Pulcino di Gallina appenzellese barbuta
Pulcino di Gallina appenzellese barbuta (foto: https://www.prospecierara.ch/it/)
Alimentazione per Galline ovaiole e animali da cortile | Raggio di Sole

Il problema della scomparsa nel tempo di diverse razze autoctone di galline è un problema serio e molto sentito e, fortunatamente, alcune razze non sono andate estinte grazie all’encomiabile lavoro di pochi appassionati e illuminati allevatori, cosa che ad esempio è successa per la gallina Mugellese (grazie al lavoro di Maurizio Pavone), per la Mericanel della Brianza (grazie al lavoro di Maurizio Tona), per la gallina Siciliana e la Cornuta di Caltanissetta (grazie al lavoro di Peppe Tasso, Giovanni Cirasa e Salvo Amico) o infine la Polverara (grazie al lavoro di Bruno Rossetto, Antonio Fernando Trivellato e Andrea Mangoni). Queste solo per citare i casi a noi più noti.
Ma certamente esistono tante altre razze autoctone italiane ancora bisognose di essere riprese, allevate e fissate in uno standard.

In questo caso specifico non parliamo esattamente di Italia, ma di un comune svizzero assai vicino a noi, e dove comunque la lingua ufficiale è ancora l’italiano, ovvero Roveredo, nel cantone di Grigione, nella regione della Moesa.

In questa zona opera una fondazione, la ProSpecieRara, che si occupa di salvaguardare razze animali (allevati) e piante (coltivate) minacciate dall’estinzione; tra gli obiettivi principali della loro azione rientra anche la salvaguardia di tre razze di galline:
Gallina appenzellese a cuffia e Gallina appenzellese barbuta (razza Appenzeller), Gallina svizzera.

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Le tre razze avicole da salvare

Gallina appenzellese a cuffia

Gallina appenzellese a cuffia
Gallina appenzellese a cuffia (foto ProSpecieRara: https://www.prospecierara.ch/it/animali/gallina-appenzellese-a-cuffia)

La gallina appenzellese a cuffia è caratterizzata dalle sue penne ornamentali sulla testa: uno stretto ciuffetto di penne inclinate in avanti che ricorda la cuffia del vestito tradizionale domenicale dell’Appenzello.
Questa gallina sveglia e vitale si è adattata in modo ideale alle condizioni montagnose. Si arrampica agilmente sui terreni rocciosi e sa volare particolarmente bene, cosa che mette a dura prova chi costruisce il pollaio.


Gallina svizzera

Gallina svizzera
Gallina svizzera (foto ProSpecieRara: https://www.prospecierara.ch/it/animali/gallina-svizzera)

Nei colori nazionali – piumaggio bianco neve e cresta rossa – la gallina svizzera si presenta come orgogliosa razza tradizionale. La cresta compatta e sicura da gelate e i piccoli bargigli rendono questi animali adatti alle nostre latitudini. Nel 1991 ProSpecieRara ha trovato solo ancora pochi allevatori che si occupavano di quest’antica razza svizzera. Oggi questa classica “gallina da autosufficienza” è nuovamente ricercata.

Gallina appenzellese barbuta

Gallina appenzellese barbuta
Gallina appenzellese barbuta (foto ProSpecieRara: https://www.prospecierara.ch/it/animali/gallina-appenzellese-barbuta)

La gallina appenzellese barbuta è un volatile leggero, pieno di temperamento e dal portamento orgoglioso. Sia i galli che le galline hanno una folta “barba” formata da piume e già riconoscibile nei pulcini di un giorno. Nel primo anno di vita le galline barbute possono deporre ca. 150 uova bianche di ca. 55 g ciascuna e possono vivere diversi anni.
Le chioccia di questa razza barbuta è relativamente rara poiché l’istinto a covare non è molto sviluppato.

Adottare pulcini per salvare galline di razze rare

Ecco dunque che adottare pulcini di queste tre razze avicole è un modo per cercare di aumentarne il numero di capi e dunque salvaguardarle dall’estinzione, ovviamente con l’attenzione di non farle ibridare con polli di altre razze.

Sono oltre centocinquanta i pulcini che, a ridosso della Pasqua (data simbolica), hanno trovato casa tra gli abitanti del piccolo comune della svizzera italiana, grazie all’evento organizzato dalla fondazione ProSpecieRara e che ha coinvolto gli allevatori di zona.

In questo articolo pubblicato sul sito tio.ch, si riporta, ad esempio, l’esperienza di Francesca, una residente di Roveredo: «Sapevamo già di voler tenere delle galline, ma abbiamo deciso di cominciare coi pulcini, per poter avere con loro un rapporto di affettività e perché sarebbe stata una bella esperienza per il nostro bambino».

Inoltre, a parte le persone che materialmente prenderanno in cura i pulcini e alleveranno queste galline, l’evento organizzato permette di “far parlare” il web e i media dell’argomento, divulgando così un messaggio importante che certamente travalica i confini del piccolo comune.

«Noi abbiamo preso cinque galline svizzere e cinque appenzellesi a cuffia: due razze per diversificare il nostro allevamento» continua Francesca. «Quella svizzera l’abbiamo scelta perché è molto calma e quindi adatta ai bambini, quella appenzellese invece ci piaceva per la sua bellezza estetica».

Ma l’evento non si esaurisce in se stesso. La bella idea degli organizzatori è di creare una rete sempre più ampia di persone appassionate che possano tramutarsi a loro volta in allevatori, e dunque partecipare l’anno successivo mettendo a disposizione delle proprie uova fecondate, come spiega Lea Ferrari di ProSpecieRara: «La distribuzione dei pulcini non è comunque fine a se stessa. L’idea di base è che i singoli allevatori diano un contributo alla rete che si sta creando in Ticino. E quindi, dall’anno seguente, metteranno a disposizione le uova fecondate da cui sgusceranno i pulcini da dare in adozione».

Gallina appenzellese barbuta, un bellissimo primo piano
Gallina appenzellese barbuta, un bellissimo primo piano (foto ProSpecieRara: https://www.prospecierara.ch/it/animali/gallina-appenzellese-barbuta)

E proprio questo è ciò che intende fare Francesca e la sua famiglia. «Quando i pulcini saranno cresciuti, vorremmo tenere quattro o cinque galline. Ma se i vicini saranno d’accordo, terremo anche un gallo, perché un domani sarebbe bello poter contribuire al progetto per la conservazione di queste specie rare».

Inoltre sarà organizzata anche una “giornata di scambio”, in modo da spezzare più facilmente la vita assieme di animali troppo consanguinei (che alla lunga, in fase di riproduzione, darebbero problemi). In questo modo, scambiandosi i riproduttori, la linea genetica resterà più forte, e la razza avrà maggiori possibilità di trasmettersi vigorosa.

L’adozione dei pulcini presuppone anche la predisposizione di uno spazio a loro adatto. Inizialmente i piccoli hanno bisogno di crescere in un’apposita pulcinaia, con acqua e mangime a disposizione ed eventualmente anche una lampada ad infrarossi per evitare che prendano freddo (impara come allevare al meglio un pulcino da 0 a 3 mesi nel nostro articolo dedicato: Pulcino: consigli utili su come allevarlo appena nato).

Pulcinotto di Gallina appenzellese a cuffia
Pulcinotto di Gallina appenzellese a cuffia (foto ProSpecieRara: https://www.prospecierara.ch/it/animali/gallina-appenzellese-a-cuffia)

Superata questa fase li si può iniziare pian piano al mondo esterno e poi, infine, verso i 3 mesi di età, potranno finalmente fare il loro “ingresso in società” nel pollaio.

Una casetta che assolutamente dovrà essere a prova di predatori.
«Noi – spiega Francesca – metteremo anche una rete che coprirà l’intero recinto, anche per evitare che le galline volino via: le appenzellesi volano infatti fino a tre-quattro metri d’altezza».
ProSpecieRara organizza comunque anche un breve corso proprio per insegnare ai provetti allevatori come tenere al meglio le galline per il loro massimo benessere.

Ma chi sono le persone che decidono di adottare i pulcini?
«Persone di tutti i tipi – prosegue la Ferrari – dall’allevatore appassionato che partecipa anche a mostre avicunicole, alle famiglie con bambini. Ma anche chi desidera fare una scelta alimentare più sostenibile ed ecologica, scegliendo di cibarsi solo delle proprie uova sane e genuine, con cui realizzare moltissime ricette».

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