La mangiatoia nel pollaio: come gestire beccatoi e rastrelliere | Tuttosullegalline.it
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Per una corretta alimentazione delle nostre galline ovaiole, oltre alla qualità degli alimenti è anche molto importante l’utilizzo degli accessori più idonei per quanto riguarda la mangiatoia, sia per granaglie e mangimi (beccatoi), sia per eventuale erba fresca o verdure a foglia grande (quale ad esempio il cavolo nero, assai gradito!).

In commercio esistono numerose tipologie di mangiatoia per galline, anche molto ingegnose, e ognuna adeguata a risolvere eventuali piccoli problemi specifici di ogni singolo pollaio.

La mangiatoia per granaglie e mangimi: beccatoi

Una prima caratteristica importante di una mangiatoia per granaglie e mangimi è quella di impedire che le nostre galline ci razzolino dentro, sporcando il cibo o causandone il rovesciamento a terra e il conseguente spreco. Il mangime disperso a terra inoltre, può essere fonte di attrazione per uccelli e roditori ed è quindi importante che sia evitato.

Galline che mangiano da una mangiatoia

Nei pollaio dei nostri nonni spesso il problema del rovesciamento della mangiatoia (o anche dell’abbeveratoio) era risolto con pesanti ciotole in pietra (spesso pietra serena o comunque pietra locale), tanto pesanti da non poter essere ribaltate neppure dal peso di una grossa gallina saltellante.

Altro fatto a cui porre attenzione è il tipo e il numero di mangiatoie da installare nel pollaio in base al numero di galline e al loro comportamento gerarchico; in tutti i pollai vige la “legge dell’ordine di beccata” secondo la quale gli esemplari dominanti beccano per primi e solo successivamente possono poi beccare tutti gli altri, sempre in rigoroso ordine gerarchico.
E’ dunque importante verificare che gli esemplari che avranno accesso per ultimi alla mangiatoia riescano comunque a trovarci ancora del cibo e a non rimanere “a becco asciutto”… Talvolta un buon metodo per risolvere questo problema può essere quello di mettere due mangiatoie a distanza tale tra loro che nello spostamento dei dominanti dall’una all’altra riescano ad inserirsi e a mangiare anche “i più gerarchicamente deboli”.

Galline alla mangiatoia
Galline alla mangiatoia.

E’ inoltre importante che le mangiatoie siano collocate comunque al riparo dalla pioggia (ad esempio sotto alla piccola tettoia del recinto-giardino o, nel caso sia possibile, all’interno della casetta-ricovero); in quanto devono rimanere assolutamente asciutte.

Indicativamente, per ogni esemplare, dovrebbe essere disponibile una porzione di cibo pari a circa 125 grammi al giorno.

Le attuali mangiatoie in commercio sono diventate veramente affidabili e oltre a evitare questo problema di dispersione del contenuto, riescono a contrastare anche altri problemi, quali ad esempio la contaminazione dei cibo con le feci e l’accesso al cibo da parte di uccelli e roditori; eccone alcune tipologie.

Mangiatoia a ciotola

Nel caso della semplice mangiatoia a ciotola è importante che questa abbia il bordo un poco rialzato, che sia realizzata con un materiale non troppo leggero (terracotta o ceramica potrebbero andare bene, anche perché si pulisco facilmente) e che sia posizionata sopraelevata dal terreno (ad esempio poggiata su una cassetta o fissata ad una parete o su un piedistallo). Soluzione economica, igienica e anti-spreco.

Mangiatoia su piedistallo
Esempio di mangiatoia su piedistallo.

Mangiatoia a tramoggia

Nel caso si sia optato per una mangiatoia a tramoggia, le granaglie e mangimi sono contenuti in un recipiente (spesso fissato a parete) dal quale scendono per gravità in una vaschetta di raccolta sottostante. Sono forse le mangiatoie più antiche, inizialmente realizzate anche in legno dalle mani esperte degli allevatori. Oggi ne esistono di svariate tipologie in commercio e sono sicuramente un’ottima soluzione: economica, igienica e anti-spreco. Hanno inoltre il vantaggio di garantire una presenza costante di granaglie e mangime anche per una periodo abbastanza prolungato (in funzione delle dimensioni del “serbatoio”).

Esempio di mangiatoia a tramoggia in legno
Progetto di tramoggia in legno (Immagine estratta dall’ “Archivio Storico Avicoltura” di Andrea Mangoni.
Mangiatoia a tramoggia auto-costruita
Esempio di mangiatoia a tramoggia auto-costruita.
Mangiatoia a tramoggia a parete
Esempio di mangiatoia a tramoggia a parete.

Mangiatoia a sifone

La mangiatoia a sifone la si trova solitamente in commercio in plastica o in lamiera zincata (entrambe molto semplici da pulire). Sono serbatoi a forma di tronco di cono che poggiano su una base circolare di contenimento con i bordi più alti del livello del mangime che scende per gravità.
Questo tipo di mangiatoia può essere sia appoggiata su una cassetta o altro supporto a parete, sia montata sospesa. Anche la mangiatoia a sifone è una soluzione economica, igienica e anti-spreco, e garantisce una presenza costante di granaglie e mangime per una periodo abbastanza prolungato (in funzione delle dimensioni del “serbatoio”).
Per tutelarsi da “furti di cibo” notturni, da parte soprattutto dei roditori, sarebbe opportuno posizionare la mangiatoia in un’area del pollaio che sia chiusa e inaccessibile.

Mangiatoia a sifone

Mangiatoia a sifone con serbatoio grande
Mangiatoia a sifone con serbatoio grande.

Mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio

La mangiatoia a pedale è normalmente chiusa e si apre soltanto nel momento in cui la gallina sale sulla pedana, e rimane aperta fintantoché la gallina mangia, chiudendosi solo quando l’animale scende da essa. Inizialmente sarà necessario aiutare le nostre galline a prendere confidenza col meccanismo, ma poi risulterà semplice e comodo anche per loro.

E’ una soluzione un po’ meno economica rispetto alle mangiatoie che abbiamo visto in precedenza (almeno che non si realizzi con le proprie mani), ma è certamente igienica, anti-spreco ed è una soluzione “antifurto” al 100%, e per questo detta appunto anti-saccheggio.
In funzione della dimensione del “serbatoio”, garantiscono la presenza costante di granaglie e mangime anche per una periodo abbastanza prolungato.

mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio
Esempio di mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio in commercio.
mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio fatta in casa
Esempio di mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio fatta in casa (chiusa).
mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio fatta in casa
Esempio di mangiatoia a tramoggia a pedale con coperchio a sbalzo anti-saccheggio fatta in casa (aperta).

Mangiatoia “a canne d’organo”

La mangiatoia “a canne d’organo” è un’altra pratica ed efficace soluzione economica, igienica e anti-spreco da realizzare su una parete interna del pollaio, tramite un utilizzo semplice e geniale di comuni tubi da idraulica.

Mangiatoia a canne d'organo
Esempio di mangiatoia “a canne d’organo”.

Mangiatoia “ad oblò”

Utilizzando un po’ di ingegno, creatività e materiali di recupero, si possono ottenere anche altre soluzioni economiche, igieniche e anti-spreco assolutamente efficaci, come la sottostante mangiatoia “ad oblò”.

Mangiatoia ad oblò

La mangiatoia per erba fresca o verdure a foglia grande: rastrelliera

Specialmente nel caso in cui il nostro pollaio disponga di una superficie a prato ridotta o anche solo temporaneamente “a riposo”, è importante fornire alle nostre galline erba fresca e scarti di verdure a foglia larga. L’ideale è posizionare erbe e verdure in una rastrelliera.

Potrebbe essere una semplice rete metallica fissata alla recinzione del pollaio o ad una parete del ricovero, da cui possano beccare le foglie; che sia appoggiata o sospesa, l’importante è che stia rialzata da terra.

Mangiatoia a rastrelliera
Esempi di “rastrelliere” (Immagine estratta da “Archivio Storico Avicoltura” di Andrea Mangoni).
mini mangiatoia rastrelliera
Esempio di mini mangiatoia rastrelliera.
mini mangiatoie a rastrelliere
Esempio di mini mangiatoie a rastrelliere.
grande mangiatoia a rastrelliera da campo
Esempio di grande mangiatoia a rastrelliera “da campo”.

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