La Sultano (o Sultan) è una razza avicola ornamentale originaria della Turchia ottomana, dove veniva allevata come autentico “gioiello vivente” nei giardini del palazzo del sultano a Costantinopoli. Riconoscibile per il folto ciuffo, la barba e le zampe piumate con una rarissima conformazione a cinque dita per piede (come la Moroseta); arrivò in Europa nel 1854 e negli Stati Uniti nel 1867. È una gallina di taglia piccola (secondo lo standard europeo FIAV, gallo 1,5-2 kg e gallina 1-1,5 kg; lo standard americano la classifica invece come “la più piccola tra le razze grandi”, con il gallo intorno a 2,7 kg), depone poche uova bianche e piccole (indicativamente 50-70 l’anno), non tende alla cova ed è oggi considerata una razza rara e a rischio, allevata quasi esclusivamente come razza ornamentale e come animale da compagnia grazie al suo temperamento mite e docile.
Le origini della Sultano affondano nell’Impero Ottomano, con radici che secondo alcune fonti risalirebbero addirittura al XIV secolo, quando i Turchi ottomani conquistarono Costantinopoli e portarono con sé l’usanza di allevare polli ornamentali nei giardini di corte. Il nome originale turco della razza era Serai Taüook (o Sarai-Tavuk), che si traduce come “pollo del serraglio” o “pollo del sultano”: “serai” indicava infatti il palazzo del sultano, mentre “taüook” significa semplicemente “pollo” in turco.
Secondo la tradizione, questi eleganti volatili dal ciuffo vistoso venivano tenuti come autentici ornamenti viventi nei giardini privati della corte ottomana a Costantinopoli, l’odierna Istanbul, proprio per il loro portamento decorativo.
Per secoli la razza rimase pressoché sconosciuta al di fuori dei confini turchi. La svolta arrivò nel 1854, quando Elizabeth Watts, allevatrice ed editrice della rivista londinese “Poultry Chronicle” residente a Hampstead, ricevette un piccolo gruppo di questi polli da un’amica che viveva a Costantinopoli. Watts stessa raccontò che gli esemplari giunsero in condizioni pietose, sporchi e con le piume infangate e appiccicate, tanto da risultare quasi irriconoscibili; solo mesi dopo, una volta completata la muta, rivelarono il candido piumaggio bianco puro che li avrebbe resi celebri. Da questo primo nucleo britannico la razza iniziò a diffondersi in Europa con il nome anglicizzato di “Sultan“.
La Sultano raggiunse gli Stati Uniti nel 1867, quando alcuni esemplari furono inviati dall’Europa all’allevatore ed esperto avicolo George O. Brown, che li descrisse come tra i polli più docili e contenti che avesse mai posseduto, particolarmente ghiotti di cereali e insetti.
Il riconoscimento ufficiale arrivò nel 1874, quando la varietà bianca fu inclusa nel primo “Standard of Excellence” (poi divenuto “Standard of Perfection”) dell’American Poultry Association, uno dei più antichi standard avicoli al mondo. Nonostante questo prestigioso riconoscimento, la razza rimase sempre rara: attraversò un momento particolarmente critico tra le due guerre mondiali, quando rischiò concretamente l’estinzione, salvandosi solo grazie alla passione di un ristretto numero di allevatori europei e nordamericani che ne conservarono i ceppi originali. Alcuni allevatori dell’epoca sperimentarono anche incroci con la razza Polacca (Polish), da cui derivano le varianti di colore nera e blu oggi note, non riconosciute come “pure” ma comunque diffuse tra gli appassionati.
La Sultano si presenta come una gallina di taglia piccola, a metà strada tra le razze normali e quelle nane, con una costituzione tozza e compatta e un portamento medio-basso. Il tratto più distintivo è probabilmente l’incredibile concentrazione di caratteri particolari in un’unica razza:
Le ali sono di lunghezza media, portate basse e aderenti al corpo fino quasi a coprire le cosce; la coda è ben sollevata. Il becco è corto, robusto e marcatamente ricurvo, di colore carnicino chiaro (tollerato il blu ardesia); gli occhi sono grandi, con iride bruno-rossastra; la pelle è bianca.
| Caratteristica | Gallo | Gallina |
|---|---|---|
| Peso medio (standard FIAV/europeo) | 1,5 – 2 kg | 1 – 1,5 kg |
| Peso medio (standard APA/americano) | Circa 2,7 kg | Circa 1,8 kg |
| Peso medio (varietà nana/bantam) | Circa 740 g | Circa 625 g |
| Cresta | A cornetti, forma di V, quasi nascosta dal ciuffo | A cornetti, forma di V, quasi nascosta dal ciuffo |
| Ciuffo | Voluminoso, spesso leggermente diviso | Voluminoso, di forma più sferica |
| Zampe e dita | Piumate, cinque dita per piede | Piumate, cinque dita per piede |
| Colore zampe | Grigio ardesia / blu-bianco | Grigio ardesia / blu-bianco |
| Colore uovo | – | Bianco |
Dal punto di vista cromatico, lo standard internazionale riconosce ufficialmente una sola varietà, il Bianco puro, considerato l’unico colore storicamente autentico della razza turca originale; nel gallo sono tollerati lievi riflessi giallastri. Nel tempo, però, alcuni allevatori europei hanno selezionato, tramite incroci con la razza Polacca, anche esemplari Neri (con brillanti riflessi verde metallico) e Blu, oggi accettati da alcuni standard nazionali, tra cui quello italiano curato dalla FIAV, pur restando più rari e meno “puri” genealogicamente rispetto al Bianco. Esiste inoltre una varietà nana (bantam) della razza, circa un terzo più piccola dell’esemplare standard, molto diffusa tra gli allevatori amatoriali per la maggiore facilità di gestione.
| Varietà di piumaggio | Riconoscimento | Descrizione sintetica |
|---|---|---|
| Bianco | Varietà storica originale, riconosciuta da tutti gli standard | Piumaggio candido; nel gallo tollerati riflessi giallastri |
| Nero | Riconosciuto da alcuni standard europei (incl. FIAV) | Nero con brillanti riflessi verde metallico, derivato da incroci con la Polacca |
| Blu | Riconosciuto da alcuni standard europei (incl. FIAV) | Blu ardesia uniforme, derivato da incroci con la Polacca |
I pulcini di Sultano nascono già con accenni del piumino ai piedi e sulla sommità del capo, segno distintivo che li differenzia facilmente dai pulcini di razze comuni fin dai primi giorni di vita; il caratteristico ciuffo, però, si sviluppa pienamente solo con la crescita del piumaggio definitivo, nel corso delle prime settimane. Non essendo una razza autosessabile, la distinzione tra maschi e femmine nei primi giorni non è immediata e richiede in genere di attendere lo sviluppo della cresta e, più avanti, delle caratteristiche penne codali e delle dimensioni corporee, generalmente più imponenti nei maschi già verso le 6-7 settimane di vita.
Data la delicatezza del piumaggio ornamentale, in particolare del ciuffo e delle piume dei piedi, i pulcini di Sultano richiedono cure leggermente più attente rispetto a razze rustiche comuni: nella prima settimana la temperatura sotto la fonte di calore dovrebbe attestarsi intorno ai 32°C, da ridurre gradualmente di circa 2-3°C a settimana fino allo svezzamento dal calore artificiale, che avviene generalmente verso la sesta settimana, quando il piumaggio è ormai completo.
È consigliabile un abbeveratoio poco profondo o dotato di sfere/griglia per evitare che i pulcini bagnino il ciuffo, riducendo il rischio di raffreddamento e infezioni fungine tipiche delle razze crestate. Un mangime starter ad alto contenuto proteico (20-22%) è indicato per le prime settimane, seguito da un accrescimento specifico fino all’ingresso in deposizione, che nella Sultano avviene generalmente non prima dei 6-7 mesi di età.
La Sultano non è mai stata selezionata per la produttività e la sua resa in uova è conseguentemente modesta: la produzione annua si attesta tra circa 50 e 100 uova, con una stima più realistica e ricorrente attorno alle 50-70 uova l’anno in condizioni normali di allevamento amatoriale.
Le uova sono di colore bianco e di dimensioni piccole, coerenti con la taglia contenuta della razza. Le galline Sultano mostrano inoltre uno scarsissimo istinto ad andare in cova e farsi chioccia, risultando generalmente non covatrici (non-sitter): una caratteristica che, unita alla bassa produttività, conferma la vocazione della razza come animale ornamentale e da compagnia più che come ovaiola.
| Parametro | Valore indicativo |
|---|---|
| Colore del guscio | Bianco |
| Dimensione dell’uovo | Piccola |
| Uova/anno | Circa 50 – 70 (fino a 100 secondo alcune fonti) |
| Età di inizio deposizione | Circa 6 – 7 mesi |
| Tendenza alla cova | Praticamente assente (non covatrice) |
La Sultano è considerata una razza delicata, poco adatta ai climi rigidi e umidi: il folto piumaggio dei piedi e del ciuffo tende infatti a trattenere umidità e sporco, aumentando il rischio di congelamento alle estremità nei mesi freddi e di infezioni fungine se il pollaio non è mantenuto asciutto.
Predilige climi temperati o caldi e richiede un ricovero notturno coperto, riparato dai venti e dall’umidità, con lettiera sempre pulita e asciutta. Per preservare l’aspetto ornamentale del piumaggio, molti allevatori scelgono abbeveratoi a sifone o comunque poco profondi, che evitano di bagnare il ciuffo e le piume dei piedi (nel nostro articolo dedicato a come gestire al meglio l’acqua da bere all’interno del pollaio, trovi illustrati tutte le tipologie di abbeveratoio per galline disponibili).
Non essendo una gran volatrice, la Sultano si adatta bene anche a spazi contenuti e recintati e tende a non arrecare danni significativi a prati e coltivazioni, a differenza di razze più irrequiete: questo la rende una scelta apprezzata anche per piccoli giardini urbani o allevamenti amatoriali con spazio limitato. È però una razza vulnerabile ai predatori, sia per la ridotta capacità di fuga sia perché il ciuffo può limitare parzialmente la visuale, motivo per cui un recinto anti-predatore realizzato a regola d’arte è fortemente consigliato.
Dal punto di vista alimentare non ha esigenze particolari rispetto ad altre razze di taglia piccola: gradisce cereali e insetti più delle verdure ed è descritta come una foraggiatrice piuttosto delicata, meno vorace rispetto a razze rustiche più grandi. Proprio per il temperamento mite, va tenuta preferibilmente con razze dal carattere altrettanto pacato, per evitare che venga sopraffatta durante l’alimentazione o l’accesso alle risorse del pollaio.
La Sultano è una razza dal temperamento eccezionalmente docile, mite e amichevole nei confronti dell’uomo: si lascia avvicinare e maneggiare con facilità, ama la compagnia e viene spesso descritta come un pollo “chiacchierino” ma non rumoroso, curioso e vivace nell’esplorare l’ambiente circostante senza risultare mai aggressivo.
Anche i galli, generalmente, non mostrano comportamenti bellicosi verso l’uomo o verso altri soggetti dal temperamento simile. Proprio questa mitezza, però, rappresenta anche il suo principale limite gestionale: la Sultano tende a farsi sopraffare e bullizzare da razze più assertive e dominanti quando condivide lo spazio con esse, motivo per cui gli esperti consigliano di allevarla in gruppi omogenei o insieme ad altre razze ornamentali dal carattere altrettanto calmo, come la Faverolles. Per questo motivo, oltre che per le cure particolari richieste dal piumaggio, non è generalmente considerata una razza ideale per i principianti assoluti di avicoltura.
L’attenzione alla salute della Sultano richiede un’attenzione superiore alla media, concentrata principalmente sulla gestione del ricco piumaggio ornamentale: il ciuffo va tenuto pulito e asciutto per prevenire infezioni fungine e problemi oculari, mentre le zampe piumate necessitano di controlli regolari per escludere la presenza di parassiti come gli acari delle zampe, che trovano rifugio più facilmente tra le piume folte.
La razza è inoltre sensibile al freddo umido, con un rischio concreto di congelamento a creste e dita nei climi rigidi non adeguatamente riparati.
A fronte di queste attenzioni, la longevità della Sultano si attesta su valori nella norma per le razze avicole di piccola taglia, generalmente compresa tra i 5 e gli 8 anni in condizioni di allevamento adeguate.
Lo stato di conservazione della razza desta invece particolare preoccupazione. La Sultano è classificata “Threatened” (minacciata) nella Conservation Priority List della statunitense Livestock Conservancy, categoria che segnala una popolazione globale ridotta e distribuita su un numero limitato di allevamenti dedicati; alcune stime più recenti diffuse da associazioni di settore hanno indicato una popolazione mondiale di poche decine di esemplari puri certificati, un dato che, pur variando a seconda della fonte e del metodo di censimento, conferma comunque l’estrema rarità della razza rispetto alla maggior parte delle galline da cortile.
La razza rischiò concretamente l’estinzione già una volta, tra le due guerre mondiali del Novecento, salvandosi grazie alla dedizione di pochi allevatori europei e americani: oggi sopravvive in modo analogo, sostenuta quasi esclusivamente da appassionati di razze ornamentali e da club avicoli specializzati.
| Razza imparentata o affine | Origine | Nota distintiva |
|---|---|---|
| Polacca (Polish) | Paesi Bassi/Polonia (area storica incerta) | Razza crestata usata negli incroci storici da cui derivano le varianti Nera e Blu della Sultano |
| Padovana | Italia (Veneto) | Altra razza italiana dal vistoso ciuffo, di taglia e attitudine simili |
| Houdan | Francia | Razza crestata francese con cinque dita per piede, caratteristica condivisa con la Sultano |
| Moroseta (Silkie) | Cina | Razza ornamentale orientale, anch’essa con cinque dita e piumaggio particolare, ma pelle scura |
Deriva dal nome turco originale Serai Taüook, “pollo del serraglio/palazzo del sultano”: secondo la tradizione questi polli erano tenuti come ornamenti viventi nei giardini della corte ottomana a Costantinopoli.
Indicativamente tra 50 e 70 uova l’anno, con alcune fonti che riportano fino a un massimo di circa 100 in condizioni particolarmente favorevoli: è comunque una produzione modesta, coerente con la sua natura di razza ornamentale.
Bianche e di dimensioni piccole.
Secondo lo standard europeo/FIAV, indicativamente 1-1,5 kg (gallo 1,5-2 kg); lo standard americano riporta invece valori leggermente superiori, circa 1,8 kg per la gallina e 2,7 kg per il gallo. Esiste anche una varietà nana, con pesi di circa 625-740 g.
Praticamente mai: è considerata una razza non covatrice, con un istinto alla cova quasi del tutto assente.
Non è la scelta ideale per chi è alle prime armi: richiede cure specifiche per il piumaggio del ciuffo e delle zampe e va protetta dal bullismo di razze più assertive, oltre che dal freddo umido.
Cinque per ogni piede, una caratteristica rarissima nel mondo avicolo, condivisa solo con poche altre razze come Houdan, Dorking e Moroseta.
Il Bianco è l’unica varietà storica riconosciuta a livello internazionale; esistono anche varianti Nera e Blu, nate da incroci storici con la razza Polacca e riconosciute solo da alcuni standard europei, tra cui quello italiano.
Sì: è classificata “Threatened” (minacciata) dalla Livestock Conservancy statunitense e resta una delle razze avicole più rare al mondo, sostenuta principalmente da piccoli nuclei di allevatori appassionati.
Indicativamente tra i 5 e gli 8 anni, in linea con la media delle razze avicole di piccola taglia allevate in buone condizioni.
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