Gallina razza Ardennese

La gallina Ardennese (in francese Poule Ardennaise, in tedesco e nederlandese Ardenner) è una delle razze avicole più antiche e affascinanti dell’Europa nord-occidentale: originaria dell’altopiano delle Ardenne, a cavallo tra il Belgio meridionale e la Francia orientale, è un pollo di taglia media dal carattere fiero e indomito, considerato da molti la razza più antica conosciuta di quel territorio. Rustica, resistente al freddo e all’umidità, ottima pascolatrice e capace di volare senza sforzo oltre recinzioni alte diversi metri, l’Ardennese ha rischiato più volte l’estinzione, ed è stata salvata dalla passione degli allevatori amatoriali.
In questa guida completa scoprirai la sua storia travagliata, le numerose varietà di piumaggio, la deposizione, l’allevamento, il temperamento selvatico e il suo attuale stato di conservazione.

Indice:

Origine e storia

L’Ardennese è una razza di origini molto antiche, tanto che alcuni studiosi la fanno risalire all’antica razza gallica “Gauloise“, il ceppo di polli allevati nell’Europa celtica. È probabilmente la razza avicola più antica dell’intera regione delle Ardenne, quell’ampio altopiano boscoso che si estende dal Pays de Herve, in Vallonia, fino al dipartimento francese delle Ardenne, comprendendo le Fagnes, la Famenne e le valli dell’Amblève, dell’Ourthe e della Semois. Storicamente è nota anche con il soprannome popolare di “Wallikiki” o “pollo della Vallonia”.

La prima descrizione scientifica della razza si deve a Victor La Perre de Roo, che nel 1882 la incluse nella sua Monographie des races de poules, in un’epoca in cui l’Ardennese stava già diventando più rara. Il vero rilancio arrivò con la fondazione, nel 1893, dell’Union Avicole de Liège (Unione Avicoltori di Liegi): sotto la protezione di questo club di allevatori, la razza conobbe circa trent’anni di grande diffusione e popolarità, restando molto allevata fino allo scoppio della Prima guerra mondiale.

Il conflitto segnò l’inizio di un lungo declino. Le distruzioni provocate dalla guerra si sommarono a una minaccia di natura diversa: l’importazione massiccia, dall’Italia, di polli dalle zampe gialle — soprattutto Leghorn — dotati di una capacità di deposizione di uova nettamente superiore. Per reggere il confronto, a partire dal 1922 gli allevatori avviarono una selezione dell’Ardennese orientata a migliorarne le doti di ovaiola, con qualche risultato; ma i frequenti incroci con ceppi di Livorno finirono per snaturare la razza e ne accelerarono la scomparsa. Intorno al 1940 dell’Ardennese pura non restava quasi più traccia.

La rinascita fu lenta e paziente. Nel dopoguerra, nell’arco di circa trent’anni, la razza venne ricostituita grazie al lavoro di allevatori appassionati che raccolsero gli ultimi soggetti superstiti e ne recuperarono i caratteri originari. Nel 2009 la popolazione totale era stimata in ben oltre 2.000 capi.

Oggi l’Ardennese è piuttosto popolare nella zona di lingua francese del sud del Belgio, mentre resta rara nel nord, dove però l’interesse verso la razza è in crescita. Dal punto di vista genetico è considerata molto vicina alla Bresse Gauloise, con cui condivide radici comuni.

Gallina Ardennese salmone-argento
Gallina Ardennese salmonata-argentata

Caratteristiche della razza Ardennese

L’Ardennese è un pollo di taglia media che ha conservato tutte le caratteristiche del vecchio pollo di campagna: aspetto fiero e vivace, indole selvatica, forma del corpo abbastanza allungata e leggermente inclinata. Il portamento è altero nel gallo, un po’ più orizzontale nella gallina, che presenta una transizione con la coda ben arrotondata. Il gallo esibisce una mantellina (il collare di penne del collo) e una groppa molto sviluppate, con lunghe penne lanceolate.

Il tratto forse più distintivo della razza è la pigmentazione scura del volto: faccia, cresta, bargigli e orecchioni (lobi auricolari) assumono un caratteristico colore che va dal rosso mora fino al nerastro-purpureo, una sorta di nero bluastro che nella maggior parte delle varietà sostituisce il rosso vivo tipico di altri polli (fa eccezione la varietà bianca, che ha attributi rossi).
La cresta è semplice, dritta, di media grandezza nel gallo e più piccola nella gallina, di tessitura fine e regolarmente tagliata in quattro o cinque denti. L’occhio è grande, con iride bruno scuro. Il becco è forte, corto, leggermente ricurvo, di colore corno scuro. I tarsi sono di media lunghezza, a ossatura fine, di colore blu scuro, e portano quattro dita ben allargate.

Caratteristica Gallo Gallina
Peso medio 2,0 – 2,5 kg 1,5 – 2,0 kg
Portamento Fiero e altero, corpo allungato Più orizzontale, coda arrotondata
Cresta Semplice, media, 4-5 denti Semplice, piccola
Colore attributi testa Da rosso mora a nerastro-purpureo (rosso solo nella varietà bianca)
Occhi (iride) Bruno scuro; anello oculare scuro
Becco Forte, corto, ricurvo, corno scuro
Tarsi Blu scuro, ossatura fine, quattro dita
Colore uovo Bianco (peso minimo 60 g da standard)
Anello 18 mm 16 mm

Il collo è abbastanza lungo e graziosamente arcuato, con la mantellina abbondante che ricopre le spalle, larghe e arrotondate. Il dorso è abbastanza largo alle spalle e leggermente inclinato verso il dietro, con la groppa ricca di lanceolate lunghe. Il petto è largo, ben carnoso e prominente. La coda è portata obliqua, con lunghe e larghe falciformi nel gallo — rilevata ma mai esageratamente. Le ali sono lunghe e ben serrate al corpo. Nel complesso, tutto nell’Ardennese comunica rusticità, agilità e un vigore da autentico pollo di campagna.

Gallo Ardennese
Gallo Ardennese

Le varietà di piumaggio

L’Ardennese è una razza estremamente ricca dal punto di vista cromatico: l’Entente Européenne (l’associazione che coordina gli standard avicoli europei) riconosce ben dodici colorazioni. Tra le principali varietà si contano il nero, il bianco, il dorato, l’argentato, il salmonato argentato e salmonato dorato, il perniciato dorato e perniciato argentato, oltre alla nera oro (nero con mantellina dorata) e alla betulla.
In tutte le varietà i disegni sono spesso complessi, con fiamme, orlature e pepature che rendono ogni penna un piccolo capolavoro.

Varietà Descrizione sintetica
Nera Nero intenso con riflessi verde brillante
Bianca Bianco puro; unica varietà con faccia e cresta rosse e occhio rubino
Collo oro (dorata) Mantellina rosso-arancio fiammata di nero, petto e coda neri
Argentata Mantellina bianco-argento fiammata di nero, disegno nero
Nera oro Corpo nero intenso con mantellina arancio dorato fiammata
Betulla Mantellina bianco-argento fiammata, petto nero orlato d’argento
Salmonata (oro/argento) Petto salmone, tonalità calde o argentate secondo il tipo
Perniciata (oro/argento) Disegno perniciato con pepatura fine e regolare

Accanto alla forma di taglia normale esistono due varianti particolari.

La prima è l’Ardennese nana (bantam; ovvero che rientra nelle razze di galline nane), creata a Liegi in appena cinque o sei anni a partire dal 1904, esposta dal 1907 e con lo standard approvato nel 1913.

La seconda, ben più curiosa, è l’Ardennese senza coda (in nederlandese Ardenner Bolstaart, in francese Sans-queue des Ardennes; caratteristica ad esempio presente nell’Araucana), a volte considerata una razza a sé: è identica a quella standard sotto ogni aspetto, tranne l’assenza delle vertebre caudali (l’osso del codrione) e delle penne della coda, dovuta a un gene dominante (Rp).
Esiste anche una versione nana di quest’ultima; entrambe le forme senza coda sono oggi in condizioni critiche di conservazione.

Il pulcino Ardennese

I pulcini di Ardennese si distinguono per la buona vitalità e per la rusticità che caratterizza la razza fin dai primi giorni di vita. Come in molte razze antiche, la crescita è graduale e i giovani soggetti impiegano diversi mesi per completare lo sviluppo e definire la livrea adulta, soprattutto nelle varietà a disegno complesso, dove le fiamme, le orlature e le pepature diventano nitide solo con la muta. Il caratteristico colore scuro di faccia, cresta e tarsi si intensifica man mano che l’animale matura.

Il sessaggio precoce non è particolarmente agevole nei primi tempi, ma già dalle prime settimane i giovani galletti tendono a mostrare cresta più sviluppata, portamento più eretto e l’accenno delle lunghe penne della mantellina e della groppa, mentre le pollastrelle restano più raccolte e con la coda meno rilevata.

Trattandosi di una razza che conserva un forte istinto alla cova, non è raro che siano le stesse galline a farsi chioccia e ad occuparsi di covare le uova per i canonici 21 giorni e ad allevare i pulcini in completa autonomia, un vantaggio prezioso per chi desidera una riproduzione naturale senza utilizzo di incubatrice.

Chioccia di Ardennese nana con pulcini
Chioccia di Ardennese nana con pulcini

Deposizione e uova

L’Ardennese è una discreta ovaiola, con una produzione che le fonti collocano indicativamente tra le 120 e le 180 uova all’anno, a seconda della linea di selezione e delle condizioni di allevamento (alcune fonti francesi, per i ceppi più produttivi, indicano valori anche superiori). Va ricordato che si tratta di una razza non prettamente selezionata per la produzione, e che una parte della sua “energia” riproduttiva è dedicata alla cova, dote che riduce leggermente il numero di uova ma garantisce un’ottima riproduzione naturale.

Secondo lo standard di razza il guscio è di colore bianco, con un peso minimo richiesto di 60 grammi per le uova destinate all’incubazione, mentre il peso medio delle uova di deposizione ordinaria si aggira intorno ai 50-52 grammi.

Parametro Valore
Colore del guscio Bianco
Uova all’anno 120 – 180 (secondo la linea)
Peso medio dell’uovo circa 50 – 52 g
Peso minimo (da cova, standard) 60 g
Attitudine alla cova Buona, spesso alleva i pulcini da sola
Inizio deposizione circa 5 – 6 mesi

Allevamento della razza Ardennese

L’Ardennese è una razza pensata per la vita all’aperto e mal si adatta agli spazi ristretti. La sua caratteristica più importante, per chi intende allevarla, è il forte bisogno di libertà: preferisce razzolare in ampi spazi e appollaiarsi la notte sui rami degli alberi piuttosto che rifugiarsi nel ricovero. È una pascolatrice instancabile, sempre alla ricerca di cibo, e questo la rende poco costosa da mantenere quando può disporre di prati, siepi e sottobosco dove integrare la razione con insetti, semi e vegetazione spontanea.

Sul piano climatico è estremamente resistente: originaria di un altopiano freddo e umido, tollera bene le basse temperature e le intemperie.

Va però considerata la sua straordinaria capacità di volo: l’Ardennese infatti si alza in volo con facilità e può superare recinzioni alte anche oltre quattro metri, per cui recinti bassi non la trattengono. Chi vuole contenerla deve prevedere recinzioni molto alte, coperte con reti anti-passero, tenendo conto che rinunciare al pascolo libero significa contrariare la sua indole.

L’alimentazione può basarsi su un buon mangime per ovaiole rustiche (meglio sempre se mangime bio), cereali e verdura, integrando calcio (conchiglie tritate) per la qualità del guscio; grazie al foraggiamento autonomo, in condizioni di libertà i fabbisogni supplementari si riducono.

La rusticità la rende in genere resistente alle malattie e relativamente facile da gestire, adatta anche ad allevatori principianti purché dispongano dello spazio adeguato.

Carattere e temperamento

Il temperamento è il vero segno distintivo dell’Ardennese. Non ha il carattere docile e mansueto della maggior parte delle razze da cortile: è vivace, attiva, indipendente, un po’ selvatica e straordinariamente ardita. Ha mantenuto un’indole quasi indomita, che la porta a diffidare degli spazi chiusi e a difendere la propria libertà. È infaticabile e in continuo movimento, doti che ne fanno un’eccellente pascolatrice ma anche un animale che richiede rispetto per le sue esigenze naturali.

Questa vitalità ha un rovescio della medaglia: l’Ardennese può risultare poco propensa al contatto ravvicinato e alla vita in cattività, e non è la razza ideale per chi cerca una gallina “da coccole” o adatta a un piccolo giardino recintato. In compenso, la sua autonomia si traduce in una gestione poco impegnativa in contesti di allevamento estensivo: sa cavarsela da sola, cova e alleva i pulcini senza bisogno di aiuto e conserva istinti di sopravvivenza (attenzione ai predatori, ricerca del cibo, capacità di rifugiarsi in alto) che le razze molto selezionate hanno spesso perduto.

Salute, longevità e stato di conservazione

Grazie alla sua rusticità, l’Ardennese gode in genere di buona salute e di una discreta longevità, tipica delle razze antiche non spinte verso rese produttive estreme. La resistenza al freddo, all’umidità e alle malattie è uno dei suoi punti di forza storici. La principale attenzione, per l’allevatore, riguarda più la gestione dello spazio e della sicurezza dai predatori che non problematiche sanitarie specifiche.

Sul fronte della conservazione, la storia dell’Ardennese resta però quella di una razza fragile: sopravvissuta a due sfioramenti dell’estinzione, oggi è tutelata come patrimonio genetico. La FAO nel 2007 la classificava come razza “in pericolo” (endangered), mentre nel 2025 lo stato di conservazione riportato dal sistema DAD-IS risulta “sconosciuto”. Le varianti senza coda (Sans-queue / Bolstaart), incluse le loro forme nane, sono considerate in condizioni critiche..

Forma / variante Note e stato
Ardennese (taglia normale) Rara; FAO 2007 “in pericolo”, DAD-IS 2025 “sconosciuto”
Ardennese nana (bantam) Creata a Liegi dal 1904, standard 1913
Sans-queue / Bolstaart (senza coda) Gene dominante Rp; in condizioni critiche
Bresse Gauloise Razza geneticamente vicina, non derivata

Curiosità sulla razza Ardennese

  • È soprannominata “Wallikiki” o “pollo della Vallonia” ed è ritenuta la razza avicola più antica del territorio delle Ardenne.
  • Secondo alcuni studiosi discenderebbe dall’antica “Gauloise“, il ceppo di polli dell’Europa celtica.
  • La sua faccia, cresta e bargigli hanno un colore scuro, dal rosso mora al nero bluastro: un tratto raro tra i polli europei.
  • Vola così bene da superare recinzioni alte oltre quattro metri e ama dormire sui rami degli alberi.
  • Esiste una variante naturalmente priva di coda, l’Ardenner Bolstaart, dovuta a un gene dominante che elimina le vertebre caudali.
  • Fu quasi cancellata dalla concorrenza dei polli italiani Livorno importati dopo la Prima guerra mondiale.
  • È geneticamente imparentata con la celebre Bresse Gauloise, uno dei polli più pregiati di Francia.
  • La sua prima descrizione risale al 1882, ma la razza era già diffusa e conosciuta da secoli.
  • La versione nana fu messa a punto a Liegi in soli cinque-sei anni, tra il 1904 e il 1913.

Qui sotto, un esemplare con “faccia nera” presente ad una mostra avicola:

Domande frequenti (FAQ)

Quante uova fa in un anno la gallina Ardennese?

In media tra 120 e 180 uova all’anno, a seconda della linea e delle condizioni di allevamento. È una discreta ovaiola a duplice attitudine, non una razza da record produttivi.

Di che colore sono le uova dell’Ardennese?

Secondo lo standard di razza il guscio è bianco, con un peso medio intorno ai 50-52 grammi e un minimo di 60 grammi per le uova da incubazione.

Quanto pesa una gallina Ardennese?

Il gallo pesa circa 2,0-2,5 kg, la gallina 1,5-2,0 kg. È quindi un pollo di taglia media, robusto ma non pesante.

L’Ardennese è una razza adatta ai principianti?

Sì, purché si disponga di ampi spazi: è rustica, resistente alle malattie e si gestisce facilmente al pascolo. Non è invece adatta a piccoli giardini recintati o alla vita in pollaio chiuso.

Perché l’Ardennese vola così bene?

Ha conservato un’indole selvatica e un corpo agile: supera senza difficoltà recinzioni alte oltre quattro metri e preferisce appollaiarsi sugli alberi. Servono recinzioni molto alte o voliere per contenerla.

L’Ardennese cova le proprie uova?

Sì, ha una buona attitudine alla cova e spesso alleva i pulcini in completa autonomia, il che la rende ideale per la riproduzione naturale senza incubatrice.

Che carattere ha la gallina delle Ardenne?

È vivace, indipendente, ardita e un po’ selvatica. Ama la libertà e il movimento, diffida degli spazi chiusi e non è particolarmente propensa al contatto con l’uomo.

Che cos’è l’Ardennese senza coda?

È una variante (Sans-queue des Ardennes o Ardenner Bolstaart) priva di coda e delle vertebre caudali, per effetto di un gene dominante. È identica alla forma standard per tutto il resto ed è oggi molto rara.

Quante varietà di piumaggio esistono?

L’Entente Européenne riconosce dodici colorazioni, tra cui nera, bianca, dorata, argentata, salmonata (oro e argento), perniciata (oro e argento), nera oro e betulla.

L’Ardennese è una razza a rischio di estinzione?

È una razza rara, sopravvissuta a due sfioramenti dell’estinzione. La FAO l’ha classificata “in pericolo” nel 2007; le varianti senza coda sono in condizioni critiche. È tutelata anche dall’Arca del Gusto di Slow Food.