Deiezioni delle galline: cosa sono, come usarle e cosa ci dicono
Poco nobili ma preziosissime, le deiezioni delle galline dicono molto più di quanto si immagini: raccontano lo stato di salute dell’animale, condizionano l’igiene del pollaio e, una volta trasformate in pollina, diventano uno dei migliori concimi naturali per l’orto. Imparare a “leggerle” e a gestirle è una competenza fondamentale per ogni allevatore amatoriale. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere: composizione, formazione, gestione del ricovero, rimozione, uova pulite, produzione della pollina, indicatori di salute e quando rivolgersi al veterinario.
Indice dei contenuti:
La deiezione della gallina è l’insieme dei prodotti di scarto espulsi dalla cloaca, l’orifizio unico in cui confluiscono apparato digerente, urinario e riproduttivo. A differenza dei mammiferi, la gallina non urina separatamente: non ha vescica, quindi feci e urina escono insieme. Per questo una deiezione normale è formata da due parti ben distinte:
Esiste poi un secondo tipo di deiezione, la feci cecale: più molle, appiccicosa, di colore senape o marrone scuro e dall’odore più forte, emessa 2–3 volte al giorno. È il normale svuotamento dei ciechi intestinali e non va confusa con la diarrea.
Dal punto di vista chimico, le deiezioni sono ricche di azoto (N), fosforo (P) e potassio (K), oltre a sostanza organica e microelementi: è questa ricchezza a renderle un ottimo fertilizzante. In media contengono circa il 3% di azoto, 2% di anidride fosforica e 1,5% di ossido di potassio sul prodotto fresco, con umidità intorno al 65–70% nelle ovaiole.
Le deiezioni variano secondo la specie, la dieta e il tipo di allevamento. Ecco un confronto indicativo tra i principali avicoli (valori medi orientativi, molto variabili).
| Avicolo | Consistenza / umidità | Azoto (N) | Ricchezza come concime | Note |
|---|---|---|---|---|
| Galline | Semisolida, ~65–70% acqua | Alto (~3%) | Molto alta | Con cappuccio bianco di urati |
| Tacchino | Voluminosa, semisolida | Alto | Alta | Grande quantità per capo |
| Anatra | Molto liquida e acquosa | Medio | Media | Bagna molto la lettiera |
| Oca | Voluminosa, erbosa, umida | Medio | Media | Ricca di fibra (dieta da pascolo) |
| Colombo | Compatta, piuttosto asciutta | Molto alto | Molto alta (colombina) | Concime storicamente pregiato |
Il percorso inizia dal becco e termina alla cloaca. Ecco le tappe principali:
Il tempo di transito del cibo è sorprendentemente rapido: circa 4 ore nei giovani, 8 ore in una ovaiola adulta e fino a 12 ore in una chioccia in cova (che esce raramente dal nido e produce le voluminose e maleodoranti “deiezioni da cova”).
Di notte, appollaiate sui trespoli, le galline producono gran parte delle deiezioni giornaliere, che si accumulano sotto i posatoi. Se non gestite, umidità e ammoniaca possono causare problemi respiratori, agli occhi e alle zampe.
Un buon ricovero notturno prevede:
Attenzione all’ammoniaca: se entrando nel pollaio senti un odore pungente che dà fastidio a naso e occhi, la ventilazione è insufficiente o la lettiera è troppo umida. L’ammoniaca è nociva per le vie respiratorie delle galline: va abbattuta con pulizia, aerazione e lettiera asciutta.
Adesso prendeteci un quarto d’ora di pausa e seguite l’esperto di avicoltura Andrea Mangoni in questi video tutorial “passo passo” per la pulizia a fondo del ricovero notturno.
Passaggi che vedrete nel video:
Vediamo come procedere dunque con la pulizia del nostro pollaio per dare ai nostri polli un ambiente salubre in cui vivere.
Una rimozione regolare è la base dell’igiene del pollaio e della prevenzione delle malattie:
Attenzione: Un uovo leggermente sporco va pulito a secco (scottex asciutto o spazzolino morbido); il lavaggio rimuove la “cuticola” protettiva e va fatto solo poco prima del consumo.
La pollina è il concime organico ottenuto dalle deiezioni avicole: uno dei fertilizzanti naturali più ricchi e apprezzati, grazie all’alto tenore di azoto, fosforo e potassio. Non va però usata fresca: è troppo “forte”.
| Elemento | Valore medio (sul fresco) | Funzione per le piante |
|---|---|---|
| Azoto (N) | ~3% | Crescita vegetativa, verde delle foglie |
| Fosforo (P₂O₅) | ~2% | Radici, fioritura, fruttificazione |
| Potassio (K₂O) | ~1,5% | Robustezza, resistenza, qualità dei frutti |
| Sostanza organica | Elevata | Migliora struttura e fertilità del suolo |
Come si prepara (maturazione/compostaggio):
Sicurezza: le deiezioni fresche possono contenere patogeni (come la salmonella): la corretta maturazione/compostaggio, con le alte temperature del cumulo, contribuisce a sanificarle. Manipolare sempre con guanti e lavarsi le mani.
Osservare le deiezioni è uno dei modi più semplici per accorgersi precocemente di un problema. Ecco una tabella riepilogativa dei principali aspetti e del loro possibile significato.
| Aspetto della deiezione | Possibile significato |
|---|---|
| Marrone/verdastra compatta con cappuccio bianco | Normale (deiezione intestinale sana) |
| Molle, senape/marrone, maleodorante (2–3 volte/dì) | Normale feci cecale (svuotamento dei ciechi) |
| Verde brillante e liquida | Molta erba, oppure inappetenza/malattia (anche Newcastle); da valutare con altri sintomi |
| Gialla, schiumosa o “a solfo” | Possibili vermi, coccidiosi o infezioni intestinali |
| Con sangue o striature rosse | Sospetta coccidiosi (soprattutto nei giovani); urgente |
| Tutta bianca, cremosa o gessosa | Eccesso di urati: disidratazione, stress renale, caldo |
| Acquosa/diarroica persistente | Caldo, stress, dieta sbilanciata o infezione |
| Con vermi visibili | Parassitosi intestinale: trattare tutto il gruppo |
| Nerastra e catramosa | Possibile sanguinamento nel tratto digerente alto; da valutare |
| Con parti di guscio o uovo | Possibile “vizio” di mangiare le uova o problemi di deposizione |
Attenzione: un singolo episodio non è quasi mai indice di malattia. Conta la persistenza (più giorni) e la presenza di altri sintomi (apatia, piume arruffate, inappetenza, calo delle uova). Il colore può essere influenzato anche dalla dieta (mangimi, verdure, mirtilli, ecc.).
È consigliabile rivolgersi al veterinario avicolo e/o far eseguire un esame delle feci (coprologico) quando:
L’esame delle feci permette di identificare coccidi, vermi (ascaridi, capillaria, tenie) e altri parassiti, e di scegliere il trattamento corretto. Farmaci e sverminanti vanno sempre usati su indicazione veterinaria, rispettando i tempi di sospensione per le uova (ovvero: durante i trattamenti farmacologici e per un periodo successivo di disintossicazione indicato dal veterinario, è fatto assoluto divieto di consumare le uova).
La dieta influenza direttamente aspetto e consistenza delle deiezioni; correggere l’alimentazione è spesso il primo intervento (accanto alle cure veterinarie quando servono):
La dieta è un supporto: in presenza di sangue, vermi o sintomi importanti serve sempre la valutazione del veterinario.
Sono i prodotti di scarto espulsi dalla gallina, formati da feci (la parte scura, residuo della digestione) e da urati (la parte bianca, l’acido urico con cui elimina l’azoto al posto dell’urina). Escono insieme dalla cloaca. Esiste anche la feci cecale, più molle e maleodorante, emessa alcune volte al giorno: è del tutto normale.
Escono dalla cloaca (la “ventola”), un’apertura unica in cui confluiscono l’apparato digerente, quello urinario e quello riproduttivo. È lo stesso orifizio da cui viene deposto l’uovo: per questo feci, urati ed eventualmente uovo passano tutti dallo stesso punto.
Le deiezioni in sé non sono nocive, ma se si accumulano diventano un problema: l’umidità e l’ammoniaca che liberano danneggiano vie respiratorie, occhi e zampe, e favoriscono parassiti e malattie. La soluzione è una buona ventilazione, lettiera asciutta e pulizia regolare del ricovero.
Possono farlo: le deiezioni sono la principale via di diffusione di parassiti (coccidi, vermi) e di alcuni batteri come la salmonella, trasmissibile anche all’uomo. Per questo è importante l’igiene, evitare il sovraffollamento, manipolarle con guanti, lavarsi le mani e maturare bene la pollina prima di usarla nell’orto.
Si fa la pollina, un concime organico ricco di azoto, fosforo e potassio. Va maturata o compostata per alcuni mesi prima dell’uso, perché fresca ha azione caustica e brucia le radici. Una volta matura (scura, sbriciolabile, senza odore pungente) è un eccellente fertilizzante per orto e terreno.
La pollina fresca ha una reazione tendenzialmente alcalina (per l’ammoniaca e i carbonati), non acidificante; col compostaggio tende a valori più neutri. In generale non è un ammendante acidificante: se serve acidificare il suolo (per piante acidofile) si usano altri prodotti. Il suo effetto principale è l’apporto di nutrienti e sostanza organica.
Dipende dall’uso. La pollina è più concentrata e ricca di azoto: agisce in fretta e rende molto, ma va dosata con attenzione e maturata bene. Lo stallatico (letame bovino/equino) è più equilibrato e delicato, ottimo come ammendante per migliorare la struttura del suolo su grandi superfici. Per una spinta azotata mirata si preferisce la pollina; per ammendare e “far corpo” al terreno, lo stallatico. Spesso si usano in modo complementare.
Le lettiere più efficaci sono quelle molto assorbenti e a basso rilascio di polvere: la canapa (tra le migliori per assorbenza e durata), il truciolo di legno (non trattato), la paglia (economica ma meno assorbente) e in parte i tutoli di mais tritati. Vanno tenute asciutte e rinnovate quando si inumidiscono. Da evitare la segatura fine (troppa polvere) e materiali che ammuffiscono facilmente.
Spesso sì: un segnale tipico della coccidiosi è la presenza di sangue o striature rosse nelle deiezioni, insieme a feci molli, animali apatici e con piume arruffate, soprattutto nei pulcini e giovani. Non tutte le forme danno sangue, però: la conferma si ha con l’esame delle feci dal veterinario, che è anche il modo corretto per impostare la terapia.
Sì, e seguono le stesse regole degli adulti (feci scure con cappuccio bianco di urati, più le feci cecali), solo in miniatura. Nei pulcini è ancora più importante osservarle: sono molto sensibili alla coccidiosi, e la comparsa di sangue nelle feci o di diarrea persistente richiede un intervento rapido. Vanno tenuti su lettiera pulita e asciutta per prevenire le infezioni.
Le deiezioni delle galline sono molto più di un semplice scarto: sono un indicatore di salute da osservare ogni giorno, una sfida igienica da gestire con ricoveri ben ventilati e lettiere asciutte, e una risorsa preziosa che, trasformata in pollina matura, nutre l’orto.
Imparare a riconoscere una deiezione sana da una sospetta, mantenere pulito il pollaio, proteggere le uova e sfruttare il valore fertilizzante degli scarti sono competenze che fanno la differenza tra un allevamento amatoriale approssimativo e uno curato, sano e produttivo.
Un serpente nel pollaio fa sempre impressione, ma raramente è interessato alle galline adulte: il…
Intelligentissimi, diurni e opportunisti, i corvidi - cornacchia, gazza, taccola e corvo imperiale - non…
Ci sono galline che sembrano uscite da un ritratto: un ciuffo di piume che ricade…
L'orso è un predatore da "zone di montagna": riguarda chi alleva galline dove l'orso bruno…
Vuoi uova fresche e sane tutti i giorni e, perché no, qualche simpatica gallina da…
Il lupo è tornato a diffondersi in gran parte d'Italia, dall'Appennino alle Alpi fino alla…
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.