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Quando si prova a cercare ritenzione dell’uovo su Google, i risultati che escono si riferiscono quasi tutti principalmente alla ritenzione dell’uovo in piccoli uccelli, come ad esempio nei pappagallini. Ma la ritenzione dell’uovo è una disfunzione che può colpire anche le nostre amiche galline ovaiole ed è una cosa molto spiacevole (e grave, se non si risolve!) perché sta a significare che l’uovo non riesce ad uscire, rimanendo dunque all’interno del corpo dell’animale.
Se ci accorgiamo di questa situazione possiamo intervenire ed aiutare la gallina a deporre l’uovo con diversi sistemi e rimedi, ma, fondamentale, è appunto riconoscere per tempo che è in atto questo disturbo; come riuscirci?

Come riconoscere la ritenzione dell’uovo nella gallina

Per riuscire ad accorgerci se una gallina sta subendo la ritenzione dell’uovo dobbiamo farci buoni osservatori e cogliere nell’insieme alcuni segnali che, sommati al fatto che non avviene più la deposizione più le uova, potrebbero farci capire se ci troviamo di fronte soltanto ad una “pausa biologica” nella produzione di uova oppure se siamo in presenza di un disturbo da ritenzione.

Ecco dunque gli aspetti su cui focalizzare l’attenzione:
osservare se la gallina ha appetito e mangia; se scansa il cibo, soffre di inappetenza e beve anche pochissima acqua, allora i sospetti di una ritenzione dell’uovo in atto potrebbero essere molto concreti;
osservare se la gallina soffre di stitichezza; se non evacua feci allora gli indizi/sintomi sono già due e l’identificazione del problema in essere quasi sicura;
osservare il comportamento della gallina; se l’animale ci appare “costantemente in pena” (l’uovo che rimane all’interno del corpo provoca notevole disturbo e dolore alla gallina), depressa, mogia, che entra ed esce dal luogo di cova in continuazione, allora siamo in presenza di un terzo sintomo che, sommato a tutti gli altri, dovrebbe darci come colpevole quasi sicuro un disturbo da ritenzione dell’uovo;
osservare fisicamente la gallina; in presenza di ritenzione dell’uovo la gallina quasi sempre mostra anche delle modifiche nel suo aspetto fisico, come cresta e bargigli pallidi (questo sintomo si presenta quasi sempre quando l’animale non sta bene) o un’andatura differente dal suo solito e normale incedere, ovvero con un movimento molto più “a papera”, con una pancia dura e intirizzita dagli sforzi addominali a cui si sottopone nel tentativo di evacuare l’uovo.

Come curare una gallina affetta da ritenzione dell’uovo

Gallina afflitta da ritenzione dell'uovo: curarla con un bagno caldo
Curare una gallina afflitta da ritenzione dell’uovo tramite un bagno caldo.

Se abbiamo appurato che la nostra gallina sta soffrendo a causa della ritenzione dell’uovo allora è assolutamente consigliato agire nel più breve tempo possibile in quanto questo disturbo può dimostrarsi letale per l’animale nel giro di 48 ore.

E’ possibile provare a curare la galline anche in casa, attraverso rimedi “fai da te”, naturali ed efficaci.

Come prima cosa è necessario procurarsi alcuni elementi: una bacinella abbastanza grande, acqua calda, Sali di Epsom* e un lubrificante naturale, come olio vegetale o vasellina.
(* i “Sali di Epsom” sono anche detti “sali inglesi” e altro non sono che granuli di solfato di magnesio. I “Sali di Epsom” sono così denominati in quanto furono scoperti per la prima volta in alcuni depositi di evaporazione delle acque sorgive di Epsom. Sono utilizzati anche dagli esseri umani per le loro rinomate qualità di depurazione dell’organismo. Sono spesso utilizzati per risolvere casi di calcoli al fegato, calcoli biliari o stitichezza.)

Nel frattempo prendete la gallina in casa e tenetela al caldo, magari avvolgendola in una coperta e facendogli anche delle carezze e delle coccole (che in generale amano molto); deve sentirsi tranquilla e al sicuro. L’ideale sarebbe poi metterla a “bagnomaria” nella bacinella con acqua calda e crearle intorno un ambiente caldo-umido, attorno ai 30° (ad esempio collocandola in un piccolo bagno chiuso e facendo scorrere acqua bollente nella doccia). Lo scopo di questa operazione è quello, attraverso il calore, di far rilassare tutti i muscoli della gallina, in modo da cercare di facilitare la fuoriuscita dell’uovo anche con minor dolore.

Se in questa situazione vedete che la gallina è abbastanza a suo agio potete anche provare a massaggiarle con una mano, molto delicatamente, l’addome, in modo da stimolare l’evacuazione dell’uovo. Se vi accorgete però che al contatto con la mano la gallina dimostra dolore o inquietudine, allora è meglio fermarsi immediatamente.

Per aiutare la fuoriuscita dell’uovo possiamo anche applicare del lubrificante; indossiamo dei guanti in lattice e spalmiamo dolcemente il lubrificante sull’ano e un pochino al suo interno.

Lasciamo infine in pace la gallina in questo ambiente per circa una mezz’ora, in modo che abbia il tempo di rilassarsi e di provare ad espellere l’uovo.
Se anche trascorso questo tempo l’uovo non fuoriesce è meglio contattare subito un veterinario esperto in galline (ad esempio per una somministrazione di calcio tramite iniezione) e, allo stesso tempo, sconsigliamo la pratica, da alcuni sostenuta, di provare a rompere l’uovo attraverso l’ausilio di una “bastoncino” duro da infilare nel condotto. Anche se questo estremo tentativo in alcuni casi porta alla risoluzione, in molti altri i frammenti dell’uovo rotto provocano lacerazioni e perforazioni all’utero della gallina.

Quali cause possono generare la ritenzione dell’uovo?

Affrontare la ritenzione dell’uovo e aiutare la gallina a superarla positivamente è sicuramente, come abbiamo visto, una cosa che è possibile fare; è però importante anche capire quali possono essere le cause che l’anno generata.

Ad esempio, un fattore che incide in larga percentuale sul verificarsi di questa malattia è l’età avanzata dell’animale o, al suo opposto, anche la troppo giovane età nel momento della prima deposizione.

Altra causa può essere quella di un uovo che si è formato in misura troppo grande o in una forma diversa dal solito (ad esempio molto allungata).

Un’alimentazione sbagliata o carente può rivelarsi un altro fattore di rischio per l’insorgenza della ritenzione dell’uovo. Le galline necessitano di una alimentazione varia e completa e se mancano il calcio o la vitamina D sarebbe necessario integrarli immediatamente, ad esempio gettando nel pollaio, insieme al cibo, dei blocchetti di calcio, o installando delle lampade solari per incentivare l’organismo delle galline a produrre più vitamina D.

Inoltre ricordiamo che le galline hanno estremo bisogno di muoversi, di razzolare, per metabolizzare al meglio il cibo. Costruite il vostro pollaio domestico in giardino destinandogli la maggior superficie possibile, spargete il cibo a terra, in modo che debbano andare a cercarselo e, se possibile, lasciatele libere qualche ora al giorno di “pascolare” sull’erba verde. Tutte queste attenzioni quotidiane determinano nel tempo il benessere vero delle vostre galline e possono scongiurare il manifestarsi di molti casi di ritenzione dell’uovo (che, purtroppo però, in alcuni casi è di origine ereditaria e dunque impossibile da risolvere attraverso i consigli sopra descritti).

Per concludere vi lasciamo con un video che, seppure in inglese, illustra dal vivo gli steps per risolvere il problema di una gallina afflitta da ritenzione dell’uovo (in inglese, egg bound).

I vostri consigli…
Se anche voi avete avuto problemi con galline afflitte da ritenzione dell’uovo, raccontateci la vostra esperienza nei commenti; come lo avete affrontato? Siete riusciti a curare la gallina? Avete utilizzato una tecnica diversa da quella che abbiamo descritto? Ogni commento può migliorare questa pagina ad essere più esaustiva ed aiutare qualche persona che si trovi ad affrontare la medesima difficoltà!

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