Alimentazione per Galline ovaiole e animali da cortile | Raggio di Sole

Siamo abituati a vedere le nostre galline, soprattutto al mattino, gettarsi affamate sul mangime e pian piano, con il passare delle ore anche al pascolo, si può notare quanto si gonfi loro il gozzo alla base del collo, in quanto, non avendo denti, è la prima “sacca” dove va a depositarsi il cibo inghiottito per una prima fase di ammorbidimento.

Successivamente il cibo passa nel ventriglio in cui, grazie ad un’azione meccanica e muscolare, unita al contributo fornito dagli “elementi trituratori” (sassolini e pietruzze), esso viene sminuzzato e dunque reso disponibile alla digestione.

Ma può capitare di osservare che una gallina già al mattino presenti il gozzo gonfio e che sia abbattuta, mogia, e senza voglia di mangiare.
Se notate queste sintomi con molta probabilità la gallina in questione ha bisogno del nostro aiuto in quanto afflitta dall’ostruzione del gozzo, disturbo che, se trascurato, può portare anche alla morte dell’animale.

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Ostruzione del gozzo nella gallina

Ostruzione del gozzo nella gallina e il sistema digestivo

L’ostruzione del gozzo è un problema serio, che deve essere risolto in breve tempo, e a tal riguardo ci sono alcune azioni che possiamo mettere in pratica anche da soli per provare ad aiutare la nostra gallina a superarlo in modo autonomo e naturale.

Quando il gozzo funziona bene, esso accoglie il cibo ingerito dall’animale con la funzione di ammorbidirlo (grazie alla saliva che scende assieme al nutrimento e all’acqua che bevono), e dunque pian piano si riempie e si gonfia. Una volta ammorbidita, la massa alimentare passa gradualmente nel ventriglio per essere triturata, e dunque il gozzo torna nuovamente ad essere sgonfio.

Se invece la nostra gallina ha mangiato del cibo inadatto come ad esempio fili d’erba lunghi e coriacei, penne, filamenti di paglia e trucioli di legno, questi possono rendere molto difficoltosa l’azione “ammorbidente” del gozzo e trasformarsi così in un groviglio duro che l’animale non riesce più a far scorrere (cibostasi), cosa questa che da appunto origine al problema dell’ostruzione del gozzo.

Sintomatologia dell’ostruzione del gozzo nella gallina

Galline in preda a questo disturbo saranno di aspetto mogio e abbattuto, non mangeranno, risulteranno più magre e lo loro deiezioni molto liquide e biancastre, oltre ovviamente al caratteristico gozzo gonfio.
Potrebbe capitare di vedere l’animale spesso con il becco aperto e anche effettuare alcuni rigurgiti liquidi vischiosi e di cattivo odore.
Inoltre, il ristagno degli alimenti e dei liquidi provoca fermentazione (con rilascio di gas), che a sua volta genera infiammazione e dunque, con molta probabilità, l’innescarsi di infezioni interne.
Gallina che presentino questo “quadro clinico” hanno immediatamente bisogno del nostro aiuto.

Ostruzione del gozzo nella gallina: come intervenire?

Innanzitutto dobbiamo prendere la gallina e palparle delicatamente il gozzo, cosa questa che dovrebbe farci percepire sia l’ammasso di cibo fermo che crea l’occlusione, sia zone molto morbide dovute alla presenza di gas interni.

Per aiutarla possiamo somministrarle con una siringa (senza ago), direttamente nel becco, un quantitativo di olio di oliva (o olio di ricino) equivalente a circa 5 ml e contemporaneamente (e a seguire) massaggiarle il gozzo, in modo da aiutare l’animale a “deglutirlo”.

Si può provare a somministrare anche del bicarbonato di sodio, aggiungendolo all’acqua da bere, nella misura di un cucchiaio da minestra per circa 4 litri di acqua.

Qui sotto un video che mostra come effettuare in modo corretto il massaggio al gozzo.

A seguire, un secondo video, anch’esso in inglese ma con spiegazione/trascrizione sotto in italiano (tradotta), in cui viene spiegato un metodo che promette di risolvere l’ostruzione del gozzo (in inglese “blocked crop”) addirittura nel 99% dei casi sperimentati in 10 anni di allevamento; in questo trattamento si fa uso di acqua e paraffina.

Le mie galline si cibano spesso di fili d’erba molto lunghi e duri e questo, purtroppo, causa loro qualche volta il problema del gozzo ostruito.
Il metodo che vi descrivo l’ho sperimentato in tanti anni di allevamento ed è totalmente innocuo per la gallina che lo subisce. Ecco cosa occorre: acqua, paraffina liquida (da prendere in farmacia) e una siringa da 1 ml.
Va somministrata alla mattina e alla sera almeno per 2/3 giorni e poi è necessario massaggiare un poco il gozzo. Alla mattina palpa subito la gallina e sentirai che l’ammasso si sta riducendo. Questo è già un buon segno che l’animale è sulla via della guarigione.
In circa 3 giorni dovrebbe tornare a mangiare e bere normalmente come tutte le altre galline.

In questi giorni può essere utile somministrate con la siringa anche dell’acqua e pochino di cibo liquido per farla restare in forze.
Ho scoperto l’efficacia straordinaria della paraffina alcuni fa, in un caso di blocco del gozzo abbastanza grave in cui con acqua e olio di oliva non ero riuscita a sbloccare.

In ultimo, anche se in molti casi può risultare risolutiva, sconsigliamo di capovolgere a testa in giù la gallina tenendola per le zampe a meno che non siate abbastanza esperti per farlo; nel caso comunque vogliate tentare per via di una situazione critica, abbiate cura di riportare l’animale nella posizione corretta al massimo dopo 10 secondi, ripetendo più volte questa manovra ad intervalli regolari.

E se anche con questi interventi non riusciamo a sbloccare il gozzo?

Se questi interventi non avranno dato il frutto sperato, allora resta solo l’intervento chirurgico da parte del veterinario, che rimuoverà l’ammasso praticando un piccolo foro sulla parete del collo/gozzo.

Questa piccola operazione prende il nome di ingluviotomia e consiste nel praticare un piccolo taglio tra collo e gozzo (zona preventivamente spiumata) per asportare manualmente, con l’aiuto di apposite pinzette, l’ammasso di cibo bloccato.
Una volta svuotato il gozzo si provvede a disinfettare, ricucire la ferita e spennellare con tintura di iodio.
La gallina andrà poi tenuta per circa 3 giorni fuori dal pollaio e separata dalle altre, e alimentata con apposito pastone semiliquido.
(In rete si trovano diversi video che mostrano l’operazione sopra descritta, ma sono immagini un po’ forti che abbiamo deciso di evitare di mostrare qui.)

Se anche voi avete avuto problemi di galline che presentavano l’ostruzione del gozzo, raccontateci la vostra esperienza nei commenti qui sotto e come avete risolto; saranno consigli preziosi per coloro che in futuro si ritroveranno ad affrontare il medesimo problema.

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