Trovato il giusto posto nel giardino dove collocare il pollaio domestico, lo abbiamo popolato con le nostre galline ovaiole, in modo così da poter essere autosufficienti per l’approvvigionamento di uova, elemento nutritivo dalle proprietà eccezionali e assai gustoso, da utilizzare come base per tante e svariate ricette.
Un giorno però ci accorgiamo malauguratamente che una o più delle nostre galline mangiano le uova appena deposte. Aiuto! Come mai lo fanno e soprattutto, come possiamo evitare che ciò avvenga? Niente panico e andiamo per gradi.
Di solito la spiegazione di questo apparentemente strano comportamento, denominato ovofagia, è in realtà molto semplice: la gallina ha rotto inavvertitamente l’uovo ed essendo assai curiosa, durante il sopralluogo ravvicinato per controllare che cosa sia successo, le è capitato di assaggiarne il contenuto, trovandolo ovviamente molto gustoso e saporito.
Essendo la gallina oltre che curiosa, anche un animale molto intelligente, fa molto in fretta a capire che quel liquido così buono si trova dentro a quelle piccole sfere un po’ allungate, dal guscio calcareo e duro ma non abbastanza per resistere agli urti del suo forte becco.
In pochissimo tempo anche le altre galline del pollaio, per imitazione, sapranno fare altrettanto, e se non si interviene immediatamente, sarà anche un’abitudine molto difficile da estirpare. Una bella “frittata” davvero!
In quanto proprietari e gestori del pollaio, possiamo agire su tre direttive principali:
Questo è un fattore molto importante. Può capitare infatti di accorgerci, andando a prendere le uova nel pollaio, che anche al tatto alcune abbiano un guscio molto più morbido delle altre. Questo campanello di allarme deve subito farci capire che una o più delle nostre galline non sta avendo una giusta dieta.
La corretta alimentazione per le nostre galline ovaiole è quella che prevede almeno un 16% di proteine e che sia ricca anche di vitamine e nutrienti, senza dimenticare un contenuto elevato di grassi (omega 3, derivante ad esempio da semi di girasole o canapa) e proteine vegetali.
Inoltre è bene ricordare che gli amidi provenienti dagli scarti della nostra cucina, quando vengono somministrati alle galline devono essere sempre accompagnati anche da una certa dose di proteine aggiuntive, in modo da mantenere la dieta ben bilanciata (e attenzione al fatto che ci sono alimenti che le galline non devono mangiare).
Se, nonostante un’alimentazione completa ti accorgi che i gusci delle uova deposte sono ancora abbastanza fragili, ciò significa che c’è carenza di calcio e allora è necessario aggiungerlo con degli integratori.
(Su questo punto ti consigliamo la lettura di un nostro articolo contenente un paragrafo interessantissimo su come funziona l’assorbimento del calcio nelle galline.)
La carenza di calcio è doppiamente pericolosa nel caso di galline che mangiano le proprie uova in quanto, da una parte, fa deporre loro uova molto fragili con alta probabilità di rompersi, e dall’altra, la gallina trova proprio nel guscio rotto quella miniera di calcio di cui è carente e del quale sente il bisogno. Proprio questa necessità la spingerà in modo ancora più vorace a cibarsi delle proprie uova.
E’ possibile offrire del calcio alle nostre galline in svariati modi:
In sostanza, bisogna ridurre al minimo la probabilità che si creino presupposti pericolosi per l’incolumità delle uova.
Se la zona di deposizione – il nido – è troppo piccola o affollata è facile che un uovo possa essere urtato, schiacciato o spinto, con conseguente rottura dello stesso. Se nella zona di deposizione transitano o sostano troppe galline una vicina all’altra, può darsi che qualcuna vada “sotto stress” (come accade purtroppo a tutte quelle povere galline che vivono nei pollai intensivi dentro alle gabbie) e che quindi cominci a beccare tutto ciò che le sta intorno, compreso l’uovo.
In tutte le situazioni sopra descritte è dunque più probabile che qualche uovo si rompa e che le galline ne assaggino il contenuto; per evitare questo, è necessario:
Se ci accorgiamo di alcuni residui di uovo rotto nel pollaio dobbiamo prima di tutto pulire immediatamente e rimuovere a fondo ogni traccia, in modo da ridurre al minimo la possibilità che se ne cibino ancora e poi cercare di rintracciare ed isolare il prima possibile la gallina (o le galline) responsabile del misfatto.
Alcuni indizi che potrebbero metterci sulla buona strada per individuare quale esemplare stia già percorrendo questa “cattiva abitudine” sono la presenza di tuorlo secco sul becco o ai lati della testa, oppure se notiamo che con frequenza va a razzolare nella zona di deposizione delle uova. Intercettata la “colpevole” è necessario isolarla immediatamente dal gruppo affinché non faccia proseliti e già questa azione di isolamento, per le galline assai sconvolgente, dovrebbe bastare ad interrompere questo vizio.
Inoltre è buona prassi recarsi a ritirare le uova dal pollaio il prima possibile (solitamente, già prima delle 10 del mattino la maggior parte delle galline dovrebbe aver deposto l’uovo), in modo da ridurre al minimo la co-permanenza uovo/gallina all’interno del loro spazio vitale.
I rimedi più citati e ritenuti utili dagli allevatori, dai più efficaci ai marginali, sono:
La soluzione tecnica più indicata è un nido “trappola” a scivolo: il fondo è in pendenza, così appena la gallina si alza l’uovo rotola via in un cassetto o scomparto, fuori dalla portata del becco. Ne esistono versioni in lamiera (anche “nido doppio con fondo inclinato”) o nidi in cui l’uovo esce all’esterno del pollaio.
In alternativa fai-da-te, alcuni costruiscono una cassetta anti-mangia-uova: una cassetta da frutta abbastanza alta, con delle stecche o una rete a metà altezza, distanziate quanto basta perché l’uovo cada sotto e resti irraggiungibile (utile anche contro le gazze).
Accorgimenti pratici emersi da chi l’ha provato:
Poiché la causa principale è spesso la carenza di calcio (guscio fragile), l’alimentazione è il primo intervento “di fondo” suggerito da tutti gli esperti:
Una combinazione giudicata particolarmente efficace: aumentare il pascolo + aggiungere gusci d’ostrica tritati (per uova meno fragili) + individuare le poche colpevoli.
No. un rimedio tradizionale “tramandato dalle vecchie generazioni” ed oggi la maggioranza lo sconsiglia con forza. Anche noi di Tuttosullegalline siamo assolutamente contrari a questa pratica.
Il taglio del becco a galline adulte è rischioso, può causare dolori cronici, infezioni e difficoltà a mangiare; viene definito una pratica estremista e che provoca sofferenza negli animali.
La raccomandazione è quindi di non ricorrere al taglio del becco e di puntare invece sulla combinazione di cause alimentari + nido adatto + raccolta tempestiva.
A voi è mai capitato nulla del genere? Avete altri suggerimenti su come impedire alle galline di mangiare le proprie uova? Se si, condividetelo con tutti noi nei commenti qui sotto!
Un serpente nel pollaio fa sempre impressione, ma raramente è interessato alle galline adulte: il…
Intelligentissimi, diurni e opportunisti, i corvidi - cornacchia, gazza, taccola e corvo imperiale - non…
Ci sono galline che sembrano uscite da un ritratto: un ciuffo di piume che ricade…
L'orso è un predatore da "zone di montagna": riguarda chi alleva galline dove l'orso bruno…
Vuoi uova fresche e sane tutti i giorni e, perché no, qualche simpatica gallina da…
Il lupo è tornato a diffondersi in gran parte d'Italia, dall'Appennino alle Alpi fino alla…
Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.