FAQ costruzione del pollaio

Quanto deve essere grande un pollaio? Quanto spazio serve per gallina?

Un principio molto empirico ma con un fondo di verità è che al chiuso si può stare anche stretti, ma serve molto spazio esterno per razzolare. Le indicazioni concrete:

  • Densità nel ricovero notturno: alcuni allevatori arrivano a “15 galline in 12 m²“, ma chi ha terreno tiene poche galline al chiuso con grande spazio esterno (es. 4 galline in 4 m² di ricovero ma con 2.000 m² di terreno) e animali sanissimi.
    Se però vuoi realizzare un ricovero notturno a regola d’arte, ti consigliamo la lettura del nostro articolo dedicato: Tre caratteristiche fondamentali che il ricovero notturno per galline deve assolutamente rispettare.
  • Recinto esterno: chi ha spazio punta a circa 100 m² per il razzolamento libero di giorno; per pochi soggetti o nani bastano recinti più piccoli (es. 3,40 × 2 m o 1,50 × 4 m).
    Anche per il recinto esterno, abbiamo realizzato una guida completa su come realizzarlo e che sia anche a prova di qualsiasi predatore: Recinto per galline: caratteristiche, esempi e consigli utili su come realizzarlo.
  • Le casette prefabbricate tipiche sono intorno ai 5 m² (ingombri es. 168 × 75 × 103 cm).
    Per una panoramica super esaustiva per tutte le tipologie di casette prefabbricate per galline che esistono in commercio ti consigliamo di scorrere la nostra pagina: Casette per galline

La regola d’oro: più spazio esterno significa meno stress e meno malattie.

Come si costruisce un pollaio fai da te? Meglio legno o muratura?

Si può costruire un buon pollaio sia in legno sia in muratura, anche con materiali di recupero:

  • Legno fai da te: consigliato con legname non trattato/atossico — ad esempio tavole ricavate da bancali/pallet schiodati. Copertura con tegole (no onduline di eternit!), e casetta sopraelevata su bancali o mattoni (lontana dal suolo umido e dai roditori). È economico e funzionale, ma richiede un minimo di manualità.
  • Prefabbricati in legno (casette): pratici (tetto bitumato, nido integrato, rampa per il piano superiore), ma più costosi e talvolta piccoli e poco protetti.
  • Muratura/lamiera: restauro o costruzione con blocchetti di cemento + pietre + lamiere zincate ondulate, fissate con viti a cappuccio zincato e guarnizione per non far passare l’acqua; fondo in cemento e tamponamenti su almeno tre lati.

Il mantra ripetuto dagli allevatori: “il pollaio deve essere funzionale, il bello è secondario”. Importante usare materiali atossici (no legno trattato/verniciato a contatto con gli animali).
Nel nostro articolo dedicato al pollaio fai-da-te, potete visionare in sequenza ben 5 video di autocostruzione completa di un pollaio in muratura – dalle fondamenta al tetto – e con griglie laterali zincate.

Come proteggere il pollaio dai predatori (volpe, faina, topi)?

La protezione dai predatori è considerata prioritaria (la volpe “fa strage“, spesso proprio quando le galline stanno per iniziare a deporre). I punti chiave da sapere:

  • La rete da pollaio economica (~2 €/m) NON è antipredatore: serve una rete robusta/elettrosaldata vera.
  • Interrare la rete per circa 45-50 cm lungo tutto il perimetro (anche con mattoni), perché volpi e faine scavano sotto.
  • Rete inox a maglia fine alla base del ricovero (barriera ai roditori + passaggio d’aria) e sopraelevare la casetta da terra.
  • Chiusura notturna affidabile: le galline rientrano da sole se abituate, ma il ricovero va chiuso bene la sera.
  • Attenzione anche a predatori “minori” come ricci (predano pulcini) e topi/ratti.
  • Rete anti-passero sopra (lasciata lente) contro i rapaci.

Anche su questo vi rimandiamo alla nostra guida completa e approfondita su come difendere le galline dai predatori come volpi, faine, donnole, rapaci, ratti e serpenti.

Dove mettere posatoi e nidi nel pollaio?

Indicazioni pratiche:

  • Posatoi: meglio collocarli sulla parete nord (la più chiusa) e, se possibile, sceglierli mobili/amovibili, perché “zero ingombro” facilita molto la pulizia del ricovero.
  • Nidi per la deposizione: la soluzione minima ed efficace è un paio di cassette con paglia dentro, collocate verso la parete est (dove c’è l’uscita delle galline), in un punto raccolto e tranquillo. Sono sconsigliate le botti come nido: scenografiche ma scomode da pulire.

Si segue il principio generale che ogni elemento interno vada pensato anche in funzione della facilità di pulizia.

Come gestire ventilazione, lettiera ed esposizione del pollaio?

L’esposizione ideale indicata segue i punti cardinali:

  • Nord: parete chiusa, con i posatoi.
  • Sud: finestra grande per luce e sole.
  • Est: uscita delle galline e nidi, con finestra per la luce del mattino.
  • Ovest: porticina di servizio per la pulizia.

Per la ventilazione si lasciano aperture/spazi subito sotto il tetto (gronda) e una rete inox alla base per il ricambio d’aria, chiudendo però gli spifferi diretti sui posatoi e isolando il tetto contro freddo e correnti. Un frangivento/ombreggina su parte della recinzione ripara dalle correnti forti (si può lasciare tutto l’anno se montato solo su metà recinto). Fondamentale garantire ombra d’estate: le casette chiuse o metalliche diventano “forni”.

Quali sono gli errori più comuni nel costruire un pollaio?

Gli errori più ricorrenti segnalati dagli allevatori:

  • Usare la rete da pollaio economica credendola antipredatore.
  • Non interrare la rete, lasciando che volpi e faine scavino sotto.
  • Appoggiare blocchetti di cemento sopra le lamiere del tetto: nei punti di contatto ristagna l’acqua, si forma ruggine e la lamiera si buca.
  • Sottovalutare costi e difficoltà del fai da te (“si pensa sia cosa da niente“).
  • Realizzare casette troppo chiuse o metalliche senza ombra, che si surriscaldano d’estate.
  • Lasciare spifferi diretti sui posatoi (pur dovendo garantire aerazione alta).
  • Usare nidi tipo botti, belli ma difficili da pulire, o legno trattato/tossico.
  • Scegliere una zona di realizzazione dove il terreno è spesso molto fangoso.

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