Differenze di allevamento tra galline, anatre, oche, faraone e tacchini | Tuttosullegalline.it
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II pollaio dei nonni, come le aie d’un tempo, erano ricche di specie diverse di avicoli allevate in promiscuità. In un precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza della biodiversità nel pollaio e della possibilità, anche oggi, di poter allevare insieme galline, tacchini, faraone e anatidi.

Vale la pena però sempre ricordare quali sono le principali differenze che potremmo trovare nell’allevamento di tali animali. Vediamo quindi allora, specie per specie, le esigenze minime vitali da soddisfare per il benessere di ciascuna di loro.

A fine articolo anche un capitolo per rispondere ad una domanda che spesso in molti si pongono, ovvero: che differenza c’è tra oche, anatre e papere?

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Differenze di allevamento tra galline, anatre, oche, faraone e tacchini

Galline

Come allevare al meglio le galline

Le galline sono in genere le regine indiscusse dei pollai, e ci serviranno quale pietra di paragone per commentare poi le esigenze delle altre specie di avicoli. Ciononostante a volte ci si dimentica quali devono essere le necessità di base per questi animali.

Tra le varie specie di avicoli sono forse quella più produttiva. Ricordatevi che i polli sono animali poligami, e che quindi devono essere allevati in gruppi costituiti da un maschio e 6-10 femmine, a seconda della razza di galline presa in considerazione (in generale, più una razza è di taglia grande e poco incline a muoversi, tanto meno dovranno essere le galline affidate a ciascun gallo).

Le galline hanno bisogno di un mangime con un medio contenuto in proteine, costituito per buona parte da granaglie (su questo importantissimo argomento, quale è quello della giusta alimentazione, da cui dipendono poi in modo diretto salute e deposizione delle uova, potete approfondire leggendo i quattro seguenti articoli: La corretta alimentazione delle galline, Mangimi biologici per galline, Mangime fai da te per galline e Cosa non devono mangiare le galline).

Le galline possono risentire dei ristagni di umidità, dentro e fuori dal ricovero notturno. Questo dev’essere ampio e spazioso, e avere adeguate aperture per il ricircolo dell’aria. Sono importanti i posatoi, che devono coprire circa il 30% dell’area del ricovero stesso. I nidi per la deposizione delle uova possono anche essere collettivi, badando di destinare uno spazio di 50x100x30cm ogni 7-10 femmine.
Rispetto ad altre specie di avicoli le galline si adattano a spazi più piccoli: occorre comunque calcolare, per il loro benessere, un minimo di 1 mq di ricovero notturno ogni 3-4 capi e almeno 4/5 mq di terreno recintato per quanto riguarda la zona a pascolo. Questa dev’essere piantumata non troppo fittamente, con alberi e arbusti non tossici, anche se raramente le galline si nutrono di foglie non commestibili.

I polli sono sensibili a diverse malattie, e occorre sempre tenere in debito conto la pulizia di mangiatoie ed abbeveratoi.
Sono particolarmente adatti a zone di pascolo semi-alberato, pianeggiante, e non acquitrinoso. Possono essere felicemente allevati in un frutteto, meglio se al di fuori del periodo della maturazione dei frutti; non sono invece troppo adatti agli orti, in cui finiscono per rovinare insalate, cavoli e cicorie.

Ricordatevi infine che i galli hanno la “spiacevole” tendenza a cantare, a qualunque ora del giorno e della notte, e che questo può essere causa di problemi col vicinato.


Faraone

Differenze tra faraone e galline

Le faraone, come le galline, sono avicoli che possono adattarsi anche a spazi piuttosto piccoli. I minimi requisiti di spazio in questo senso sono i medesimi visti sopra: per il ricovero notturno 1 mq ogni 3-4 capi, e invece 4/5 mq di pascolo a soggetto.

Cambia però la struttura sociale: le faraone, infatti, in natura tendono a non essere animali poligami, ma a vivere a coppie. Per questo, per massimizzare soprattutto il numero di uova feconde, è bene tenere ogni maschio con una o al massimo due femmine.

Le faraone possono essere allevate anche in gruppi molto numerosi, ma in questo caso sorge un problema: sono infatti animali queruli e lamentosi, che cantano molto e il cui ripetitivo richiamo può essere molto fastidioso.

Depongono uova più piccole di quelle delle galline, in numero minore durante l’anno, ma con in proporzione un guscio molto più duro e difficile da rompere.

Rispetto ai polli, richiedono un mangime con una percentuale di proteine maggiore. In natura si nutrono infatti di una grande varietà di insetti, e per questo sono state spesso proposte come ausilio naturale per controllare i parassiti degli orti. Purtroppo però apprezzano molto anche insalate, lattughe e cavoli, per cui eventualmente potrebbero essere usate come “sistema di disinfestazione” solo in frutteti o giardini.

Non razzolano molto e sono adatte a pascoli pianeggianti ricchi di alberi e arbusti, sotto cui spesso le femmine realizzano i nidi.

L’indole è più selvatica e diffidente rispetto ai polli, e gli animali sono piuttosto propensi al volo: attenti dunque alle fughe! Si adattano molto bene anche a climi torridi, purché sia sempre garantita loro acqua pulita in abbondanza.

Tacchini

Differenze tra tacchini e galline

I tacchini sono estremamente appariscenti ma le loro dimensioni ci costringono a calcolare, per il loro benessere, spazi più ampi di quelli visti fin’ora.

Per quanto riguarda il ricovero notturno, va considerato che per due soggetti occorre circa 1 mq di spazio; un terzo della superficie del ricovero andrà destinata ai posatoi, che devono essere (visto il peso di molti maschi adulti) ancor più robusti e solidi di quelli di galline e faraone. Per quanto riguarda il pascolo, ogni soggetto dovrebbe poter disporre di 25 mq di terreno.

Tenete conto che i tacchini sono animali sociali e poligami e che quindi, per allevare un piccolo harem composto da un maschio e 4-7 femmine, avrete bisogno di un’area di pascolo abbastanza grande. Sono particolarmente adatti a terreni scoscesi e a pascoli collinari; inoltre sono eccellenti cacciatori di serpenti e rettili vari.

I maschi sono molto rumorosi, tenetene conto in relazione al vicinato. Se non hanno abbastanza femmine finiranno per importunare uccelli di altre specie, per cui mantenete sempre una corretta sex ratio nel gruppo di soggetti. I maschi, se non allevati insieme fin dalla tenera età, tendono a combattere sanguinosamente per il controllo di territorio e femmine.
(Qui sotto un video per divertirsi un po’ in compagnia dei tacchini e spezzare con una risata la lettura!) 🙂

I tacchini, a dispetto delle loro dimensioni, sono certamente tra gli avicoli più delicati tra quelli comunemente allevati nei nostri pollai. Il tacchino tende ad essere soggetto a molte malattie, può stressarsi facilmente e soffrire per le condizioni di scarsa igiene. Imperativo, nella bella stagione, vaccinare per il difterovaiolo.

I tacchini necessitano di un mangime particolarmente proteico, specie nella delicatissima fase di crescita dei piccoli. Un mangime per selvaggina con il 28% di proteine andrà bene per i primi due mesi, quindi potrete passare a un mangime con il 24-26% di proteine fino ai 6 mesi di vita. I pulcini, alla nascita, sono decisamente più… “tonti” rispetto a quelli di altri avicoli, e vanno perciò adeguatamente messi al riparo da ogni potenziale pericolo.

Le razze più piccole e leggere possono volare agilmente, tenetene conto nel progettare il recinto.

Le femmine sono ottime chiocce, e depongono grosse uova chiare maculate di marrone. La quantità in media è inferiore a quella di polli e faraone, ma il sapore è abbastanza simile.

Anatre

Differenze tra anatre e galline

Questi palmipedi richiedono qualche attenzione in più, in quanto per vivere al meglio necessitano di almeno un piccolo spazio d’acqua in cui nuotare, cercare il cibo e pulire e lavare il proprio piumaggio.

Le anatre possono essere animali piuttosto rumorosi e insistenti. Andrebbero allevati in gruppi misti, con un numero di femmine maggiore di quello dei maschi per evitare possibili fenomeni di violenza.

Calcolate 15 mq di pascolo per capo, e 3 soggetti per 1 mq di ricovero; quest’ultimo non importa che abbia posatoi, ma una piccola pedana rialzata (ottenuta ad esempio con dei pallet) sarà certamente utile.

I nidi potranno essere anche lontani dal ricovero notturno, organizzati in casse o cassette ben protette tra arbusti e cespugli. Fate attenzione: come altri anatidi, se mancano nel pollaio altre fonti di cibo vegetale anatre, anatre mute ed oche possono beccare e in qualche caso scortecciare giovani arbusti. Per questo non andrebbero mai piantate specie tossiche o velenose di alberi o arbusti nei loro pollai, per evitare rischi inutili.

In agricoltura sinergica o in permacoltura si consigliava l’uso di anatre corritrici indiane per debellare le limacce nell’orto, ma questi uccelli si fanno tentare anche da insalata e cavoli, quindi…

Il loro cibo può consistere in una buona miscela di granaglie. Non alimentatele mai con pane, cracker o altri prodotti panificati, specie in giovane età: potrebbero sviluppare una malformazione delle ali nota come ala d’angelo.

La razione alimentare di ogni anatra sarà di poco più di 200 gr, 50-100 gr più di quella di una gallina.

Alcune razze di anatre, come le Kaki Campbell, sono ottime ovaiole, in grado di deporre oltre 200 uova l’anno. Le uova d’anatra hanno un sapore generalmente più spinto di quello dei galliformi e una consistenza più viscosa. Alcune razze volano molto bene, per cui fate attenzione ad eventuali fughe.

Nel video a seguire un “utilizzo” alternativo delle anatre che mette in risalto quanto sia utile la biodiversità nell’allevamento degli animali… 🙂


Anatre mute

Quanto detto per le anatre vale anche per le anatre mute (o anatre di Barberia, o anatre muschiate), con qualche piccola differenza. Infatti le anatre mute tendono a formare coppie, per cui vale la pena allevare un maschio con una o due femmine.
Più maschi in recinti troppo piccoli finiranno inevitabilmente per lottare.

Come dice il nome comune, poi, le anatre mute sono generalmente silenziose: si adattano quindi magnificamente anche a chi ha problemi di vicinato.

Come tutti gli anatidi sono perfette per chi dispone di un laghetto o di un corso d’acqua, presso cui passeranno buona parte del proprio tempo, ma rispetto alle anatre comuni le anatre mute possono sopportare meglio la mancanza di specchi d’acqua, e “accontentarsi” per il proprio benessere anche di invasi di piccolissime dimensioni.

Necessitano di 1 mq di ricovero notturno ogni due capi e di circa 15 mq di pascolo per capo.

Oche

Differenze tra oche, anatre, papere e galline

Le oche sono tra i più grossi avicoli disponibili normalmente per il pollaio, e di conseguenza la loro richiesta di spazio sarà maggiore. Richiedono infatti 1 mq di ricovero notturno ogni uno-due esemplari, e circa 30 mq a capo di pascolo, in quanto questi animali sono grandi foraggiatori.

Come per le anatre e le anatre mute, l’alimentazione delle oche non dovrebbe prevedere prodotti lievitati o panificati.

Nel formare il gruppo di allevamento si dovrebbe calcolare un maschio ogni 3-4 femmine. Ricordate che sono animali molto rumorosi. Il ricovero può essere anche costituito da una semplice tettoia di adeguate dimensioni.

Le oche producono una quantità relativamente bassa di uova ma molto grandi, dalle caratteristiche organolettiche abbastanza simili a quelle delle anatre. Sono particolarmente adatte a pascoli estesi, soprattutto vicino ai corsi d’acqua.

A seguire due video stupendi sul rapporto che può unire esseri umani e oche!

 

Differenza tra oche, anatre e papere

Oca con i suoi piccoli paperi
Paperi, i piccoli di oca.

Molto spesso le persone si pongono la seguente domanda: ma che differenza c’è tra oche e papere? O tra anatre e papere?
Insomma, al centro dell’interrogativo resta sempre la papera: che animale è mai questo?

La confusione può essere lecita, e spesso la papera viene confusa con l’anatra, ma iniziamo subito con il dire che la papera non è una specie avicola a sé, e neanche una razza.

Infatti, la papera, altro non è che una giovane oca femmina che non ha ancora raggiunto l’età riproduttiva (stessa cosa vale per il papero).

E adesso che abbiamo risolto anche quest’ultimo amletico dubbio sulla differenza tra oche, anatre e papere, possiamo avviarci alle conclusioni di questo lungo ma, ne siamo certi, interessantissimo articolo, per tutti coloro che allevano nel proprio pollaio diverse specie di avicoli.

Conclusioni

Tutte le informazioni fin qui elencate dovrebbero aver ben evidenziato come ciascuna specie avicola (galline, anatre, oche, faraone e tacchini) richieda particolari cure o attenzioni per essere allevata al meglio.

La possibilità di allevarle insieme è certamente un’occasione splendida, in cui si dovrà però operare, come già detto, un vero gioco d’incastro con le esigenze di tutti i soggetti coinvolti. Ma al netto della possibile “fatica”, ne varrà senz’altro la pena, e il ritorno di soddisfazioni e di gioie sarà grandissimo!

6 Commenti

  1. Buongiorno, davvero un bellissimo e utile articolo, grazie! Una domanda: avrei intenzione di mettere anche delle oche (non le ho mai avute) ma mi hanno detto che anche da adulte è molto difficile capire se sono maschi o femmine; E’ vero? C’è un modo per capire il sesso delle oche? Grazie, saluti.

    • Buongiorno Zaro, e grazie per l’apprezzamento dell’articolo. Per quanto riguarda la tua domanda, l’unico modo veramente sicuro per distinguere il sesso nelle oche è l’ispezione cloacale, ovvero l’osservazione diretta del loro apparato genitale. Se sono maschi, saranno provvisti del tipico organo copulatore a forma di cavatappi che è di norma molto evidente, e dunque non ci si può sbagliare.
      Un modo molto empirico è quello di attendere i 9/10 mesi di età circa, e vedere se comincia o meno a deporre uova.
      Infine, i più esperti, possono riconoscere il sesso di un’oca anche a prima vista, osservandone il portamento (il maschio ha il collo più lungo, una postura più eretta ed emette un verso più acuto).
      Sperando di esserti stati di aiuto, ti porgiamo un caro saluto e ti auguriamo una nuova bella esperienza di allevamento con le tue nuove oche!

  2. Salve, letto tutto l’articolo con grande interesse. Una domanda: quale è la razza di anatre che depone più uova? Sarei interessato ad aggiungere delle anatre al mio pollaio ma vorrei che mi facessero anche un po’ di uova; non importa come le galline, ma comunque sempre un discreto numero. Grazie.

    • Ciao Franco, sicuramente l’anatra corritrice indiana è quella che fa per te! Una delle prime razze di anatra ad essere allevate e addomesticate e che depone moltissime uova. Infatti la corritrice indiana è un’ottima pascolatrice e molto rustica e depone fino a 200 uova (65/70 grammi) all’anno. La deposizione inizia tra il 5° e il 6° mese. L’anatra Corritrice Indiana di norma non cova. Un cordiale saluto e buon “allargamento” del pollaio!

  3. Buongiorno, davvero un bell’articolo! Una domanda: ma a livello nutrizionale, quali sono le migliori uova da mangiare tra quelle di gallina, anatra, oca e tacchina? Grazie se potrete rispondermi. Saluti.

    • Buongiorno Edo, e grazie per i complimenti! 🙂
      Per quanto riguarda la sua domanda, per ciò che riguarda le uova di gallina abbiamo scritto un approfondito articolo che può trovare qui: Le uova nell’alimentazione. Confrontandole con le altre, la differenza sostanziale tra le diverse tipologie di uova, sta soprattutto nell’apporto lipidico (uova di anatra e oca ne apportano quasi il doppio di quelle di gallina) e quindi, premettendo che nel caso di un adulto sano tutte le uova possono andare bene, se invece è presente un quadro clinico con alterazioni dello stato lipidico ematico, sono certamente da preferire quella di gallina (o al massimo di tacchina). Un cordiale saluto.

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