
Silenziosa, rustica, resistente al freddo e capace di prosperare persino senza laghetto: l’anatra muta è l’anatra “diversa da tutte le altre“. Unica anatra domestica a non discendere dal Germano reale, è un’ottima chioccia e ripulisce l’aia da mosche e zanzare.
Questa guida monografica raccoglie tutto ciò che serve sapere per allevare l’anatra muta in modo consapevole: descrizione e storia, scheda tecnica, specifiche di razza, confronto con le altre anatre, gestione, convivenza, curiosità e risposte alle domande più frequenti.
Indice dei contenuti:
- Descrizione e storia dell’anatra muta
- Scheda tecnica: maschio e femmina dell’anatra muta a confronto
- Specifiche della razza
- Tabella comparativa con altre razze di anatra
- Come allevare l’anatra muta
- Tabella convivenza con altri avicoli
- Curiosità e stranezze sull’anatra muta
- Domande frequenti (FAQ)
Descrizione e storia dell’anatra muta
L’anatra muta o anatra muschiata (Cairina moschata) è un uccello acquatico della classe degli Uccelli, ordine degli Anseriformi, famiglia degli Anatidi. La sua peculiarità più importante è anche la meno visibile: è l’unica anatra domestica a non derivare dal Germano reale (Anas platyrhynchos), ma da una specie a sé del Centro e Sud America. La forma domestica è detta anche anatra di Barberia.
Originaria delle zone umide di Messico, Nicaragua, Guatemala, Costa Rica e Sud America, fu addomesticata dalle popolazioni precolombiane molto prima dell’arrivo degli europei; giunse in Europa nel XVI secolo, dove si diffuse rapidamente. La riconosciamo a colpo d’occhio per le caruncole rosse e nere sul volto (una sorta di “maschera” intorno all’occhio e sulle guance, più sviluppata nel maschio), il ciuffo erettile sul capo e il portamento massiccio. La varietà più comune è bianca dal becco rosso, ma esistono soggetti neri, grigi e multicolori.
Il nome “muta” deriva dal fatto che è quasi afona: non starnazza come le altre anatre, ma emette soltanto lievi soffi e sibili, il che la rende una delle anatre più silenziose in assoluto — un pregio non da poco per chi ha dei vicini. Di carattere è mite, pacata e docile con l’uomo, tanto da essere tra le anatre più adatte all’allevamento familiare.
Scheda tecnica: maschio e femmina dell’anatra muta a confronto
A differenza delle anatre comuni, l’anatra muta presenta un dimorfismo sessuale molto marcato: il maschio è quasi il doppio della femmina per peso e nettamente più grande.
| Caratteristica | Maschio | Femmina |
|---|---|---|
| Peso adulto | 5–6 kg (fino a ~7) | 2,5–3,5 kg |
| Lunghezza corpo | circa 85–90 cm | circa 60–65 cm |
| Longevità media | 8–12 anni (fino a ~20 in condizioni ottimali) | 8–12 anni (fino a ~20 in condizioni ottimali) |
| Maturità sessuale | circa 6–7 mesi | circa 6–7 mesi |
| Numero di uova | — | ~100 l’anno (60–120), 8–16 per covata |
| Peso delle uova | — | 70–90 g, guscio giallo-verdognolo |
| Periodo di cova | — | circa 35 giorni (5 settimane) |
| Rapporto riproduttivo consigliato | 1 maschio ogni 4–5 femmine | — |
Nota sulla riproduzione: la femmina di anatra muta è una chioccia eccellente, tra le migliori covatrici del pollaio: cova con dedizione per circa 35 giorni (una settimana in più delle anatre comuni, che covano ~28 giorni) e alleva i piccoli con grande cura. Gli anatroccoli sono precoci: seguono subito la madre e crescono in fretta (a due mesi i maschi raggiungono già i 2 kg).
Specifiche della razza
L’anatra muta ha alcune caratteristiche che la rendono unica tra gli anatidi domestici e che spiegano perché sia così apprezzata dagli allevatori:
- Quasi afona: non starnazza, emette solo soffi e sibili; è l’anatra più silenziosa, ideale dove il rumore è un problema.
- Non ha bisogno del laghetto: a differenza delle altre anatre, non necessita di grandi specchi d’acqua — le basta una vasca per bagnarsi. Un vantaggio enorme per chi non ha uno stagno.
- Ottima volatrice e “appollaiante”: vola bene (soprattutto la femmina, più leggera) e, grazie alle unghie affilate, ama appollaiarsi in alto su rami e posatoi, cosa che le altre anatre non fanno.
- Rustica e resistente al freddo: pur essendo di origine tropicale, tollera bene climi freddi (fino a circa −12 °C), purché abbia un riparo asciutto.
- Chioccia formidabile: spesso usata per covare anche le uova di altri avicoli.
- Piumaggio meno impermeabile: ha la ghiandola dell’uropigio meno sviluppata, quindi le sue piume si bagnano più facilmente: soffre l’umidità persistente e ha bisogno di potersi asciugare.
- Alla base del Mulard: incrociata con l’anatra comune (Pechino) dà il Mulard, ibrido sterile.
Tabella comparativa con altre razze di anatra
Ecco come si colloca l’anatra muta rispetto ad altre anatre domestiche diffuse, per aiutarti a scegliere la più adatta alle tue esigenze.
| Razza | Origine / specie | Peso maschio | Uova/anno | Bisogno d’acqua | Voce | Attitudine |
|---|---|---|---|---|---|---|
| Anatra muta | Cairina moschata (Sud America) | 5–6 kg | ~100 | Bassa (basta una vasca) | Quasi muta (soffi) | cova |
| Pechino | Germano reale (Cina) | 4–4,5 kg | 130–150 | Media | Starnazza | tra le più allevate |
| Corritrice Indiana | Germano reale (Asia) | 2–2,3 kg | 150–250 | Bassa | Starnazza | Uova, antiparassitario |
| Khaki Campbell | Germano reale (Regno Unito) | 2–2,5 kg | 250–300 | Media | Starnazza | Uova (top ovaiola) |
| Rouen | Germano reale (Francia) | oltre 4 kg | ~100 | Media-alta | Starnazza | Ornamentale |
| Germano reale (selvatico) | Anas platyrhynchos | ~1–1,3 kg | ~10–12 (stagionali) | Alta | Starnazza | Selvatico/ornamentale |

Come allevare l’anatra muta
L’anatra muta è tra gli anatidi più semplici e gratificanti da allevare: docile, rustica, silenziosa e poco bisognosa in fatto di acqua. Ha però alcune esigenze specifiche da rispettare.
Cura, spazio e cosa tenere d’occhio
- Spazio: ama pascolare e razzolare; se in recinto, si calcola una densità massima di circa 2 adulti per 10 m² (incluso ricovero e ampio parchetto esterno erboso).
- Umidità: avendo il piumaggio meno impermeabile delle altre anatre, teme il fango e l’umidità persistenti; ha bisogno di un’area asciutta dove asciugarsi e ripararsi.
- Volo e recinzioni: vola bene e si appollaia in alto; per tenerla raccolta servono recinti alti/coperti.
- Unghie affilate: le zampe sono dotate di unghie taglienti; va maneggiata con attenzione, soprattutto i maschi adulti, che possono graffiare.
- Predatori: volpi, faine e cani sono una minaccia, soprattutto per gli anatroccoli; il ricovero notturno è indispensabile.
- Antiparassitario naturale: è ghiottissima di mosche, zanzare, larve e insetti, di cui riduce sensibilmente la presenza nell’aia.
Il ricovero notturno
L’anatra muta ha bisogno di un ricovero asciutto, aerato e sicuro per la notte:
- Riparo asciutto: una struttura semplice ma protetta da pioggia e umidità, con lettiera di paglia o trucioli sempre asciutta (fondamentale, dato il piumaggio poco impermeabile).
- Posatoi (graditi): a differenza delle altre anatre, apprezza posatoi bassi o rami dove appollaiarsi; non è obbligatorio, ma è nella sua natura.
- Chiusura serale: chiudere il ricovero ogni sera è la difesa più efficace contro i predatori notturni.
- Riparo dal freddo: pur essendo resistente, in inverno gradisce un ambiente riparato dal vento e senza correnti.
Alimentazione: cosa e quanto dare
L’anatra muta è onnivora e poco esigente: si nutre di vegetali di ogni tipo (erba, foglie, verdure, persino foglie d’albero) ma è anche una grande divoratrice di insetti, vermi, lumache e molluschi. In allevamento la dieta tipica prevede:
- Mangime/granaglie: mais, frumento, orzo e un buon mangime per anatidi come base.
- Verdura ed erba: ortaggi a foglia, erba del pascolo, scarti vegetali sani.
- Proteine animali: insetti, lumache e vermi, raccolti da sola al pascolo o integrati soprattutto in crescita e deposizione.
- Grit e calcio: graniglia per la digestione e gusci d’ostrica per la solidità del guscio.
Per gli anatroccoli, nelle prime settimane serve uno starter proteico per anatidi (attenzione: mai mangimi medicati per polli con coccidiostatici non adatti alle anatre, che mangiano molto).
L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, in abbeveratoi profondi che le permettano di immergere tutto il becco per pulirsi narici e occhi. Non serve un laghetto: è sufficiente una vasca o piscinetta dove possa bagnarsi, da tenere pulita.
Cosa NON dare all’anatra muta:
- Pane secco in eccesso (povero e fermentativo, causa “ala d’angelo” negli anatroccoli).
- Alimenti ammuffiti, avariati o fermentati (micotossine, botulismo).
- Avocado, cioccolato, caffè (tossici per gli uccelli).
- Spinaci in eccesso (ostacolano l’assorbimento del calcio) e patate verdi, foglie di solanacee crude (solanina).
- Cibi salati, fritti, zuccherati o conditi e cipolla in quantità.
Esempio di pastone fai-da-te con valori nutrizionali
Ecco una miscela di mantenimento per anatre mute adulte; le quantità sono in percentuale sul peso totale.
| Ingrediente | % sul totale | Funzione |
|---|---|---|
| Mais (granoturco) macinato | 30% | Energia (amido) |
| Frumento | 20% | Energia + proteine |
| Mangime per anatidi/avicoli | 20% | Proteine ed equilibrio vitaminico |
| Verdura/erba fresca tritata | 15% | Fibra, vitamine, base vegetale |
| Orzo o avena | 7% | Energia, fibra |
| Erba medica disidratata | 5% | Fibra, carotenoidi, minerali |
| Guscio d’ostrica + grit + premiscela (con manganese) | 3% | Calcio, digestione, prevenzione “ala d’angelo” |
Valori nutrizionali stimati della miscela:
- Proteine grezze: ~15–16% (adeguato al mantenimento; per gli anatroccoli si sale al 18–20% con starter dedicato).
- Energia metabolizzabile: ~2.700–2.850 kcal/kg.
- Minerali: calcio e manganese importanti per guscio robusto e corretto sviluppo alare.
Importante: gli anatroccoli di anatra muta, come tutti gli anatidi, hanno bisogno di più niacina (vitamina B3) dei pulcini di gallina; una carenza causa problemi alle zampe. Usa uno starter specifico per anatre e presta attenzione alla profondità dell’acqua (rischio annegamento dei piccoli). In caso di dubbi, rivolgiti a un veterinario aviario.
Tabella convivenza dell’anatra muta con altri avicoli
L’anatra muta è docile e in genere si integra bene nel cortile misto. Ecco una guida rapida alla convivenza con le altre specie da cortile.
| Specie | Compatibilità | Note |
|---|---|---|
| Galline | Buona | Convivono bene con spazi e acqua separati; l’anatra sporca/bagna, la gallina ha bisogno di asciutto. |
| Anatre (Pechino, ecc.) |
Buona | Convivenza serena; attenzione: incrociandosi danno ibridi (Mulard) sterili. |
| Oche | Discreta | Possibile con molto spazio; le oche sono più territoriali, servono aree ampie. |
| Tacchini | Discreta | Compatibili con spazio; occhio all’igiene per limitare i rischi sanitari incrociati. |
| Faraone | Discreta | Convivono in spazi ampi; la faraona è rumorosa e vivace, l’anatra muta pacata. |
| Anatroccoli/pulcini altrui | Ottima (come chioccia) | La femmina è una covatrice eccezionale, usata per covare uova di altre specie. |
Attenzione: i maschi adulti di anatra muta, molto grandi e dotati di unghie affilate, possono diventare territoriali in periodo riproduttivo: meglio non tenere più maschi insieme e garantire spazio a tutti. Come per ogni cortile misto, la regola d’oro è spazio abbondante e igiene, con aree di riposo asciutte separate per chi teme l’umidità (galline in primis).

Nel video a seguire – anche per prendersi un po’ di pausa dalla lettura – vediamo come l’esperto di avicoltura e allevatore Andrea Mangoni ha realizzato in modo semplice e “fai da te” una piccola tinozza di acqua con gradini per le sue anatre mute:
Curiosità e stranezze sull’anatra muta
- Non è una “vera” anatra comune. È l’unica anatra domestica a non discendere dal Germano reale: appartiene a un genere tutto suo (Cairina) ed è stata addomesticata in America, non in Eurasia.
- È quasi muta davvero. Non sa starnazzare: emette solo soffi e sibili sommessi. È l’anatra ideale per chi teme le lamentele dei vicini.
- Non le serve il laghetto. A differenza di tutte le altre anatre, si accontenta di una vasca per bagnarsi: perfetta per giardini e cortili senza stagno.
- Dorme sugli alberi. Grazie alle unghie affilate è capace di appollaiarsi e riposare in alto, un comportamento insolito per un’anatra.
- È un insetticida vivente. Divora mosche, zanzare, larve e parassiti: in alcuni esperimenti la presenza di anatre mute ha ridotto la popolazione di mosche dell’80–90%.
- Il nome “muschiata” viene dall’odore. Il maschio adulto emana un lieve odore di muschio dalla ghiandola dell’uropigio, da cui il nome scientifico moschata.
- È la mamma dei Mulard. Incrociata con l’anatra comune produce il Mulard, ibrido sterile.
- Cova più a lungo delle altre. Le sue uova richiedono ben 35 giorni di cova, contro i 28 delle anatre comuni: una pazienza premiata da nidiate numerose e ben accudite.
- Resiste al gelo. Pur essendo di origine tropicale, sopporta temperature ben sotto lo zero: una rusticità sorprendente.
Domande frequenti (FAQ)
Perché si chiama anatra muta?
Perché è quasi afona: a differenza delle altre anatre non starnazza, ma emette soltanto lievi soffi e sibili, soprattutto il maschio. La femmina produce qualche verso sommesso, più udibile solo quando è agitata o difende il nido. Questa “silenziosità” le è valsa il nome di anatra muta. Il secondo nome, muschiata, deriva invece dal lieve odore di muschio emanato dai maschi adulti.
Quando fanno le uova le anatre mute?
La deposizione è prevalentemente stagionale, con il picco in primavera e ripresa in periodi miti; in buone condizioni l’anatra muta può fare più cicli di deposizione nell’arco dell’anno (tradizionalmente si parla di circa quattro nidiate). Inizia a deporre intorno ai 6–7 mesi di età.
Quante uova depone l’anatra muta?
Mediamente circa 100 uova l’anno (con oscillazioni tra 60 e 120), suddivise in nidiate da 8 a 16 uova ciascuna. Non è una super-ovaiola come la Khaki Campbell, ma compensa con l’ottima attitudine alla cova. Alternando raccolta delle uova e cova naturale se ne può ottimizzare la produzione.
Le uova di anatra muta sono commestibili?
Sì, assolutamente. Le uova di anatra muta sono ottime e del tutto commestibili: sono grandi (70–90 g, più di un uovo di gallina), dal guscio giallo-verdognolo, con tuorlo ricco. Sono apprezzate in cucina per moltissime ricette con uova, dalle frittate ai dolci e alla pasta fresca, dove il tuorlo abbondante dà ottimi risultati.
Quanto costa acquistare un’anatra muta?
Il prezzo varia con età, sesso e allevatore. In linea di massima, una coppia di anatroccoli si aggira intorno ai 30 euro, mentre gli adulti costano indicativamente qualche decina di euro a capo (i maschi, più grandi, spesso un po’ di più). Conviene rivolgersi ad allevatori locali e valutare di persona la salute degli animali.
Come si chiama il maschio dell’anatra muta?
In italiano il maschio dell’anatra muta non ha un nome proprio distinto: si dice semplicemente “il maschio dell’anatra muta” (o “anatra muta maschio”). È comunque facilissimo da riconoscere: è molto più grande della femmina (anche il doppio del peso), ha caruncole rosse più sviluppate sul volto e un ciuffo più pronunciato. I piccoli si chiamano anatroccoli.
Cosa piace di più da mangiare all’anatra muta?
È onnivora e molto golosa di proteine animali: va matta per insetti, mosche, zanzare, larve, lumache e vermi, che caccia instancabilmente. Ama molto anche erba, foglie tenere e verdure a foglia, oltre alle granaglie. Proprio la passione per gli insetti la rende un’alleata preziosa contro i parassiti dell’aia e dell’orto.
L’anatra muta può stare con le galline?
Sì, in genere convive bene con le galline, essendo docile e pacata. Servono però alcune accortezze: spazi ampi, e soprattutto aree di riposo asciutte separate, perché l’anatra bagna e infanga la zona dell’acqua mentre la gallina ha bisogno di stare all’asciutto. Va tenuto d’occhio il maschio adulto, grande e dotato di unghie affilate, che in periodo riproduttivo può risultare invadente.
L’anatra muta soffre il freddo?
No, pur essendo di origine tropicale è sorprendentemente resistente al freddo: tollera bene temperature anche di diversi gradi sotto lo zero (fino a circa −12 °C), purché disponga di un riparo asciutto e senza correnti. Il suo vero nemico è l’umidità persistente: avendo il piumaggio meno impermeabile delle altre anatre, patisce fango e piume bagnate più del gelo.
L’anatra muta può stare in casa?
Non è consigliabile come scelta stabile. L’anatra muta è un animale da esterno: ha bisogno di spazio per pascolare, razzolare e bagnarsi, e produce molte deiezioni liquide difficili da gestire in ambiente domestico. Può stare in casa temporaneamente (ad esempio anatroccoli appena nati, al caldo e all’asciutto), ma per il suo benessere è giusto che viva all’aperto, con un ricovero notturno adeguato.
L’anatra muta ha bisogno di un laghetto?
No, ed è uno dei suoi grandi pregi. A differenza di tutte le altre anatre, l’anatra muta non necessita di un laghetto o di uno stagno: le basta una vasca o una piccola piscina dove immergere testa e collo e bagnarsi il piumaggio. Questo la rende l’anatra ideale per chi non dispone di acqua corrente o di uno specchio d’acqua nel proprio terreno.
L’anatra muta mangia l’erba?
Sì, l’anatra muta bruca volentieri erba, foglie tenere e verdure a foglia, e mostra interesse persino per le foglie degli alberi. Non è però strettamente erbivora: la sua è una dieta onnivora, che unisce alla parte vegetale una buona quota di insetti e piccoli invertebrati, fondamentali soprattutto in crescita e riproduzione.
Dove dorme l’anatra muta?
L’anatra muta dorme in un ricovero asciutto e riparato, dove va rinchiusa ogni sera per proteggerla dai predatori. A differenza delle altre anatre, però, ama anche appollaiarsi in alto: grazie alle unghie affilate riposa volentieri su rami, posatoi o strutture sopraelevate, un’abitudine che ricorda i suoi antenati selvatici, abituati a rifugiarsi sugli alberi.
In conclusione
L’anatra muta è l’anatra perfetta per l’allevatore amatoriale che cerca un animale rustico, silenzioso e poco esigente: non le serve un laghetto, resiste al freddo, ripulisce l’aia dagli insetti, regala uova grandi ed è una chioccia impareggiabile. Le bastano spazio per pascolare, una vasca per bagnarsi, un ricovero asciutto dove appollaiarsi e un’alimentazione varia ricca di proteine.
Docile con l’uomo e compatibile con gli altri avicoli, unisce il fascino di una specie dalla storia sud americana millenaria, alla praticità di un allevamento davvero alla portata di tutti.
































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