Il Pulcino: dalla schiusa dell’uovo alla vita nel pollaio (da 0 a 3 mesi) | Tuttosullegalline.it
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Il pulcino è forse l’esserino più tenero e morbido che si possa immaginare; con quel piumino morbidissimo e il delicato pigolio, tenerlo tra le mani è una vera emozione!
Il pulcino viene al mondo da uova fecondate (nel pollaio, dunque, deve essere presente almeno un gallo per 6/8 galline) che siano state o covate da una chioccia (una gallina che per istinto naturale comincia a rimanere dentro al nido accovacciata sopra le uova per tutto il giorno), oppure inserite all’interno di un’incubatrice artificiale; in entrambi i casi occorrono 21 giorni affinché dall’embrione si sviluppi completamente ed esca dal guscio (grazie all’egg tooth) il bel pulcino.
(Se i pulcini nascono al 19° o al 20° giorno è indice di temperatura d’incubazione elevata. Se i pulcini nascono al 22° o 23° giorno è indice di temperatura d’incubazione bassa.)

Nell’incredibile video sottostante vediamo proprio riprodotto questo miracolo e quello che succede all’interno dell’uovo nei 21 giorni, dall’embrione fino alla nascita del pulcino completamente sviluppato.

Una piccola curiosità etimologica. La parola pulcino deriva dal termine latino pullicenus diminutivo di pullus (piccolo di animale), che originariamente non era per forza riferito esclusivamente al pollo; infatti il pulcino era pullus gallinaceus mentre, ad esempio, pullus equi designava il puledro.

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Il pulcino nelle sue prime 48 ore di vita

Se i pulcini sono venuti alla luce all’interno dell’incubatrice, per le prime 48 ore di vita non devono essere tolti dall’interno della macchina, e questa non deve essere aperta e nessun pulcino deve essere preso in mano (anche se il desiderio di farlo è sicuramente molto forte!).

Durante queste prime ore di vita i pulcini devono essere lasciati nel loro ambiente dentro all’incubatrice (aumentando un pochino l’areazione e diminuendo appena la temperatura), per asciugare bene il piumino, riprendersi dal grande sforzo della nascita e assestare il proprio metabolismo; il cibo non gli manca, in quanto traggono ancora energie e sostentamento grazie al nutrimento (lipidi) presente nel tuorlo dell’uovo.

Se invece i pulcini sono venuti al mondo grazie all’estenuante e paziente dedizione di una chioccia (che avrete preventivamente spostato dal pollaio per metterla in un luogo più tranquillo, riparato e sicuro, distaccato dagli altri animali), vale comunque quanto detto sopra. Più che altro assicuratevi che sia la “mamma gallina” a mangiare e a bere.

Il pulcino da 2 giorni al primo mese di vita circa (primo periodo)

Passate le prime 48 ore di vita, i pulcini sono pronti per cominciare a nutrirsi e dunque, nel caso siano nati all’interno dell’incubatrice, vanno tolti e messi all’interno di una gabbia o scatola più grande, con una ciotola d’acqua anti-annegamento (solitamente, per evitare questo pericolo, si usa inserire all’interno della ciotola dei piccoli sassi o delle biglie di vetro) e un altro recipiente con del mangime idoneo per pulcini (proteico al 21%).
La scatola dovrà essere posta al riparo dal freddo e dall’eventuale pericolosissimo attacco dei topi. Se pensate che la temperatura esterna non sia abbastanza calda va collocata all’interno della pulcinaia anche una lampada scaldante, che provvederete a collocare man mano sempre più in alto con il passare dei giorni; saranno i pulcini stessi a “dirvi” quando non ne avranno più bisogno, disponendosi tutti il più lontano possibile dalla fonte di calore.

Esistono in commercio anche dei kit per lo svezzamento già pronti, per allestire la “cameretta” dei pulcini con tutto il necessario per vivere e crescere al meglio durante il primo mese di vita, come ad esempio quello presentato qui sotto da Nicola de Il Verde Mondo.

Ma ci si potrebbe anche trovare nell’impossibilità di prendere un kit, o comunque di dover realizzare una pulcinaia di emergenza “fai da te” per avere giusto il tempo di qualche giorno per organizzarsi al meglio. Ecco allora in tal caso come fare.

Piccolo suggerimento. I pulcini nati all’interno di un’incubatrice crescono senza l’esempio della madre, anche per cose che apparentemente ci potrebbero sembrare banali, come beccare il cibo o bere. Dunque, osserviamo sempre bene il comportamento dei pulcini e se ad esempio ci accorgiamo che non mangiano, un trucco può essere quello di far cadere i grani di mangime su un cartone, in modo che i pulcini possono sentirne il rumore e ne siano attratti. Altro stratagemma può essere quello di somministrare ai pulcini delle uova sode schiacciate (altamente proteiche) mischiate a erba cipollina sminuzzata, un composto che i piccoli trovano davvero molto gustoso, e che dunque potrebbero essere più invogliati ad assaggiare e mangiare.

Il periodo di 1 mese circa è l’arco di tempo (definito anche primo periodo) durante il quale i pulcini venuti al mondo grazie all’assistenza della chioccia naturale, continueranno a stare assieme a lei all’interno dello spazio di loro esclusività, spazio che lo zoologo ed esperto avicolo Andrea Mangoni, nel paragrafo seguente, ci racconta in linea di massima come dovrebbe essere realizzato.

“Per una chioccia con dodici pulcini può andar bene una superficie di circa un metro quadrato; dopo un mese, quando inizieremo ad allontanare la gallina, la stessa gabbia potrà servire per un altro mese – mese e mezzo, per ospitare la dozzina di pollastrelli.
La gabbia sarà fatta di rete di maglie di circa 1 cm di lato, in maniera da impedire l’accesso ai topi, e sollevata dal terreno di 30-50 cm; io consiglio di ricoprirne il fondo con dei cartoni, che formino anche una sorta di bassa barriera sui lati, e di metterci quindi dentro uno strato di circa 3-5 cm di trucioli depolverati da lettiera.
Nella gabbia metteremo due mattoni con sopra l’abbeveratoio, avendo cura che i pulcini possano arrivarvi, ed una buona mangiatoia, a sifone o a tramoggia. Una cassettina con della paglia pulita farà felice la nostra chioccia. Per assicurare un’adeguata pulizia, la lettiera in truciolo andrà cambiata settimanalmente, o anche più spesso se necessario. Molti tengono gli animali in gabbie senza substrato, solo con la rete, mettendo magari il truciolo SOTTO la gabbia. E’ la stessa cosa, certo, ma se si ha il problema dei topi o peggio dei ratti il fondo in rete non impedirà che i roditori vi facciano fuori i pulcini attraverso le maglie della gabbia!”

Dopo circa 1 mese o poco più, anche in questo caso sarà la chioccia stessa a farvi capire che si è stufata di fare la mamma… infatti comincerà a tenere lontani e cacciare via i propri pulcini (che nel frattempo saranno diventati pulcinotti). E’ giunto il momento di separare la gallina dai pulcini e rimetterla nel pollaio; con molta probabilità riprenderà anche a deporre le uova.

Il pulcino tra i 2 e i 3 mesi di vita circa (secondo periodo)

pollastre che dopo 3 mesi devono entrare nel pollaio

Dunque, con l’allontanamento della chioccia dopo circa un mese di vita, i pulcinotti si apprestano da soli ad affrontare il secondo periodo, e a trasformarsi in pollastri e pollastre (scopri tutto sulla giusta nomenclatura della gallina in base all’età nel nostro articolo: Che differenza c’è tra gallo, pollo e gallina?).

Durante il secondo periodo i pulcini hanno bisogno di un mangime al 19% proteico e comunque in commercio esistono ottimi preparati già pronti e calibrati per ogni stadio di vita (possibilmente cercate di acquistare i mangimi bio o, in alternativa, almeno quelli “no ogm”). Inoltre i mangimi in commercio oggi sono già arricchiti di coccidiostatici che aiutano a ridurre l’insorgenza di patologie gastrointestinali (dovute appunto alla proliferazione di coccidi nell’intestino) che ne possono compromettere la salute e la crescita.

Da 1 a 3 mesi di vita, con la bella stagione, possiamo spostare i pulcini anche all’aperto, ma in un recinto distaccato da quello degli altri animali, perché ancora troppo piccoli per affrontare schermaglie e lotte con gli adulti più grandi.

Una buona idea può essere quella di permettere ai due gruppi di animali, seppure non in contatto, di potersi vedere attraverso le recinzioni, in modo da abituarsi almeno un pochino alla reciproca presenza.

Superati i tre mesi, pollastri e pollastre sono pronti per il loro vero e proprio “ingresso in società” nel pollaio comune. Ovviamente ci saranno degli scontri, in quanto i nuovi arrivati devono essere assorbiti nella scala gerarchica del gruppo già costituito; è una cosa normale, e passato un breve periodo di assestamento, le cose si sistemeranno da sole.

Nel video qui sotto un esempio di quello che può accadere quando si uniscono nel pollaio nuove galline (in questo caso non giovani pollastre ma galline già adulte) e viene turbata la gerarchia sociale già esistente.

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