Il tasso non è un classico predatore di galline: è piuttosto un opportunista goloso, interessato soprattutto a uova, pulcini e mangime, che però grazie alla sua incredibile forza di scavo e alle potenti mascelle può forzare un pollaio mal costruito e fare danni. In Italia il tasso è un animale protetto, più “competitore” che vero cacciatore di pollame. In questo articolo vediamo che tipo di animale è, come e quando colpisce, la sua “firma” (soprattutto scavi e danni da forza), come distinguerlo dagli altri predatori e come difendere il pollaio. Con curiosità e FAQ. Per il quadro generale vedi la guida come difendere le galline da volpi, faine e predatori.
Indice dei contenuti:
Il tasso (Meles meles) è un mustelide tozzo e robusto, dal corpo massiccio e dal muso bianco attraversato da due bande nere, diffuso in gran parte d’Italia nei boschi e nelle campagne. È onnivoro: la sua dieta è fatta soprattutto di lombrichi, insetti, frutta, radici e piccoli animali. Non è uno specialista del pollame: in molti contesti viene considerato più un “competitore” (come la volpe) che un vero predatore di galline.
Il punto, però, è che il tasso è uno scavatore straordinario – costruisce tane sotterranee complesse (le “tassaie”) – con artigli lunghi e mascelle potenti. Se fiuta uova, pulcini o mangime in un pollaio poco robusto, può scavare sotto la recinzione o forzare pannelli di legno e reti leggere per entrare. Le galline adulte sono raramente il suo obiettivo, ma in un ricovero debole può capitare che ne prenda una.
Ma conosciamo meglio il tasso con questo video:
Quando: il tasso è notturno e schivo; agisce al buio ed è difficile da vedere. Tende a insistere sullo stesso bersaglio: a differenza di altri predatori “mordi e fuggi”, può fermarsi a lungo – anche ore – una volta che ha fiutato cibo o uova dentro il pollaio.
Come: la sua tecnica è la forza bruta. Scava buche profonde e larghe sotto la recinzione o le pareti; con le mascelle può strappare assi di legno non ben fissate o allargare aperture. Entrato, punta a uova e pulcini e al mangime; se uccide una gallina, di norma ne prende una sola, eventualmente tornando una seconda volta. Il risultato è spesso un danno “caotico” alla struttura, più che un’uccisione “ordinata”.
La firma del tasso è soprattutto una firma di scavo e forza:
Attenzione: questi segni indicano il sospetto più probabile, non una certezza. Lo scavo, per esempio, può essere opera anche di una volpe. Dato che il tasso è schivo e notturno, la conferma più sicura è una fototrappola.
Contro un animale così potente e scavatore, servono barriere robuste e interrate e il solito controllo dei richiami alimentari.
In Italia il tasso è specie protetta ai sensi della Legge 157/1992: non può essere ucciso né catturato senza autorizzazione, e farlo è illegale. La difesa corretta è quindi la prevenzione (recinzioni interrate robuste, chiusura notturna, rimozione dei richiami). Se il tasso crea problemi reali e ripetuti, la strada da seguire è rivolgersi alla Regione o alla Provincia (e, dove competente, alla polizia provinciale o ai Carabinieri Forestali), che possono valutare eventuali interventi di controllo autorizzati. Ricorda che il tasso è anche un animale utile, grande consumatore di insetti e piccoli roditori.
Raramente è il suo obiettivo: punta soprattutto a uova, pulcini e mangime. Può però uccidere qualche gallina se entra in un pollaio poco robusto, di solito prendendone una sola. Non fa quasi mai stragi come faine o donnole.
La firma è soprattutto di scavo e forza: buche profonde e larghe sotto la recinzione, assi divelte o pannelli sfondati, mangime saccheggiato, uova e pulcini spariti, scena disordinata, impronte larghe a cinque dita, attività notturna. Poiché anche la volpe scava, conferma con una fototrappola.
La volpe di solito porta via le galline adulte e lascia poche tracce; il tasso punta a uova, pulcini e mangime, con scavi più massicci e danni da forza alla struttura (legno divelto). Spesso è il cibo, non le galline, ad attirarlo.
Con una recinzione robusta e interrata (50 cm–1 m) o una “gonna” di rete, base in cemento, materiali solidi (il tasso sfonda legno sottile e reti leggere), chiusura notturna e rimozione dei richiami (uova, mangime, frutta caduta, compost). Molto efficace anche un recinto elettrico.
No: in Italia il tasso è specie protetta (L. 157/1992) e non può essere ucciso o catturato senza autorizzazione. Punta sulla prevenzione e, per problemi ripetuti, rivolgiti a Regione/Provincia o ai Carabinieri Forestali.
No, è un animale schivo che evita l’uomo e fugge. Può difendersi se messo alle strette (ha morso potente e artigli), quindi non va mai accerchiato o maneggiato: basta lasciargli una via di fuga.
Sì, è uno dei deterrenti più efficaci, soprattutto con fili bassi che scoraggiano lo scavo ai piedi della recinzione. Va installato e gestito in sicurezza secondo le norme.
Sì: è un formidabile scavatore e può aprirsi la strada sotto recinzioni e pareti. Per questo la rete va interrata in profondità o servono cordoli/basi in cemento e un pavimento robusto.
Il tasso è più un goloso scavatore che un cacciatore di galline: punta a uova, pulcini e mangime e sfrutta la sua forza per scavare e sfondare i pollai deboli. La sua firma – buche profonde, assi divelte, danni caotici alla struttura, al massimo una gallina presa – lo distingue dagli altri predatori. La difesa è tutta nella robustezza: recinzione interrata in profondità, materiali solidi, chiusura notturna e rimozione dei richiami alimentari, eventualmente con un recinto elettrico. E poiché è una specie protetta (e utile), la via non è mai l’abbattimento, ma la prevenzione. Per gli altri predatori, vedi la guida come difendere le galline da volpi, faine e predatori.
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