L’incubazione delle uova di gallina dura circa 21 giorni (come la cova naturale). La temperatura di riferimento in incubatrice è intorno ai 37,5 °C: un valore troppo alto anticipa la schiusa (se i pulcini nascono già al 20° giorno, la temperatura era sopra i 37,7 °C) e aumenta la mortalità. Una temperatura troppo bassa decreta il fallimento dell’incubata e la morte degli embrioni.
La temperatura interna reale va sempre verificata, perché è influenzata dalla temperatura della stanza e dalla stagione: gli allevatori raccomandano un’incubatrice con termostato regolabile (non a impostazione fissa di fabbrica) e l’uso di un termometro con sonda.
Per l’umidità è utile un igrometro (anche da pochi euro), verificando che la sonda misuri davvero l’umidità e non solo la temperatura.
Per confronto, le uova d’oca si incubano a 37,5 °C, abbassando a 37,2 °C nei giorni della schiusa.
Per una guida completa all’incubazione delle uova di gallina con tutte le precauzioni da mettere in atto epr ottener eil massimo di percentuale di schiusa, ti rimandiamo alla lettura del nostro articolo: Incubatrice per uova: guida completa per alte percentuali di schiusa.
La speratura (candling) consiste nell’illuminare – stando al buio – l’uovo fecondo con una lampada per vedere se l’embrione si sta sviluppando (si può utilizzare benissimo anche la torcia di uno smartphone). Indicazioni pratiche:
Un uovo fecondo non appare trasparente in controluce (si vedono le venuzze e l’ombra dell’embrione); un uovo che resta limpido è probabilmente non fecondo e va scartato. La speratura serve proprio a togliere le uova chiare o con sviluppo fermo, evitando che marciscano nell’incubatrice e danneggino anche gli embrioni sani.
La tecnica è semplice: ci si mette al buio e si posiziona una torcia (o una lampada/sperauova) dietro l’uovo, per vederlo in trasparenza. Si osservano le “righe” o ombre più scure all’interno.
Accorgimenti pratici:
Ecco quello che si osserva, una volta che le uova sono in incubazione:
Prima dell’incubazione, l’unico “test” per capire se il gruppo è fertile è rompere qualche uovo e cercare il puntino bianco (il disco germinale fecondato): premessa indispensabile è la presenza del gallo tra le galline.
Gli errori più frequenti sono:
Gli errori e i problemi più ricorrenti durante un’incubazione di uova di gallina e segnalati dagli allevatori stessi, sono:
C’è anche un avvertimento di sicurezza: un’incubatrice vecchia o difettosa può surriscaldarsi fino a prendere fuoco. Accertarsi dunque sempre di essere in possesso di un’incubatrice di qualità e ben funzionante, pulita e disinfettata prima dell’utilizzo.
Negli ultimi giorni si blocca la voltatura (o giratura) delle uova: si tolgono gli alveoli/cestelli del girauova e si appoggiano le uova sulla griglia di fondo. L’uovo ha infatti bisogno di stabilità per “farsi forza” e permettere al pulcino di rompere il guscio, mentre la camera d’aria si dilata.
La schiusa avviene tra il 19° e il 22° giorno (in genere intorno al 21°, spesso il primo pulcino al 20°). In camera di schiusa l’umidità tende a salire (in un caso dal 54% al 58%) e poi rientra da sola, perché nei primi giorni le uova perdono molta umidità.
Sul sangue nell’uovo: se è poco, di solito non è un problema (pulcini nati così sono comunque sani e vispi); se è molto, probabilmente un vaso sanguigno si è strappato troppo presto. Importante non aprire le uova in ritardo che contengono “qualcosa di nero” dentro: può esserci un pulcino ancora vivo: meglio sperare e avere pazienza. Aiutare un pulcino in fase di schiusa spesso può voler dire provocargli dei danni o ucciderlo.
Appena nati, i pulcini vanno lasciati asciugare nell’incubatrice (sono bagnati e a rischio raffreddamento); poi, una volta asciutti, trasferiti in una pulcinaia / camera calda (allevatrice con lampada riscaldante). Le temperature reali indicate dagli allevatori:
La regola d’oro è abbassare la temperatura gradualmente e osservare il comportamento dei pulcini: se gironzolano tranquilli e sparsi, la temperatura è giusta; se si ammucchiano uno sull’altro, hanno freddo (e vanno scaldati di più). Servono acqua pulita in abbeveratoi bassi e mangime sbriciolato “primo periodo”. I pulcini possono andare all’aperto, col bel tempo, dopo circa un mese.
Per imparare tutto quello che c’è da sapere sulla gestione dei pulcini eni primi tre mesi di vita, ti consigliamo la lettura della nostra guida approfondita: Pulcini: tutti i consigli utili e pratici per accudirli al meglio nei primi mesi di vita.
Nei primi tempi si usa il mangime “primo periodo” (starter), sbriciolato. Il passaggio all’alimentazione da adulti va fatto gradualmente:
I pulcini di un mese possono già razzolare e pascolare nel prato, imparando in fretta. Un “aiuto” naturale citato per i primi tempi è uovo sodo sbriciolato + farina integrale di grano + un po’ d’acqua. Per dare il mangime per pulcini senza che lo mangino gli adulti, alcuni usano una gabbietta a maglia larga (passano solo i piccoli). Con sole granaglie i pulcini crescono comunque, ma più lentamente.
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