
La gallina Pavlov, conosciuta a livello internazionale come Pavlovskaya, è un’antica razza avicola russa originaria della regione di Nizhnij Novgorod, riconoscibile per il vistoso ciuffo a forma di fontana, la folta barba e le zampe piumate blu-grigie. Di taglia intermedia (galli 1,7-2,2 kg, galline 1,2-1,5 kg), depone uova bianche o beige chiaro insolitamente grandi rispetto alla mole del corpo, con una produzione annua modesta stimata tra 100 e 170 uova a seconda delle fonti.
Rusticissima e resistente al gelo, la razza rischiò l’estinzione totale in epoca sovietica: negli anni Novanta sopravvivevano solo due galli, di cui uno sterile. Oggi è considerata una delle razze avicole più rare al mondo, allevata da pochissimi appassionati anche fuori dai confini russi.
Origine e storia
La storia della Pavlov affonda le radici nel villaggio di Pavlovo, sulle rive del fiume Oka, nella provincia di Nizhnij Novgorod, circa 320 km a est di Mosca. Secondo lo storico russo Jurij Dmitriev, le prime tracce della razza risalirebbero addirittura al Seicento o al primo Settecento, con una leggenda locale che vuole i capostipiti discendenti dai pollai personali di Caterina la Grande. Al di là dell’aneddoto, è certo che nel corso dell’Ottocento la razza si diffuse ampiamente nella regione, tanto da essere considerata da molti allevatori russi il pollo più elegante ed esteticamente perfetto del Paese, quasi un simbolo nazionale.
Il riconoscimento ufficiale arrivò alla fine del XIX secolo, quando la razza fu classificata e ottenne lo status di razza autoctona russa; lo standard morfologico venne fissato nel 1905. Da quel momento la Pavlov entrò a far parte del ristretto novero delle razze avicole “storiche” russe, insieme a razze come l’Orloff.
Il periodo sovietico segnò quasi la fine della razza. Le politiche di collettivizzazione agricola e la standardizzazione della produzione avicola su ibridi industriali portarono a un abbandono quasi totale delle razze rustiche tradizionali, Pavlov compresa. La situazione divenne drammatica: all’inizio degli anni Novanta la popolazione mondiale di Pavlov pura era ridotta a due soli galli superstiti, di cui uno sterile. Un gruppo di allevatori russi riuscì a salvare la razza incrociando il gallo fertile con galline dal fenotipo simile e reincrociando poi la progenie con il padre per fissare nuovamente i caratteri della razza originaria: un vero e proprio recupero genetico “in extremis“.
Oggi la Pavlov resta rarissima anche in Russia, dove è allevata soprattutto da appassionati e piccoli conservatori del patrimonio genetico avicolo nazionale. Fuori dai confini russi è stata introdotta solo in tempi recenti, ad esempio negli Stati Uniti attraverso allevatori specializzati in razze rare, che hanno iniziato a diffonderla presso un numero ancora molto limitato di appassionati.
Caratteristiche della razza Pavlovskaya
La Pavlov ha una taglia intermedia, a metà strada tra le razze da cortile e le varietà nane: un corpo compatto, atletico e ben proporzionato, sorretto da zampe piumate di colore blu-grigio con quattro dita, tutte rivestite di piume per almeno un quarto della loro lunghezza. La testa è ornata da un ciuffo vistoso che, nella forma ideale, nasce da una base rotonda od ovale, si sviluppa verso l’alto “a fascio” e poi si apre a raggiera come una piccola fontana di piume; esiste anche una variante di ciuffo più stretta, a forma di elmo, compressa ai lati e leggermente inclinata in avanti, che non ricade sugli occhi e non ostacola la vista dell’animale. Sotto il ciuffo si nasconde una piccola cresta a V, quasi invisibile, che insieme ai bargigli ridotti limita fortemente il rischio di congelamento nei climi rigidi. Barba e favoriti sono folti e ben sviluppati, tanto da coprire buona parte del viso e della gola.
| Caratteristica | Gallo | Gallina |
|---|---|---|
| Peso medio | 1,7 – 2,2 kg | 1,2 – 1,5 kg |
| Cresta | Piccola, a V, spesso nascosta dal ciuffo | Piccola, a V, spesso nascosta dal ciuffo |
| Ciuffo | Ampio, a fontana o a elmo | Ampio, a fontana o a elmo |
| Barba e favoriti | Folti, ben sviluppati | Folti, ben sviluppati |
| Zampe | Piumate, blu-grigie, 4 dita piumate | Piumate, blu-grigie, 4 dita piumate |
| Colore uovo | – | Bianco o beige chiaro |
| Portamento | Eretto, atletico, vivace | Compatto, agile |
Il piumaggio di base più diffuso è dorato, con una piccola macchia nera di forma abbastanza regolare sulla punta di quasi ogni penna; su alcune zone del corpo queste macchie si dispongono a formare un motivo che ricorda la lettera V. Lo standard storico della razza, fissato nel 1905, descrive diverse varietà cromatiche riconosciute.
| Varietà di piumaggio | Descrizione sintetica |
|---|---|
| Argento (Silver) | Fondo bianco-argenteo con macchiettatura nera a V sulle penne |
| Oro (Gold) | Fondo dorato/ambrato con macchiettatura nera a V sulle penne |
| Nero a ciuffo bianco | Corpo nero lucido, ciuffo e barba bianchi |
| Grigio (Blu) a ciuffo bianco | Corpo grigio-bluastro, ciuffo e barba bianchi |
| Bianco a ciuffo bianco | Piumaggio interamente bianco, ciuffo e barba bianchi |

Il pulcino Pavlovskaya
I pulcini di Pavlov nascono già con un piumaggio abbastanza definito, ma il ciuffo caratteristico impiega diverse settimane a svilupparsi pienamente, così come la colorazione definitiva delle piume, che spesso si completa solo dopo la prima muta.
Il sessaggio precoce è tutt’altro che semplice: i disegni e le colorazioni tipiche della razza rendono difficile distinguere maschi e femmine nelle prime settimane di vita. Alcuni allevatori riportano che i primi segnali affidabili, come la crescita più marcata delle penne della coda e la comparsa di disegni particolari sulle piume del collo nei maschi, diventano visibili solo intorno alle 8-9 settimane di età.
Come per la maggior parte dei pulcini, nelle prime tre settimane di vita è opportuno un mangime starter ad alto contenuto proteico, per poi passare a un mangime di accrescimento fino al raggiungimento della maturità e all’inizio della deposizione.
È buona norma garantire almeno 0,1-0,2 metri quadrati per pulcino nelle prime settimane e mantenere una temperatura di allevamento intorno ai 30°C nella prima settimana, da ridurre gradualmente.
Le galline Pavlov, quando si fanno chioccia e iniziano a covare, si dimostrano madri attente e capaci, con tassi di schiusa riportati fino al 93% e buone capacità di allevare i pulcini senza particolari difficoltà.

Deposizione e uova
La Pavlov è considerata una discreta produttrice di uova: le stime disponibili sono piuttosto variabili, e oscillano da circa 100-150 uova l’anno secondo le fonti anglosassoni più caute fino a circa 170 uova l’anno secondo altre fonti. Il vero punto di forza è la dimensione dell’uovo, sorprendentemente grande se rapportata alla taglia contenuta della gallina: il peso medio si aggira sui 50-65 grammi; il guscio è bianco o beige chiaro, e la forma tende a essere leggermente oblunga.
| Parametro | Valore indicativo |
|---|---|
| Colore del guscio | Bianco o beige chiaro |
| Peso dell’uovo | 50 – 65 g |
| Uova/anno | Circa 100 – 170 (a seconda della fonte) |
| Età di inizio deposizione | Generalmente verso i 5-6 mesi, in linea con le razze rustiche di taglia media |
| Tendenza alla cova | Non spiccata, ma presente; buone chiocce quando covano |
Allevamento della razza Pavlov
Grazie al piumaggio folto e alla cresta ridotta, la Pavlov tollera bene i climi rigidi e le basse temperature, caratteristica che riflette il suo adattamento storico agli inverni russi. Questo la rende adatta anche ad allevamenti in zone con inverni freddi, purché il ricovero notturno offra un riparo asciutto e privo di correnti d’aria. Le zampe piumate, se da un lato contribuiscono alla resistenza al freddo, dall’altro rappresentano un punto debole da monitorare: tendono a sporcarsi facilmente in presenza di fango o lettiera bagnata e possono ospitare più facilmente parassiti come gli acari delle zampe, per cui è consigliabile mantenere il terreno del ricovero il più possibile asciutto e pulito.
Le piume alle zampe rallentano inoltre la capacità di fuga dell’animale rispetto a razze con tarsi nudi, un aspetto da tenere presente nella progettazione di ricoveri e recinti sicuri contro i predatori: reti interrate, chiusura notturna del pollaio e protezione adeguata sono raccomandazioni particolarmente sentite per questa razza.
In termini di spazio, la Pavlov si adatta bene sia a piccoli spazi da cortile sia a sistemazioni con ampio pascolo, mostrandosi una discreta foraggiatrice quando le è concesso di razzolare liberamente. Dal punto di vista alimentare non richiede diete particolari rispetto ad altre razze rustiche: mangime completo bilanciato per la fase di vita corrispondente (avviamento, accrescimento, deposizione), con la possibilità di integrare con foraggio verde e piccoli invertebrati raccolti razzolando.
Carattere e temperamento
La Pavlov è generalmente descritta come una razza intelligente, curiosa e docile, che si affeziona con facilità all’allevatore e tende ad addomesticarsi rapidamente, rendendola apprezzata anche in contesti familiari. Va segnalata però una certa differenza di comportamento tra i sessi: i galli possono mostrarsi altezzosi e poco inclini a socializzare sia con l’uomo sia con altri galli, mentre le galline sono generalmente più socievoli e si integrano bene in gruppi misti con altre razze.
Non è una razza particolarmente incline alla cova, ma quando una gallina Pavlov decide di covare si dimostra una chioccia attenta e capace, con buoni tassi di schiusa e discrete doti materne.
Salute, longevità e stato di conservazione
Come molte razze rustiche non sottoposte a selezione intensiva, la Pavlov gode generalmente di una buona rusticità e di un sistema immunitario robusto, con minore predisposizione alle patologie tipiche di altre razze. Restano comunque valide le normali precauzioni sanitarie richieste per qualunque razza avicola, con particolare attenzione a coccidiosi, problemi digestivi come l’ingluvite (gozzo ostruito) e, per via delle zampe piumate, ai parassiti esterni come gli acari delle zampe.
La longevità non si discosta significativamente da quella media delle razze rustiche di taglia media, generalmente comprese tra i 5 e i 10 anni se ben tenute, con le razze da patrimonio genetico spesso capaci di superare questa soglia in condizioni ottimali.
Il vero elemento critico della Pavlov riguarda però la sua conservazione: è una delle razze avicole più rare al mondo. Il collasso demografico degli anni Novanta, quando la popolazione mondiale si ridusse a due soli galli (di cui uno sterile), ha lasciato un’eredità genetica fragile, e ancora oggi il numero di esemplari puri, sia in Russia sia all’estero, resta molto limitato.
| Razza affini | Origine | Nota distintiva |
|---|---|---|
| Orloff | Russia | Altra antica razza russa rustica, barbuta, resistente al freddo |
| Padovana | Europa centrale / Italia | Ciuffo vistoso paragonabile, ma zampe nude |
| Houdan | Francia | Ciuffata, barbuta, ma con cresta a farfalla e cinque dita |

Curiosità sulla razza Pavlovskaya
- Una leggenda locale, mai confermata storicamente, attribuisce l’origine dei primi esemplari di Pavlov ai pollai personali di Caterina la Grande.
- Nell’Ottocento era considerata da molti allevatori russi il pollo esteticamente più raffinato del Paese, quasi un simbolo nazionale.
- Il suo standard di razza fu fissato ufficialmente nel 1905, in pieno impero russo.
- Negli anni Novanta la razza rischiò l’estinzione totale: sopravvivevano solo due galli, uno dei quali sterile.
- La razza attuale discende quasi interamente dal lavoro di recupero genetico condotto a partire da quell’unico gallo fertile superstite.
- Il ciuffo, nella forma ideale, si apre “a fontana” ricadendo in tutte le direzioni, ma esiste anche una variante più contenuta a forma di elmo.
- Le zampe sono piumate e di colore blu-grigio, con tutte e quattro le dita rivestite di piume per almeno un quarto della loro lunghezza.
- Fuori dalla Russia è comparsa solo in tempi recenti, introdotta da pochi allevatori specializzati in razze rare.
- Il nome deriva dal villaggio di Pavlovo, sul fiume Oka, nella provincia di Nizhnij Novgorod.
Domande frequenti
Da dove prende il nome la gallina Pavlov?
Dal villaggio di Pavlovo, nella provincia russa di Nizhnij Novgorod, dove la razza fu selezionata e allevata fin da tempi antichi.
Quante uova depone all’anno la Pavlov?
La produttività non è elevata: le stime variano da circa 100-150 a circa 170 uova l’anno a seconda della fonte, con uova di dimensioni sorprendentemente grandi rispetto alla taglia della gallina.
Di che colore sono le uova della Pavlov?
Bianche o beige molto chiaro, di forma leggermente oblunga, con un peso medio di 50-65 grammi.
Quanto pesa un gallo Pavlov adulto?
Indicativamente tra 1,7 e 2,2 kg, contro 1,2-1,5 kg per la gallina: una taglia intermedia tra le grandi razze e le varietà nane.
La Pavlov è adatta ai climi freddi?
Sì, è una delle sue caratteristiche distintive: il piumaggio folto e la cresta ridotta a V la rendono molto resistente al gelo, in linea con il clima russo da cui proviene.
È vero che è una razza rarissima?
Sì. Negli anni Novanta la popolazione mondiale si ridusse a due soli galli, uno dei quali sterile, e la razza fu salvata da un lavoro di recupero genetico. Oggi resta tra le razze avicole più rare al mondo, tutelata anche dall’Arca del Gusto di Slow Food.
Il carattere della Pavlov è adatto a un allevamento familiare?
Generalmente sì: è descritta come intelligente, docile e propensa ad affezionarsi all’allevatore. I galli possono però mostrarsi altezzosi e poco socievoli con altri maschi.
Le galline Pavlov covano le proprie uova?
La tendenza alla cova non è spiccata, ma quando si verifica le galline Pavlov si dimostrano chiocce attente, con buoni tassi di schiusa riportati fino al 93%.
Esistono diverse varietà di piumaggio nella razza Pavlov?
Sì, lo standard storico del 1905 riconosce diverse varietà cromatiche, tra cui argento, oro, nero a ciuffo bianco, grigio (blu) a ciuffo bianco e bianco a ciuffo bianco.
































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