Gallina (e gallo) nei proverbi e modi di dire popolari | TuttoSulleGalline.it
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Numerosi sono i modi di dire (proverbi e detti popolari) che si riferiscono al mondo del pollaio, della gallina, del gallo (e anche delle uova), e che hanno origine nel vecchio mondo contadino, dove le giornate, le stagioni, l’amore, la ricchezza, la povertà, il lavoro e le regole di comportamento erano delineabili con veri e propri insegnamenti di vita osservabili anche negli animali da cortile compagni di vita.
Se anche voi conoscete modi di dire e proverbi che riguardano la gallina e più in generale il mondo del “pollaio”, scriveteceli nei commenti o su facebook, che li inseriamo poi nell’articolo. Grazie 🙂

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Gallina (e gallo) nei proverbi e modi di dire popolari

Andare a letto con le galline
Vuol dire andare a dormire molto presto.

Avere un cervello di gallina
Vuol dire essere molto stupidi.
(ndr: ma come abbiamo scoperto in questo articolo, non è affatto vero!)

Testa d’uovo!
Al contrario del precedente significa dare a qualcuno del “testone” in senso di “intelligentone”, ma comunque con una punta di sarcasmo: “sapientone”, “secchione”.

Cercare il pelo nell’uovo
Vuol dire essere estremamente minuzioso e cercare sempre anche i minimi difetti nelle cose.

Essere la gallina nera (fare come la gallina nera)
Significa essere sempre in ritardo, fare sempre le cose all’ultimo minuto. Il detto completo è “essere la gallina nera, che fa l’uovo a tarda sera”, a differenza, appunto, di tutte le altre che depongono alla mattina o nel primo pomeriggio.

Essere il gallo della Checca
Vuol dire piacere molto alle donne, essere un dongiovanni. Il detto è preso dall’opera lirica “L’elisir d’amore”, di Gaetano Donizetti, in cui si canta che “il gallo della Checca tutte vede e tutte becca”.

Essere pieno come un uovo
Significa avere mangiato così tanto da non potersi muovere.

Fare il gallo (fare il galletto)
Significa ostentare grande baldanza; anche essere impertinenti. Oppure ancora, darsi arie da irresistibile seduttore.

Fare una frittata
Si riferisce ad una cosa malriuscita o ad un disastro sia pratico che figurato.

Gallina che canta ha fatto l’uovo
Sta a significare che il primo che denuncia un fatto negativo ne è probabilmente il responsabile.

Finché la cresta non le copre l’occhio, la gallina non fa il “cocco”.
Saggezza contadina per intendere che fino a che la cresta della gallina non è abbastanza sviluppata da ricadere un po’ piegata da una parte (cosa ben evidente questa ad esempio negli esemplari di gallina Livornese), sarà difficile che deponga l’uovo (la cresta piccola, e non piegata, allude appunto al fatto che la gallinella sia ancora troppo giovane per produrre).

Gallina che non becca, ha già beccato.
Con questo motto avicolo si vuole in realtà alludere al fatto che se una persona non fa una certa cosa (che dovrebbe anche procurarle un certo piacere), significa allora che l’ha già fatta.. che è sazio!

Gallina dalle uova d’oro
Indica una persona, attività o situazione estremamente redditizia. Allude alla favola di Esopo “La gallina dalle uova d’oro” (F 287).

Gallina vecchia fa buon brodo
Il proverbio significa che è sempre bene fidarsi di chi ha esperienza (l’esperienza è una virtù). È usato spesso anche per giustificare un rapporto amoroso con una donna non più giovane ma che ha esperienza.

Gallina vecchia vuol galletto giovane.
Ancora un modo per dire che la “gallina vecchia” ha esperienza, e dunque sa cosa significhi poter godere di un amante giovane e vigoroso.

Galline giovani per far le uova e vecchie per covarle.
Quando una gallina invecchia diminuisce molto il suo ritmo di deposizione fino ad interromperlo; quindi, non essendo più utili alla produzione è bene che si dedichino almeno a fare la cova e a diventare chiocce, evitando alle più giovani questo periodo gravoso e durante il quale smetterebbero a loro volta di fare uova.
Questo motto si può interpretare anche in maniera più ampia, volendo significare che tutto funziona al meglio se ognuno esegue il compito che è migliore per lui in quel momento e per la sua età.

Meglio un uovo oggi che una gallina domani
Significa che è meglio accontentarsi di qualcosa di concreto subito che una promessa di un bene maggiore in un futuro molto lontano.

Non si può far la frittata senza rompere le uova
Si dice quando per realizzare una cosa è necessario pagarne il prezzo, oppure che non si può imparare a fare qualcosa senza inizialmente commettere errori.

Rigirare la frittata
Si dice quando qualcuno rigira un argomento di discussione in tutti i modi, pur di avere ragione.

Rompere le uova nel paniere
Si dice di qualcuno che poco opportunamente si intromette per ostacolare l’operato di un’altra persona e mandando all’aria i progetti prestabiliti.

Vecchia gallina
Indica in modo spregiativo una donna anziana, in genere petulante, saccente, invadente.

Zampa di gallina
Significa avere una pessima scrittura.

Latte di gallina
Significa offrire agli ospiti e agli invitati i cibi più squisiti e le cose più preziose (in quanto difficili da reperire e trovare, come appunto il latte di gallina) che abbiamo.

Non si può prendere una gallina per le mammelle.
Non si può fare una cosa, nemmeno con la forza, se per natura è impossibile.

Uovo di Colombo
Si dice di una trovata semplicissima che risolve un problema da tutti considerato irrisolvibile.

L’uovo viene al becco.
Significa che la bontà e la salubrità dell’uovo dipendono da ciò che mangia la gallina; quindi la fondamentale importanza di una corretta alimentazione per le galline ovaiole.

In casa e nel pollaio non c’è pace, se canta la gallina e il gallo tace.
Proverbio che allude al fatto che se le cose non vanno come devono andare, ovvero secondo natura, è assai probabile che usciranno fuori guai e problemi.

Dodici galline e un gallo, mangiano come un cavallo.
12 galline e 1 gallo formano, in un certo senso, un “pollaio perfetto” in quanto per ogni esemplare maschio è bene che ci siano tra le 8 e le 12 femmine disponibili (a seconda della razza). Quindi, a livello di “conti della serva” molto empirici, il contadino sa che il costo per dare da mangiare ad un intero pollaio è circa equivalente a quello per sfamare un cavallo.

Dove sono i pulcini, ivi è l’occhio della chioccia.
Così come la chioccia punta la sua attenzione lì dove sono i suoi pulcini, allo stesso modo ogni persona “tiene d’occhio” ciò che più gli preme.

Non c’è gallina né gallinaccia che a gennaio uovo non faccia.
Questo è proprio un detto popolare della cultura contadina, e insegna che a Gennaio (con il riallungarsi delle giornate), la deposizione delle uova riprende, anche nella gallina più “restia”.
(Scopri in questo articolo come curare il pollaio in inverno)

Per la la Candelora ogni gallina inizia a fare le uova.
Simile nel senso a quello sopra citato. Se a Gennaio non hanno ancora ricominciato a deporre, per la Candelora (2 Febbraio) anche le più ritardatarie dovrebbero essersi messe “in moto”.

Gallina mugellese, ha cent’anni e mostra un mese.
Abbastanza chiaro questo detto, ovvero che la gallina mugellese, anche invecchiando, non cambia molto nel suo aspetto fisico e sembra sempre giovane.

Gallo magro e gallina grassa fan buon matrimonio.
Il gallo, per far bene il suo compito, è bene che sia magro, atletico e in forze; la gallina, se un po’ grassottella, può essere una migliore chioccia.

La gallina cova male fuori dal suo nido.
La gallina ha bisogno del suo ambiente e della sua quiete per fare una buona cova. I cambiamenti la disturbano.

Ogni gallina raspa per sé stessa.
Ogni gallina pensa al proprio benessere e non a quello delle altre; ognuna cerca di prendere più cibo possibile per sé.

Quando il gallo beve d’estate, tosto piove.
Quando il gallo canta fuor d’ora o vuol piovere, o piove, allora il bel tempo va in malora.
Quando il gallo canta nel pollaio, aspetta l’acqua nel grondaio.
Tre proverbi che si riferiscono tutti al canto strano (o al comportamento inusuale) del gallo rapportato ad un’alta probabilità di peggioramento meteorologico e/o di pioggia (un po’ come quando i gatti si leccano la zampa e si puliscono il viso partendo da sopra l’orecchio).

Talvolta anche una gallina cieca trova un granello.
Ogni tanto può capitare a chiunque un colpo di fortuna, ma è bene non farci l’abitudine…

Chi di gallina nasce, convien che razzoli (o raspi).
Se sei nato in una certa condizione è meglio che ti ci abitui in fretta e cominci a lavorare per quel che sei.

Quando le volpi si consigliano, bisogna chiudere il pollaio.
Quando i “predatori” (in senso figurato, di ogni tipologia) si accordano tra di loro, è meglio mettere al sicuro ciò che sappiamo essere il loro obiettivo.

Ci sono troppi galli a cantare nel pollaio.
Stesso modo di dire di “Ci son troppi cuochi in cucina!”. Ovvero, quando in un posto ci sono troppe persone che vogliono comandare, non ne esce mai nulla di buono.

A gallina fa ll’uovo i o vallo ll’abbruscia ‘o mazz (La gallina fa l’uovo e al gallo brucia l’ano)
Questo proverbio di chiara origine napoletana è utilizzato quando si voglia riprendere qualcuno che “si sia vestito della pelle dell’orso catturato da altri”, ovvero come commento ironico verso quelle false lamentele fatte da colui che dichiara di essersi affaticato per un lavoro che invece è stato portato a compimento da altri.
Fonte: “Come se penza a NNapule. 2500 modi di dire napoletani”, autore Raffaele Bracale, a cura di Amedeo Colella.

Quando fiorisce il sambuco, le galline stringono il buco.


PROVERBI E MODI DI DIRE SUGGERITI DA VOI

La nostra lettrice Eugenia Nervi ci ha poi suggerito questi altri due detti:

La donna minutella sembra sempre una pollastrella.

Il gallo prima di cantare, chiude gli occhi e sbatte le ali!
(variante: Il gallo prima di cantare batte tre volte l’ale.)

La nostra lettrice Anna Felice ci ha suggerito il seguente proverbio (e la successiva spiegazione):

Quann è o tiemp na vinacc chi vo l’uov c so facc.
“Quando è tempo di vendemmia, chi vuole l’uovo se lo procuri da sé”, infatti in questo periodo le galline allevate senza forzature depongono poche uova (per via della muta).

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