Emù: guida completa all'allevamento e curiosità

È il secondo uccello più grande del mondo dopo lo struzzo, corre come un’automobile in città, depone spettacolari uova verde smeraldo e ha una particolarità unica: è il maschio a covare e a crescere i piccoli.

L’emù è un gigante docile e curioso dell’Australia, sempre più allevato anche in Italia. Questa guida raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevarlo in modo consapevole: descrizione e storia, scheda tecnica, varietà, gestione, confronto con nandù e struzzo, curiosità e risposte alle domande più frequenti.

Indice dei contenuti:

Descrizione e storia dell’emù

L’emù (Dromaius novaehollandiae) è un grande uccello della classe degli Uccelli, ordine dei Casuariformi, appartenente al gruppo dei ratiti — gli uccelli inadatti al volo, come struzzo e nandù. È il secondo uccello vivente più grande del pianeta, superato solo dallo struzzo, ed è l’unico rappresentante vivente del suo genere. Ha corpo massiccio, collo lungo, testa piccola con becco diritto e scuro e occhi arancioni; il piumaggio è bruno mimetico e soffice (le penne hanno una struttura “a doppia asta”), più scuro sul dorso e sui fianchi. Le zampe sono lunghe e potenti, con tre dita munite di unghie robuste, un adattamento perfetto alla corsa.

Originario dell’Australia, dove vive nelle savane e nelle boscaglie aride in coppie o piccoli gruppi, l’emù si sposta seguendo le piogge alla ricerca di vegetazione fresca. È un corridore velocissimo (fino a circa 48–50 km/h) e, sorprendentemente, anche un buon nuotatore. In Australia è un simbolo nazionale (compare nello stemma del Paese) e protagonista di episodi curiosi come la celebre “Guerra degli emu” del 1932.

Da alcuni decenni l‘emù è allevato in tutto il mondo, Italia compresa. Di carattere è tranquillo, curioso e facilmente addomesticabile, il che lo rende, tra i grandi ratiti, uno dei più adatti all’allevatore.

Scheda tecnica: maschio e femmina dell’emù a confronto

Nell’emù il dimorfismo sessuale è ridotto: maschio e femmina hanno lo stesso piumaggio bruno. Curiosamente, è la femmina a essere più grande (di circa il 10%) e più “rumorosa”, grazie a una sacca golare che le permette di emettere profondi richiami rimbombanti.

Caratteristica Maschio Femmina
Peso adulto circa 30–50 kg circa 35–55 kg (fino a ~60)
Altezza circa 1,5–1,8 m fino a 1,9 m
Longevità 10–20 anni (fino a ~30–35 in cattività) 10–20 anni (fino a ~30–35 in cattività)
Maturità sessuale circa 2–3 anni circa 2–3 anni
Numero di uova 8–25 a stagione (fino a ~50), una ogni 3–5 giorni
Peso delle uova 450–650 g, guscio verde smeraldo scuro
Incubazione circa 56 giorni (cova il maschio)
Velocità di corsa fino a 48–50 km/h

Nota sulla riproduzione: l’emù ha un ciclo riproduttivo unico. La femmina depone le uova nel nido a terra preparato dal maschio, poi… se ne va (spesso ad accoppiarsi con altri maschi). È il maschio a covare per circa 56 giorni, durante i quali non mangia, non beve e non defeca, sopravvivendo sul grasso corporeo e perdendo fino a un terzo del proprio peso. Dopo la schiusa è ancora lui a prendersi cura dei pulcini — dal piumino striato di bruno e grigio — per 5–7 mesi. In allevamento le uova vengono spesso raccolte e incubate artificialmente.

Il bellissimo uovo di Emù dal guscio verde smeraldo
Il bellissimo uovo di Emù dal guscio verde smeraldo

Di seguito un’immagine con rappresentate le tipologie di uova in base all’avicolo (gallina, tacchino, anatra, oca, emù e struzzo): forma, colore del guscio, peso, grandezza e kilocalorie (dalle 75 kcal di quello di galline, alle 2.000 kcal dello struzzo).

L'uovo in base agli avicoli
L’uovo in base agli avicoli

Sottospecie e varietà di emù

Non esistono vere “razze” di emù: c’è un’unica specie vivente (Dromaius novaehollandiae), con alcune sottospecie continentali e alcune mutazioni di colore selezionate in allevamento.

Le sottospecie continentali

Sul continente australiano si distinguono tradizionalmente tre sottospecie, differenziate soprattutto per areale e sfumature del piumaggio: la sottospecie del sud-est (D. n. novaehollandiae), quella del nord (D. n. woodwardi) e quella del sud-ovest (D. n. rothschildi). Le differenze sono minime e non hanno rilievo per l’allevatore.

Le forme insulari estinte

In passato esistevano piccoli emù nani sulle isole a sud dell’Australia (King Island, Kangaroo Island e Tasmania), oggi estinti: erano di taglia molto ridotta e scomparvero poco dopo l’arrivo dei coloni europei.

Le mutazioni di colore in allevamento

In cattività sono comparse alcune varietà di colore apprezzate dagli appassionati: l’emù biondo (fawn/blonde), dal piumaggio chiaro sabbia, l’emù bianco e l’emù nero. Si tratta di mutazioni estetiche: taglia, indole ed esigenze restano quelle della specie.

Come allevare l’emù

L’emù è un ratite rustico, resistente e di carattere docile, che si adatta bene anche ai climi temperati. Non ha bisogno di grandissimi spazi come lo struzzo, ma richiede comunque un recinto ampio e sicuro e alcune attenzioni specifiche.

Spazio, recinti e cosa tenere d’occhio

  • Spazio: ama camminare e correre; indicativamente si calcolano 3–4 ettari ogni 10–12 capi, ma per pochi soggetti può bastare un recinto più piccolo, purché ampio abbastanza per muoversi e nutrirsi.
  • Recinzioni robuste: alte (circa 2 m) e resistenti, senza spigoli o oggetti pericolosi contro cui possa lanciarsi se spaventato.
  • Ingestione di corpi estranei: come tutti i ratiti, l’emù ingoia qualsiasi oggetto luccicante; chiodi, fili e plastica nel recinto sono pericolosissimi e vanno rimossi.
  • Indole tranquilla ma attenzione alle zampe: non è aggressivo verso l’uomo, ma un calcio in avanti delle sue potenti zampe può comunque far male; i maschi in cova vanno lasciati indisturbati.
  • Pulcini delicati: nelle prime settimane crescono in fretta ma sono sensibili a freddo, umidità ed errori alimentari; richiedono ambiente caldo e asciutto.
  • Aspetti normativi: l’allevamento di emù è soggetto a registrazione sanitaria e a norme specifiche; informati presso l’ASL veterinaria e gli enti competenti prima di iniziare.

Il ricovero notturno

L’emù è rustico e resiste bene alle intemperie, ma gradisce un riparo:

  • Tettoia o ricovero aperto: una struttura semplice che ripari da pioggia battente, vento e sole forte, con lettiera asciutta (paglia o sabbia ben drenata).
  • Terreno asciutto: l’umidità e il fango persistenti sono i veri nemici; il fondo del ricovero e delle zone di riposo va tenuto drenato.
  • Sicurezza: recinto ben chiuso per proteggere soprattutto i pulcini dai predatori (volpi, cani).
  • Niente posatoi: l’emù dorme a terra, accovacciato.

Alimentazione: cosa e quanto dare

L’emù è onnivoro e poco esigente: in natura si nutre di erba, germogli, foglie, semi, frutti, fiori e insetti (oltre a piccoli animali). In allevamento la dieta si basa su:

  • Mangime specifico per ratiti (struzzo/emù/nandù), bilanciato per le diverse fasi (starter per i piccoli, accrescimento, mantenimento, riproduzione).
  • Foraggio: erba medica fresca o affienata e altri foraggi verdi, che costituiscono una parte importante della dieta.
  • Verdura e frutta: ortaggi a foglia, frutta, come integrazione e arricchimento.
  • Grit: piccole pietre da tenere a disposizione, che aiutano il ventriglio a triturare il cibo.

Rispetto allo struzzo, l’emù ha un fabbisogno più contenuto; le quantità vanno commisurate alla taglia e alla fase (crescita, mantenimento, riproduzione), evitando l’eccesso di alimenti troppo energetici che porta a sovrappeso.

L’acqua deve essere sempre fresca, pulita e disponibile a volontà in abbeveratoi capienti e puliti; in inverno va evitato che ghiacci.

Cosa NON dare all’emù:

  • Oggetti, fili, plastica e metalli nel recinto: vengono ingoiati e possono essere letali.
  • Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (micotossine).
  • Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
  • Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi e avanzi elaborati.
  • Eccesso di cereali/mangime energetico, che favorisce obesità e problemi.

Esempio di razione fai-da-te con valori nutrizionali

Ecco un esempio di razione equilibrata di mantenimento per emù adulti (i pulcini richiedono uno starter commerciale specifico per ratiti). Le quantità sono in percentuale sul peso totale.

Ingrediente % sul totale Funzione
Mangime pellettato per ratiti 45% Base proteica, vitaminica e minerale
Erba medica (fresca o disidratata) 30% Fibra, proteine, carotenoidi
Mais e orzo macinati 12% Energia (amido)
Verdura/frutta fresca tritata 8% Vitamine, appetibilità
Carbonato di calcio / fosfato 3% Calcio e fosforo (ossa, guscio)
Premiscela vitaminico-minerale + grit 2% Vitamine, oligoelementi, digestione

Valori nutrizionali stimati della razione:

  • Proteine grezze: ~16–18% per il mantenimento; nei pulcini in crescita si usa uno starter più proteico (~20–22%), in riproduzione si aumenta il calcio.
  • Fibra: elevata, adatta alla digestione dei ratiti.
  • Calcio/fosforo: ben bilanciati, importanti per ossa robuste e per il guscio delle uova.

Importante: l’alimentazione dei ratiti richiede razioni bilanciate e specifiche: diete sbagliate o troppo energetiche causano problemi alle zampe e allo scheletro nei giovani in rapida crescita. Per impostare un allevamento è fortemente consigliato l’affiancamento di un veterinario esperto in ratiti e l’uso di mangimi dedicati.

Raro esemplare di emù bianco
Raro esemplare di emù bianco

Tabella comparativa: emù, nandù e struzzo

Emù, nandù e struzzo sono i tre grandi ratiti più noti e allevati, spesso confusi tra loro. Ecco le principali differenze a colpo d’occhio.

Caratteristica Emù Nandù Struzzo
Origine Australia Sud America Africa
Altezza 1,5–1,9 m 1,2–1,5 m 2–2,8 m
Peso 30–60 kg 20–30 kg 100–150 kg
Dita per piede 3 3 2 (unico uccello)
Uovo 450–650 g, verde smeraldo ~500–600 g, giallo-crema 1,3–1,9 kg, bianco-crema
Velocità fino a ~50 km/h fino a ~60 km/h fino a ~70 km/h
Chi cova Il maschio Il maschio Entrambi (maschio e femmina)
Carattere Docile, addomesticabile Timido, tranquillo Più aggressivo (in riproduzione)

Prime di andare a scoprire curiosità e FAQ sull’emù, un po’ di pausa dalla lettura con due video interessanti e divertenti: nel primo possiamo ascoltare il verso gutturale dell’emù, nel secondo ammirare la sua indola anche giocosa.

Curiosità e stranezze sull’emù

  1. È il papà dell’anno. Nell’emù è il maschio a covare le uova per due mesi — digiunando — e a crescere i pulcini per mesi; la femmina, dopo aver deposto, se ne va. Un vero caso di “papà single” del mondo animale.
  2. Depone uova verde smeraldo. Le uova dell’emù hanno uno spettacolare guscio verde scuro quasi nero, spesso e resistente, molto ricercato anche per incisioni e oggetti decorativi.
  3. Digiuna per due mesi. Durante la cova il maschio non mangia, non beve e non defeca, sopravvivendo sulle riserve di grasso e perdendo fino a un terzo del suo peso.
  4. La femmina “rimbomba”. Grazie a una sacca golare gonfiabile, la femmina emette profondi richiami rimbombanti (booming) udibili a grande distanza, soprattutto nella stagione degli amori.
  5. Corre e nuota. Non vola, ma corre fino a circa 50 km/h con lunghe falcate ed è anche un abile nuotatore: attraversa fiumi e specchi d’acqua senza difficoltà.
  6. Ha vinto una guerra. Nel 1932, in Australia, l’esercito tentò invano di contenere gli emù che devastavano i raccolti: la celebre “Guerra degli emu” si concluse con una sostanziale vittoria… degli uccelli.
  7. È simbolo dell’Australia. L’emù compare, insieme al canguro, nello stemma nazionale australiano: due animali scelti perché — si dice — non sanno camminare all’indietro, simbolo di progresso.
  8. Ha penne “doppie”. Ogni penna dell’emù ha una struttura particolare con una seconda asta che parte dalla base, dando al piumaggio quell’aspetto morbido e “spettinato”.
  9. Se ne ricava un olio pregiato. Dal grasso dell’emù si estrae il prezioso olio di emù, usato da secoli dagli aborigeni.
  10. È un “cugino” dei dinosauri. Come tutti i ratiti, l’emù conserva caratteri primitivi che lo avvicinano ai grandi rettili preistorici: uno sguardo nel passato profondo dell’evoluzione degli uccelli.

Domande frequenti (FAQ)

Che animale è l’emù?

L’emù è un grande uccello corridore incapace di volare (un ratite), originario dell’Australia. È il secondo uccello vivente più grande del mondo dopo lo struzzo, alto fino a 1,9 metri e pesante fino a 60 kg. Appartiene all’ordine dei Casuariformi ed è imparentato con struzzo, nandù e casuario. Ha piumaggio bruno mimetico, zampe potenti con tre dita e un carattere docile che lo rende adatto all’allevamento.

Quante uova depone l’emù?

La femmina depone in modo stagionale, in genere 8–25 uova a stagione (in casi eccezionali fino a ~50), deponendone una ogni 3–5 giorni nel nido preparato dal maschio. Le uova sono grandi e di uno spettacolare colore verde smeraldo scuro. A covarle, per circa 56 giorni, è il maschio.

Le uova di emù sono commestibili?

Sì, assolutamente. Le uova di emù sono ottime e molto apprezzate: un solo uovo (450–650 g) equivale a circa 10–12 uova di gallina e basta per una grande frittata per più persone. Hanno un sapore ricco e delicato, tuorlo abbondante, e il loro guscio verde è usato anche per incisioni artistiche. Negli Stati Uniti un uovo da consumo si vende intorno ai 30–40 dollari.

Dove vive l’emù?

L’emù è originario dell’Australia, dove popola savane, praterie e boscaglie aride di gran parte del continente (evita le foreste dense e i deserti più estremi). È un animale nomade, che si sposta seguendo le piogge alla ricerca di vegetazione fresca. Oggi è inoltre allevato in molti Paesi del mondo, Italia compresa, dove si adatta bene ai climi temperati purché disponga di spazio e di un riparo asciutto.

Gli emù sono aggressivi?

In generale no: l’emù è tra i grandi ratiti quello dal carattere più docile e tranquillo, facilmente addomesticabile e non aggressivo verso l’uomo (a differenza dello struzzo e soprattutto del pericoloso casuario). Può però diventare territoriale nel periodo riproduttivo — il maschio in cova difende il nido — e va comunque rispettato: le sue zampe potenti, calciando in avanti, possono ferire. Con spazio e gestione tranquilla, i problemi sono rari.

Che differenza c’è tra emù e casuario?

Sono due ratiti diversi, entrambi della regione australiana. L’emù ha piumaggio bruno mimetico, testa “spelacchiata” senza ornamenti, indole docile e vive in ambienti aperti e aridi. Il casuario (genere Casuarius) è più tozzo, vive nelle foreste tropicali di Australia settentrionale e Nuova Guinea, ha un vistoso elmo osseo sul capo e collo dai colori sgargianti (blu e rosso), e soprattutto è considerato l’uccello più pericoloso del mondo: con l’unghia adunca e affilata del dito interno può infliggere ferite mortali. In sintesi: l’emù è il gigante mite, il casuario il “velociraptor” degli uccelli.

Che differenza c’è tra emù e struzzo?

Sono i due ratiti più grandi, ma ben distinti. Lo struzzo è africano, molto più grande e pesante (fino 2,8 m e 150 kg), ha due sole dita per piede, depone uova bianco-crema enormi (1,3–1,9 kg) e ha un carattere più aggressivo; inoltre a covare sono entrambi i sessi. L’emù è australiano, più piccolo (1,5–1,9 m, 30–60 kg), ha tre dita, depone uova verdi più piccole (450–650 g), è docile e a covare è solo il maschio. Anche il piumaggio è diverso: vistoso e contrastato nello struzzo maschio, uniformemente bruno nell’emù.

Quanto costa acquistare un emù?

Il prezzo varia con l’età e la finalità. Indicativamente, un pulcino/giovane costa intorno ai 250 euro, una coppia di giovani circa 400 euro e una coppia adulta (maschio + femmina) riproduttrice può arrivare a 800 euro o più; i soggetti selezionati o le varietà di colore raggiungono cifre superiori (anche oltre 1.000–2.000 euro). A questo vanno aggiunti i costi di recinti, ricovero e alimentazione.

Quanti anni vive un emù?

L’emù è longevo: in natura vive mediamente 10–12 anni, ma in cattività, protetto e ben nutrito, raggiunge comunemente i 20 anni e può arrivare fino a circa 30–35 anni. Adottare un emù è quindi un impegno di lungo periodo, paragonabile a quello di altri grandi animali.

Cosa ama di più da mangiare un emù?

È onnivoro e ha una dieta molto varia: ama erba fresca, germogli, foglie tenere, semi, frutti e fiori, ma va matto anche per gli insetti e i piccoli invertebrati, che caccia con curiosità. In allevamento apprezza in particolare l’erba medica e la verdura fresca, oltre al mangime specifico per ratiti. La sua indole curiosa lo porta a “assaggiare” un po’ di tutto ciò che trova.

L’emù vola?

No. L’emù è un ratite, cioè un uccello inadatto al volo: ha ali piccole e atrofizzate e uno sterno privo di carena, quindi non può volare. In compenso ha sviluppato all’estremo la corsa, raggiungendo i 48–50 km/h con lunghe e potenti falcate, ed è anche un ottimo nuotatore. Le minuscole ali gli servono soprattutto a mantenere l’equilibrio nelle virate e per la termoregolazione.

In conclusione

L’emù è un gigante docile e affascinante: secondo uccello più grande del mondo, corridore instancabile, “papà” modello che cova e alleva da solo i piccoli, e produttore di spettacolari uova verdi.
Rispetto allo struzzo è più piccolo, più mansueto e meno esigente in fatto di spazio, il che lo rende uno dei ratiti più adatti anche all’allevatore alle prime armi. Gli servono un recinto ampio e sicuro, un riparo asciutto, un’alimentazione bilanciata a base di mangime per ratiti ed erba medica, e il rispetto delle norme sanitarie. Scegliendolo, si decide di allevare un pezzo vivente dell’Australia — e un compagno curioso destinato a durare vent’anni e oltre.

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