
La Gallina Islandese, in islandese Íslenska landnámshænan (“la gallina dei coloni islandesi“) o più semplicemente Landnámshæna, è una razza avicola originaria dell’Islanda, discendente diretta dei polli portati sull’isola dai coloni vichinghi tra il IX e il X secolo. Non essendo mai stata selezionata secondo uno standard fisso, questa gallina si presenta con piumaggio estremamente variabile per colore e disegno, creste di tipi diversi (singola, a rosa, a pisello, talvolta piumata), taglia medio-piccola (galli 2-2,4 kg, galline 1,4-1,6 kg) e un’eccezionale rusticità che le permette di sopravvivere ai rigidi inverni islandesi. Depone in media 150-180 uova l’anno dal guscio bianco o beige chiaro, è nota per la longevità (fino a 10-15 anni) e per l’istinto materno molto sviluppato. Oggi è classificata come razza a rischio di estinzione, protetta da programmi di conservazione islandesi e internazionali.
Origine e storia
La storia della Gallina Islandese comincia con la colonizzazione vichinga dell’Islanda, avviata attorno all’874 d.C. quando coloni provenienti soprattutto dalla Norvegia, e in parte dalle isole britanniche e dall’Irlanda, attraversarono l’Atlantico portando con sé il bestiame necessario alla sopravvivenza sulla nuova isola: pecore, cavalli, capre e anche polli da cortile. Questi polli, di ceppo scandinavo e nordeuropeo, si stabilirono nelle fattorie sparse lungo le coste islandesi e, isolati dal resto del mondo per oltre mille anni, si riprodussero liberamente tra loro senza alcun incrocio con altre razze importate. Il risultato di questo isolamento genetico naturale è una vera e propria landrace, cioè una popolazione che si è adattata all’ambiente locale attraverso la selezione naturale e non attraverso un piano di allevamento genetico stabilito dall’uomo.
Per secoli le galline Islandesi sono state allevate in piccoli gruppi di 10-20 capi per fattoria, lasciate libere di razzolare d’estate e rinchiuse nei ripari durante i lunghi inverni. La loro importanza economica è sempre stata secondaria rispetto ad altri animali da allevamento islandesi (ovini in primis), ma hanno comunque garantito una fonte costante di uova fresche anche nei mesi più freddi.
La popolazione ha comunque attraversato momenti drammatici: la più grave crisi si verificò dopo la catastrofica eruzione del vulcano Laki tra il 1783 e il 1785, che devastò l’agricoltura e il bestiame islandese e ridusse drasticamente anche le popolazioni avicole locali. Un secondo, più insidioso pericolo arrivò nel XX secolo, tra gli anni ’30 e gli anni ’70, quando l’importazione di razze commerciali straniere (soprattutto Leghorn e ibridi da produzione) portò a incroci diffusi, che rischiarono di far perdere per sempre il patrimonio genetico originario.
Fu solo negli anni ’70 che un gruppo di allevatori islandesi, consapevoli del valore di questo patrimonio, iniziò un programma di recupero e conservazione dei ceppi rimasti puri nelle fattorie più remote del paese. Da quel nucleo di sopravvissuti derivano tutte le Islandesi oggi esistenti, sia in Islanda sia nei paesi (Stati Uniti in primis) dove sono state esportate a partire dagli anni 2000 per ampliare la base genetica conservata e ridurre il rischio di estinzione totale in caso di nuove crisi sull’isola.
Caratteristiche della razza Islandese
Essendo una landrace priva di standard morfologico fisso, la gallina Islandese non ha un aspetto uniforme: ogni esemplare può differire dall’altro per colore del piumaggio, tipo di cresta o portamento. Esistono però alcuni tratti ricorrenti che caratterizzano la razza nel suo complesso, riassunti nella tabella seguente.
| Caratteristica | Gallo | Gallina |
|---|---|---|
| Peso medio | 2,0 – 2,4 kg | 1,4 – 1,6 kg |
| Cresta | Variabile: singola, a rosa, a pisello; a volte piumata | Variabile, generalmente più piccola del gallo |
| Bargigli | Lunghi e ben visibili | Più corti |
| Lobi auricolari | Bianchi o crema, talvolta striati di rosso | Bianchi o crema |
| Colore uova | – | Bianco o beige molto chiaro |
| Colore zampe | Variabile (giallo, grigio-ardesia, nero) | Variabile |
| Portamento | Eretto, corpo affusolato verso la coda, ali ampie e corte | Simile, più compatto |
| Piumaggio | Fitto, liscio, adattato al freddo | Fitto, liscio |
Non esistendo varietà ufficialmente riconosciute e selezionate come avviene per le razze standardizzate, negli allevamenti islandesi e internazionali si osservano piuttosto dei fenotipi ricorrenti, che vengono comunemente usati per descrivere gli animali pur non costituendo varietà in senso stretto.
| Fenotipo osservato | Descrizione |
|---|---|
| Colorazioni base | Nero, bianco, rosso, fromentino (buff), blu, lavanda, e numerose tonalità di marrone, grigio, arancio e giallo |
| Disegni del piumaggio | Barrato, pepato (penciled), chiazzato (mottled), spangled, con collari e frange di colore diverso dal corpo |
| Tipi di cresta | Singola (dritta o piegata), a rosa, a pisello; rari individui con ciuffo di piume sul capo |
| Ciuffo (crest) | Presente solo in alcuni soggetti; nei galli tende ad allungarsi con piume a nastro, nelle galline è più simile a un soffice “casco” |

Il pulcino Islandese
I pulcini di Islandese nascono con un piumino altrettanto variabile quanto quello degli adulti: si possono trovare nella stessa covata pulcini neri, giallastri, striati o chiazzati, segno della grande variabilità genetica della razza.
Sono pulcini rustici, vivaci fin dai primi giorni e con una crescita relativamente lenta, in linea con il carattere “landrace” orientato più alla resistenza che alla velocità di accrescimento. Il piumaggio giovanile si completa in tempi comparabili a quelli di altre razze rustiche leggere, generalmente tra le 16 e le 20 settimane per l’emplumaggio definitivo.
Non esiste un sistema di sessaggio dei pulcini legato al colore (come avviene invece nelle razze autosessanti tipo la Amrock), quindi il sesso si riconosce solo con la crescita, osservando lo sviluppo della cresta e dei bargigli (più precoce e marcato nei maschi) e, più avanti, la comparsa delle penne codone falciformi nel gallo.
La gallina Islandese è una brava chioccia, cova bene ed è considerata un’ottima madre per tutto il tempo che alleva i pulcini: non tutte le femmine di un gruppo diventano covatrici, ma in un allevamento numeroso c’è generalmente un numero sufficiente di chiocce per garantire il rimpiazzo naturale della covata, un tratto molto apprezzato da chi alleva la razza in autoproduzione.

Deposizione e uova
La Gallina Islandese non è una razza da produzione, ma una buona ovaiola rustica: depone uova di dimensioni piccole-medie (circa 49-54 grammi), con guscio di colore bianco o beige molto tenue. La produzione annua si attesta mediamente intorno alle 150-180 uova, con punte che secondo alcuni allevatori nordamericani possono avvicinarsi alle 200 se le condizioni di allevamento sono ottimali. Un pregio particolare della razza è la sua capacità di continuare a deporre anche nei mesi invernali, quando molte razze rallentano o interrompono la deposizione: un adattamento diretto al clima islandese, dove l’uovo fresco doveva essere disponibile tutto l’anno.
| Caratteristica | Valore indicativo |
|---|---|
| Colore del guscio | Bianco o beige chiarissimo |
| Peso dell’uovo | 49 – 54 g (piccola-media) |
| Uova per anno | 150 – 180 (fino a circa 200 in condizioni ottimali) |
| Età di inizio deposizione | 5 – 6 mesi circa |
| Deposizione invernale | Buona, superiore alla media delle razze rustiche |
| Attitudine alla cova | Presente in parte del gruppo, con buon istinto materno |
Allevamento della razza Islandese
La Gallina Islandese è una delle razze più rustiche e adattabili che si possano allevare, frutto di secoli di selezione naturale in un clima estremamente ostile. Tollera molto bene il freddo intenso, l’umidità e i venti forti, a patto di avere un ricovero notturno asciutto e riparato dalle correnti durante l’inverno: creste e bargigli, soprattutto nei tipi a cresta singola più sviluppata, possono comunque soffrire di geloni in caso di temperature estreme prolungate, quindi un pollaio ben coibentato resta consigliabile anche per una razza così resistente.
È una razza che ama razzolare libera e che sfrutta al meglio grandi spazi all’aperto, dove è capace di procurarsi buona parte del proprio cibo grazie a un’ottima attitudine al foraggiamento: becca semi, insetti, erbe e resti organici, riducendo il fabbisogno di mangime completo rispetto a razze più sedentarie. Una dieta bilanciata a base di cereali, un buon pastone proteico nei periodi di freddo intenso o muta, e la possibilità di ripararsi quando necessario sono sufficienti a mantenerla in salute.
Essendo animali vigili e diffidenti verso i pericoli, le Islandesi si difendono discretamente bene dai piccoli predatori terrestri grazie alla loro prontezza nel dare l’allarme e rifugiarsi, ma restano comunque vulnerabili come tutte le galline verso volpi, rapaci e altri predatori: un recinto sicuro e un ricovero chiudibile nelle ore notturne restano indispensabili ovunque vengano allevate, Islanda compresa, dove volpe artica e alcuni rapaci sono minacce storiche per i pollai.
Carattere e temperamento
Il temperamento della gallina Islandese è descritto concordemente come vivace, curioso e indipendente. Sono galline sveglie, attente all’ambiente circostante, capaci di badare a se stesse anche in condizioni difficili, ma quando abituate fin da pulcini al contatto umano diventano affettuose e ben disposte verso chi le accudisce, risultando adatte anche a famiglie con bambini. Non amano particolarmente essere tenute confinate e mostrano un’indole più simile a quella di un animale semi-selvatico che a quella di una razza da cortile addomesticata nei secoli per la docilità.
Un tratto distintivo è il forte istinto materno: le chiocce islandesi sono note per essere covatrici attente e madri protettive, capaci di allevare la prole con successo anche in condizioni climatiche difficili, un’eredità diretta della selezione naturale subita dalla razza nei secoli. I galli, pur non essendo generalmente aggressivi verso l’uomo se ben socializzati, mantengono un forte istinto di sorveglianza del gruppo e segnalano prontamente l’arrivo di potenziali minacce.

Salute, longevità e stato di conservazione
Grazie alla rusticità naturale, la Gallina Islandese gode generalmente di buona salute e presenta una resistenza superiore alla media alle patologie comuni dell’allevamento, complice anche l’ampia variabilità genetica che riduce i rischi legati alla consanguineità, tipici delle razze molto selezionate. È inoltre accreditata di una longevità notevole: molti soggetti raggiungono comodamente i 10-12 anni di età, con punte fino a 15 anni e oltre se tenuti in condizioni di allevamento ottimali e al riparo dai predatori.
Lo stato di conservazione resta tuttavia precario. La razza è inserita tra le razze a rischio (“Threatened”) nelle liste di conservazione internazionali dedicate al patrimonio avicolo storico, e i dati raccolti dalla FAO indicano una popolazione islandese di poche migliaia di capi (circa 3.000-3.500 femmine riproduttrici censite), mentre si stima che nel mondo esistano complessivamente attorno ai 5.000 esemplari di sangue puro, in gran parte discendenti dal nucleo salvato negli anni ’70.
Studi genetici condotti sul DNA della razza hanno rilevato una percentuale sorprendentemente alta di patrimonio genetico esclusivo, non riscontrabile in nessun’altra razza avicola nota, un dato che ne accresce ulteriormente il valore per la conservazione della biodiversità zootecnica mondiale.
| Razza o popolazione imparentata/affine | Area geografica | Relazione con l’Islandese |
|---|---|---|
| Landrace scandinave (es. Svenska Skogshöns, Finnish Landrace) | Svezia, Finlandia, Norvegia | Ceppi d’origine comune nordeuropea, anch’esse landrace non standardizzate |
| Polli da cortile norvegesi antichi | Norvegia | Probabile popolazione di partenza portata dai coloni vichinghi |
| Razze mediorientali non selezionate | Medio Oriente | Alcuni studi genetici suggeriscono un’affinità sorprendente con landrace non addomesticate dell’area |
Curiosità sulla razza Islandese
- Il nome islandese della razza, Landnámshæna, si traduce letteralmente come “gallina dell’insediamento” o “gallina dei coloni”, in riferimento diretto all’epoca vichinga della colonizzazione dell’Islanda (Landnámsöld, “l’era degli insediamenti”).
- È una delle poche razze avicole al mondo rimaste isolate geneticamente per oltre mille anni, senza incroci con altre popolazioni fino al XX secolo.
- Uno studio genetico britannico ha stimato che circa il 78% del patrimonio genetico della razza sarebbe unico e non rintracciabile in nessun’altra razza di pollo conosciuta.
- La razza rischiò l’estinzione già nel XVIII secolo, a causa della carestia seguita alla gigantesca eruzione vulcanica del Laki (1783-1785), uno dei disastri naturali più devastanti della storia islandese.
- Negli anni ’30-’70 del Novecento l’importazione di galline commerciali (in particolare la Livornese/Leghorn) portò a incroci diffusi che rischiarono di far scomparire per sempre il ceppo puro islandese.
- Il salvataggio della razza, avviato negli anni ’70 grazie a un piccolo gruppo di allevatori islandesi, è considerato un caso di scuola di conservazione “in situ” di una landrace avicola.
- Dagli anni 2000 alcuni esemplari sono stati esportati negli Stati Uniti per creare una popolazione di riserva genetica al di fuori dell’Islanda, riducendo il rischio di perdita totale della razza in caso di nuove crisi sull’isola.
- Ogni gruppo di Islandesi è visivamente unico: colori, disegni del piumaggio e tipo di cresta variano da un pollaio all’altro, tanto che due esemplari raramente si assomigliano perfettamente.
- Nonostante l’aspetto rustico, viene descritta da molti allevatori come una delle razze da cortile più longeve in assoluto, spesso citata tra quelle con l’aspettativa di vita più lunga tra i polli domestici.
Domande frequenti
Da dove viene la Gallina Islandese?
Discende dai polli portati in Islanda dai coloni vichinghi, in gran parte norvegesi, tra il IX e il X secolo, ed è rimasta isolata geneticamente sull’isola per oltre mille anni.
La Gallina Islandese ha uno standard di razza ufficiale?
No: è una landrace, cioè una popolazione selezionata dall’ambiente e non da un allevatore secondo un disegno prestabilito. Per questo il piumaggio, il tipo di cresta e altri dettagli morfologici variano molto da un esemplare all’altro.
Quante uova depone all’anno una Gallina Islandese?
In media tra 150 e 180 uova l’anno, con guscio bianco o beige molto chiaro, e con una buona capacità di continuare a deporre anche durante l’inverno.
A che età iniziano a deporre le gallina di questa razza?
Generalmente attorno ai 5-6 mesi di età, un’epoca comparabile a quella di molte altre razze rustiche non selezionate per la produzione intensiva.
Quanto pesano gallo e gallina Islandese?
Il gallo pesa mediamente 2-2,4 kg, la gallina 1,4-1,6 kg: una taglia medio-piccola, coerente con una razza da cortile rustica più che da carne.
Quanto vive una Gallina Islandese?
È una delle razze più longeve tra i polli domestici: molti esemplari superano i 10 anni di età e non è raro che arrivino a 15 anni in buone condizioni di allevamento.
La Gallina Islandese è adatta ai climi caldi o solo a quelli freddi?
È stata selezionata per un clima freddo e umido, quindi eccelle in inverni rigidi, ma si adatta ragionevolmente bene anche ad altri climi purché disponga di riparo dal caldo eccessivo, dal freddo estremo e dalla pioggia battente.
È una razza adatta ai principianti?
Sì, è generalmente considerata una buona scelta per chi comincia ad allevare galline, grazie alla rusticità, alla capacità di badare a se stessa e a un temperamento che diventa docile se gli animali vengono abituati fin da pulcini al contatto umano.
Le galline islandesi covano bene?
Sì, l’istinto materno è molto sviluppato: non tutte le femmine di un gruppo diventano covatrici, ma solitamente ce n’è un numero sufficiente per garantire il rinnovo naturale della covata.
Qual è lo stato di conservazione della razza?
È classificata come razza a rischio (minacciata) sia in Islanda sia a livello internazionale, con una popolazione mondiale stimata attorno ai 5.000 esemplari puri, motivo per cui è oggetto di programmi di conservazione e di un presidio Slow Food.
Esistono varietà di colore riconosciute ufficialmente nella Gallina Islandese?
No, non esistono varietà codificate come in altre razze standardizzate: essendo una landrace, la variabilità di colore, disegno del piumaggio e tipo di cresta fa parte integrante delle caratteristiche della razza stessa.
































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