FAQ su disturbi e malattie delle galline

La mia gallina non mangia ed è abbattuta: cosa devo fare?

I sintomi di allarme descritti: una gallina prima vorace che smette improvvisamente di mangiare, con piumaggio rovinato e perdita di penne e dimagrimento. Vanno osservate subito le feci: in questo caso erano acquose, biancastre e verdastre.

Indicazioni pratiche in base all’esperienza comune di alcuni allevatori:

  • Igiene rigorosa: evitare che la gallina mangi becchime contaminato dalle proprie feci (è una via di contagio oro-fecale); controllare la presenza di parassiti interni ed esterni (approfondisci con il nostro articolo dedicato ai parassiti intestinali delle galline).
  • Supporto generico: un cucchiaio grande di aceto per litro d’acqua da bere (“nel peggiore dei casi non fa niente, ma dà un discreto aiuto“).
  • Diagnosi corretta SOLO dal veterinario: una regola ribadita è che ogni diagnosi a distanza non è consentita: per una valutazione attendibile e per eventuali terapie serve il veterinario, portando un campione di feci fresche da analizzare.
    QUI si possono trovare risposte dettate dall’esperienza, ma non diagnosi scientifica con valenza medica.
    Prima di utilizzare qualsiasi medicinale consultare un veterinario esperto in avicoli.

    Nota: feci biancastre e molto liquide senza sangue sono spesso solo la conseguenza del fatto che l’animale mangia poco o è a digiuno, non per forza una malattia infettiva.

Cos’è la coccidiosi delle galline e come si riconosce e si cura?

La coccidiosi è una malattia intestinale parassitaria. Alcuni sintomi distintivi, il trattamento e le precauzioni:

  • Sintomo-chiave: sangue nelle feci (feci ematiche), spesso con abbattimento e diarrea. In assenza di sangue, la coccidiosi è considerata poco probabile e si guarda ad altre cause (es. semplice inappetenza o una colibacillosi, infezione da colibatteri).
  • Cosa fa il farmaco: il coccidiostatico serve a mantenere “statica” la carica dei coccidi nell’intestino.
  • Come si somministra: non è presente nei mangimi per ovaiole (di proposito, perché renderebbe le uova non idonee al consumo umano; è presente in quello per pulcini). Va quindi dato nell’acqua di bevanda. Durante il trattamento e per un periodo successivo, le uova non vanno consumate dall’uomo (alcuni allevatori le usano come mangime per i pulcini per ~10 giorni).
  • Prevenzione: igiene, evitare il contagio oro-fecale (becchime sporco di feci), lettiera e nidi puliti, controllo periodico dei parassiti.

Per qualsiasi terapia farmacologica (incluse, in caso di colibacillosi, molecole come flumequina o colistina) la raccomandazione è chiara: decide il veterinario, sulla base di una diagnosi reale di persona.

Perché le mie galline fanno uova molli o senza guscio?

Le uova molli o senza guscio vengono ricondotte a due ordini di cause:

  • Stress: la presenza di disturbatori intorno al pollaio (cani, gatti, predatori) crea stress nelle galline e può alterare la formazione del guscio. Rimedio: ridurre lo stress e tenere il pollaio ben chiuso, anche sopra.
  • Carenza di calcio o problemi delle ovaie: un guscio fragile o assente è spesso legato alla carenza di calcio (serve mangime per ovaiole + integrazione, come gusci d’ostrica) o a problemi/malattie dell’apparato riproduttivo, soprattutto in galline anziane.

Spesso la gallina, pur facendo uova “difettose”, continua a deporre normalmente: conviene intervenire su alimentazione (calcio) e riduzione dello stress prima di preoccuparsi. Per approfondire ti consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato a tale problema: come risolvere il problema delle uova deposte con guscio molle, sottile o assente.

È vero che si dà il peperoncino alle galline?

È una credenza popolare diffusa (secondo cui il peperoncino renderebbe il tuorlo più arancione o stimolerebbe la deposizione), ma del tutto infondata: anzi, consigliamo assolutamente di NON dare peperoncino alle galline. Il principio piccante può far loro male.

Il colore intenso del tuorlo dipende piuttosto da una dieta ricca di pigmenti naturali (mais, erba, vegetali verdi), dal pascolo naturale nel prato, e la deposizione da alimentazione bilanciata, luce e salute.

Come capisco se una gallina è malata? Quali sono i segni di allarme?

I segnali di allarme più ricorrenti descritti dagli allevatori:

  • Abbattimento: la gallina è moscia/triste, sta appollaiata per terra in un angolo, non si muove come al solito.
  • Inappetenza: non mangia o mangia poco.
  • Piumaggio arruffato, soprattutto su schiena e attaccatura della coda.
  • Cresta alterata: una cresta che diventa bianca/pallida o nerastra è un segnale forte (anche se l’associazione popolare “cresta nera = Marek” non è confermata e richiede diagnosi).
  • Più animali colpiti in sequenza: fa sospettare un contagio. Isolare immediatamente gli animali sospetti.

Davanti a questi sintomi — e ancor più se le galline muoiono — il consiglio è di non perdere tempo con l’autodiagnosi: serve subito il veterinario.

La mia gallina ha la diarrea o feci strane: cosa significa?

Le feci anomale sono uno dei principali campanelli d’allarme: feci molto frequenti, gialle e con grani di mangime non digerito, oppure diarrea vera e propria. Le cause ipotizzate:

  • Infestazioni intestinali (vermi o batteri), che danneggiano l’apparato digerente e si trasmettono con le feci agli altri polli.
  • Problemi di alimentazione / fegato grasso (legato a un’alimentazione troppo ricca, es. pastone di pane fatto in casa).

Le feci con sangue orientano verso la coccidiosi. In generale, le infestazioni intestinali, se non curate in tempo, possono essere letali: meglio agire presto e far valutare l’animale.

La mia gallina ha il sedere sporco di feci: perché?

Il sedere imbrattato di feci (piume sotto la coda sporche di diarrea secca) è descritto come segno di una infestazione intestinale (vermi o batteri). Spesso la gallina cammina a fatica, non mangia e ha le piume arruffate: un quadro grave.

L’indicazione è di rivolgersi subito al veterinario perché prescriva un medicinale (antibiotico o sulfamidico), da somministrare anche agli altri polli del gruppo per prevenire il contagio. Viene segnalato che, tra i farmaci, sono preferibili quelli da sciogliere in acqua rispetto a quelli da mettere nel cibo. Le cure sono di solito efficaci, anche se un po’ costose.

La mia gallina zoppica o ha le zampe con croste: cos’è la rogna delle zampe?

La “rogna delle zampe” (acariosi/rogna squamosa) è descritta come non grave e ben curabile: è causata da acari che si annidano sotto le squame delle zampe, sollevandole e ispessendole. Spesso la gallina mangia e si muove normalmente.

I rimedi indicati:

  • Prodotti anti-acari già pronti (in rivendite per animali o agrarie).
  • In alternativa, rimedi casalinghi come olio, applicati con un pennello sulle zampe o immergendovi direttamente le zampe: l’olio soffoca gli acari sotto le squame.
  • Utile anche un trattamento preventivo sulle zampe di tutti i capi del pollaio.

(Per zoppie dovute ad altre cause — ferite, bumblefoot – pododermatite, fondo inadatto nei pulcini, ecc. — la valutazione va fatta caso per caso.).

Le mie galline starnutiscono e hanno gli occhi gonfi: è il “raffreddore” (coriza)?

I sintomi respiratori descritti — starnuti, lacrimazione agli occhi, un occhio tenuto chiuso, occhi gonfi, respiro “russante” o difficoltà respiratoria — compongono il quadro tipico del cosiddetto “raffreddore dei polli” / coriza. Negli allevamenti è citato come causa di decessi e crescita stentata.

Come fattori e gestione emergono: freddo e correnti d’aria peggiorano il problema, quindi è importante un ricovero riparato e ben ventilato ma senza spifferi diretti.
Per la diagnosi e la cura mirata serve il veterinario; per i casi seri o le morti ripetute si consiglia l’analisi allo zooprofilattico.

Quando devo portare la gallina dal veterinario e come si fa una diagnosi certa?

Davanti a sintomi seri o a morti ripetute, serve il veterinario di persona.

Per una diagnosi certa, soprattutto in caso di morie, si consiglia di portare una gallina deceduta a un Istituto Zooprofilattico, che esegue l’autopsia/analisi; il referto può essere di aiuto al veterinario.

Misure pratiche di gestione e prevenzione citate:

  • Isolare il capo malato (per ridurre il contagio).
  • Disinfezione ambientale: calce, lavaggio accurato, eventuale uso della fiamma; prodotti specifici contro pidocchi, acari e zecche nel pollaio.
  • Attenzione al pollaio in legno (cova parassiti) e alla ventilazione.
  • I farmaci (antibiotici/sulfamidici) vanno usati solo su prescrizione veterinaria, preferibilmente sciolti in acqua e somministrati all’intero gruppo quando c’è rischio di contagio.

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