La volpe è il predatore di galline per antonomasia: furba, adattabile e presente ovunque, dalla campagna fino ai margini delle città. Se una mattina trovi il pollaio semivuoto, poche piume e nessuna traccia evidente, con ogni probabilità è passata lei. In questo articolo vediamo che tipo di predatore è, come e a che ora attacca le galline, qual è la sua “firma” inequivocabile (i segni che rivelano che è stata proprio una volpe), come distinguerla dagli altri predatori e soprattutto come difendere le galline con accorgimenti mirati. Con curiosità e FAQ finali. Per il quadro generale su tutti i predatori del pollaio rimandiamo alla guida come difendere le galline da volpi, faine e predatori.
Indice dei contenuti:
La protagonista è la volpe rossa (Vulpes vulpes), un carnivoro della famiglia dei canidi diffuso in tutta Italia, dalle Alpi alla pianura, fino alle periferie urbane, dove ha imparato a convivere con l’uomo. È un’opportunista dalla dieta onnivora: si nutre di piccoli mammiferi (soprattutto roditori), uccelli, insetti, frutta, carogne e rifiuti. Il pollaio, per lei, è semplicemente una fonte di cibo facile e concentrata: tante prede in un unico posto (chiuso).
È un animale intelligente, cauto e dall’ottima memoria: individua il pollaio, ne studia le abitudini e, se trova un punto debole, torna regolarmente. Udito e olfatto finissimi le permettono di localizzare le galline anche al buio e di accorgersi della minima apertura lasciata incustodita.
Quando: la volpe è attiva soprattutto al crepuscolo e di notte, con picchi all’alba e al tramonto. Gli attacchi diurni non sono impossibili – capitano con animali affamati, in zone tranquille o quando deve nutrire i cuccioli – ma restano meno frequenti. Il rischio aumenta in particolare in primavera, quando i genitori devono sfamare la cucciolata, e nelle stagioni in cui il cibo selvatico scarseggia.
Come: la volpe in genere afferra la gallina e la uccide con un morso alla gola o al collo, per poi trascinarla via e consumarla altrove, spesso vicino alla tana. È qui che entra in gioco un comportamento spesso frainteso: il cosiddetto “surplus killing”, cioè l’uccisione in eccesso.
Quando la volpe entra in un pollaio chiuso, il battito d’ali e il panico delle galline che svolazzano tengono costantemente “acceso” il suo istinto predatorio: continua a uccidere ben oltre il proprio fabbisogno, finché c’è movimento. Non lo fa “per crudeltà” o “per divertimento”, ma per un automatismo evolutivo: in natura le prede fuggono e il predatore raramente riesce a prenderne più di una; in uno spazio chiuso, invece, non possono scappare. Di solito la volpe porta via e sotterra (caching) le prede in eccesso per consumarle in seguito, tornando a recuperarle.
Curiosamente, sono documentati casi in cui la volpe ha preso una sola gallina perché le altre, appollaiate in alto e rimaste immobili e silenziose, non hanno innescato l’istinto di caccia.
Qui sotto la video-testimonianza di un allevatore il cui recinto e pollaio ha tenuto lontane le volpi per molti anni, finché un giorno, il vento non ha strappato la rete superiore, permettendo a una volpe di entrare proprio da lì (hanno perso 7 anatre e 8 galline); giusto per capire quanto le volpi siano opportuniste e in grado di approfittare della prima manchevolezza…
Ricostruire “chi è stato” non è mai una certezza assoluta, ma la volpe lascia una combinazione di indizi abbastanza riconoscibile. Ecco la sua firma.
Attenzione: questi segni indicano il sospetto più probabile, non una prova certa. Mustelidi, cani o lupi possono lasciare tracce in parte simili. Il modo più sicuro per avere conferma è una fototrappola (trail camera) puntata sul pollaio.
Contro la volpe serve una strategia su due fronti: una barriera fisica a prova di scavo e scalata (il nostro articolo dedicato a come realizzare un recinto per galline anti predatori) e una gestione quotidiana rigorosa. Ecco gli accorgimenti mirati più efficaci.
Qui sotto un video di un altro attacco subito da un’allevatrice, dove vediamo esattamente la scia di penne e piume in direzione del bosco; fortunatamente una gallina è riuscita a salvarsi con alcune ferite tipiche da attacco di volpe che dovranno essere curate.
Soprattutto di notte, all’alba e al tramonto. Gli attacchi di giorno sono più rari ma possibili, specie con volpi affamate, in luoghi tranquilli o in primavera quando devono nutrire i cuccioli. Per questo la chiusura notturna del pollaio è fondamentale.
È il cosiddetto surplus killing: in uno spazio chiuso le galline che svolazzano in preda al panico mantengono attivo l’istinto predatorio della volpe, che continua a uccidere. Non lo fa per crudeltà: di solito porta via e sotterra le prede in eccesso per mangiarle in seguito.
La volpe di solito fa sparire le galline lasciando poche piume e una scia verso l’esterno, e scava sotto la recinzione. Il cane tende a uccidere molte galline senza mangiarle né portarle via; i mustelidi entrano da fori minuscoli e colpiscono testa/collo lasciando i corpi sul posto. La conferma più sicura è una fototrappola.
Le indicazioni variano da 30 a 50 cm: meglio orientarsi verso i 50 cm, oppure realizzare una “gonna” di rete piegata a L verso l’esterno sotto il terreno. Aggiungi una base in cemento ai pali, dove la volpe tende a scavare.
Sì: salta e si arrampica anche fino a circa 2 metri. Serve una recinzione alta almeno 2 m, con sommità inclinata verso l’esterno o una copertura superiore, che protegge anche dai rapaci.
Sì, è uno dei deterrenti più efficaci, soprattutto con uno o due fili bassi che scoraggiano lo scavo ai piedi della recinzione. Va installato e gestito in sicurezza secondo le norme vigenti.
Quasi sempre sì: individuata una fonte di cibo facile, la volpe ci riprova nei giorni seguenti. Per questo dopo un’incursione bisogna riparare subito il varco e rafforzare le difese.
No: la volpe è fauna selvatica protetta e gestita dalla legge. Niente trappole o veleni (illegali e pericolosi anche per altri animali). Punta sulla prevenzione e, per problemi ripetuti, contatta la polizia provinciale o il servizio di vigilanza faunistica.
La volpe è un predatore di galline intelligente e tenace, ma quasi del tutto gestibile con una scrupolosa prevenzione. Colpisce soprattutto di notte, uccide con un morso alla gola e porta via le prede (lasciando poche piume, scie e buche di scavo come firma), e in uno spazio chiuso può fare strage per surplus killing. La difesa vincente è sempre la stessa: recinzione robusta e interrata, alta e coperta, chiusura notturna sicura (meglio con sportello automatico), eventuale recinto elettrico e nessun “invito” alimentare. Proteggi bene il pollaio e la volpe, da problema, tornerà a essere solo un magnifico abitante delle nostre campagne. Per la panoramica su tutti gli altri predatori, vedi la guida come difendere le galline da volpi, faine e predatori.
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