Una gallina è davvero chioccia quando non si schioda più dal nido da almeno un paio di giorni, uscendo solo per mangiare, bere e fare i bisogni (per pochi minuti; in alcuni casi per massimo mezz’ora, ma le uova non si devono raffreddare troppo). I segnali più tipici sono:
Sul piano dei tempi: la cova non è legata a un’età precisa, ma di solito scatta dopo che la gallina ha deposto un certo numero di uova (indicativamente dai 5-6 mesi in poi, spesso intorno agli 8-9 mesi alla prima volta), e poi tende a ripetersi ogni stagione. Il periodo tipico va da fine inverno a fine autunno, soprattutto col caldo (primavera-estate), anche se alcune razze covano pure in autunno.
La predisposizione alla cova dipende molto dalla razza. Tra le migliori chiocce riconosciute si possono citare:
Al contrario, gli ibridi ovaioli commerciali — le rosse Isa Brown e le Livornesi (ovaiole bianche) — difficilmente si acchiocciano, perché selezionati per la sola produzione di uova: l’istinto della cova è stato volutamente penalizzato dalla selezione. Per questo, chi vuole solo uova sceglie queste razze, mentre chi vuole pulcini naturali punta su nane, Cocincine o Moroseta (impara come aiutare mamma chioccia e ad accudire i pulcini nei loro primi mesi di vita).
Da sfatare una “leggenda metropolitana”: una gallina nata da incubatrice mantiene comunque il suo istinto di cova, se la razza ce l’ha.
La cova dura 21 giorni e i pulcini nascono tutti insieme (è un dato ribadito più volte nei thread, a correzione di chi crede che duri 7 o 15 giorni). Prima di andare in cova, la gallina deve aver deposto un certo numero di uova (almeno una ventina circa), poi smette di deporre e inizia a covare.
Il numero di uova da mettere sotto va proporzionato alla taglia della gallina: una gallina nana ne copre poche (circa 7/8), una gallina normale di più (può arrivare anche a 15, in caso di razza grande). La regola pratica è che la chioccia deve poterle coprire tutte bene e contenerle sotto di sè; ci sono galline che per istinto cercano di tenere sotto anche 25 uova, ma per forza di cose fuoriescono e si raffreddano; vanno tolte quelle in eccesso. Le uova d’oca o d’anatra sono troppo grandi per una nanetta.
Importante: senza gallo le uova non sono feconde e la cova è inutile. Se la gallina si acchioccia senza essersi accoppiata, vanno sostituite con uova fecondate (oppure va fatta “schiocciare”). La fecondità delle uova dopo l’accoppiamento con il gallo dura circa un mese.
Non c’è un periodo rigido: le galline covano più spesso in primavera-estate (col caldo e le giornate lunghe), ma non è raro che covino anche d’inverno. In genere una gallina portata alla cova fa 2-4 covate l’anno, a seconda della stagione e del soggetto. Sconsigliate però le covate di fine stagione, perché i pulcini nati d’inverno crescono peggio: meglio da gennaio/primavera.
Le razze più inclini a covare sono le nane e le ibride nane (“mericanelle”, vere “macchine da cova”, anche se piccole e quindi con poche uova), oltre a Cocincina, Moroseta, Mugellese e Robusta lionata. Un compromesso citato è incrociare le nane con un gallo grande per avere galline medie con buona propensione alla cova. Per stimolare la cova si lasciano un paio di uova nel nido e si aspetta che “le salga la febbre da cova“; non si può forzare.
Gli accorgimenti più importanti raccomandati dagli allevatori sono:
Se una chioccia regalata/spostata non riprende a covare, la cosa migliore è pazienza: togliere le uova buone, lasciare uova finte e aspettare che si riacchioccia (sono loro a decidere, non si può forzare).
Quando le uova diminuiscono o spariscono senza lasciare gusci, la causa è quasi sempre rappresentata da topi e soprattutto ratti: di notte, quando le galline sono “inibite dall’oscurità”, si infilano sotto la chioccia e portano via uova (e perfino pulcini). Serve la mole di un ratto per tirar via un uovo intero.
I rimedi indicati:
Diverso il caso delle uova trovate rotte con gusci: lì può trattarsi di rotture accidentali o di ovofagia. Se la gallina è ancora in forma, dopo l’incidente può portare avanti un nuovo ciclo.
Dipende dall’obiettivo:
Il nostro suggerimento è di godervi con empatia quei meravigliosi 21 giorni che la gallina cova e poi la nascita e la crescita dei pulcini. Se avete dei bambini sarà un’esperienza che non dimenticheranno.
I metodi per “schiocciare” (interrompere la cova) più utilizzati da chi alleva sono:
Va tenuto presente un limite di tutte queste tecniche: se l’istinto è davvero molto forte la gallina tornerà comunque a covare e questi metodi non sempre funzionano. Per questo molti ribadiscono che la soluzione più sicura è prevenire, e scegliere razze poco inclini alla cova.
Indicazioni pratiche:
Pe runa guida completa ti consigliamo la lettura del nostro articolo: Guida completa su come allevare i pulcini nei primi tre mesi.
In genere la chioccia accudisce i pulcini per circa un mese (alcuni allevatori riferiscono 1-1,5 mesi, fino a un massimo di 2-3 mesi). I segnali di autonomia sono comunque chiari e concordanti:
A quel punto i piccoli, se ben impiumati, sono relativamente indipendenti (con qualche accortezza in più nelle stagioni fredde, per proteggerli dalle basse temperature).
La chioccia può rifare il primo uovo già intorno a un mese dai pulcini (anche mentre ancora li scalda), e riprende il ciclo di deposizione pieno dopo circa 5 mesi dalla covata.
Vale una regola generale: più a lungo i pulcini restano con la madre, più tardi lei tornerà a covare/deporre.
Le chiocce con pulcini sono molto aggressive verso le altre galline e il gallo a difesa dei piccoli (“menano tutti“), e le chiocce in cova vanno comunque separate. Esiste un rischio reale che altre galline becchino o uccidano i pulcini (spesso beccate mirate agli occhi), così come il gallo. Ecco perché la chioccia è molto attenta e mantiene comunque un atteggiamento aggressivo.
La gestione dipende dallo spazio:
Inoltre due chiocce con pulcini insieme litigano furiosamente: vanno tenute in recinti separati. Può capitare che una chioccia uccida uno o più pulcini dell’altra non riconoscendoli come suoi.
Sì, ma con una tecnica precisa: i pulcini estranei (comprati o di altra covata) vanno messi SOTTO la chioccia di notte, così al risveglio crede che siano nati dalle sue uova. Messi davanti di giorno, rischiano invece di essere beccati come intrusi.
Alcune avvertenze emerse:
I pulcini vanno alimentati con mangime “primo periodo” / “primi giorni” (sbriciolato/sfarinato) per i primi circa 40 giorni, passando poi al “secondo periodo” fino ai 4-5 mesi. In alternativa, con sole granaglie (grano, mais, orzo, avena) e pascolo crescono comunque, ma più lentamente; un “aiuto” naturale dei primi tempi è uovo sodo sbriciolato + farina integrale di grano + un po’ d’acqua.
Problema pratico: gli adulti tendono a mangiare il mangime dei pulcini.
Le soluzioni usate sono una gabbietta a maglia larga col mangime dentro (passano solo i piccoli, non le galline grandi), oppure mescolare il mangime alle granaglie per tutti, oppure tenere i pulcini separati. Servono abbeveratoi e mangiatoie a sponda bassa e acqua sempre pulita; è la chioccia stessa a guidare i pulcini a mangiare e bere.
I rischi principali segnalati dagli allevatori:
PS: Per malattie e coccidiosi dei pulcini, vedi le FAQ dedicate alla salute; il coccidiostatico viene usato dagli allevatori solo in presenza di sangue nelle feci.
I problemi più ricorrenti e come affrontarli:
Un serpente nel pollaio fa sempre impressione, ma raramente è interessato alle galline adulte: il…
Intelligentissimi, diurni e opportunisti, i corvidi - cornacchia, gazza, taccola e corvo imperiale - non…
Ci sono galline che sembrano uscite da un ritratto: un ciuffo di piume che ricade…
L'orso è un predatore da "zone di montagna": riguarda chi alleva galline dove l'orso bruno…
Vuoi uova fresche e sane tutti i giorni e, perché no, qualche simpatica gallina da…
Il lupo è tornato a diffondersi in gran parte d'Italia, dall'Appennino alle Alpi fino alla…
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.