione nana pesa circa 1,0 kg il gallo e 0,8 kg la gallina.
Perché ha la barba?
La barba e i favoriti (“guance paffute”) sono il tratto caratteristico della razza e hanno anche una funzione pratica: proteggono dal freddo le parti più delicate del capo. La barba deve essere piena, allungata, arrotondata e non divisa.
Che carattere ha la Barbuta di Turingia?
È una gallina attiva, vivace, curiosa e pacifica, che diventa presto confidente con l’allevatore. È anche facilmente eccitabile e molto dinamica: ottima per chi ama galline spigliate, forse un po’ troppo vivace per i bambini piccoli.
Resiste al freddo?
Sì, molto bene. Il piumaggio aderente e la barba che ripara faccia e bargigli la rendono resistente al freddo e adatta anche alle zone di montagna. Detesta invece la pioggia e l’umidità, per cui serve un pollaio asciutto e senza correnti d’aria.
Va in cova?
Raramente: la tendenza a farsi chioccia è molto scarsa (intorno al 10%). Proprio per questo le galline sfruttano gran parte dell’anno per deporre. Quando covano, però, sono buone e attente mamme, capaci di difendere con decisione i pulcini.
Quanto spazio serve per allevarla?
Molto. È una razza attiva e amante del movimento, che ha bisogno di ampio spazio all’aperto e di una recinzione alta (è una buona volatrice). In spazi ristretti si stressa e inizia a picchettare le penne delle compagne.
Quante varietà di colore esistono?
In Germania sono nove le varietà riconosciute: nera, bianca, gialla (fulva), blu orlata, sparviero, oro pagliettata nero, argento pagliettata nero, camoscio pagliettata bianco e collo oro scura. Lo standard storico del 1898 ne elencava undici, alcune poi perdute o ricostituite.
È una razza rara?
Sì. È rara, soprattutto fuori dalla Germania, ma grazie a un allevamento di conservazione organizzato non è attualmente a rischio di estinzione. È tutelata dalla GEH ed è allevata per lo più come gallina ornamentale e da esposizione, con il suo cuore storico in Turingia occidentale.
Da dove viene il nome “Barbuta di Turingia”?
Il nome traduce il tedesco Thüringer Barthuhn, cioè “gallina barbuta della Turingia”, la regione della Germania centrale dove la razza è nata, nei dintorni della cittadina di Ruhla, nel Bosco della Turingia.

































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