Gufi, civette, allocchi e barbagianni evocano la notte e il mistero, e capita che vengano accusati di assalire il pollaio. Ma qual è il rischio reale? La verità è che, se le galline sono chiuse nel pollaio di notte – come dovrebbe sempre essere – i rapaci notturni sono una minaccia marginale. Il pericolo diventa concreto solo in situazioni particolari: soggetti rimasti fuori al crepuscolo (tipico d’estate), pulcini e galline nane, animali feriti o un pollaio lasciato aperto. In questo articolo vediamo quali rapaci notturni possono davvero colpire, come e quando, la loro “firma”, come distinguerli dagli altri predatori e come proteggere le galline, ricordando che sono specie protette. Con curiosità e FAQ. Per il quadro generale vedi la guida come difendere le galline da volpi, faine e predatori.
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Diciamolo subito, per evitare allarmismi: un pollaio chiuso bene di notte è quasi sempre al sicuro dai rapaci notturni. Questi uccelli cacciano al buio, proprio quando le galline dovrebbero essere già protette all’interno della casetta. Il rischio reale si limita a casi specifici:
In tutti gli altri casi, i rapaci notturni fanno un enorme favore all’allevatore: cacciano topi e ratti, cioè i veri nemici di uova e pulcini.
In sintesi: la minaccia concreta per una gallina adulta è solo il gufo reale, e solo dove presente; gli altri rapaci notturni possono al massimo insidiare pulcini e gallinelle nane. Come i rapaci diurni, sono tutti specie protette.
Quando: di notte, con maggiore attività al crepuscolo e prima dell’alba. Colpiscono quando trovano prede allo scoperto: è per questo che il pericolo riguarda soprattutto gli animali non ancora chiusi al calar del sole.
Come: piombano in volo silenziosissimo (il barbagianni è famoso per essere l’uccello dal volo più silenzioso in assoluto) e colpiscono con gli artigli, afferrando la preda a testa e collo. Spesso consumano la preda sul posto (o nelle vicinanze), mangiandone solo una parte, e in una notte prendono di norma uno o due soggetti. Se la preda è piccola (pulcino, nana) possono portarla via.
I segni tipici di un attacco notturno da rapace:
Attenzione: questi segni indicano il sospetto più probabile, non una certezza. La “testa staccata”, per esempio, è comune anche a faina e donnola. Il modo più sicuro per confermare è una fototrappola notturna.
Nel ideo qui sotto un bellissimo gufo che ha tentato l’attacco al gallo del pollaio ma alla fine è rimasto impigliato in una rete (dopo il video il gufo è stato rilasciato libero):
La difesa dai rapaci notturni è semplice e, nella maggior parte dei casi, già integrata nella buona gestione del pollaio.
In Italia tutti i rapaci notturni sono specie protette: non possono essere uccisi, catturati o disturbati. L’unica difesa consentita è la prevenzione (chiusura del pollaio, reti, protezione dei pulcini). Del resto, allontanarli sarebbe controproducente: gufi, civette e barbagianni sono straordinari cacciatori di topi e ratti, quindi dei preziosi alleati contro i roditori che predano uova e pulcini. Se trovi un rapace notturno ferito o in difficoltà, contatta un Centro di Recupero della Fauna Selvatica (CRAS) o i Carabinieri Forestali.
Raramente, e con un’avvertenza importante: solo se le galline sono fuori dal pollaio di notte. L’unico in grado di uccidere una gallina adulta è il gufo reale (dove presente); civetta, allocco e barbagianni cacciano soprattutto topi e al massimo insidiano i pulcini. A pollaio chiuso, il rischio è minimo.
Sì, quasi sempre. Chiudere le galline al tramonto è la difesa decisiva: i rapaci notturni colpiscono al buio e, se le galline sono ricoverate, non hanno accesso. Basta assicurarsi che finestre e aperture siano protette da rete metallica fitta.
Entrambi colpiscono di notte e a testa/collo, ma la faina fa spesso stragi di più galline entrando da fori minimi nel pollaio chiuso, mentre il rapace notturno di solito prende un solo soggetto all’aperto, lascia la carcassa consumata in parte e borre con piume. La conferma certa la dà una fototrappola.
Perché fa buio tardi e capita di lasciare le galline fuori oltre il crepuscolo o di chiudere il pollaio a notte già fatta: è proprio in quella finestra che un rapace notturno può colpire. Conviene chiudere comunque prima del buio o usare uno sportello automatico.
I pulcini e le razze nane (prede della taglia giusta), i soggetti feriti o malati e quelli che dormono all’aperto invece che nel pollaio. Vanno protetti con ricoveri chiusi e coperti.
No: i rapaci notturni sono specie protette e non possono essere uccisi, catturati o disturbati. La soluzione è la prevenzione (chiusura del pollaio, reti, protezione dei pulcini). Per un rapace ferito contatta un CRAS o i Carabinieri Forestali.
Sì, moltissimo: gufi, civette e soprattutto barbagianni sono formidabili cacciatori di topi e ratti, i veri predatori di uova e pulcini. La loro presenza nei dintorni è spesso un vantaggio, non un problema.
Tienili con la chioccia o in una pulcinaia chiusa e coperta, al riparo di notte, con rete metallica fitta sulle aperture. Non lasciarli mai all’aperto dopo il tramonto.
I rapaci notturni fanno più paura di quanta ne meritino: con un pollaio chiuso al tramonto, il rischio è minimo. L’unico davvero in grado di uccidere una gallina adulta è il gufo reale, e solo dove presente; civetta, allocco e barbagianni cacciano soprattutto topi e al massimo insidiano i pulcini. La firma – attacco notturno su soggetti rimasti fuori, testa/collo consumati, carcassa in parte lasciata sul posto, borre con piume – aiuta a riconoscerli, ricordando che “testa staccata” vale anche per i mustelidi.
La difesa è la solita, semplice regola: chiudere le galline di notte, proteggere pulcini e aperture, senza mai agire contro questi uccelli, che sono protetti e preziosi contro i roditori. Per gli altri predatori, vedi la guida come difendere le galline da volpi, faine e predatori.
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