Come nascono i pulcini | Tuttosullegalline.it
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Potrà sembrare incredibile, ma prima o poi questa domanda se la fanno tutti: come nascono i pulcini? Va bene, forse non proprio tutti, non vogliamo essere megalomani, ma in molti sicuramente si; forse anche ognuno di noi, da bambino, l’avrà espressa qualche volta ai propri genitori o ai propri nonni, soprattutto ovviamente se quest’ultimi erano possessori di un bel pollaio. Anche i pulcini, come i bambini, certamente non nascono “sotto ad un cavolo” (magari vicini però si!), e di sicuro non li porta la cicogna 🙂

La cicogna che nelle fiabe porta alla famiglia il neonato

Partiamo subito con una banalità che però è bene sottolineare: se nel pollaio ci sono solo galline senza alcun gallo, allora certamente non ci saranno uova fecondate e certamente non nascerà mai nessun pulcino. In tal senso, a volte sfugge anche la differenza tra uovo fecondato e uovo non fecondato: se nel pollaio convivono sia galli che galline, quest’ultime deporranno principalmente uova fecondate (è in tal senso importante che il rapporto tra numero di galli e galline sia ben proporzionato in funzione anche della razza di galline). Quindi, la prima regola per allevare pulcini è avere un gallo nel pollaio in modo da far riprodurre naturalmente i vostri animali.

Altra possibilità, invece, è quella di acquistare (o meglio ancora ricevere in dono) delle uova già fecondate da far covare alle vostre chiocce o, in alternativa, utilizzare delle incubatrici per uova (soluzione praticata da numerosi allevatori amatoriali).

E’ sempre consigliabile e auspicabile che l’eventuale acquisto di uova fecondate sia fatto presso un allevatore esperto e raccomandato e non sarebbe una cattiva idea, se possibile, recarsi a prenderle di persona presso il luogo di allevamento, sia perché il trasporto delle uova tramite corrieri potrebbe essere problematico e rischioso, sia perché l’acquisto diretto può darvi la possibilità di chiedere informazioni utili e chiarimenti all’allevatore stesso.

E’ molto importante sottolineare che allevare pulcini è molto più complesso che allevare galline ornamentali o galline ovaiole già adulte; inoltre, alcuni dei nuovi nati saranno galletti, ai quali sarà forse necessario trovare una nuova casa (una nuova famiglia). I pulcini hanno bisogno di un mangime specifico, di un abbeveratoio adatto e, nelle prime settimane, devono poter essere tenuti separati dal resto degli animali presenti nel pollaio e ovviamente al sicuro anche da parte di predatori che normalmente non sarebbero così pericolosi (come ad esempio il gatto di casa).

Se saranno presi in cura da una chioccia sarà sufficiente tenerli insieme a lei per le prime 8 settimane dalla schiusa. Se invece si saranno schiusi in un’incubatrice sarà necessario spostarli in una “allevatrice” (un apposito contenitore dotato di una luce ad infrarossi e di apposito abbeveratoio e mangiatoia).

Pulcini
Pulcini
Pulcini: recinto Borotto con mangiatoia, abbeveratoio e scaldatore
Pulcini: recinto Borotto con mangiatoia, abbeveratoio e scaldatore.

La speratura per capire se un uovo è fecondato

Per capire se un uovo è fecondato esiste un metodo molto semplice, ovvero la speratura. La speratura consiste nell’osservazione di un uovo controluce, mediante una “lampada spera-uovo” o un “tavolo di speratura”.

Altra modalità di speratura più artigianale è quella di stare al buio tenendo l’uovo in verticale e accendendo una piccola torcia elettrica appoggiandola al guscio (anche eventualmente utilizzando un tubo di cartone per meglio convogliare la luce).

Dal quarto/settimo giorno in poi se si vede il “ragnetto” costituito dall’embrione con le sue vene vuol dire che l’uovo è fecondato (più scuro è il colore del guscio dell’uovo è più il giorno della speratura va ritardato; quindi al quarto giorno saranno visibili embrioni di uova con il guscio chiaro o bianco, come quelli ad esempio della gallina Livornese).

Speratura per controllare se l'uovo è fecondato
Speratura al buio con lampada elettrica

Le uova covate dalla chioccia nel pollaio

Premesso che non tutte le razze di galline hanno la tendenza alla cova e che per questa ragione capita sovente che una chioccia covi tranquillamente anche le uova di altre galline, quando questa avrà deposto le sue uova entrerà nel periodo di cova in modo naturale e per circa tre settimane coverà costantemente fintanto che non si schiuderanno, con la venuta alla luce dei pulcini.

Per indurre una chioccia alla cova un utile suggerimento è quello di lasciare le uova nella cesta/scatola di deposizione. In questo periodo la chioccia coverà le uova prestando attenzione a spostarle e girarle in modo tale da fornire calore uniforme a tutte (ci piace qui riportare le parole del Dottor Maurizio Arduin che nel descrivere questo continuo movimento delle uova durante la cova ha utilizzato la seguente espressione: <<la gallina durante la cova non è ferma ma “nuota” in continuazione>>. Uscirà dalla cova solo per poco tempo (circa mezz’ora al giorno) e in quel breve spazio di tempo si dedicherà a mangiare, bere e fare il bagno di terra. In questa fase potrebbe essere consigliabile tenere la chioccia in uno spazio separato (tranquillo) dal resto degli abitanti del pollaio; nel caso di un piccolo pollaio potrebbe andare bene anche allestire al suo interno un ricovero in legno appartato e protetto da una recinzione.

Chioccia che cova le uova
Chioccia che cova le uova.

Assistere alla schiusa delle uova è poi certamente una delle esperienze più intense dell’allevamento avicolo.

Schiusa delle uova e fuoriuscita del pulcino
Schiusa delle uova e fuoriuscita del pulcino.
Schiusa delle uova e nascita di un pulcino Marans
Schiusa delle uova e nascita di un pulcino Marans.
Schiusa multipla e nascita di molti pulcini
Schiusa multipla e nascita di molti pulcini.
Mangiatoia per pulcini
Mangiatoia per pulcini
Pulcini e chioccia
Pulcini e chioccia
Chioccia e pulcini di razza Bantam
Chioccia e pulcini di razza Bantam

Le uova che si schiudono in un’incubatrice

In assenza di galline con attitudine alla cova (e spesso nel caso in cui si vogliano far schiudere uova fecondate acquistate), l’incubatrice, detta anche “chioccia artificiale”, è il metodo tecnologico oggi disponibile per imitare il “lavoro” di una chioccia e portare dunque a schiusa le uova con conseguente nascita dei pulcini.

Mechanical Hen 1920 – London, England, UK — New York, NY: Mechanical Hen That Talks Three Languages: A seven-foot high mechanical hen, which was part of America’s exhibit at the World’s Poultry Congress in London. The hen delivered her nutritional message in English, “French and Spanished.” Undated photograph. BPA2# 4194 — Image by © Underwood & Underwood/CORBIS
Robot hen – Shashi Kumar 3D modeler artist (ArtStation)

Le prime incubatrici artificiali risalgono addirittura all’antico Egitto (interessante la lettura I megaincubatoi dell’Egitto dell’opera omnia Summa Gallicana del Dottor Elio Corti).

Un megaincubatoio egiziano in sezione longitudinale e trasversale contenuto nel trattato sull’incubazione artificiale di Réaumur (fonte: www.summagallicana.it Vol. 1° – VIII. – Lettura 1)

Un’incubatrice mantiene una temperatura costante e gira e sposta automaticamente le uova ogni due ore per circa 21 giorni. L’utilizzo delle incubatrici richiede attenzione e un costante controllo del suo regolare funzionamento; Chris Graham nel suo libro “Allevare Galline” definisce l’utilizzo delle incubatrici come un “delicato atto di equilibrismo”.

Nelle incubatrici devono infatti essere riprodotte tutte le condizioni che le chiocce riescono a garantire ai pulcini naturalmente e dunque il calore, l’umidità e il movimento delle uova. Determinante utilizzare le “chiocce artificiali” prestando molta attenzione alle istruzioni.

Tenendo conto che prima dell’incubazione le uova possono essere conservate per una settimana, le successive tre fasi più critiche dell’incubazione artificiale sono:

  • la conservazione delle uova (in caso di eventuali problemi si osservano al 6°/7° giorno ovvero al momento della speratura): si potrebbe osservare la mancata formazione del sistema nervoso e in ta caso, escluso che si tratti di mancata fecondazione, si tratterebbe di un problema di conservazione che ha causato la morte embrionale;
  • la regolazione della temperatura (in caso di eventuali problemi si osservano al 18° giorno): se i pulcini al 18° giorno sono morti allora vuol dire che c’è stato un problema di regolazione della temperatura;
  • la regolazione dell’umidità (in caso di eventuali problemi si osservano tra il 18°/21° giorno ovvero al momento della speratura): se i pulcini al 18°/21° giorno sono morti allora vuol dire che c’è stato un problema di regolazione dell’umidità.
Incubatrice per uova Borotto
Incubatrice per uova Borotto
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